UN DESIDERIO PER NATALE…MAFALDE CON SUGO AL BACCALA’ E MOLLICA TOSTATA

Mafalde-con-sugo-baccalà-e-mollica-tostataIl Natale….argomento delicato, anzi delicatissimo. Ho pensato a lungo a cosa scrivere su questo post…

Avrei potuto raccontarvi di come ho vestito a festa la mia casa, con l’albero pieno di luci bianche e di addobbi argentati, un bel presepe colorato con la fontanella con l’acqua vera e il muschio raccolto in campagna (come facevo da ragazzina col mio papà), una bella stella di Natale bianca e una rossa sul tavolino del soggiorno, una bella ciotola piena di cioccolatini e caramelle, un piccolo Babbo Natale stilizzato avuto in regalo da un’amica, una bella ghirlanda di auguri sulla porta.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.

Avrei potuto raccontarvi di un’attesa fatta di passeggiate in strade piene di luminarie e mercatini di Natale, della scelta dei regali, ognuno accuratamente pensato per il suo destinatario e di pomeriggi passati a guardare film natalizi con una bella tisana fumante.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.Baccalà-al-sugoAvrei potuto raccontarvi di un pranzo di Natale con amici e parenti in quantità, con una bella musica in sottofondo e una padrona di casa ben vestita e rilassata perché ha avuto il tempo di preparare le cose con calma ed è felice di passare il Natale con gli affetti più cari.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.

Molto probabilmente le cose non andranno così. Però ogni anno io ci provo a farle andare così e continuo a sperare che prima o poi queste cose arrivino anche per me.

Nel frattempo mi consolo tornando alle origini, quando il Natale era cosa facile, quanto meno per me che ero solo una ragazzina.

Al mio paese, in Puglia, le mafalde (amichevolmente dette lagane) con il sugo di baccalà e la mollica tostata sono la ricetta tradizionale della sera della vigilia. Si rispetta la tradizione del magro. Si mangia pesce, ma pesce che può essere conservato a lungo. Perché il mare è vicino ma non così vicino. In fondo siamo in un paese di terra. Gustosi pezzi di baccalà fritto che poi vengono immersi nel sugo di pomodoro per insaporirlo come si deve. Mollica tostata per dare una piacevole nota croccante. Un piatto che, nella sua semplicità, rivela una piacevolezza quasi inaspettata. Ecco quindi la ricetta.

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MAFALDE CON SUGO DI BACCALA’ E MOLLICA TOSTATA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 8 pezzi di baccalà di circa 150/200 g ciascuno (calcolate un paio di pezzi a persona)
  • 1,5 l di passata di pomodoro
  • 150 g circa di pangrattato
  • farina
  • 1/2 cipolla
  • olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Prendete il baccalà e lavatelo per bene sotto l’acqua corrente per eliminare il sale.
  2. Tagliate il baccalà in 8 pezzi e mettetelo  a bagno in una ciotola colma di acqua fredda che terrete in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo cambiate l’acqua e rimettete la ciotola in frigorifero per altre 24 ore.
  3. Prendete quindi i pezzi di baccalà, lavateli nuovamente sotto l’acqua corrente e asciugateli per bene aiutandovi con la carta assorbente. Scaldate abbondante olio extravergine in una padella. Infarinate i pezzi di baccalà e, quando l’olio sarà ben caldo, friggeteli fino a doratura. Sistemateli su un piatto rivestito di carta assorbenete per eliminare l’olio in eccesso e mettete da parte.
  4. Oliate leggermente una padella antiaderente e tostate il pangrattato fino a doratura. Mettete da parte.
  5. Preparate quindi il sugo. Fate soffriggere la cipolla in olio extravergine. Quando sarà diventata trasparente, aggiungete la passata di pomodoro, salate e fate cuocere per circa 20 minuti. Aggiungete i pezzi di baccalà al sugo e fate cuocere ancora per altri 15 minuti o comunque finchè il sugo non si sarà insaporito con il sapore del baccalà.
  6. Mettete quindi a bollire abbondante acqua salata e cuocete le mafalde. Conditele con il sugo di baccalà, cospargete con abbondante mollica tostata e servite.
  7. Servite poi per secondo il baccalà al sugo.

 

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IMPRESSIONI DI NOVEMBRE. VELLUTATA DI CAVOLFIORE AL CURRY CON CREMA DI RICOTTA ALLE ACCIUGHE, SEMI DI ZUCCA E CHICCHI DI MELAGRANA

Vellutata-di-cavolfioreVe la ricordate la canzone della PFM “Impressioni di settembre”? Tanto per rinfrescarvi la memoria potete riascoltarla qui. Racconta di un uomo che passeggia per la campagna e, nel guardare il paesaggio autunnale, riflette sulla sua vita. E’ una canzone molto evocativa, che riesce davvero a catapultarci in un attimo su quel prato, con le foglie secche spostate dal vento e le gocce di rugiada che brillano sulle foglie. Lo stato d’animo del nostro protagonista è proprio come l’ambiente intorno a sé, crepuscolare, meditativo, tranquillo ma agitato al tempo stesso.

Col cibo è lo stesso. Il cibo riflette tutto quello che c’è intorno. Stagioni, ambienti, sensazioni. L’autunno è una stagione magica per il cibo. Il legame tra la terra e i suoi frutti esplode in tutta la sua pienezza. E chi ha la fortuna di poterlo vivere in prima persona è davvero un privilegiato.

Svegliarsi la mattina e vedere dalla finestra la nebbiolina che avvolge placidamente la terra, fare una bella passeggiata sentendo il solo rumore delle foglie sotto i piedi, andare a raccogliere i funghi all’alba, guardare i colori delle foglie che passano dal verde al giallo al rosso acceso, godersi il leggero tepore del sole nelle ore calde del giorno, sentire l’odore di una buona zuppa che si espande nella cucina e poi sentirne il calore irradiarsi nel corpo già dal primo boccone. Questo è l’autunno per chi vive a contatto con la natura.

Vellutata-di-cavolfioreNon per tutti è così. Chi vive in città può percepire solo vaghi sentori di quello che è davvero l’autunno. Guardi distrattamente fuori dalla finestra e vedi l’albero del giardino ingiallirsi piano piano, la mattina presto sbirci fuori dal finestrino del treno e vedi la nebbiolina che ancora avvolge tutto quanto, stai per metterti alla guida e vedi che tutti i finestrini sono pieni di acqua, cerchi di godere dell’ultimo sole con una breve passeggiata durante la pausa pranzo. Questo è quello che ti viene concesso.

Ma a tavola no. Almeno a tavola anche noi cittadini possiamo provare a ricreare le sensazioni autunnali. Le zuppe e le vellutate sono un must in questo periodo perchè aiutano a intiepidire il nostro corpo, intirizzito dai primi freddi, e perchè sono in grado di esaltare tutti gli ortaggi autunnali. Zucca, verza, porri, finocchi, cavolfiori e chi più ne ha più ne metta.

La ricetta di oggi è appunto una vellutata di cavolfiore verde al curry alla quale ho pensato di aggiungere anche altri ingredienti tipicamente autunnali. E quindi, oltre ad arricchirla con una crema di ricotta e acciughe per dare cremosità e un pizzico di sapidità, ho aggiunto i semi di zucca per dare croccantezza e i chicchi di melagrana per dare un tocco di acidità. E allora eccovi la ricetta.

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VELLUTATA DI CAVOLFIORE AL CURRY CON CREMA DI RICOTTA ALLE ACCIUGHE, SEMI DI ZUCCA E CHICCHI DI MELAGRANA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • un cavolfiore di medie dimensioni (circa 470 g)
  • 1 patata di circa 180 g
  • 1 scalogno
  • 300 g di acqua
  • 30 g di olio evo
  • 100 g di ricotta vaccina
  • 3 filetti di acciuga
  • una manciata di semi di zucca
  • una manciata di chicchi di melagrana
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Pulite il cavolfiore e lavate per bene le cime in acqua fredda. Pelate la patata e tagliatela a pezzetti. Tagliate a fette lo scalogno.
  2. Scaldate l’olio in una cassaruola e rosolatevi lo scalogno, le cime di cavolfiore e la patata a fuoco basso per 5 minuti. Poi versatevi l’acqua. Salate, coprite e fate sobbollire per 30 minuti.
  3. Nel frattempo frullate la ricotta con le acciughe, il pepe e poco sale. Mettete da parte.
  4. Quando le verdure saranno cotte, prendete parte dell’acqua con un mestolo e tenetela da parte. Frullate le verdure, aggiungendo l’acqua se necessario e fino a raggiungere la consistenza desiderata.
  5. Porzionate la vellutata, completate con la crema di ricotta, i semi di zucca e i chicchi di melagrana e servite.

 

 

 

 

HALLOWEEN ALL’ITALIANA…TAGLIATELLE DI SEGALE CON ZUCCA, ZENZERO E SALVIA CROCCANTE

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccanteE anche Halloween è alle porte. Avrei potuto inondare il blog con ricette di biscottini a forma di ragno, dita mozzate, finte zucche ripiene. Ma qualcosa ha giocato a mio sfavore. E dentro di me so anche che cosa…

Purtroppo (o per fortuna) faccio parte di quella generazione che non è cresciuta con Halloween. O meglio, quando ero ragazzina e adolescente io, guardavo i festeggiamenti per Halloween soltanto nei film americani. In Italia non si festeggiava, non c’era mostri, non c’era “dolcetto o scherzetto”, non c’erano zucche illuminate. Niente di niente.

Poi è arrivata la globalizzazione  e tutto il mondo è diventato un unico grande paese. E allora può succedere che in qualsiasi parte del mondo puoi mangiare messicano o indiano o giapponese. E può succedere che, se vai in Danimarca e trovi un negozio particolare che non avevi mai visto, poi torni a casa e un giorno improvvisamente capisci che è una catena e che l’hanno aperta anche a Milano. E può succedere che Halloween ormai si festeggi ovunque.

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccanteAnche se sono sempre aperta a sperimentare nuove ricette, con Halloween continuo a fare un po’ di fatica. Nel senso che non la sento come una mia festa e quindi la mia creatività in cucina è molto meno attiva. Ma quest’anno ho deciso che dovevo fare qualche passo in avanti.

E allora intanto sono andata a seguirmi un bell’evento della Scuola della Cucina Italiana tutto dedicato ad Halloween. Tanto per accaparrarmi qualche bella ricetta da provare all’occorrenza.

E poi ho pensato che anche io potevo festeggiare Halloween, ma a modo mio e cioè all’italiana. Ossia con una bella pasta e con l’ingrediente per eccellenza di Halloween, la zucca. E allora vai con una bella tagliatella, che più italiana di così si muore. E vai con una bella zucca. La tagliatella ho provata a farla con un pochino di segale, per renderla un pochino più rustica e al condimento ho aggiunto un po’ di zenzero per dare una nota di piccantezza al sapore dolce della zucca. La nota croccante è data dalle foglioline di salvia, fritte appunto fino a diventare croccanti. Eccovi quindi la ricetta e buon Halloween a tutti voi!

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TAGLIATELLE DI SEGALE CON ZUCCA, ZENZERO E SALVIA CROCCANTE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

Per le tagliatelle:

  • 100 g di farina 0
  • 100 g di farina di segale
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale

Per il condimento:

  • 300 g di zucca mondata
  • 12 foglioline di salvia
  • 1 pezzo di zenzero fresco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 60 g di burro
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto delle tagliatelle. Mescolate le due farine e il sale. Versatele sulla spianatoia disponendole a fontana e facendo un bel buco ampio al centro. Sgusciate le uova e sistematele con delicatezza nel buco. Con una forchetta iniziate a sbattere le uova e pian piano incorporate la farina. Quindi lavorate l’impasto con le mani per 5-6 minuti.  Quando avrete ottenuto un bell’impasto omogeneo lasciatelo riposare per 30 minuti coperta da un piatto o avvolta nella pellicola.
  2. Nel frattempo tagliate la zucca a piccoli pezzi e tenetela da parte.
  3. Fate sciogliere il burro in un’ampia padella. Unitevi lo spicchio d’aglio sbucciato e schiacciato e le foglioline di salvia. Quando le foglie saranno diventate croccanti, prelevatele e mettetele da parte. Poi eliminate l’aglio.
  4. Trasferite la zucca nella padella. Aggiungete lo zenzero grattugiato, il sale, un po’ di pepe e un mestolino di acqua. Coprite e cuocete per 6-7 minuti.
  5. Mettete a bollire l’acqua per le tagliatelle. Quindi tirate la pasta con l’apposita macchinetta.
  6. Cuocete le tagliatelle e quando saranno pronte, trasferitele nella padella con la zucca. Mescolate bene e preparate le porzioni. Aggiungete quindi su ogni piatto le foglioline di salvia croccante e servite.

DI PIANTE APPASSITE, DISPENSE PIENE, SAGRE PAESANE E PERSONE CHE CAMBIANO…GNOCCHI DI PATATE CON MELANZANE E PESTO DI PISTACCHI

gnocchi-pesto-di-pistacchiGià dal titolo si capisce che questo post è parecchio confuso. E allora è meglio che proceda a piccoli passi, incominciando dal principio. E il principio è la storia di come ho pensato la ricetta di oggi.

Premessa: io non ho il pollice verde. E la cosa che fa più rabbia è che invece mia mamma ha un pollice verdissimo. Dopo che sono stata capace di far morire una pianta grassa, ha arricciato il sopracciglio e ha detto “Lascia perdere. Non è cosa tua”. Ma alle piantine aromatiche proprio non so rinunciare. L’idea di dover comprare un pacco intero di erbe per poi usarne due foglie e far appassire le altre proprio non mi va giù. E non diciamo che surgelate sono la stessa cosa. Possono essere un valido surrogato di quelle fresche ma non hanno lo stesso sapore e possono essere usate solo nelle preparazioni cotte perché esteticamente mettono una tristezza infinita. Per questo, almeno in estate, faccio di tutto per averne un po’. E quindi anche quest’anno mi sono procurata i miei bei vasetti.

gnocchi-patateTutto è andato abbastanza bene…fino alla settimana scorsa. L’aria si era rinfrescata e per un giorno mi sono dimenticata di annaffiarle. Il giorno dopo sono stata ad un matrimonio fino alla sera e il giorno dopo ancora sono rientrata dal lavoro nel pomeriggio. Nel frattempo la temperatura si era parecchio alzata e indovinate come ho trovato il mio basilico? Decisamente appassito in maniera irrecuperabile. Senza contare che aveva già subito l’attacco di un verme malefico che se ne era sbafato metà. E io che aspettavo a fare il pesto per farlo crescere di più!! Insomma: i miei progetti di pesto genovese se ne sono andati bellamente in gloria.

Ma poi ho pensato che nella mia dispensa, che all’inizio dell’estate non ero riuscita a svuotare, c’erano dei bellissimi pistacchi che potevano tranquillamente sostituire il basilico per un buon pesto.

pesto-di-pistacchiE mentre pensavo tutte ste cose, ho pure pensato una cosa che non c’entra niente e cioè che a settembre nel piccolo borgo di Oreno, nel cuore della Brianza, si fa la sagra della patata e che io non ho mai postato sul blog una ricetta con le patate. E anche se il pezzo forte della sagra di Oreno sono le patate tagliate a fettine sottili e fritte (proprio come le patatine in busta ma più buone perché sono del tutto naturali), anche gli gnocchi erano ben pubblicizzati nel programma della manifestazione. Peccato che io non ho potuto assaggiarli visto che una pioggia torrenziale ha imperversato durante tutto il week end! Pazienza…alla fine gli gnocchi li ho fatti a casa.

Dopo tutto ciò ho pure pensato una cosa un po’ più profonda…Mi sono ricordata che, quando ho iniziato a scrivere su questo blog, le tematiche  affrontate erano parecchio più oniriche, riflessive e viaggianti…come se avessi bisogno di evadere da una certa realtà o comunque di volare più alto. Adesso invece molto spesso la quotidianità prende il sopravvento. E così anche le ricette nascono da eventi della mia quotidianità. Forse vuol dire che non ho più bisogno di scappare, che la mia vita è cambiata e che io sono cambiata. E non credo che questo sia un male.  E adesso eccovi la ricetta di oggi. Sapori semplici, come può essere a volte una giornata qualunque…

gnocchi-pesto-di-pistacchi

GNOCCHI DI PATATE CON MELANZANE E PESTO DI PISTACCHI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

Per il pesto di pistacchi:

  • 200 g di pistacchi
  • 20 g di parmigiano
  • 200 g di olio evo (quantità indicativa)
  • 3 foglie di basilico
  • sale

Per gli gnocchi:

  • 600 g di patate
  • 200-250 g di farina 0
  • una manciata di farina di semola

Per il condimento:

  • 1 melanzana lunga
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Preparate il pesto di pistacchi. Mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua e portate ad ebollizione. Versate nella pentola i pistacchi e fateli sbollentare per un paio di minuti. Scolateli, privateli della buccia e metteteli ad asciugare su un canovaccio.
  2. Sistemate i pistacchi nel mixer con le foglie di basilico e iniziate a tritare. Se necessario emulsionate con poco olio.
  3. Quando avrete ottenuto un composto sufficiente morbido e omogeneo, traferitelo in una ciotola, aggiungete il parmigiano e mescolate.
  4. Infine aggiungete l’olio poco alla volta finché non ritenete che il pesto abbia raggiunto la giusta consistenza. Mettete da parte.
  5. Preparate gli gnocchi. Sciacquate le patate e lessatele con la buccia per circa 20 minuti o comunque fino a quando non saranno morbide. Sbucciatele aiutandovi con una forchetta. Schiacciatele con lo schiacciapatate su una spianatoia. Aggiungete la farina poco alla volta e iniziate ad impastare. Aiutatevi con la farina perché l’impasto è parecchio appiccicoso. Proseguite fino ad ottenere un panetto di consistenza omogenea.
  6. Prendete l’impasto e formate dei cordoncini di pasta di circa 1,5 centimetri. Tagliate i cordoncini a pezzetti di circa 2 centimetri e passate ogni pezzettino sui rebbi della forchetta per ottenere la classica forma degli gnocchi. Sistemate gli gnocchi su una superficie cosparsa di farina di semola per evitare che si attacchino.
  7. Lavate la melanzana, spuntatela e tagliatela a cubetti piccoli (di circa 1 centimetro). Ungete un’ampia padella con 2 cucchiai di olio evo e cuocetevi i cubetti di melanzana. A metà cottura aggiungete il sale.
  8. Portate ad ebollizione una pentola con acqua salata e cuocetevi gli gnocchi finché non saliranno a galla. In quel momento potrete scolarli. Conditeli quindi con le melanzane e con il pesto nella quantità desiderata. Aiutatevi con l’acqua di cottura in quanto il pesto è molto denso. Servite ben caldi.

DOVE ERAVAMO RIMASTI…IL MIO VIAGGIO IN CAMPANIA. SPAGHETTI CON COLATURA DI ALICI, POMODORINI E PINOLI

Spaghetti-colatura-di-alici-pomodorini-e-pinoliEravamo rimasti che avevo fatto un viaggetto in Campania…Eravamo rimasti che avevo avuto un pochino di “avversità”. Eravamo rimasti che ero stanca stanca stanca…Ma adesso sono tornata! E fortunatamente mi sento di nuovo in forze…In realtà le mie peripezie hanno avuto una curva ascendente ma adesso, dopo aver raggiunto il picco con una bella gastrite acuta con tanto di febbre a 38 e mezzo, la curva sembra essere in fase discendente.

Sintomo evidente è che sono di nuovo qui a raccontarvela. Evviva! Ma torniamo al viaggio in Campania. E, in particolare, alle cose che mi sono piaciute di più e su cui vi suggerisco di fare un pensierino in vista del prossimo viaggio che deciderete di fare…Ovviamente si tratta di opinioni personalissime e non certo da guida turistica. Ma magari a qualcuno potrebbero tornare utili…

Napoli, la città sotterranea e lo street food: il titoletto dice già tutto…Ragazzi!!! La Napoli sotterranea è stu-pen-da! L’intera storia della città, dall’antica Grecia, fino ai giorni nostri in circa 90 minuti. E per soli 10 euro! Praticamente un affarone dal momento che la visita è davvero entusiasmante. Attenzione…esistono vari percorsi: la cd. Napoli sotterranea, la Napoli Borbonica e forse anche un altro. Io ho fatto il primo, cioè quello che si snoda al di sotto del centro storico. Ma non voglio dirvi altro perché, come ormai sapete, le descrizioni minuziose mi annoiano e quindi non voglio costringervi a sorbirle. Io vi do giusto lo spunto, poi vedete voi.

E questo anche perché qui si parla soprattutto di cibo. E qui si apre un mondo…quello appunto dello street food. Perché diciamola tutta: la Napoli culinaria si assaggia per le strade, molto più che nei ristoranti. L’elenco delle varie bontà da assaggiare doverosamente è vasto. Io ho iniziato con la pizza fritta per poi proseguire con babà, sfogliatella liscia e sfogliatella riccia di Pintauro, taralli caldi con sugna e pepe, il cuoppo col fritto misto napoletano (il pacchero ripieno di besciamella, impanato e fritto è una vera “chiccheria”), il ministeriale della pasticceria Scaturchio (un dolcetto con crema simil zabaione racchiuso in un sottile guscio di cioccolato), la frittata di pasta, la pastiera e per finire pizza pizza pizza a volontà. Un cenno a parte meritano gli ziti con il ragù alla genovese. Sono arrivata a Napoli con l’obiettivo di assaggiarli e non sono rimasta delusa. Carne a cottura lentissima con una marea di dolcissime cipolle. Da assaggiare assolutamente.

La Costiera, Cetara e Sal De Riso: sulla bellezza paesaggistica della Costiera si è già detto ormai tutto. Perciò passo direttamente al cibo. Rivelazione culinaria del viaggio, presidio slow food e chi più ne ha più ne metta: la colatura di alici di Cetara. Cetara è un borgo di pescatori appena all’inizio della Costiera (se la si prende dal lato di Vietri sul mare). Non è coreografico come Positano, o Amalfi, o Sorrento ma di certo è molto più autentico. La spiaggetta dove i cetaresi fanno il bagno in mezzo alle barche dei pescatori è davvero uno scorcio di altri tempi. Ed infatti questo borgo è la patria di una antica eccellenza culinaria, i cui molteplici utilizzi sono ancora tutti da scoprire. Un’esplosione di sapore talmente intensa da poter essere il condimento principale, insieme a poco altro, di un primo piatto di altissimo livello. Ma di questo vi parlerò meglio dopo…

Spaghetti-colatura-di-alici-pomodorini-e-pinoliAltro interessante paesetto è Minori, meta battuta solo da chi vuole una vacanza in tranquillità ma soprattutto da chi vuole andare in pellegrinaggio alla pasticceria di Sal De Riso. Indimenticabili le brioche del mattino con farcitura fatta al momento così come anche i suoi cavalli di battaglia come la torta ricotta e pere e la delizia al limone. Interessanti le novità come la monoporzione “Selvaggia”, una frolla al cacao con gelatina di mirtilli e mousse di cioccolato al latte, o le marmellate di frutta e verdura (ad esempio quella alle fragole e peperoni).

Infine è assolutamente obbligatoria una visita a Ravello, un vero e proprio gioiellino, location ideale per un momento di assoluto relax, per la lettura di un buon libro seduti su una panchina della piazza cittadina e per far volare la mente dinanzi ad un panorama davvero mozzafiato.

Se siete di strada non trascurate Caserta e la sua Reggia. La Reggia è stupenda ma anche la città riserva sorprese inaspettate. Pulita, ordinata, piena di bei negozi, ristoranti. Davvero molto carina. E non dimenticate che, poco distante, a Caiazzo, c’è la migliore pizzeria d’Italia 2017 secondo il Gambero Rosso ovvero la pizzeria Pepe in grani.

Detto ciò, il piatto di oggi non poteva che essere un piatto ispirato al mio viaggio in Campania. Tra le mille bontà di cui vi ho parlato, ho scelto di preparare gli spaghetti alla colatura di alici in una versione molto simile a quella rivisitata che ho piacevolmente gustato a Cetara. Non solo il semplice accompagnamento con olio extravergine, aglio e prezzemolo ma anche un’aggiunta golosa di pomodorini a crudo e pinoli tostati. Eccovi quindi la ricetta di oggi.

Spaghetti-colatura-di-alici-pomodorini-e-pinoli

SPAGHETTI CON COLATURA DI ALICI, POMODORINI E PINOLI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 400 g di spaghetti
  • 8 cucchiai di olio evo
  • 4 cucchiai di colatura di alici
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • peperoncino (se piace)
  • una manciata di pinoli
  • 20 pomodorini

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COME SI FA:

  1. Tostate i pinoli in una padella ben calda finché saranno leggermente imbruniti. Mettete da parte.
  2. In una ampia terrina, mescolate a crudo l’olio extravergine, la colatura di alici, il prezzemolo tritato, il peperoncino e l’aglio. A seconda di come preferite, potete dividerlo in due parti e poi eliminarlo oppure tagliarlo a pezzettini e mantenerlo nella preparazione.
  3. Tagliate i pomodorini a pezzetti e conditeli con poco sale e un filo d’olio.
  4. Cuocete in acqua non salata gli spaghetti. Appena saranno cotti, versateli nella terrina con il composto di olio e colatura e mescolate per bene.
  5. Aggiungete quindi i pomodorini e i pinoli direttamente nella terrina o singolarmente su ogni porzione e servite.

 

SU E GIU’ PER MILANO. GIGLI CON POMODORINI CONFIT, FAGIOLINI E GORGONZOLA DI CAPRA

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capraQualche tempo fa vi ho scritto che vi avrei raccontato con un po’ più di calma le mie sensazioni in merito alla mia nuova vita in Lombardia. Al riguardo un paio di premesse sono assolutamente necessarie.

La prima è che solo da qualche giorno, finalmente, sto iniziando a vedere uno spiraglio di luce. Quello che voglio dire è che, fino a poco tempo fa, il mio cervello era tutto impegnato a destreggiarsi tra le cose quotidiane e le nuove abitudini e per questo non rimaneva molto spazio per allargare lo sguardo tutto intorno e vedere cosa c’è di bello in questa terra, di cui – diciamolo – parecchie persone evidenziano solo le cose brutte.

E con quest’ultima osservazione mi collego alla seconda premessa e cioè che -devo essere sincera-, sin da piccola, io ho sempre desiderato vivere in (o vicino) a una grande città. Perché? Ma è semplice! In una grande città ognuno di noi potenzialmente non ha limiti. E in questo – inutile dirlo – Milano è davvero il top.

Ti piace da morire quello sport particolare che in Italia nessuno conosce e viene praticato in massa solo in una sperduta isola del Pacifico? A Milano trovi sicuramente il modo di praticarlo. Sei un fan sfegatato del gruppo musicale TaldeiTali che in Italia fa solo una data ogni 10 anni? Eh…quella data la fa a Milano. Vorresti visitare la Fiera Internazionale del punto a croce? A Milano di certo la organizzano.

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capraDetto questo, nel mio iniziare ad allungare lo sguardo, è ovvio che lo sguardo non poteva cadere molto lontano da me, almeno per ora. E un bel giorno mi sono ritrovata a pensare “Oh..ma quanto sono fighi i mezzi di trasporto a Milano!!!” E adesso in molti ricorderanno solo gli scioperi selvaggi, i treni cancellati e così via e probabilmente mi indirizzeranno una parolaccia. Ma la mia esperienza mi dice che, nonostante i vari disservizi che comunque ci sono dappertutto (forse solo in Giappone no) la situazione non è poi così male.

Tanto per iniziare io prendo il treno per andare al lavoro. Ogni quindici minuti c’è un treno che mi porta a destinazione. E già questo sembra una cavolata ma migliora nettamente la qualità della vita perché se tardo di qualche minuto o devo finire un qualcosa non devo stare ogni volta a perdere un’ora intera prima di avere un altro treno a disposizione.

Inoltre mi capita spesso di dovermi spostare con i mezzi per motivi di lavoro. Ed è stato così che ho scoperto quella cosa bellissima che si chiama Passante Ferroviario. In pratica la città, oltre a essere abbondantemente servita da Metropolitana e mezzi di superficie, ha una linea ferroviaria strutturata come se fosse una Metropolitana. Per esempio: se voglio andare da Lodi a Saronno, il treno che mi ci porta e che ovviamente passa da Milano viaggia per una parte in superficie e per una parte in una linea sotterranea. E siccome la linea tocca anche punti della città che non sono serviti dalla Metropolitana, in pratica ogni punto della città si può raggiungere davvero con estrema facilità.

A me questa tranquillità nel potersi muovere in città piace proprio un sacco perché consente di fare tutte quelle cose che ci piacciono e di cui vi parlavo prima senza dovervi rinunciare solo perché sono in un punto della città non proprio vicinissimo. Magari lo ritenete un aspetto poco importante, ma vi assicuro che non lo è.

Ma passiamo alla ricetta di oggi. Finalmente un piatto di pasta, che era un sacco che non ne facevo…Un classico della mia famiglia – i pomodorini confit e i fagiolini – uniti a un qualcosa di molto lombardo – il gorgonzola di capra. Il risultato mi piace proprio! Eccovi quindi la ricetta.

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capra

GIGLI CON POMODORINI CONFIT, FAGIOLINI E GORGONZOLA DI CAPRA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 150 g di pomodorini ciliegini
  • 150 g di fagiolini
  • 25 g di pangrattato
  • 25 g di  mandorle
  • 280 g di pasta formato gigli
  • 50 g di gorgonzola di capra
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 2 rametti di timo
  • olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Tritate le mandorle e mettetele da parte. Tritate anche il prezzemolo e il timo e mettete da parte. Accendete il forno alla temperatura di 180 gradi.
  2. Lavate i pomodorini, tagliateli a metà ed eliminate i semi. Sistemateli in una teglia da forno l’uno vicino all’altro. In una terrina mescolate per bene il pangrattato, la granella di mandorle, il prezzemolo, il timo, una presa abbondante di sale e 4 cucchiai di olio. Cospargete il composto sui pomodori, irrorate con un altro filo d’olio e cuocete in forno per circa mezz’ora o comunque finché i pomodori non si saranno appassiti. Teneteli in caldo.
  3. Mondate i fagiolini, lavateli e tagliateli a pezzetti di circa 2 cm di lunghezza. Portate a ebollizione abbondante acqua, salatela e cuocetevi la pasta al dente insieme ai fagiolini. Sgocciolate il tutto, versatelo nella teglia dei pomodorini, mescolate e unite il gorgonzola a fiocchetti.

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IMPARARE A NAVIGARE…MEGLIO UN PRANZO LEGGERO. SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI CON LIME, MENTA E ZENZERO

spaghetti-lime-menta-zenzeroSpesso nella vita ho cercato un luogo sicuro, un piccolo cantuccio, un’isola felice, un posto dove poter fuggire ai problemi che la vita quotidiana ci riserva. Non parlo dei problemi gravissimi, che quelli lo sapevo già che ti vengono a beccare ovunque tu sia. Intendo quelli più piccoli, quelli che in fondo lo sai che sono risolvibili, ma che comunque ti rompono le scatole, ti fanno venire l’ansia (ultimamente anche l’acidità di stomaco) e un pochino ti rovinano la giornata. Ho sempre pensato che, se avessi scelto il lavoro giusto, la giusta città in cui vivere, i giusti amici, avrei potuto incassare i colpi, tamponare la situazione.

Poi però ho iniziato a capire che non esiste il lavoro giusto, non esiste la città giusta e non esistono le persone giuste. E ho iniziato a capire che scappa oggi, scappa domani, la ricerca della tranquillità è una ricerca senza fine. E non si può passare la vita a scappare. E’ un po’ come se fossi una barca che naviga solo per cercare ogni volta un porticciolo sicuro. Appena il porticciolo in cui stava diventa fastidioso, riparte pensando che la prossima volta andrà meglio. E invece ogni volta tutto si ripete, in modo diverso, ma si ripete.

spaghetti-lime-menta-zenzeroE allora non mi resta che imparare a navigare…possibilmente a navigare a vista. Peccato che io non sia molto brava in questo. Giornata difficile? Ci penso anche la notte…Futuro lavorativo vagamente (e ripeto vagamente) preoccupante? Ci rimugino in ogni modo…Gente che mi fa incavolare? Una bella acidità di stomaco…tanto per gradire. L’unica cosa che sono in grado di fare e non farlo vedere molto all’esterno…Resta il fatto che questo atteggiamento è proprio l’esatto contrario del concetto di navigare a vista…

Ma vabbè, non si può fare altro che provarci. Provare a fermarsi un attimo ed escludere tutto, tutti i pensieri ansiogeni, riprendere il controllo e far sì che la nave possa navigare. Sempre. Anche in acque tempestose. Senza subire grossi contraccolpi o perdere pezzi…

Per riprendere il viaggio l’ideale è un piatto veloce, leggero e vagamente esotico, come questa pasta con lime, menta e zenzero. Un piatto fresco per rinfrescare la mente, per raffreddare i pensieri e provare a riprendere la navigazione…

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SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI CON LIME, MENTA E ZENZERO

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INGREDIENTI:

  • 100 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 5 cucchiai di olio evo
  • il succo di 2 lime
  • 15/20 g di foglie di menta 
  • 30/40 g di zenzero fresco
  • 320 g di spaghetti alla chitarra integrali

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COME SI FA:

  1. Spremete i lime, grattugiate lo zenzero e tritate la menta. Mettete da parte.
  2. Mettete il parmigiano in una ciotola e, mescolando, incorporate olio sufficiente ad ottenere una cremina morbida. Aggiungete il succo di lime, lo zenzero grattugiato e la menta tritata.
  3. Lessate la pasta in acqua salata e scolatela al dente, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura.
  4. Condite quindi gli spaghetti con sugo preparato unendovi, se necessario, qualche cucchiaio di acqua di cottura.

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