MOLTE IDEE MA CONFUSE. POLPETTE DI ROVEJA CON TARTARE DI TONNO E MAIONESE VEGANA AI LAMPONI

polpette-rovejaA me piacciono molto le liste di progetti. O forse sarebbe più opportuno dire le liste di buoni propositi. Perché poi alcuni dei progetti non vedono proprio la luce. Una parte purtroppo me la perdo per strada. Però mi piace tanto fare le liste. E allora, nei periodi in cui tutto il mondo le fa, cioè fine agosto e fine dicembre, le faccio anch’io.

Peccato che quest’anno la mia testa sia un attimo incasinatella. L’elaborazione dei progetti arranca faticosamente. Tanto per capirci, se nella mia testa ci fossero varie rotelle, una per ogni settore di vita, adesso il mio criceto sarebbe lì a saltellare impazzito da una rotella all’altra. Non riesco proprio a fermarlo. Passiamo in scioltezza dal settore “attività sportive da fare in inverno” a quello “manutenzione straordinaria blog”. Poi caramboliamo insieme tra “ottimizzazione spazi della casa per avere la casa più in ordine e dedicare più tempo ad altro” a “pratiche di lavoro che scadono a settembre”. E mentre il povero criceto è impegnato a correre sulle rotelle, deve stare attento a non trovarsi spiaccicati in faccia gli uccelli del noto stormo “ricette che potrei preparare”.

polpette-rovja In questo marasma mentale effettivamente le idee sono molte e confuse. Anche la ricetta di oggi è frutto di idee un po’ confuse. E qui, onde capirci qualcosa, urge una descrizione stile “sceneggiatura veloce per filmetto tv”…

Scena prima. Un po’ di tempo fa. Città di Fermo. Manifestazione “Tipicità” (…per inciso…molto molto carina, da andarci o tornarci sicuramente). Chiara che sbircia la bancarella di un tizio di provenienza dimenticata (sicuramente marchigiano). Sacchettini di legumi. Cosa sono questi? Questa è roveja, un legume molto antico, recentemente ricoltivato nella zona tra Umbria e Marche. E’ presidio Slow Food. È molto buona in abbinamento col pesce. Chiaramella sussulta. Ok. Comprata la roveja.

Scena seconda. Aperitivo da Aniko, il chioschetto di Moreno Cedroni a Senigallia. Piatto must. Affettato di pesce (pesce spada o tonno) con salsina allo zenzero e salsina ai lamponi. Due bocciotti di salsina sul tavolo. Se ne può prendere a volontà. Salsina ai lamponi strepitosa. Sia sul pesce che sul pane.

Scena terza. Che preparo oggi? Roveja, tonno, salsina. Per la nota proprietà transitiva se la roveja sta bene col pesce e il pesce sta bene con il lampone, forse la roveja sta bene col lampone? Proviamo? Fatto.

Adesso il processo mentale sembra ordinato ma vi assicuro che per arrivare a questo il criceto è passato, alla rinfusa, tra bruschette, pesche, salsa allo yogurt e molto altro ancora. Ma alla fine ce l’ho fatta anche stavolta. Chissà se ce la farò anche a fare la lista dei progetti. Mah. Lo scopriremo solo vivendo…

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POLPETTE DI ROVEJA CON TARTARE DI TONNO E MAIONESE VEGANA AI LAMPONI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

Per le polpette (circa 23):

  • 200 g di roveja secca
  • una carota
  • un ciuffo di prezzemolo
  • farina
  • alloro
  • aglio
  • olio

Per la tartare:

  • 400 g di tonno fresco già trattato per essere mangiato crudo (se avete del tonno fresco e non avete un abbattitore, sarà necessario  metterlo nel congelatore per almeno 96 ore)
  • olio evo
  • limone
  • sale
  • pepe
  • erba cipollina

Per la maionese ai lamponi:

 

  • 100 ml di olio di semi di girasole
  • 50 ml di latte di soia
  • 100 g di lamponi
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di succo di limone

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COME SI FA:

 

  1. Preparate le polpette. Mettete la roveja in ammollo in acqua fredda per almeno 12 ore, avendo cura di cambiare l’acqua almeno una volta. Lessatela quindi in acqua fredda con la carota sbucciata, una foglia di alloro e uno spicchio di aglio vestito. Cuocete a fuoco lentissimo finché la roveja non risulterà cotta. Il tempo necessario dovrebbe essere un’ora ma io la faccio cuocere sempre per almeno due ore o comunque fino a quando non sarà ben morbida. Regolatevi in base al vostro gusto.
  2. Tenete da parte un paio di mestoli di acqua di cottura, eliminate la rimanente. Frullate con il mixer la roveja, la carota e il prezzemolo. Se necessario aggiungete un po’ di acqua di cottura per ottenere una crema sufficientemente morbida. Mettete la crema in una ciotola e fatela riposare in frigo per 15 minuti circa. Vi aiuterà a modellare meglio le polpette.
  3. Inumiditevi le mani e preparate le polpette. Passatele nella farina e sistematele in un piatto rivestito di carta da forno. Se non volete cucinare tutte le polpette in una volta, sistemate il piatto nel congelatore e, quando le polpette si saranno indurite, trasferitele in un sacchetto per alimenti e riponetele nuovamente nel congelatore.
  4. Sistemate le polpette in una teglia da forno, irrorare con olio evo e cuocete per circa 20 minuti a 180 gradi. 
  5. Preparate la tartare. di tonno. Preparate una citronette con olio, erba cipollina, sale, pepe e limone. Per le dosi regolatevi come ritenete opportuno in base al vostro gusto. Considerate che la maionese ha già un sapore abbastanza acidulo, per cui non eccedete con il limone.
  6. Tagliate il tonno a pezzetti e fatelo macerare almeno per mezz’ora nella citronette.
  7. Sistemate i pezzetti di tonno in un piatto, aiutandovi con un coppapasta. Mettete in frigo fino al momento di servire. 
  8. Preparate la maionese. Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore a immersione. Frullate finché la maionese non si sarà addensata. Mettetela in frigo fino al momento di servire.
  9. Componete quindi  il vostro piatto e servite.


 

LA CURIOSITA’ FECE INGRASSARE IL GATTO.TAGLIATELLE DI CANAPA ALLA MEDITERRANEA

tagliatelle-canapa-alla-mediterraneaÈ proprio così. Per quanto mi riguarda, il noto detto secondo cui “la curiosità uccise il gatto” , andrebbe rivisitato. Nel mio caso la curiosità fa ingrassare.

Già tempo fa vi avevo parlato della mia tendenza a farmi prendere la mano quando vado al supermercato. Ma ovviamente la mia incapacità a controllarmi non si esplica solo al supermercato.

Anche il sabato mattina è senza dubbio un momento critico. Dovete sapere che la mia regola è “dal lunedì al venerdì per la spesa necessaria, il sabato per gli sfizi”. Il ché significa che il sabato mattina faccio una capatina al nuovo supermercato Natura sì che si è aperto di recente a Senigallia. Lì mi autoassolvo con la scusa che ci vado per vedere se ci sono offerte. Ovviamente mento spudoratamente e va a finire che compro cose che non servono.

Poi vado in centro. E anche lì sbircio di qua e di là. Soprassediamo sulla tentazione di fare una seconda colazione da Ser Caramello (i suoi croissant sono strepitosi, sfogliatissimi come solo in Francia sanno fare e ripieni con un sacco di crema o marmellata di ogni tipo) oppure da Sestilio (croissant con impasto di pasta brioche senza sfoglia come si faceva una volta). Due posti diversi ma entrambi da urlo (così come Cla e Fè a Marzocca: croissant enormi, con impasto talmente soffice da essere impalpabile e una montagna di crema pasticcera che odora ancora di latte). Dopo essermi censurata riguardo alla colazione, proseguo il mio giro. Anche in centro ovviamente c’è un negozio bio. Entro. E cosa ci ho trovato l’ultima volta? Tagliatelle di canapa. Mai assaggiate, ma tanto sentite nominare. Come resistere alla tentazione? Non resisto e le compro. Torno a casa e inizio a documentarmi.

Poiché quando leggo tutte le info su un prodotto, dopo un po’ mi annoio, sarò brevissima o quasi. Ma qualcosa ve la voglio dire. Ovvia premessa è che la canapa alimentare è priva delle relative componenti psicotrope. Perciò chi si aspetta viaggi fantastici in mondi alternativi è proprio fuori strada.

La farina di canapa (con cui sono fatte le mie tagliatelle) è la polpa finemente macinata, che rimane dopo che i semi di canapa vengono torchiati per estrarne l’olio. Contiene dal 5 al 10% di olio, circa un 30% di proteine e inoltre fibre e minerali.

Rispetto agli altri semi oleosi, che pure fanno molto bene alla salute, i semi di canapa possiedono alcuni vantaggi: l’olio contiene circa il 75% di acidi grassi essenziali tra cui il 15-20% di acido alfa-linoleico di tipo Omega 3, le proteine del seme contengono tutti gli amminoacidi essenziali in quantità ottimale e in una forma facilmente assimilabile e il loro gusto un po’ nocciolato li rende tanto appetibili quanto nutrienti. L’olio di canapa contiene naturalmente Omega 6 e Omega 3 nel rapporto ottimale di 3:1 che è conforme alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) secondo cui i grassi Omega 6 e Omega 3 andrebbero assunti nel rapporto ottimale di 3:1 a 5:1. Per altre info vi rimando al sito dell’azienda Foodsativa dove troverete queste info e molto altro (non è che gli faccio pubblicità, non mi pagano, è solo che il loro sito è bello ricco di informazioni e mi è stato utile nel mio mini viaggio nel mondo della canapa).

Considerato quanto sopra, le tagliatelle di canapa si presentano come un prodotto da utilizzare con una certa tranquillità e di cui forse si dovrebbe incrementare l’uso. Ma passiamo alla ricetta. Per un alimento così ricco di proprietà benefiche, quale condimento migliore se non un bel misto di verdure mediterranee e di stagione? Quindi, bando alle ciance, ed eccovi il piatto di oggi.

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TAGLIATELLE DI CANAPA ALLA MEDITERRANEA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 1 melanzana
  • 1 zucchina
  • 1 peperone 10 pomodori ciliegini
  • una manciata di olive taggiasche
  • 4-5 capperi
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio di aglio
  • peperoncino
  • 350 g di tagliatelle di canapa
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Lavate accuratamente le verdure e tagliatele a cubetti piccoli e tutti delle stesse dimensioni. Tagliate i pomodorini in 4 spicchi e tritate i capperi. 
  2. Ungente leggermente un’altra ampia padella e cuocete la melanzana, il peperone e la zucchina separatamente (prima la melanzana, poi le zucchine ed infine il peperone). Questo perchè le verdure hanno tempi di cottura diversi e anche per mantenere inalterati sapori e colori di ognuna. Mettete da parte.
  3. Tagliate la cipolla e l’aglio a pezzettini. Ungete con un filo di olio un’ampia padella antiaderente e soffriggete aglio e cipolla. Aggiungete le verdure che avete precedentemente cotto. Aggiungete anche le olive e i capperi. Quando le verdure si saranno amalgamate e risulteranno bene calde e sfrigolanti aggiungete i pomodorini e cuocete il tutto per circa 10 minuti.
  4. Lessate in abbondante acqua salata le tagliatelle di canapa. Aggiungetele quindi al condimento direttamente nella padella e mescolate finché le tagliatelle non risulteranno ben condite. Servite ben calde.

VARIAZIONI SUL TEMA. POLPETTONE (O PIZZA) DI ASPARAGI

polpettone-asparagiIl tema è il polpettone (o sformato) di fagiolini. Qualche tempo fa stavo “gironzolando” sul blog di Giulia (Juls Kitchen) e mi sono imbattuta nella ricetta dello sformato di fagiolini. La ricetta mi aveva assai stimolata e mi ero ripromessa che in primavera la avrei sicuramente sperimentata. Come è ovvio, mi sono ben presto dimenticata di questo proposito. A farmelo ricordare è stato il numero di maggio di Sale & Pepe, in cui viene proposta proprio una ricetta di polpettone di fagiolini.

Alla fine però non ho preparato né l’uno né l’altro. Non perchè non fossero due ricette carinissime, per carità, ma solo perché ho pensato “…ma perchè non utilizzare un ingrediente di stagione?…magari un ingrediente che tra poche settimane sparirà dai banconi dei verdurai?”.

Al riguardo devo confessare che sulla stagionalità dei prodotti sono tendenzialmente ligia all’unica buona regola in materia – ossia comprare sempre e solo prodotti di stagione – ma talvolta mi prendono dei momenti di follia, per fortuna solo momenti, in cui divento una bambina capricciosa. Come l’altro giorno, quando – non so perchè – mi è venuta voglia dei porri, il cui periodo di produzione finisce generalmente a marzo. E vabbé…sono una donna, non sono una santa. Fatte salve tali pazzie, come vi dicevo, sono generalmente una brava ragazza. E allora per il mio polpettone ho pensato di utilizzare i fantastici, buonissimi e primaverilissimi signori asparagi . E questa è stata la prima fondamentale variazione.

La seconda variazione riguarda il nome. Lo ho chiamato polpettone perchè per lo più ho preso spunto dalla ricetta di Sale & Pepe, che lo chiama polpettone. Ma lo ho chiamato anche pizza perché sembra tanto un gateau di patate e dalle mie parti, in Puglia, il gateau di patate si chiama pizza di patate. Cosa che desta curiosità in tutti gli abitanti del resto d’Italia, che giustamente sentono parlare di pizza e pensano alla pizza tradizionale, farina-acqua-lievito, e non certo ad uno pseudo gateau di patate.

Generalmente in Puglia questa pizza è abbastanza bassa di spessore, ma mia mamma la faceva bella alta e, cosa che altrove non facevano, la arricchiva con un po’ di burro nell’impasto e con fiocchetti di burro sopra la copertura di pangrattato. Buonissima! La pizza di patate era uno dei piatti che non poteva mancare ai pranzi in campagna delle domeniche di primavera…ma di questi vi parlerò un’altra volta. 🙂

La terza variazione è nella consistenza. La ricetta da cui ho preso spunto prevedeva che i fagiolini venissero frullati. Io ho preferito mantenere gli asparagi a pezzetti, perché volevo assaporarne in pienezza il sapore, quasi a volerlo imprimere nella memoria, prima di doverli salutare fino all’anno prossimo.

E allora cosa aspettate a preparare questo polpettone per un bel pic-nic al parco, al mare, in campagna o dove più vi piace prima che arrivi il solleone di giugno? Eccovi, quindi la ricetta.

P.S:..alla fine in questa ricetta ci ho messo anche il frutto del momento di follia…i porri 🙂

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POLPETTONE (O PIZZA) DI ASPARAGI

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INGREDIENTI (per una teglia quadrata da 23 per 23):

  • 450 g di asparagi
  • 400 g di patate
  • 3 uova
  • 80 g di parmigiano grattugiato
  • una manciata di rondelle di porri
  • 1 spicchio di aglio
  • pangrattato q.b.
  • una manciata di mandorle a lamelle
  • olio evo
  • sale
  • pepe
  • un mazzetto di timo

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COME SI FA:

  1. Lavate accuratamente gli asparagi e privateli dalla parte dura. Tagliateli quindi a pezzetti di circa 2 centimetri e metteteli da parte.
  2. Lavate le patate sotto l’acqua corrente per eliminare i residui di terra. Sistematele in una pentola dai bordi alti e copritele con acqua fredda. Mettetele quindi sul fuoco per lessarle. Sistemate una vaporiera sulla pentola delle patate e cuocete al vapore gli asparagi per circa 10 minuti.
  3. Nel frattempo tagliate a rondelle il porro e a pezzettini l’aglio. Mettete sul fuoco una ampia padella con un giro di olio e fate rosolare il porro e l’aglio. Fate raffreddare.Sciacquate il timo e privatelo dei rametti più duri.
  4. Mettete da parte gli asparagi, che intanto si saranno cotti, e  fate proseguire la cottura delle patate. Quando riuscirete a infilare una forchetta al loro interno saranno pronte. Quindi passatele sotto l’acqua corrente per diminuirne un po’ la temperatura, sbucciatele e passatele con lo schiacciapatate facendo ricadere la purea direttamente nella terrina in cui unirete tutti gli ingredienti.
  5. Aggiungete quindi alle patate, gli asparagi, il sofritto di aglio e porri, le uova, il parmigliano e iniziate ad amalgamare bene il tutto aiutandovi prima con una spatola e poi anche con le mani. Alla fine aggiungete il timo, il sale e il pepe nella quantità che desiderate.
  6. Oliate bene una teglia antiaderente o in ceramica. Cospargete la base con il pangrattato. Versato l’impasto nella teglia e livellatelo con una spatola. Cospargete ancora con abbondante pangrattato. Aggiungete un giro d’olio. Infine cospargete la superficie con le mandorle a lamelle.
  7. Cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per 30 minuti. Lasciate intiepidire e servite a quadrotti (o quadrati)

CROCE E DELIZIA. TORTA SALATA DI NOCCIOLE CON MELANZANE E POMODORINI

torta-salata-nocciole-melanzane-pomodoriniIo amo le torte salate. Mi ricordano la mia infanzia. Mia mamma le preparava spesso. E ogni volta per me era una sorpresa perché, a seconda del momento e degli ingredienti a disposizione, ogni torta era unica,  diversa da quella precedente e da quella successiva. Fantasia allo stato puro. Ogni volta mamma inventava qualcosa di nuovo. Il ripieno poteva essere erbette e ricotta, prosciutto e mozzarella, asparagi e uova, riso e zucchine, carciofi e pecorino. Il guscio poteva essere pasta sfoglia, pasta brisè o pasta con olio extravergine. E potrei andare avanti per ore. Ai miei occhi di bambina quel tripudio di sapori e colori, racchiuso in un gusto friabile e burroso faceva davvero un effetto festaiolo. Che delizia!

C’è da dire, però,  che la torta salata è ottima per una famiglia mediamente numerosa e/o mediamente affamata. Per me, che per parecchi giorni della settimana sono sola, non è proprio il massimo, a meno che io non voglia affogare i dolori nel cibo e sbafarmela tutta in una sola volta. Ma, per fortuna, non sono arrivata ancora a questo punto. In verità, di recente, ho risolto anche questo problema perché ho provato a surgelarne qualche porzione e ho visto che, una volta scongelata e riscaldata in forno, la torta è ancora ottima.Quindi la vera croce non è questa..

La vera croce della torta salata è un’altra…

torta-salata-nocciole-melanzane-pomodoriniDi solito mamma preparava la torta il pomeriggio presto, prima di tornare al lavoro, in modo da avere tutto già pronto al suo rientro. Sarà per questo che, nel mio immaginario, la torta salata trova la sua massima espressione la sera, per cena, solo ed esclusivamente per cena.

Questo pregiudizio, questa fisima, questa fissazione – chiamatela come volete – si è accentuata da quando “provo” a fare la foodblogger…E voi direte: perché? E io rispondo: perchééééé? LA LUCE!!!! Il problema è la LUCEEEE!!! Eh si….perché una povera foodblogger deve fotografare!! E deve fotografare con la luce naturale!!  E, se la sera diventa buio alle quattro, come si fa?!.. Per questo finora non avevo mai postato torte salate sul blog.

E allora una poveretta che fa? Aspetta tempi migliori, aspetta la primavera che, per quanto stenti davvero ad arrivare, ci sta già regalando ore di luce in più. Per inaugurare la “stagione” delle torte salate ho deciso di utilizzare una ricetta che mi ha subito colpita. Per due motivi. Per prima cosa perché è semplice e nello stesso tempo sofisticata e poi perché nell’impasto ci vanno 50 grammi di nocciole, che – guardacaso – avevo in dispensa e dovevano essere consumate.

E allora: torta salata di nocciole con melanzane e pomodorini. La ricetta è quella del volume Cucina vegetariana della collana Scuola di cucina, con la sola differenza che io ho voluto renderla un attimo più strong utilizzando la mozzarella di bufala al posto della mozzarella di latte vaccino. Eccovi, quindi, la ricetta.

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TORTA SALATA DI NOCCIOLE CON MELANZANE E POMODORINI

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INGREDIENTI:

  • 150 g di farina 0
  • 50 g di nocciole
  • acqua tiepida q.b.
  • 300 g di melanzane lunghe
  • origano q.b.
  • 150 g di pomodori ciliegini
  • 4 foglie di basilico
  • 150 g di mozzarella di bufala
  • 2 cucchiai di fiocchi di avena o pangrattato
  • olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Tostate le nocciole per 10 minuti nel forno a 180 gradi. Tenetele sempre d’occhio per evitare che si brucino. Tiratele fuori dal forno e lasciatele raffreddare. Frullatele con una presa di sale.
  2. Mettete sulla spianatoia la farina, le nocciole tritate e al centro 2 cucchiai di olio. Iniziate ad impastare aggiungendo acqua tiepida fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprite il panetto e lasciatelo riposare per 30 minuti.
  3. Nel frattempo ungete una teglia antiaderente con 2 cucchiai di olio. Tagliate a tocchetti la melanzana e fatela rosolare per 10 minuti. Fuori dal fuoco, condite le melanzane con l’origano.
  4. Tagliate i pomodori a spicchi e conditeli con olio, sale e il basilico spezzettato. Tagliate la mozzarella a tocchetti.
  5. Tirate la sfoglia direttamente su un foglio di carta da forno. Sistemate la sfoglia insieme al foglio di carta da forno direttamente in una teglia da 25 cm.
  6. Distribuitevi sopra i fiocchi di avena e poi le melanzane. Proseguite con la mozzarella e i pomodori. Ripiegate sul ripieno i bordi dell’impasto. Infornate in forno preriscaldato a 200 gradi per 20 minuti. Servite la torta tiepida o fredda.