PROVARE, PROVARE E RIPROVARE. FILONE CON QUINOA SOFFIATA E SEMI DI PAPAVERO

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papaveroLa prima volta che ho fatto questo pane ero in pieno periodo “Pasta madre tutta la vita”. Non che adesso quel periodo sia passato. Continuo ad utilizzare la pasta madre con grande piacere e buoni risultati. Ma quella volta davvero sfornavo pane a tutte le ore. Vista questa passione, ho iniziato a cercare dei testi che potessero arricchire le mie conoscenze.

Mi sono, quindi, imbattuta nel fantastico libro di Riccardo Astolfi “Pasta Madre”. Dico fantastico perchè per me ha rappresentato l’ingresso a pieno titolo nel mondo della pasta madre. il libro, infatti, oltre a contenere tutta una serie di ricette davvero particolari e fantasiose, fornisce le nozioni base per il corretto utilizzo della pasta madre. Ormai Riccardo Astolfi è un vero esperto del mondo della panificazione. Oltre ad aver pubblicato il libr “Pasta Madre”, ha anche creato un blog e una comunità di “spacciatori” di pasta madre. Poi ha aperto anche una panetteria a Bologna.

Fatto sta che ho iniziato a provare buona parte delle ricette di Riccardo, tra cui anche questo pane con quinoa soffiata e semi di papavero. Me ne sono innamorata subito. Ha un consistenza così rustica e un sapore così piacevolmente aromatico che mi sono entrati subito nel cuore. La prima volta che l’ho fatto, questo blog non esisteva. Quindi niente foto, niente post, me lo sono pappato io e stop.

La seconda volta, ovviamente, smaniavo dalla voglia di postare la ricetta. Peccato che non ero ancora molto esperta con le pieghe laterali, con la conseguenza che il pane mi si è aperto sotto, con un effetto estetico non proprio bellissimo. Disperazione, incavolamenti varii e post annullato.

Non contenta, ci ho riprovato prima di iniziare il trasloco.  Questa volta il pane è venuto bene ma le foto erano una schifezza. Perchè, dovete sapere, io amo molto cucinare il pane e i biscotti ma fotografarli è una vera agonia. Non so mai come allestire un minimo set, ho sempre paura di essere troppo minimale, poi finisco per inserirci roba che non serve a nulla col risultato che alla fine mi innervosisco e le foto mi vengono male. Ecco perchè a marzo per una settimana ho dovuto saltare il post. Cosa che, come potete immaginare, mi ha fatto parecchio innervosire visto che per me postare ricette è un esercizio spirituale che va fatto con costanza.

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papaveroMa non mi sono data pervinta. Questo pane andava fatto e postato. Perchè è troppo buono. E il mondo, senza questo pane, è sicuramente un posto peggiore. E io devo assolurtamente contribuire alla divulgazione di questa ricetta. Questa volta ho lavorato con calma, mi sono presa il mio tempo e alla fine le foto sono venute discrete. O quanto meno in grado di rendere la rusticità e la piacevolezza di questo pane. Ho apportato una piccola modifica. Invece di usare la farina 0, come consiglia Riccardo, ho usato farina 2 macinata a pietra e farina Manitoba. Anche in questo modo, il risultato è stato ottimo.

Alla fine è proprio vero che repetita iuvant. Ripetere più volte questo pane e le sue foto mi ha certamente garantito un risultato migliore. Peccato che noi foodblogger dobbiamo provare sempre cose nuove e difficilmente ripetiamo più volte la stessa ricetta. Ma, chi lo sa, forse inaugurerò una nuova rubrica in cui ogni tanto mi cimento in vecchie ricette già postate per vedere se si possono migliorare ulteriormente. Vedremo…

Intanto sul concetto del “provare, provare e riprovare…”, mi è tornata in mente la divertente scena del film “Non ci resta che piangere”…Che dite? Ce la riguardiamo insieme? Eccovi il link. Ed eccovi anche la ricetta del pane…

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FILONE CON QUINOA SOFFIATA E SEMI DI PAPAVERO

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INGREDIENTI (per 1 filone):

  • 150 g di pasta madre rinfescata (o 75 g di lievito di birra)
  • 250 g di acqua
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo
  • 250 g di farina 1 macinata a pietra 
  • 250 g di farina Manitoba
  • 2 cucchiaini di sale
  • 100 g di quinoa soffiata
  • 50 g di semi di papavero

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COME SI FA:

  1. Sciogliete la pasta madre nell’acqua insieme al malto d’orzo.Se usate il lievito di birra dovrete dimezzare il tempo di lievitazione. Se non avete la quinoa soffiata, potete prepararla adesso facendo tostare in padella dei normali semi di quinoa per circa 10 minuti. Fate raffreddare.
  2. Mettete nella planetaria le farine e il sale. Mescolate, poi aggiungete l’acqua e il lievito. Iniziate a impastare.
  3. Aggiungete la quinoa e i semi di papavero e continuate a impastare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Lasciatelo quindi lievitare in un posto caldo e asciutto (come sempre io ho avvolto la ciotola in una coperta di lana) per 5-6 ore.
  4. Riprendete l’impasto, fate un giro di pieghe* e formate il vostro filone. Fatelo riposare sulla leccarda rivestita di carta da forno, coperto con un canovaccio, nel forno alla temperatura di 40 gradi per altre 2 ore.
  5. Accendete il forno e portatelo alla temperatura i 230 gradi. Cuocete il pane per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 200 e continuate la cottura per altri 30 minuti.

*Questa volta, dovendo preparare un filone, ho preferito fare la piegatura laterale. Si fa così. Rovesciate l’impasto sul tagliere infarinato. Dopo averlo leggermente appiattito e aver formato un rettangolo, piegato unlato sull’altro sovrapponendolo per 2/3 all’impasto. Prendete l’altro lato e sovrapponetelo al primo. Ruotate l’impasto a 90 gradi verso destra e ripetete la procedura. Fate riposare qualche minuto. Procedete poi a dare la forma che preferite.

 

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QUANDO LA MAMMA E’ IN VACANZA…CONFETTURA DI FRAGOLE

confettura-fragole…O meglio “Quando la mamma è in visita”…perchè in effetti non era proprio una vacanza, ma una visita abbastanza veloce, anche se molto intensa…Ma prima di andare oltre sono necessari due antefatti fondamentali…

L’anno scorso, di questi tempi, mentre cenavamo, il mio compagno si è fermato, mi ha guardata con una faccia da rivelazione di importanza vitale e mi ha detto “…è inutile: i frutti più buoni del mondo sono le fragole…”. Dopo questo outing, di cui forse non era mai stato ben conscio, si è lasciato andare senza remore a questa passione. Da quel momento, per il loro breve periodo di durata, le fragole non mancano mai sulla nostra tavola…Ma pochi mesi non bastano…E allora ecco che la sottoscritta non poteva non ingegnarsi per preparare una bella sorpresa e far sì che il piacere delle fragole potesse perdurare più a lungo nel tempo. Come? Con una buonissima confettura di fragole! La ricetta che ho usato l’anno scorso è quella di Giulia (Juls’ Kitchen), che come al solito non sbaglia un colpo…la confettura era strepitosa!

Ovviamente ho raccontato il tutto anche a mia mamma, la quale si è incuriosita e quest’anno, quando ho detto che volevo rifare la confettura di fragole, ha detto di volerci provare anche lei. Quando mi ha detto che sarebbe venuta a trovarmi mi fa “…vuoi ancora le fragole per la confettura?…ne compro un po’ di più e la facciamo insieme…” Bene. Eccola con tre chili di fragole quando io le avevo detto di prenderne due…ma si sa…sulle dosi siamo soliti abbondare.

Eccoci quindi a imbarcarci insieme in questa impresa. Che rappresenta una novità di non poco conto! Infatti, quando vivevo coi miei, le confetture non erano mai una scelta. Essenzialmente servivano per consumare la frutta in eccesso. Questo perché d’estate la frutta abbondava. Essendo il mio un paese contadino, quasi tutti hanno un piccolo appezzamento di terra con frutta a volontà. E poi, se la terra non ce l’hai tu, sicuramente ce l’hanno conoscenti e amici, che la frutta te la regalano pur di non buttarla via. E però quella a disposizione era: pesche, albicocche, prugne, mele cotogne e uva. Altro non mi pare di ricordare. Ecco perché abbiamo scoperto così tardi la confettura di fragole. E ne siamo molto felici!

La ricetta che riporto quì è quella che ho usato quest’anno, con quantità e tempi più che raddoppiati. Ovviamente potete dimezzare tutto o andare a vedere la ricetta di Giulia che prevede solo un chilo di fragole. Considerate che, con tale ridotta quantità, Giulia fa cuocere a confettura soltanto 45 minuti. Il che ha determinato il colore rosso acceso. Nel mio caso il colore è più scuro appunto per i tempi di cottura più allungati. Altra info: qualche frutto si è danneggiato e ho dovuto buttarlo, quindi il peso delle fragole al netto era di due chili e seicento grammi.

Terminate le info, eccovi quindi la ricetta.

confettura-fragole

CONFETTURA DI FRAGOLE

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INGREDIENTI (per 6 barattoli):

  • 3 kg  di fragole
  • 800 g di zucchero
  • 5 limoni

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COME SI FA

  1. Lavate le fragole e rimuovete il picciolo e le foglie. Tagliatele a cubetti e raccoglietele in una ciotola. Aggiungete i limoni tagliati a fette e lo zucchero e mescolate bene. Fate macerare le fragole per almeno 2 ore, fino a che lo zucchero non si sarà sciolto trasformandosi in uno sciroppo.
  2. Versate a questo punto la frutta con tutto lo sciroppo in una pentola dal fondo spesso e portatela ad ebollizione a fuoco basso. Fatela sobbollire circa 2 ore o comunque finché il composto non si sarà addensato. Fate la prova del piattino per vedere se è pronta.
  3. Versate la marmellata in 6 barattoli sterilizzati e chiudete bene. Ovviamente il numero dei barattoli dipende dalla loro dimensione. Potrebbero essere di più o di meno. Tenetene comunque qualcuno in più a disposizione.
  4. Mettete i barattoli in una pentola larga e alta, coprite con acqua e portate ad ebollizione. Lasciate sobbollire per 20 minuti e poi spegnete. Fate raffreddare i barattoli nella pentola, poi toglieteli. Si conservano per molti mesi in un luogo asciutto, fresco e buio. Dopo averli aperti si conservano in frigo.