PRIMA CHE ARRIVI IL CALDO…POLPETTONE AL LIMONE CON MANDORLE E VINO

Polpettone-al-limone-mandorle-vinoNon è la prima volta che la mia amica Rossella di Vaniglia Cooking mi fornisce ispirazione. Ve la ricordate la fantastica vellutata di carote con cumino, zenzero, curcuma e latte di cocco che avevo fatto per ovviare ad un clamoroso capitombolo culinario? Avevo toppato una ricetta e lei, con le sue mille idee veloci per mettere in tavola qualcosa di sfizioso, è venuta in mio aiuto.

Questa volta la scelta è stata più meditata. Nel senso che era davvero tanto tempo che volevo preparare il suo famoso polpettone. E questa volta ce l’ho fatta. La ricetta si trova nel suo (se non sbaglio) secondo libro “All’ombra dei mandorli in fiore” e ha sempre stuzzicato il mio palato. Del resto io adoro le mandorle e in quel libro ci sono solo ricette con le mandorle.

Polpettone-al-limone-mandorle-vinoIn occasione della domenica delle Palme ho pensato che la festività esigeva un secondo degno di nota. Inoltre ho pensato, che se avessi aspettato ancora, l’arrivo del caldo mi avrebbe fatto passare la voglia di preparare questo piatto. Tra qualche mese l’estate e il caldo ci porteranno ad uscire spesso di casa in cerca di un po’ di frescura, le occasioni per i convivii domenicali culinariamente un po’ più importanti saranno sempre meno e di certo un piatto “nutriente” come il polpettone verrà per il momento accantonato. Vista sotto questo aspetto, la primavera, oltre a essere il momento ideale per svuotare la dispensa (altro caposaldo della cucina di Rossella), è anche il momento giusto per salutare quei piatti che tanto ci piacciono ma che riassaporeremo soltanto in autunno.

E così mi sono messa all’opera. Per avvantaggiarmi coi tempi ho preparato il polpettone il giorno prima e l’ho lasciato in frigo avvolto nella carta da forno per non fargli perdere la forma. Poi, il giorno dopo, mi sono dedicata subito alle patate. Tutto è filato liscio e il risultato è stato più che ottimo. Non che avessi dubbi ma avevo persone a pranzo e si sa che quando uno prova per la prima volta una ricetta è allora che tutto va storto. Invece per fortuna tutto bene, grazie soprattutto alla precisione di Rossella nel descrivere tutti i passaggi. Eccovi quindi la ricetta e alla prossima volta, magari con qualche altra ricetta di fine stagione.

Polpettone-al-limone-mandorle-vino

POLPETTONE AL LIMONE CON MANDORLE E VINO

…………………………

INGREDIENTI (per 4 porzioni):

  • 60 g di pane raffermo 
  • 200 ml di latte
  • 40 g di mandorle spellate
  • 1 spicchio d’aglio
  • la scorza di 1 limone non trattato
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 300 g di macinato misto
  • 2 uova
  • 6 cucchiai di pangrattato + 3 cucchiai per la panatura
  • 150 ml di vino bianco
  • olio evo
  • sale
  • 700 g di patate

…………………………

COME SI FA:

  1. Spezzettate grossolanamente il pane e mettetelo nel latte finché non diventa morbido.
  2. Nel frattempo unite nel mixer le mandorle, una presa abbondante di sale, lo spicchio d’aglio privato dell’anima, la scorza di limone e le foglioline di un mazzetto di prezzemolo. Tritate il tutto finemente e mettete da parte.
  3. In una ciotola amalgamate la carne tritata, il pane ben strizzato e sminuzzato con le mani, le uova, il pangrattato e il trito a base di mandorle. Mescolate bene aiutandovi con le mani e poi mettete il composto su di un foglio di carta forno. Aiutandovi con la carta forno date forma al vostro polpettone. Rotolatelo quindi nel rimanente pangrattato al quale avrete aggiunto un pizzico di sale.
  4. Sbucciate le patate, tagliatele a cubetti e conditele con un filo d’olio nella stessa teglia che userete per cuocere il polpettone. Infornate quindi le patate per 15 minuti, poi aggiungete il polpettone e un filo d’olio. Proseguite la cottura per altri 15 minuti.
  5. A questo punto versate il vino nella pirofila, avendo cura che il liquido raggiunga 1 cm di profondità. Proseguite la cottura per altri 40 minuti o comunque finché il polpettone non risulterà ben cotto al centro. lasciate riposare per 10 minuti coperto con carta d’alluminio prima di tagliare.

IMPARARE A NAVIGARE…MEGLIO UN PRANZO LEGGERO. SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI CON LIME, MENTA E ZENZERO

spaghetti-lime-menta-zenzeroSpesso nella vita ho cercato un luogo sicuro, un piccolo cantuccio, un’isola felice, un posto dove poter fuggire ai problemi che la vita quotidiana ci riserva. Non parlo dei problemi gravissimi, che quelli lo sapevo già che ti vengono a beccare ovunque tu sia. Intendo quelli più piccoli, quelli che in fondo lo sai che sono risolvibili, ma che comunque ti rompono le scatole, ti fanno venire l’ansia (ultimamente anche l’acidità di stomaco) e un pochino ti rovinano la giornata. Ho sempre pensato che, se avessi scelto il lavoro giusto, la giusta città in cui vivere, i giusti amici, avrei potuto incassare i colpi, tamponare la situazione.

Poi però ho iniziato a capire che non esiste il lavoro giusto, non esiste la città giusta e non esistono le persone giuste. E ho iniziato a capire che scappa oggi, scappa domani, la ricerca della tranquillità è una ricerca senza fine. E non si può passare la vita a scappare. E’ un po’ come se fossi una barca che naviga solo per cercare ogni volta un porticciolo sicuro. Appena il porticciolo in cui stava diventa fastidioso, riparte pensando che la prossima volta andrà meglio. E invece ogni volta tutto si ripete, in modo diverso, ma si ripete.

spaghetti-lime-menta-zenzeroE allora non mi resta che imparare a navigare…possibilmente a navigare a vista. Peccato che io non sia molto brava in questo. Giornata difficile? Ci penso anche la notte…Futuro lavorativo vagamente (e ripeto vagamente) preoccupante? Ci rimugino in ogni modo…Gente che mi fa incavolare? Una bella acidità di stomaco…tanto per gradire. L’unica cosa che sono in grado di fare e non farlo vedere molto all’esterno…Resta il fatto che questo atteggiamento è proprio l’esatto contrario del concetto di navigare a vista…

Ma vabbè, non si può fare altro che provarci. Provare a fermarsi un attimo ed escludere tutto, tutti i pensieri ansiogeni, riprendere il controllo e far sì che la nave possa navigare. Sempre. Anche in acque tempestose. Senza subire grossi contraccolpi o perdere pezzi…

Per riprendere il viaggio l’ideale è un piatto veloce, leggero e vagamente esotico, come questa pasta con lime, menta e zenzero. Un piatto fresco per rinfrescare la mente, per raffreddare i pensieri e provare a riprendere la navigazione…

spaghetti-lime-menta-zenzero

SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI CON LIME, MENTA E ZENZERO

…………………………

INGREDIENTI:

  • 100 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 5 cucchiai di olio evo
  • il succo di 2 lime
  • 15/20 g di foglie di menta 
  • 30/40 g di zenzero fresco
  • 320 g di spaghetti alla chitarra integrali

…………………………

COME SI FA:

  1. Spremete i lime, grattugiate lo zenzero e tritate la menta. Mettete da parte.
  2. Mettete il parmigiano in una ciotola e, mescolando, incorporate olio sufficiente ad ottenere una cremina morbida. Aggiungete il succo di lime, lo zenzero grattugiato e la menta tritata.
  3. Lessate la pasta in acqua salata e scolatela al dente, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura.
  4. Condite quindi gli spaghetti con sugo preparato unendovi, se necessario, qualche cucchiaio di acqua di cottura.

Salva

Salva

Salva

PROVARE, PROVARE E RIPROVARE. FILONE CON QUINOA SOFFIATA E SEMI DI PAPAVERO

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papaveroLa prima volta che ho fatto questo pane ero in pieno periodo “Pasta madre tutta la vita”. Non che adesso quel periodo sia passato. Continuo ad utilizzare la pasta madre con grande piacere e buoni risultati. Ma quella volta davvero sfornavo pane a tutte le ore. Vista questa passione, ho iniziato a cercare dei testi che potessero arricchire le mie conoscenze.

Mi sono, quindi, imbattuta nel fantastico libro di Riccardo Astolfi “Pasta Madre”. Dico fantastico perchè per me ha rappresentato l’ingresso a pieno titolo nel mondo della pasta madre. il libro, infatti, oltre a contenere tutta una serie di ricette davvero particolari e fantasiose, fornisce le nozioni base per il corretto utilizzo della pasta madre. Ormai Riccardo Astolfi è un vero esperto del mondo della panificazione. Oltre ad aver pubblicato il libr “Pasta Madre”, ha anche creato un blog e una comunità di “spacciatori” di pasta madre. Poi ha aperto anche una panetteria a Bologna.

Fatto sta che ho iniziato a provare buona parte delle ricette di Riccardo, tra cui anche questo pane con quinoa soffiata e semi di papavero. Me ne sono innamorata subito. Ha un consistenza così rustica e un sapore così piacevolmente aromatico che mi sono entrati subito nel cuore. La prima volta che l’ho fatto, questo blog non esisteva. Quindi niente foto, niente post, me lo sono pappato io e stop.

La seconda volta, ovviamente, smaniavo dalla voglia di postare la ricetta. Peccato che non ero ancora molto esperta con le pieghe laterali, con la conseguenza che il pane mi si è aperto sotto, con un effetto estetico non proprio bellissimo. Disperazione, incavolamenti varii e post annullato.

Non contenta, ci ho riprovato prima di iniziare il trasloco.  Questa volta il pane è venuto bene ma le foto erano una schifezza. Perchè, dovete sapere, io amo molto cucinare il pane e i biscotti ma fotografarli è una vera agonia. Non so mai come allestire un minimo set, ho sempre paura di essere troppo minimale, poi finisco per inserirci roba che non serve a nulla col risultato che alla fine mi innervosisco e le foto mi vengono male. Ecco perchè a marzo per una settimana ho dovuto saltare il post. Cosa che, come potete immaginare, mi ha fatto parecchio innervosire visto che per me postare ricette è un esercizio spirituale che va fatto con costanza.

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papaveroMa non mi sono data pervinta. Questo pane andava fatto e postato. Perchè è troppo buono. E il mondo, senza questo pane, è sicuramente un posto peggiore. E io devo assolurtamente contribuire alla divulgazione di questa ricetta. Questa volta ho lavorato con calma, mi sono presa il mio tempo e alla fine le foto sono venute discrete. O quanto meno in grado di rendere la rusticità e la piacevolezza di questo pane. Ho apportato una piccola modifica. Invece di usare la farina 0, come consiglia Riccardo, ho usato farina 2 macinata a pietra e farina Manitoba. Anche in questo modo, il risultato è stato ottimo.

Alla fine è proprio vero che repetita iuvant. Ripetere più volte questo pane e le sue foto mi ha certamente garantito un risultato migliore. Peccato che noi foodblogger dobbiamo provare sempre cose nuove e difficilmente ripetiamo più volte la stessa ricetta. Ma, chi lo sa, forse inaugurerò una nuova rubrica in cui ogni tanto mi cimento in vecchie ricette già postate per vedere se si possono migliorare ulteriormente. Vedremo…

Intanto sul concetto del “provare, provare e riprovare…”, mi è tornata in mente la divertente scena del film “Non ci resta che piangere”…Che dite? Ce la riguardiamo insieme? Eccovi il link. Ed eccovi anche la ricetta del pane…

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papavero

FILONE CON QUINOA SOFFIATA E SEMI DI PAPAVERO

…………………………

INGREDIENTI (per 1 filone):

  • 150 g di pasta madre rinfescata (o 75 g di lievito di birra)
  • 250 g di acqua
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo
  • 250 g di farina 1 macinata a pietra 
  • 250 g di farina Manitoba
  • 2 cucchiaini di sale
  • 100 g di quinoa soffiata
  • 50 g di semi di papavero

…………………………

COME SI FA:

  1. Sciogliete la pasta madre nell’acqua insieme al malto d’orzo.Se usate il lievito di birra dovrete dimezzare il tempo di lievitazione. Se non avete la quinoa soffiata, potete prepararla adesso facendo tostare in padella dei normali semi di quinoa per circa 10 minuti. Fate raffreddare.
  2. Mettete nella planetaria le farine e il sale. Mescolate, poi aggiungete l’acqua e il lievito. Iniziate a impastare.
  3. Aggiungete la quinoa e i semi di papavero e continuate a impastare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Lasciatelo quindi lievitare in un posto caldo e asciutto (come sempre io ho avvolto la ciotola in una coperta di lana) per 5-6 ore.
  4. Riprendete l’impasto, fate un giro di pieghe* e formate il vostro filone. Fatelo riposare sulla leccarda rivestita di carta da forno, coperto con un canovaccio, nel forno alla temperatura di 40 gradi per altre 2 ore.
  5. Accendete il forno e portatelo alla temperatura i 230 gradi. Cuocete il pane per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 200 e continuate la cottura per altri 30 minuti.

*Questa volta, dovendo preparare un filone, ho preferito fare la piegatura laterale. Si fa così. Rovesciate l’impasto sul tagliere infarinato. Dopo averlo leggermente appiattito e aver formato un rettangolo, piegato unlato sull’altro sovrapponendolo per 2/3 all’impasto. Prendete l’altro lato e sovrapponetelo al primo. Ruotate l’impasto a 90 gradi verso destra e ripetete la procedura. Fate riposare qualche minuto. Procedete poi a dare la forma che preferite.

 

UNA PASQUA ALTERNATIVA ANCHE A TAVOLA. TORTA BRIOSCIATA CON NOCI E CAFFE’

torta-briosciata-noci-caffèDevo essere sincera. Per il post di oggi non avevo pensato di suggerirvi questo dolce. Poi però mi sono ricordata che domenica è Pasqua. Cioé non è che non mi ricordavo di Pasqua (capirai…non vedo l’ora di avere qualche giorno di riposo). E’ che non mi sono resa conto che questo post è proprio quello della settimana santa. E io non ho fatto un piano editoriale per Pasqua. E così, mentre tutte le foodblogger infornavano volatili di vario genere (con le mandorle, con il glutine, senza glutine, col cioccolato e chi più ne ha più ne metta), io infornavo un pane.

E però, ormai lo sapete, come sono bravissima a sottopormi al pubblico ludibrio, sono pure bravissima ad autoassolvermi con estrema scioltezza. E stavolta il motivo della mia scarsa/assente programmazione ce l’ho bello caldo a portata di mano. Il trasloco. E’ lui. E’ colpa sua. Come avrei potuto, me tapina, pensare alla Pasqua tra scatoloni aperti e vestiti in giro alla rinfusa? Come avrei potuto programmare ricette pasquali quando, dopo il lavoro, riuscivo solo a buttarmi sul letto “a quattro di spade”? E su! Siate comprensivi!

In compenso però, improvvisando quà e là, oltre al pane, ho infornato questo stupendo dolce che ho visto su Sale&Pepe e che oggi vi propongo con tanto di faccia tosta. Che fosse stupendo non lo sapevo da prima. Anzi, avevo non poche perplessità. Poi però è stata una autentica rivelazione. In un eccesso di egoismo culinario, a casa mi è stato categoricamente impedito di portarne i resti in ufficio. Il che la dice lunga…

torta-briosciata-noci-caffèLa particolarità è che non è un dolce molto dolce (scusate il gioco di parole) in quanto lo zucchero non è molto ed è per giunta bilanciato dalle noci e dal caffé. Pensando alla Pasqua e alla colomba pasquale mi è venuto in mente che anche la colomba non è un dolce molto dolce. Inoltre, visto che questo dolce ha qualche problema di identità, può essere mangiato senza che si ribelli sia dopo pranzo il giorno di Pasqua che a colazione per un eventuale brunch di Pasquetta.

E allora perchè non provare qualcosa di alternativo sia pure nel solco della tradizione? Del resto quast’anno la mia Pasqua, pur essenso la stessa nelle modalità e con le stesse persone, sarà diversa come “contesto” in quanto tutto il contorno è mutato. In un contesto diverso ci sta pure che vi propongo un dolce diverso.

E allora non mi resta che scrivervi la ricetta e invitarvi ad osare e a trascorrere una serenissima Pasqua e una divertentissima Pasquetta.

torta-briosciata-noci-caffè

TORTA BRIOSCIATA CON NOCI E CAFFE’

…………………………

INGREDIENTI:

  • 15 g di lievito di birra fresco
  • 1,6 dl di latte
  • 450 g di farina bianca
  • 1 pizzico di sale
  • 50 g di zucchero bianco
  • 2 tuorli
  • 100 g di burro
  • 60 g di zucchero di canna
  • 80 g di gherigli di noce
  • 1 cucchiaio di caffè liofilizzato
  • 1 limone non trattato
  • burro e farina per lo stampo

…………………………

COME SI FA:

  1. Tagliate il burro a pezzetti e lasciatelo ammorbidire.
  2. Sbriciolate il lievito in una ciotolina. Aggiungete il latte appena tiepido e un cucchiaio di zucchero bianco. Mescolate finché il lievito non si sarà sciolto.
  3. In una ciotola più grande (o nella planetaria) mescolate la farina, lo zucchero bianco rimasto e il sale. Aggiungete i tuorli e il composto di latte e lievito. Iniziate ad impastare. Aggiungete quindi il burro e continuate a impastare per 10 minuti o comunque finché non avrete ottenuto un impasto liscio e omogeneo.
  4. Formate una palla, copritela con della pellicola e lasciatela lievitare per 2 ore in un luogo tiepido o avvolta da una coperta.
  5. Sgonfiate leggermente la pasta e formate un rotolo di circa 8 cm di diametro. Tagliate il rotolo a fette di circa 1 cm di spessore. Poi stendetele in piccole sfoglie di circa 1/2 cm di spessore.
  6. Tritate grossolanamente i gherigli di noce con lo zucchero di canna e la scorza di limone. Cospargete il composto sulla metà delle sfoglie. Cospargete le sfoglie rimaste con il caffè.
  7. Riempite uno stampo da kuglof di 20 cm di diametro, imburrato e infarinato, alternando i due tipi di sfoglie. Coprite lo stampo e lasciate lievitare per un’altra ora in un luogo tiepido.
  8. Cuocete il dolce in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40 minuti. Sformatelo e lasciatelo raffreddare su una gratella.

I DETTAGLI CHE FANNO LA DIFFERENZA. BISCOTTI AL LIMONE

Biscotti-al-limoneUn po’ di tempo fa mi è stato regalato il libro di Carlo Cracco “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno”. Come ho già detto più volte su questi schermi, non sono immune al fascino della cucina stellata. Se mi capita di partecipare ad eventi che hanno per protagonisti chef famosi o a degustazioni di loro piatti, partecipo più che volentieri (come vi raccontavo qui). Ma oggi non è di questo che voglio parlarvi.

In realtà, la ricetta di oggi mi ha fatto tornare in mente quel libro, ma non per le ricette in esso contenute, bensì per il principio di base che Cracco vuole esprimere. Il succo del libro, per come lo ho interpretato io, sta nel principio basilare secondo cui per preparare dei buoni piatti è importante la cura delle materie prima e la cura dei dettagli. Ovviamente i grandi chef hanno a disposizione materie prime e attrezzature che il comune cuoco casalingo non ha, ma in linea generale il principio ha una sua componente di verità.

Ricordo in particolare che ad un certo punto Cracco racconta il suo modo di fare l’insalata. E voi direte: ma che ci vorrà mai a fare un’insalata? E insomma…non è proprio così. E io questo lo ho capito grazie a lui. In quel trafiletto lo chef, oltre a fornire numero spunti in merito all’utilizzo di ingredienti inusuali per la classica insalata tipo la frutta e i semi, suggerisce di condire il tutto con una citronette o una vinaigrette preparata con una certa cura. Mescolare per bene il sale con l’olio e il limone (o con l’aceto) fa sì che il sale si sciolga uniformemente, che l’olio e il limone si mescolino fino a creare una bella crema densa in grado di avvolgere ogni singola foglia di insalata. Credetemi. Non è la stessa cosa che buttare alla rinfusa granelli di sale e cucchiaiate di olio. Se ne è accorta persino mia mamma che una volta (riempiendomi di orgoglio) ha esclamato “Certo che tu l’insalata la fai proprio bene!”.

Biscotti-al-limone1Poche righe e piccoli dettagli che hanno cambiato il mio modo di preparare la cosa più semplice del mondo, rendendola speciale. Perciò, quando sentirete qualcuno dire “…non perdere tempo. E’ la stessa cosa..”, oppure “…cosa cambia tra zucchero semolato e zucchero al velo…” o altre affermazioni del genere, siete legittimati ad arrabbiarvi, e anche parecchio. No. Non è la stessa cosa!

La ricetta di oggi mi ha fatto pensare a quel trafiletto e all’importanza dei dettagli. In questi biscotti, di per sé semplici, la differenza la fanno l’utilizzo dello zucchero al velo nell’impasto, la maizena e la bacca di vaniglia. La differenza si sente proprio. Lo zucchero e la maizena li rendono estremamente friabili in bocca (anche se ben compatti all’aspetto) e i semini di vaniglia, oltre che essere esteticamente carini da vedere, esaltano l’aroma del limone. E adesso la smetto di chiacchierare e vi scrivo finalmente la ricetta dei biscotti al limone.

Biscotti-al-limone2

BISCOTTI AL LIMONE

…………………………

INGREDIENTI:

  • 80 di burro morbido
  • 65 g di zucchero al velo
  • 1 baccello di vaniglia
  • la scorza grattugiata di 2 limoni
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 130 g di farina 0
  • 10 g di maizena
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero al velo per decorare

…………………………

COME SI FA:

  1. Impastate (con una planetaria o con una spatola) il burro con lo zucchero, la scorza di limone e i semi del baccello di vaniglia. Iniziate a lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido. Unite infine il succo di limone e il sale e mescolate.
  2. Aggiungete la farina e la maizena. Lavorate velocemente fino a che tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati. 
  3. Formate un rotolo di circa 5-6 cm di diametro, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo in frigorifero per almeno 2 ore.
  4. Scaldate il forno a 180 gradi, tagliate il rotolo a fette di circa 1 cm di altezza, mettetele sulla leccarda rivestita di carta da forno e cuocete per 10-12 minuti.
  5. Lasciate raffreddare i biscotti e cospargeteli con lo zucchero al velo.
  6. Conservate i vostri biscotti in una scatola di latta rivestita di carta da forno o in un barattolo di vetro.

DISSE UNA VOLTA UNA VECCHIA…PURE’ DI FAGIOLI CON FRUTTA SECCA

Purè-fagioli-frutta-seccaSecondo un vecchio detto del mio paese “..la vecchia non voleva morire perché aveva ancora tante cose da imparare”. Mai affermazione fu più vera, sia per la vita in generale che in  particolare per questo hobby del blog.

Il tempo non è mai abbastanza. E invece i libri da leggere sono sempre tantissimi, i posti da visitare un’infinità, le esperienze da provare numerose. E ovviamente tantissime sono anche le ricette da provare, le foto da fare e i post da pubblicare, e pochissimo è il tempo per imparare a farlo al meglio delle proprie possibilità. Ma ovviamente noi, donne coraggiose, non smettiamo di provare e, tra  imprevisti e traslochi, troviamo pure il tempo per schiaffarci un bel corso di foodphotograpy e foodstyling.

L’insegnante era la bravissima Monique (potete vedere le sue foto sul blog Miel & Ricotta), la location un bellissimo studio fotografico per il primo giorno e le bellissime stanze della Cascina Cuccagna per il secondo giorno, i compagni di corso un bel gruppo di matti. Il primo giorno è stato dedicato alle basi della fotografia, quindi utilizzo della reflex, controllo delle luci ecc., il secondo invece è stata tutto improntato sul foodstyling.

Purè-fagioli-frutta-seccaPurtroppo ero in pieno trasloco e quindi non sono riuscita a portare tutta l’attrezzatura necessaria ed ero anche parecchio stanca ma per fortuna i miei compagni di corso sono stati davvero tutti gentilissimi e disponibili. Inutile dire che il bilancio di questa esperienza è più che positivo. Ho imparato davvero tante cose e spero di riuscire a metterle bene a frutto per migliorare le mie foto e il mio blog in generale. Oltre all’apporto ovviamente fondamentale di Monique, anche il confronto con altri foodblogger è stato fruttuoso. I consigli su dove trovare i props o le attrezzature necessarie sono stati una manna dal cielo. Senza contare anche l’importanza del conforto quando vengono i momenti di pessimismo.

La ricetta di oggi è un piatto semplice, in grado di risolvere con stile una bella cenetta rustica. La ricetta l’ho trovata sul bellissimo libro di Csaba Dalla Zorza “Good Food” e subito mi è venuta voglia di provarla. Non saprei se classificarlo come un primo o un contorno. Secondo me, in base al momento, può essere tranquillamente adattato in quanto estremamente versatile. Eccovi la ricetta e speriamo che le foto siano decenti…sennò Monique mi picchia 🙂 🙂 🙂

Purè-fagioli-frutta-secca

PURE’ DI FAGIOLI CON MANDORLE, NOCI E PINOLI

…………………………

INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 350 g di fagioli cannellini secchi
  • 2 patate
  • 1/5 cucchiaino di sale grosso
  • 4 cucchiai di olio di evo
  • 3-4 rametti di timo fresco
  • 1 manciata di noci brasiliane
  • 1 manciata di mandorle
  • 1 manciata di pinoli
  • 1 spicchio di aglio
  • sale

…………………………

COME SI FA:

  1. Mettete i cannellini in una ciotola capiente, copriteli di acqua e lasciateli in ammollo almeno tutta una notte.
  2. Mettete i cannellini ammollati e scolati in una pentola capiente (possibilmente di ceramica), coprite con acqua fredda e mettete a cuocere a fuoco bassissimo. Cuocete per almeno 2 ore o comunque fino a che non sentirete i fagioli ben cotti. Poco prima di spegnere il fuoco, aggiungete il sale grosso. Fate cuocere altri 10 minuti e spegnete.
  3. Lessate le patate, sbucciatele, tagliatele a pezzi e schiacciatele con una forchetta fino ad ottenere una purea.
  4. Mentre le patate e i fagioli cuociono, scaldate l’olio in una padella piccola insieme allo spicchio d’aglio e al timo, poi aggiungete le mandorle a scaglie. Lasciatele tostare per circa 10 minuti. Spegnete la fiamma, aggiungete i pinoli e mettete da parte. Tagliate grossolanamente le noci con un coltello e unitele alle mandorle e ai pinoli.
  5. Prelevate i cannellini con una schiumarola, frullateli fino ad ottenere una purea. Aggiungete dell’acqua se il composto risulta secco. Mettete quindi la purea così ottenuta in una ciotola. Aggiustate di sale. Aggiungete la purea di patate.
  6. Mettete il purè in una pirofila, irroratelo con un filo d’olio e cospargetelo con le noci, le mandorle e i pinoli. Servite subito.

Salva

Salva

IL SAPORE DI CASA E UN BUON RICOSTITUENTE. MUFFIN AL DOPPIO CIOCCOLATO

Muffin-doppio-cioccolatoCi eravamo lasciati con me che mi lamentavo come Lucia Mondella…e poi con me che facevo il risotto per esorcizzare la paura e ambientarmi meglio. Dopo qualche giorno nella mia nuova vita, eccomi invece a raccontare una certa particolare sensazione, o meglio un certo particolare sapore…il sapore che si prova tornando a casa…

Dieci giorni fa sono tornata a Senigallia. Che sensazione ragazzi! Appena varcato il casello dell’autostrada ho provato un senso di rilassamento pazzesco. La sensazione è stata proprio fisica…Mi sono sentita come quando si tira un bel sospiro di sollievo, come quando si rilassano tutti i muscoli, come quando capisci che puoi lasciarti andare, come quando guardi le strade e guidi sicura e con la musica a palla perché tanto le conosci a memoria, come quando senti parlare con l’accento marchigiano e quasi quasi potresti commuoverti, come quando senti l’odore del ciauscolo sulla pizza e pensi “…finalmente a casa…”.

Muffin-doppio-cioccolatoE poi assapori la tua pizza e pensi “…ma quanto è buono il ciauscolo…!” E soprattutto pensi “…questo ciauscolo lo posso trovare solo qui…”. Che poi non è sempre vero, però ti piace pensare che ciò che vivi in quel momento sia una cosa unica e irripetibile. Per chi non lo sapesse il ciauscolo è un tipico salame marchigiano la cui caratteristica è che, data la notevole quantità di parte grassa, rende alla grande se si fa sciogliere  sul pane o appunto sulla pizza.

Poi però, finita la pizza e finito il ciauscolo, bisogna tornare alla realtà e la realtà è che devo mettermi in forze perché bisogna riprendere a trottare. Dico così perché l’inizio non è stato proprio facile. Ho avuto qualche piccolo colpo di scena, della serie “ti aspettavi che andasse in un modo e invece…”. E quindi occorre qualcosa di rimettersi ai fornelli con qualcosa di facile ma che sia estremamente confortante e ricostituente. E qual’è un confort food per eccellenza? Il cioccolato…ovviamente. E allora niente può essere più confort che fare colazione con un buon muffin al doppio cioccolato. Per ritrovare il coraggio e la forza di ricominciare…ancora una volta. Eccovi quindi la ricetta.

Muffin-doppio-cioccolato

MUFFIN AL DOPPIO CIOCCOLATO

…………………………

INGREDIENTI (per 8 muffin grandi):

  • 300 g di cioccolato fondente
  • 100 g di burro
  • 100 ml di latte
  • 180 g di farina
  • 120 g di zucchero
  • 1 bustina di lievito
  • 2 tuorli e 4 albumi

…………………………

COME SI FA:

  1. Mettete in un tegamino 100 grammi di cioccolato a pezzi. Aggiungete il burro e il latte e fate sciogliere a fiamma moderata. Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Nel frattempo riducete in scaglie il resto del cioccolato.
  2. In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero e il lievito.
  3. Aggiungete il composto di cioccolato, i 2 tuorli e il cioccolato a scaglie. Amalgamate il tutto. 
  4. Montate a neve i 4 albumi, poi versateli nella ciotola e incorporateli agli altri ingredienti.
  5. Versate il composto nei pirottini da muffin imburrati e infarinati. Fate cuocere i muffin nel forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti.

Save

Save

Salva