L’ULTIMA RICETTA DELL’ANNO E TANTI AUGURI PER UN FELICISSIMO 2018. PROSECCO ALLA MELAGRANA CON MANDORLE ALLA CURCUMA E NOCCIOLE ALLA PAPRIKA

Aperitivo-alla-melagranaMi piaceva l’idea di salutarvi con qualcosa di beneaugurale. E cosa c’è di più beneaugurale della melagrana? Con questo aperitivo potrete iniziare alla grande il cenone di San Silvestro e il nuovo anno. E che volete di più dalla vita!

Ho fatto una piccola indagine e ho scoperto che questo frutto ha una valenza simbolica pazzesca. Per i Persiani era il simbolo della invincibilità. Per gli Ebrei era simbolo di produttività e ricchezza. Per i Cristiani è simbolo di santità. Per i Greci  e i Romani invece simboleggiava il legame coniugale e la fertilità. In tempi più moderni donare un melograno a Natale e consumarlo insieme alla famiglia nella notte di San Silvestro era un simbolo di buon auspicio per il nuovo anno.

Ma bando alle ciance…che tanto di sicuro starete facendo i vostri preparativi e di sicuro non avete voglia di troppe chiacchiere. E allora quello che vorrei augurarvi (e augurarmi) non è semplicemente di ottenere tutto ciò che desiderate. Che così sarebbe troppo facile. E poi un augurio così ve lo fanno un po’ tutti.

Aperitivo-alla-melagranaIo voglio auguravi di avere l’energia e la volontà e lo stato d’animo giusti per per ottenere tutto ciò che vi prefiggete. Che tanto i miracoli non succedono quasi mai. Meglio affidarsi alle proprie risorse.

Perciò date spazio a tutto ciò che può farvi stare bene e farvi avere più forze fisiche e più energie mentali. Correte, fate yoga, camminate, cucinate, meditate, state in silenzio con voi stessi, ricaricatevi, sorridete, abbracciate i vostri amici, esprimente i vostri buoni sentimenti e fate tutto ciò che vi fa stare bene (come direbbe il buon Caparezza :-)).

Io una cosa la farò di certo…anche nel 2018…ovviamente cucinerò e cucinerò e cucinerò 🙂 Buon 2018 a tutti voi! Ci vediamo a gennaio!

Aperitivo-alla-melagrana

PROSECCO ALLA MELAGRANA CON MANDORLE ALLA CURCUMA E NOCCIOLE ALLA PAPRIKA

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INGREDIENTI (per 6 persone):

Per il prosecco alla melagrana:

  • 2 melegrane
  • 6 bicchieri di prosecco

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COME SI FA:

  1. Tenete da parte 6 cucchiaini di chicchi di melagrana.
  2. Spremete le melegrane rimanenti con uno spremiagrumi per estrarne tutto il succo.
  3. Dividete il succo in 6 bicchieri. Riempiteli con il Prosecco ben freddo. Aggiungete i chicchi e servite.

 

Per le mandorle alla curcuma:

  • 100 g di mandorle senza buccia
  • sale
  • curcuma
  • pepe
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Mettete le mandorle in un piatto. Cospargetele per bene con il sale, il pepe e la curcuma. Irrorate con l’olio e mescolate con le mani per farle impregnare completamente.
  2. Sistematele su una placca da forno rivestita di carta di alluminio. Cuocete a 180 gradi per circa 10 minuti o comunque fino a doratura. A metà cottura mescolate per garantire una cottura uniforme.

 

Per le nocciole alla paprika:

  • 100 g di nocciole
  • sale
  • paprika
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Mettete le nocciole in un piatto. Cospargetele per bene con il sale e la paprika. Irrorate con l’olio e mescolate con le mani per farle impregnare completamente.
  2. Sistematele su una placca da forno rivestita di carta di alluminio. Cuocete a 180 gradi per circa 10 minuti o comunque fino a doratura. A metà cottura mescolate per garantire una cottura uniforme.
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IL PIANO B E CIO’ CHE DI BUONO NE E’ USCITO. TRIFLE CON PANDORO ALL’ARANCIA, CREMA DI FORMAGGIO ALLA ZUCCA E CRUMBLE (O BISCOTTINI) DI MANDORLE

Trifle-al-pandoroNella vita è  fondamentale avere un Piano B. Anche se un po’ imperfetto va bene lo stesso. L’importante è uscire in qualche modo dal “cul de sac” in cui siamo finiti. O ci siamo infilati. Perché io stavolta mi ci sono proprio infilata.

La ricetta di oggi doveva essere un bel pandoro. E stop. Avevo deciso il perchè: perché prima o poi dovevo cimentarmi con un dolce tradizionale natalizio. Avevo deciso il come: la ricetta che ritenevo più valida. Avevo deciso il quando: due giorni ad incastro tra le mille cose da fare. Quello che forse avevo sottovalutato è il tempo a disposizione e lo stato d’animo.

Diciamo che mi sono approcciata a questa impresa con una certa stanchezza e con una certa fretta che ovviamente non hanno giovato al suo successo. Il pandoro era buonissimo ma l’estetica non mi ha soddisfatta. Il tempo per rimontare a cavallo purtroppo non c’era e allora ho deciso di rinviare all’anno prossimo. Però non mi andava di uscire proprio sconfitta sconfitta.  Qualcosa di buono da questa esperienza doveva pur uscire.

Per prima cosa c’è di buono che ho imparato tutta una serie di piccole accortezze utili per la riuscita di un pandoro buono e anche bello. Accortezze che ovviamente utilizzerò quando mi ributterò nell’impresa e che avrò cura di riferirvi minuziosamente.

Trifle-al-pandoroPer seconda cosa ho pensato che potevo inventare una ricetta che avesse tra gli ingredienti anche il mio povero pandoro buono ma brutto. Poi mi è venuto in mente che, all’ultimo showcooking della Scuola della Cucina italiana al quale ho partecipato, lo chef aveva creato una carinissima cheesecake in bicchiere con crema di formaggio alla zucca che mi era piaciuta molto.

Alla fine è venuto fuori questo dolcetto. Un po’ confuso e un po’ anarchico. Sembra un tiramisù perché sotto ha uno strato di pandoro imbevuto di Cointreau. Sembra una cheesecake perchè la crema è una crema al formaggio con la zucca. Ricorda un po’ anche una panna cotta con le briciole croccanti sopra. Che poi non sono venute proprio come delle briciole, ma come dei biscottini nuvoletta. Ricorda anche anche un trifle in cui si intravedono nel fondo del bicchiere i pezzetti di pandoro.

Insomma, non sapevo bene neanche come chiamarlo. Poi in qualche modo ho partorito un nome. E ho concluso così. Con qualcosa in saccoccia. Imperfetto, confuso e anarchico. Ma buono. In fondo questo dolce mi piace perchè rispecchia un po’ anche il mio Natale di quest’anno. Ancora imperfetto, ancora confuso e ancora anarchico. Ma con tanta buona volontà e con discreti margini di miglioramento.

Se volete provarlo, utilizzate la mia ricetta soltanto in maniera indicativa. Scegliete voi se volete più miele, o lo zucchero al posto del miele, o il pandoro aromatizzato diversamente, o le nocciole al posto delle mandorle. Potete proporlo per le feste, ma anche come dolce del riciclo. In fondo è pur sempre un dolce anarchico. Ognuno può fare come vuole…Eccovi quindi la mia (solo indicativa)ricetta.

Dimenticavo: un affettuosissimo buon Natale a tutti voi!!! Ci rivediamo la settimana prottima con l’ultima ricetta del 2017.

Trifle-al-pandoro

TRIFLE CON PANDORO ALL’ARANCIA, CREMA DI FORMAGGIO ALLA ZUCCA E CRUMBLE (O BISCOTTINI) DI MANDORLE

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INGREDIENTI (per 6 persone):

  • qualche pezzetto di pandoro (tanto da ricoprire il fondo dei bicchieri)
  • 25 g di farina
  • 25 di zucchero al velo
  • 25 g di burro
  • 25 g di granella di mandorle tostate
  • 450 g di formaggio spalmabile (io ho usato la robiola)
  • 100 g di polpa di zucca
  • 70 g di miele di acacia
  • 4 g di colla di pesce
  • 25 ml di latte (o panna)
  • 4 cucchiaini di Cointreau (o di succo d’arancia zuccherato)
  • un pizzico di zenzero
  • un pizzico di cannella

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COME SI FA:

  1. Mettete a bagno in acqua fredda la colla di pesce.
  2. Sistemate i dischetti di pandoro alla base dei vostri bicchieri. Bagnateli con il liquore (o con il succo di arancia). Mettete in frigo.
  3. Mettete nel forno la zucca tagliata a pezzi e ben coperta da carta stagnola e cuocetela a 170 gradi per circa mezz’ora. Appena sarà cotta eliminate le parti eventualmente bruciacchiate (ma non dovrebbero essercene) e frullatela fino ad attenere una purea. Fate raffreddare per bene.
  4. Mettete in una ciotola o in una planetaria il formaggio spalmabile, la purea di zucca, il miele, lo zenzero e la cannella. Mescolate per bene.
  5. Scaldate il latte e, fuori dal fuoco, scioglietevi la colla di pesce ben strizzata. Unite velocemente il composto alla crema e mescolate nuovamente.
  6. Sistemate velocemente la crema nei bicchieri e mettete in frigorifero. Fate rapprendere per bene. Potete anche congelare i bicchierini e metterli in frigo il giorno prima di servirli per poi completarli con i biscottini all’ultimo momento.
  7. Preparate i biscottini di mandorle. In una ciotola mescolate la granella di mandorle, la farina e il burro fino ad ottenere un composto in briciole. Sistemate le briciole su una placca da forno rivestita di carta e fate raffreddare in frigo per almeno mezz’ora. Cuocete a 160 gradi per 12 minuti. Se le briciole saranno ben fredde otterrete delle briciole croccanti. Altrimenti il composto si appiattirà leggermente e otterrete dei biscottini che andranno comunque benissimo.  Fate raffreddare.
  8. All’ultimo momento aggiungete i biscottini su ogni bicchiere e servite.

 

 

PER FORTUNA C’E’ SANT’AMBROGIO…E ANCHE L’ARROSTO ALL’AGRO

Arrosto-di-maiale-all'agroQuesti giorni di preparazione alle feste natalizie mi stanno vedendo di umore altalenante. Alcune volte  sono  particolarmente  allegra e arzilla, come quando parlavamo del rito della preparazione dei biscotti (in questo post), altre sono un po’ più sul malinconico andante (come la settimana scorsa).

Questa settimana l’umore è decisamente migliorato. Sarà forse merito del lungo ponte di Sant’Ambrogio che mi ha consentito di riposarmi ma anche di fare attività piacevoli come fare shopping selvaggio alla Fiera dell’Artigianato e ritirare cotechini e salami dalla mia Cascina di fiducia (l’Azienda Agricola Cascina Regolé a Cassano d’Adda). Ovviamente Dio benedica Sant’Ambrogio ma soprattutto chi ha deciso di festeggiarlo proprio il 7 dicembre. In questo periodo, quando siamo tutti stressati e indaffarati per gli ultimi regali, un ponte lungo è proprio quello che ci vuole.

Anche in cucina, le preparazioni hanno seguito il mio umore. Alcune ricette mi sono venute davvero bene, su altre ho avuto un po’ di intoppi.

Arrosto-di-maiale-all'agroL’arrosto di oggi è una delle ricette che più mi ha soddisfatta e che mi ha fatta sentire davvero orgogliosa. Ormai sapete che i secondi non sono tra i miei piatti preferiti, ma è pur sempre vero che per le feste un bel secondo ci vuole. Se poi è anche coreografico e buono andiamo alla grande.  E allora  mi  sono  cimentata in questo arrosto all’agro che ho ritrovato su un vecchio numero di Sale e Pepe.

La ricetta mi è subito piaciuta perché  prevede che la carne, dopo essere  stata cosparsa di aromi, debba riposare in frigo una notte intera. Ho già  avuto  modo di sperimentare (con il Coq au vin) che far marinare la carne o massaggiarla con gli aromi e farla riposare in frigo non è un inutile esercizio di stile ma davvero conferisce alla carne un sapore pazzesco. Altra particolarità è il fatto di sfumare con l’aceto e non con il vino. Il sapore “agro” è davvero inserito nella giusta misura. Si percepisce come un vago sentore senza essere invadente. Per non parlare poi della salsa di accompagnamento che garantisce la giusta cremosità ad una carne di per sé un po’ stoppacciosa.

Per i pranzi delle feste è davvero l’ideale perché potete prepararlo il giorno prima e poi riscaldarlo. E farete sicuramente un figurone. Ecco allora la ricetta.

Arrosto-di-maiale-all'agro

ARROSTO DI MAIALE ALL’AGRO

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INGREDIENTI (per 8 persone):

  • 1 kg di arista di maiale
  • 3 porri
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1cucchiaino di bacche di ginepro
  • 1 cucchiaio di aneto secco
  • 3 spicchi di aglio
  • 3 cucchiai di acero di vino bianco
  • 1 cucchiaino di farina
  • 1 dl di panna fresca
  • brodo vegetale
  • olio evo
  • sale
  • pepe

COME SI FA:

  1. Pestate le bacche di ginepro e poi tritatele grossolanamente. Schiacciate l’aglio e mescolatelo con due prese di sale, una macinata di pepe e l’aneto tritato. Massaggiate la carne con la crema di aglio, avvolgetela con pellicola trasparente e lasciatela riposare una notte in frigo.
  2. Tenete l’arista fuori dal frigo per mezz’ora, poi rosolatela a fuoco medio in una casseruola con 2 cucchiai di olio e sfumatela con l’aceto. Preparate un trito fine con la cipolla, 1/2 porro e la carota. Coprite la carne con il battuto, bagnate con un mestolino di brodo e cuocete a fuoco dolce per un’ora e 1/4 circa, irrorando spesso l’arista con il fondo di cottura (se necessario aggiungete altro brodo caldo).
  3. Spegnete il fuoco, mettete il coperchio e lasciate riposare per 20 minuti.
  4. Trasferite la carne in un piatto, mescolate il fondo di cottura con la panna e la farina, regolate di sale e fate addensare. Affettate la carne, adagiatela nella salsa ben calda, coprite e riscaldate per due minuti. Servite con i restanti porri cotti al vapore.

UN DESIDERIO PER NATALE…MAFALDE CON SUGO AL BACCALA’ E MOLLICA TOSTATA

Mafalde-con-sugo-baccalà-e-mollica-tostataIl Natale….argomento delicato, anzi delicatissimo. Ho pensato a lungo a cosa scrivere su questo post…

Avrei potuto raccontarvi di come ho vestito a festa la mia casa, con l’albero pieno di luci bianche e di addobbi argentati, un bel presepe colorato con la fontanella con l’acqua vera e il muschio raccolto in campagna (come facevo da ragazzina col mio papà), una bella stella di Natale bianca e una rossa sul tavolino del soggiorno, una bella ciotola piena di cioccolatini e caramelle, un piccolo Babbo Natale stilizzato avuto in regalo da un’amica, una bella ghirlanda di auguri sulla porta.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.

Avrei potuto raccontarvi di un’attesa fatta di passeggiate in strade piene di luminarie e mercatini di Natale, della scelta dei regali, ognuno accuratamente pensato per il suo destinatario e di pomeriggi passati a guardare film natalizi con una bella tisana fumante.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.Baccalà-al-sugoAvrei potuto raccontarvi di un pranzo di Natale con amici e parenti in quantità, con una bella musica in sottofondo e una padrona di casa ben vestita e rilassata perché ha avuto il tempo di preparare le cose con calma ed è felice di passare il Natale con gli affetti più cari.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.

Molto probabilmente le cose non andranno così. Però ogni anno io ci provo a farle andare così e continuo a sperare che prima o poi queste cose arrivino anche per me.

Nel frattempo mi consolo tornando alle origini, quando il Natale era cosa facile, quanto meno per me che ero solo una ragazzina.

Al mio paese, in Puglia, le mafalde (amichevolmente dette lagane) con il sugo di baccalà e la mollica tostata sono la ricetta tradizionale della sera della vigilia. Si rispetta la tradizione del magro. Si mangia pesce, ma pesce che può essere conservato a lungo. Perché il mare è vicino ma non così vicino. In fondo siamo in un paese di terra. Gustosi pezzi di baccalà fritto che poi vengono immersi nel sugo di pomodoro per insaporirlo come si deve. Mollica tostata per dare una piacevole nota croccante. Un piatto che, nella sua semplicità, rivela una piacevolezza quasi inaspettata. Ecco quindi la ricetta.

Mafalde-con-sugo-baccalà-e-mollica-tostata

MAFALDE CON SUGO DI BACCALA’ E MOLLICA TOSTATA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 8 pezzi di baccalà di circa 150/200 g ciascuno (calcolate un paio di pezzi a persona)
  • 1,5 l di passata di pomodoro
  • 150 g circa di pangrattato
  • farina
  • 1/2 cipolla
  • olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Prendete il baccalà e lavatelo per bene sotto l’acqua corrente per eliminare il sale.
  2. Tagliate il baccalà in 8 pezzi e mettetelo  a bagno in una ciotola colma di acqua fredda che terrete in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo cambiate l’acqua e rimettete la ciotola in frigorifero per altre 24 ore.
  3. Prendete quindi i pezzi di baccalà, lavateli nuovamente sotto l’acqua corrente e asciugateli per bene aiutandovi con la carta assorbente. Scaldate abbondante olio extravergine in una padella. Infarinate i pezzi di baccalà e, quando l’olio sarà ben caldo, friggeteli fino a doratura. Sistemateli su un piatto rivestito di carta assorbenete per eliminare l’olio in eccesso e mettete da parte.
  4. Oliate leggermente una padella antiaderente e tostate il pangrattato fino a doratura. Mettete da parte.
  5. Preparate quindi il sugo. Fate soffriggere la cipolla in olio extravergine. Quando sarà diventata trasparente, aggiungete la passata di pomodoro, salate e fate cuocere per circa 20 minuti. Aggiungete i pezzi di baccalà al sugo e fate cuocere ancora per altri 15 minuti o comunque finchè il sugo non si sarà insaporito con il sapore del baccalà.
  6. Mettete quindi a bollire abbondante acqua salata e cuocete le mafalde. Conditele con il sugo di baccalà, cospargete con abbondante mollica tostata e servite.
  7. Servite poi per secondo il baccalà al sugo.

 

TENTATIVI DI GESTIONE DELLE FESTIVITA’ NATALIZIE. IL TEMPO DEI BISCOTTI, LE SUE REGOLE E GLI SHORTBREAD

ShortbreadQuest’anno ho deciso di non farmi cogliere impreparata.

Oggi siamo ancora a novembre, ma il calendario è ingannevole. Domani sarà già dicembre e in un attimo ci troveremo a correre di qua e di la tra regali, cene di auguri, pranzi da organizzare, case da addobbare. Poi arriverà il giorno di Natale e l’atmosfera natalizia l’avremo percepita solo vagamente perchè eravamo tutti impegnati a correre avanti e indietro. E questo mi rattrista.

E allora ho deciso di non farmi cogliere impreparata. Ho cercato di anticipare molti impegni a novembre per avere più tempo. Anche se poi dubito di riuscire a fare tutto quello che desidero, l’importante è provarci, sempre e comunque. Un piano strategico elaborato a tavolino può certamente aiutare.

Senza dubbio il primo atto della preparazione al Natale è quello di addobbare la casa e preparare i biscotti (specie se si intende appenderli all’albero di Natale). Spesso queste due attività vengono svolte entrambe il giorno dell’Immacolata. Il quadretto familiare che ci immaginiamo è bellissimo ma non molto dettagliato.

Nella realtà, la maggior parte delle volte, succede che alcuni si dedicano agli addobbi e altri alla preparazione dei biscotti. Il tutto anche con un certo affanno, nella speranza che questa attività finisca al più presto. Non perchè siamo cattivi, ma solo perchè abbiamo tante cose da fare, siamo stanchi e stressati e anche quella che dovrebbe essere un’attività piacevole diventa faticosa. E questo vale anche per gli amanti del Natale come me, anche per chi parte carico di buone intenzioni. La stanchezza non risparmia nessuno.

ShortbreadPer evitare questo io avrei una proposta. Sembrerà banale ma può essere utile. Stravolgiamo le tradizioni e facciamo così: il primo week end di dicembre ci si dedica agli addobbi e all’Immacolata si fanno i biscotti. Lo so. I tradizionalisti storceranno il naso ma il mondo moderno richiede di essere efficienti ed organizzati per non perdersi i momenti belli.

E la preparazione dei biscotti è un momento bellissimo…Vale la pena dedicargli la dovuta attenzione. Anche se non siete dei cuochi provetti, anche se avete solo voglia di pasticciare un po’ e giocare con i vostri cari…

E allora ecco le regole per organizzare adeguatamente l’evento e goderselo in tutta la sua bellezza.

  1. Qualche giorno prima scegliete la ricetta che intendete utilizzare e comprate gli ingredienti che già non avete in dispensa.
  2. Decidete quando dedicarvi alla preparazione. A me piace farlo di pomeriggio, quando il sole tramonta e le case vengono avvolte dal necessario tepore.
  3. Mettete in sottofondo le musiche natalizie. Non necessariamente quelle tradizionali. Io per esempio adoro ascoltare Frank Sinatra o Enya. O semplicemente un buon jazz. Mi raccomando: non omettete questo passaggio. L’atmosfera è tutto. Serve a creare la giusta predisposizione d’animo…
  4. Chiamate a raccolta tutta la famiglia e pasticciate insieme. In fondo il risultato non conta molto, l’importante è stare insieme.
  5. Tenete pronto il bollitore e, mentre i biscotti saranno nel forno, preparate un buon tè o della tisana.
  6. Quando i biscotti saranno tiepidi gustatene alcuni con il tè e appendete gli altri al vostro albero di Natale.
  7. Se ne avete fatti davvero in quantità, conservateli in sacchettini per alimenti con decorazioni natalizie e regalateli a colleghi e amici.

Io di solito, anche per ovvie esigenze del blog, cambio ricetta ogni anno. Quest’anno ho scelto i tradizionali shortbread inglesi. Mi piaceva l’idea di un biscotto essenziale, semplice, in grado di farci percepire solo la preziosità del momento della preparazione. Non sono biscotti molto dolci. La quantità di zucchero non è eccessiva. Direi che sono quali morigerati ma la loro friabilità è una vera delizia per il palato e compensa degnamente questo loro carattere “scarno”. Ecco quindi la ricetta.

Shortbread

SHORTBREAD

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INGREDIENTI:

  • 190 g di farina 0
  • 125 g di burro
  • 50 g di zucchero al velo
  • 40 g di farina di riso

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COME SI FA:

  1. In una ciotola o in un robot da cucina, iniziate a lavorare il burro a pezzetti con lo zucchero al velo ben setacciato fino ad ottenere un composto morbido.
  2. Aggiungete le farine e lavorate fino ad ottenere un impasto morbido e friabile. Versate il composto sulla spianatoia e compattatelo per bene.
  3. Con il matterello stendete l’impasto in un rettangolo di circa 5 mm o poco più. Avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Io lo ho lasciato fino al giorno successivo.
  4. Riprendete l’impasto. Scaldatelo leggermente con il calore delle vostre mani. Con un coltello o con un tagliabiscotti rettangolare, incidete la pasta per ottenere dei rettangoli di circa 5 cm di lunghezza e 2 cm di larghezza. Bucherellateli con uno stuzzicadenti e poneteli su una teglia rivestita di carta da forno. Rimettete la teglia in frigorifero  per almeno mezz’ora.
  5. Nel frattempo preriscaldate il forno a 170 gradi. Passate i biscotti dal frigo al forno e cuoceteli per circa 15 minuti o comunque fino a doratura. Lasciateli raffreddare su una griglia e poi conservateli in una scatola di latta.

 

SE NON SAI COSA FARE, FAI UNA CROSTATA. I PICCOLI INCONVENIENTI DELL’ETA’ E LA CROSTATA DI RICOTTA

Crostata-di-ricottaE’ una ovvietà, ma è proprio vera. Con l’età si cambia. E quello che pensavi non avresti mai fatto e non avresti mai detto, ti trovi a farlo e dirlo. Il tutto con una scioltezza inimmaginabile fino a pochissimo tempo fa. Se qualcuno te lo avesse detto, gli avresti dato del pazzo. E invece…

Invece ti ritrovi una mattina qualunque a riascoltare a ripetizione canzoni anni ’80 (nella fattispecie era Take a look at me now di Phil Collins) sospirando nostalgicamente e pensando “Ma quanto erano belle le canzoni degli anni ’80…”. Che se mi sentisse la mia figlioccia (classe 1995..tanto per intenderci) mi guarderebbe con faccia stranita e direbbe “Ma chi è quest’ometto stempiato che ascolti con occhi luccicanti?” E lì sarei costretta a strabuzzare gli occhi e a rispondere “Ehhhhhhhhhhhh??? Vecchietto stempiato?????”. Per poi partire con una filippica su quanto erano belli gli anni ’80 e che sono state scritte canzoni bellissime e che la gente era più felice e bla bla bla. Che poi, se proprio devo essere precisa, io ho vissuto la mia adolescenza negli anni ’90 e non negli anni ’80. Ma gli anni ’80 hanno qualcosa di magico. Non so. Forse davvero si era più felici, si nutrivano belle speranze per un futuro di benessere che sembrava non dover finire mai. Non saprei…

Ti ritrovi anche a pensare che se al sabato sera, piuttosto che tirar tardi inutilmente, vai a letto presto, forse la domenica riesci ad alzarti presto e, oltre che fare  tutte quelle cose che non sei riuscita a fare in settimana, magari riesci anche a fare una bella passeggiata al parco e a goderti tutta la domenica. Cioè: barattare un sabato sera in giro per avere una domenica da godersi tutta intera è un chiaro sintomo di senilità. Senza contare che ovviamente scegli con una certa determinazione di evitare gli alcolici perché tanto non li reggi più (io in verità non li ho mai retti) e il giorno dopo saresti totalmente in coma e staresti catatonico sul divano per tutto il giorno.

Crostata-di-ricottaE poi ti ritrovi a pensare “Cavoli, sto diventando proprio come mia mamma”…per fortuna questa volta in senso buono :-). E cioè nel senso che, quando non so che dolce preparare e non ho voglia di pensarci, di default faccio una crostata. A casa mia la crostata è il dolce della domenica per eccellenza, quello che fai davvero senza pensarci perché gli ingredienti li sai a memoria e in casa hai sempre un barattolo di marmellata in più da usare all’occorrenza.

Anche io qualche giorno fa proprio non sapevo che dolce preparare. Proprio non mi venivano idee. Ogni tanto penso che capiti a tutti. E allora anche io in automatico ho fatto una crostata, ma non una a caso, bensì quella che era nella top three delle crostate di mamma. Era veramente una delizia soprattutto perché la faceva con la ricotta di pecora che un conoscente che aveva una masseria sulle Murge ci portava direttamente a casa, ancora calda perché fatta quella mattina stessa. Ovviamente la ricotta andava fatta scolare e asciugare un pochettino, ma era buonissima anche due o tre giorni dopo che ci era stata portata ed era l’ideale per dare sapore al nostro dolce. Senza contare che poi veniva arricchita con pinoli, uvetta, canditi e pezzi di cioccolato. Davvero da leccarsi i baffi, soprattutto se gustata ancora tiepida. Io purtroppo non ho trovato la ricotta di pecora e ho usato della buona ricotta vaccina e devo dire che comunque il risultato è stato soddisfacente. Morale della favola: se non sapete cosa fare, fate una crostata. Magari con questa ricetta.

Crostata-di-ricotta

CROSTATA DI RICOTTA

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INGREDIENTI (per una crostata da 22 cm):

  • 250 g  di farina 0
  • 150 g di zucchero semolato
  • 125 g di burro
  • 1 uovo e 1 tuorlo
  • un pizzico di sale
  • 400 g di ricotta vaccina
  • 60 g di cioccolato fondente
  • 15 g di uvetta
  • 15 g di pinoli
  • 15 g di cedro candito
  • 2 cucchiai di rum
  • cannella

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COME SI FA:

  1. Fate sgocciolare la ricotta in uno scolapasta e mettete a mollo l’uvetta. Tostate i pinoli in un padellino antiaderente. Tagliate grossolanamente il cioccolato fondente.
  2. Mettete nella planetaria la farina, 85 grammi di zucchero, il burro ammorbidito e tagliato a cubetti. Iniziate ad impastare e, dopo un paio di minuti, aggiungete l’uovo e il tuorlo. Impastate fino ad ottenere un composto in briciole. Versate sulla spianatoia e impastate fino ad ottenere una palla. Avvolgete l’impasto nella pellicola e mettete in frigo per almeno mezz’ora.
  3. Setacciate la ricotta direttamente in una ciotola, aggiungete lo zucchero rimasto e mescolate. Sgocciolate l’uvetta e aggiungetela al composto. Aggiungete infine i pinoli, il cioccolato tritato, il cedro candito e il rum. Mescolate per bene.
  4. Imburrate e infarinate una teglia antiaderente a cerniera da 22 centimetri. Prendete 2/3 dell’impasto, stendetelo su un foglio di carta forno ad una altezza di circa 1/5 cm. Aiutandovi con il matterello, posizionate l’impasto nella teglia e fatelo aderire velocemente ai bordi. Eliminate la pasta in eccesso e mischiatela alla pasta che avete tenuto da parte. Se l’impasto si è ammorbidito troppo rimettetelo in frigorifero per 5 minuti. Quindi preparate le strisce per la vostra crostata.
  5. Versate il composto di ricotta nella teglia, livellate bene e posizionate le strisce.
  6. Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti o comunque fino a doratura.

IMPRESSIONI DI NOVEMBRE. VELLUTATA DI CAVOLFIORE AL CURRY CON CREMA DI RICOTTA ALLE ACCIUGHE, SEMI DI ZUCCA E CHICCHI DI MELAGRANA

Vellutata-di-cavolfioreVe la ricordate la canzone della PFM “Impressioni di settembre”? Tanto per rinfrescarvi la memoria potete riascoltarla qui. Racconta di un uomo che passeggia per la campagna e, nel guardare il paesaggio autunnale, riflette sulla sua vita. E’ una canzone molto evocativa, che riesce davvero a catapultarci in un attimo su quel prato, con le foglie secche spostate dal vento e le gocce di rugiada che brillano sulle foglie. Lo stato d’animo del nostro protagonista è proprio come l’ambiente intorno a sé, crepuscolare, meditativo, tranquillo ma agitato al tempo stesso.

Col cibo è lo stesso. Il cibo riflette tutto quello che c’è intorno. Stagioni, ambienti, sensazioni. L’autunno è una stagione magica per il cibo. Il legame tra la terra e i suoi frutti esplode in tutta la sua pienezza. E chi ha la fortuna di poterlo vivere in prima persona è davvero un privilegiato.

Svegliarsi la mattina e vedere dalla finestra la nebbiolina che avvolge placidamente la terra, fare una bella passeggiata sentendo il solo rumore delle foglie sotto i piedi, andare a raccogliere i funghi all’alba, guardare i colori delle foglie che passano dal verde al giallo al rosso acceso, godersi il leggero tepore del sole nelle ore calde del giorno, sentire l’odore di una buona zuppa che si espande nella cucina e poi sentirne il calore irradiarsi nel corpo già dal primo boccone. Questo è l’autunno per chi vive a contatto con la natura.

Vellutata-di-cavolfioreNon per tutti è così. Chi vive in città può percepire solo vaghi sentori di quello che è davvero l’autunno. Guardi distrattamente fuori dalla finestra e vedi l’albero del giardino ingiallirsi piano piano, la mattina presto sbirci fuori dal finestrino del treno e vedi la nebbiolina che ancora avvolge tutto quanto, stai per metterti alla guida e vedi che tutti i finestrini sono pieni di acqua, cerchi di godere dell’ultimo sole con una breve passeggiata durante la pausa pranzo. Questo è quello che ti viene concesso.

Ma a tavola no. Almeno a tavola anche noi cittadini possiamo provare a ricreare le sensazioni autunnali. Le zuppe e le vellutate sono un must in questo periodo perchè aiutano a intiepidire il nostro corpo, intirizzito dai primi freddi, e perchè sono in grado di esaltare tutti gli ortaggi autunnali. Zucca, verza, porri, finocchi, cavolfiori e chi più ne ha più ne metta.

La ricetta di oggi è appunto una vellutata di cavolfiore verde al curry alla quale ho pensato di aggiungere anche altri ingredienti tipicamente autunnali. E quindi, oltre ad arricchirla con una crema di ricotta e acciughe per dare cremosità e un pizzico di sapidità, ho aggiunto i semi di zucca per dare croccantezza e i chicchi di melagrana per dare un tocco di acidità. E allora eccovi la ricetta.

Vellutata-di-cavolfiore

VELLUTATA DI CAVOLFIORE AL CURRY CON CREMA DI RICOTTA ALLE ACCIUGHE, SEMI DI ZUCCA E CHICCHI DI MELAGRANA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • un cavolfiore di medie dimensioni (circa 470 g)
  • 1 patata di circa 180 g
  • 1 scalogno
  • 300 g di acqua
  • 30 g di olio evo
  • 100 g di ricotta vaccina
  • 3 filetti di acciuga
  • una manciata di semi di zucca
  • una manciata di chicchi di melagrana
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Pulite il cavolfiore e lavate per bene le cime in acqua fredda. Pelate la patata e tagliatela a pezzetti. Tagliate a fette lo scalogno.
  2. Scaldate l’olio in una cassaruola e rosolatevi lo scalogno, le cime di cavolfiore e la patata a fuoco basso per 5 minuti. Poi versatevi l’acqua. Salate, coprite e fate sobbollire per 30 minuti.
  3. Nel frattempo frullate la ricotta con le acciughe, il pepe e poco sale. Mettete da parte.
  4. Quando le verdure saranno cotte, prendete parte dell’acqua con un mestolo e tenetela da parte. Frullate le verdure, aggiungendo l’acqua se necessario e fino a raggiungere la consistenza desiderata.
  5. Porzionate la vellutata, completate con la crema di ricotta, i semi di zucca e i chicchi di melagrana e servite.