UNA STAGIONALITA’ ELASTICA. INSALATA CON FRAGOLE, ASPARAGI E FRITTATINA AL SESAMO NERO E SEMI DI PAPAVERO

Insalata-con-fragole-asparagi-frittatina-sesamo-nero- semi-di-papaveroDa qualche settimana fragole e asparagi sono ricomparsi sui banci dei nostri mercati. La loro comparsa ci ricorda ogni anno (qualora non ce ne fossimo accorti) che la primavera è alle porte.

Peccato che ormai anche la primavera non è più così primavera, l’inverno non è più così inverno e così via. E così ci capita che, dopo giorni di calore a dir poco estivo, tutto cambi e si torni alle rigide temperature invernali. Con buona pace di tutte le efficienti massai che hanno già provveduto al cambio di stagione.

Che dire? Nella vita moderna bisogna essere elastici e vivere alla giornata. Oggi è inverno? Cappotto. Domani è estate? Magliettina. Anche per le altre cose bisogna saper essere elastici. Oggi lavoro a Milano, domani a New York. Oggi lavoro nel settore trasporti, domani nel settore alimentare. In fondo è questo il concetto base che si sta facendo strada nelle nostre vite. L’elasticità.

Insalata-con-fragole-asparagi-frittatina-sesamo-nero- semi-di-papaveroAnche a tavola bisogna essere elastici. Pensare di mangiare sempre le solite cose, per quanto buonissime, è pura follia. Significa sprecare un’opportunità. Ogni giorno ci vengono proposte cose sempre nuove, dal cibo etnico agli abbinamenti più disparati.  Sperimentare, provare nuovi sapori, fare nuove esperienze è forse la possibilità più bella che ci offrono i tempi moderni.

In cucina il mio unico limite al nuovo è la stagionalità. Questa insalata rispecchia questo mio modo di pensare. Qualche giorno fa, mentre cercavo nuovi spunti , ho pensato che fragole e asparagi potevano essere abbinati in un connubio interessante. Poi ho pensato che comunque ci voleva anche una strizzatina d’occhio alla tradizione. E quindi mi sono venuti in mente due abbinamenti classici: fragole e aceto balsamico, asparagi e uova. Infine ho pensato ad un qualcosa di aromatico: sesamo nero e semi di papavero. Il risultato è questa insalata di cui sono davvero soddisfatta. Eccovi quindi la ricetta.

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INSALATA CON FRAGOLE, ASPARAGI E FRITTATINA AL SESAMO NERO E SEMI DI PAPAVERO

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 100 g di misticanza (la mia era composta da: lattughino verde, lattughino rosso, songino, spinacio baby e lattuga romana da taglio)
  • 5 asparagi
  • 5 fragole
  • 1 uovo
  • 25 g di sesamo nero
  • 25 g di semi di papavero
  • una manciata di pinoli
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 4 cucchiai di aceto balsamico
  • sale

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COME SI FA:

  1. Tostate in due padellini separati il sesamo nero e i pinoli per qualche minuto. Mettete da parte.
  2. Lavate la misticanza, le fragole e gli asparagi. Mettete da parte.
  3. Lessate gli asparagi per 5 minuti. Passateli sotto l’acqua fredda per mantenerne vivo il colore e tagliateli a pezzetti di un paio di centimetri.
  4. Preparate la frittatina. In un piatto sbattete un uovo con un pizzico di sale. Aggiungete il sesamo tostato e i semi di papavero. Scaldate un filo d’olio in un padellino largo e cuocete la frittata per un paio di minuti da entrambi i lati. Tagliate la frittatina a cubetti e mettete da parte.
  5. Sistemate la misticanza in un piatto. Aggiungete le fragole tagliate a pezzi, gli asparagi, i pinoli tostati e i cubetti di frittata.
  6. Preparate una vinaigrette mescolando per bene l’olio, il sale e l’aceto balsamico. Aggiungete la vinaigrette all’insalata, mescolate per bene e servite.

DISSE UNA VOLTA UNA VECCHIA…PURE’ DI FAGIOLI CON FRUTTA SECCA

Purè-fagioli-frutta-seccaSecondo un vecchio detto del mio paese “..la vecchia non voleva morire perché aveva ancora tante cose da imparare”. Mai affermazione fu più vera, sia per la vita in generale che in  particolare per questo hobby del blog.

Il tempo non è mai abbastanza. E invece i libri da leggere sono sempre tantissimi, i posti da visitare un’infinità, le esperienze da provare numerose. E ovviamente tantissime sono anche le ricette da provare, le foto da fare e i post da pubblicare, e pochissimo è il tempo per imparare a farlo al meglio delle proprie possibilità. Ma ovviamente noi, donne coraggiose, non smettiamo di provare e, tra  imprevisti e traslochi, troviamo pure il tempo per schiaffarci un bel corso di foodphotograpy e foodstyling.

L’insegnante era la bravissima Monique (potete vedere le sue foto sul blog Miel & Ricotta), la location un bellissimo studio fotografico per il primo giorno e le bellissime stanze della Cascina Cuccagna per il secondo giorno, i compagni di corso un bel gruppo di matti. Il primo giorno è stato dedicato alle basi della fotografia, quindi utilizzo della reflex, controllo delle luci ecc., il secondo invece è stata tutto improntato sul foodstyling.

Purè-fagioli-frutta-seccaPurtroppo ero in pieno trasloco e quindi non sono riuscita a portare tutta l’attrezzatura necessaria ed ero anche parecchio stanca ma per fortuna i miei compagni di corso sono stati davvero tutti gentilissimi e disponibili. Inutile dire che il bilancio di questa esperienza è più che positivo. Ho imparato davvero tante cose e spero di riuscire a metterle bene a frutto per migliorare le mie foto e il mio blog in generale. Oltre all’apporto ovviamente fondamentale di Monique, anche il confronto con altri foodblogger è stato fruttuoso. I consigli su dove trovare i props o le attrezzature necessarie sono stati una manna dal cielo. Senza contare anche l’importanza del conforto quando vengono i momenti di pessimismo.

La ricetta di oggi è un piatto semplice, in grado di risolvere con stile una bella cenetta rustica. La ricetta l’ho trovata sul bellissimo libro di Csaba Dalla Zorza “Good Food” e subito mi è venuta voglia di provarla. Non saprei se classificarlo come un primo o un contorno. Secondo me, in base al momento, può essere tranquillamente adattato in quanto estremamente versatile. Eccovi la ricetta e speriamo che le foto siano decenti…sennò Monique mi picchia 🙂 🙂 🙂

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PURE’ DI FAGIOLI CON MANDORLE, NOCI E PINOLI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 350 g di fagioli cannellini secchi
  • 2 patate
  • 1/5 cucchiaino di sale grosso
  • 4 cucchiai di olio di evo
  • 3-4 rametti di timo fresco
  • 1 manciata di noci brasiliane
  • 1 manciata di mandorle
  • 1 manciata di pinoli
  • 1 spicchio di aglio
  • sale

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COME SI FA:

  1. Mettete i cannellini in una ciotola capiente, copriteli di acqua e lasciateli in ammollo almeno tutta una notte.
  2. Mettete i cannellini ammollati e scolati in una pentola capiente (possibilmente di ceramica), coprite con acqua fredda e mettete a cuocere a fuoco bassissimo. Cuocete per almeno 2 ore o comunque fino a che non sentirete i fagioli ben cotti. Poco prima di spegnere il fuoco, aggiungete il sale grosso. Fate cuocere altri 10 minuti e spegnete.
  3. Lessate le patate, sbucciatele, tagliatele a pezzi e schiacciatele con una forchetta fino ad ottenere una purea.
  4. Mentre le patate e i fagioli cuociono, scaldate l’olio in una padella piccola insieme allo spicchio d’aglio e al timo, poi aggiungete le mandorle a scaglie. Lasciatele tostare per circa 10 minuti. Spegnete la fiamma, aggiungete i pinoli e mettete da parte. Tagliate grossolanamente le noci con un coltello e unitele alle mandorle e ai pinoli.
  5. Prelevate i cannellini con una schiumarola, frullateli fino ad ottenere una purea. Aggiungete dell’acqua se il composto risulta secco. Mettete quindi la purea così ottenuta in una ciotola. Aggiustate di sale. Aggiungete la purea di patate.
  6. Mettete il purè in una pirofila, irroratelo con un filo d’olio e cospargetelo con le noci, le mandorle e i pinoli. Servite subito.

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CICALE E GIRASOLI. INSALATA DI FAGIOLI CANNELLINI, TONNO E POMODORI SECCHI

insalata-fagioli-tonno-pomodorisecchiQuando vivevo in Puglia il suono dell’estate per me era quello delle cicale. Incessante, stridente, ma anche tanto rilassante. Forse perché le cicale danno il massimo nel primo pomeriggio, quando il paese è vuoto, le strade sono deserte, l’orizzonte e solo una linea indistinta e tutti sono rintanati nelle case a cercare ristoro dalla calura con un meritato riposino. Forse per questo le cicale mi rilassano. Nel mio immaginario sono legate ad un momento tranquillo, di silenzio, di pausa. Anche quando passavamo le nostre domeniche in campagna, il suono delle cicale faceva da padrone. La campagna assolata, una breve passeggiata al tramonto e loro ancora lì, a ricordarci che l’estate era ormai giunta nel pieno del suo splendore.

Da quando sono nelle Marche, l’estate ha un altro suono…o meglio un altro colore…il giallo…il colore dei girasoli. Sono stupendi. Invadono le campagne all’incirca a metà giugno e dopo un mese non ci sono già più. La loro crescita è spettacolare nella sua velocità. Inizi a vedere che sono spuntati e dopo due giorni sono già svettanti, con il loro faccione rivolto al sole. Quest’anno il proprietario del campo vicino casa ha giustamente cambiato coltura perché bisogna far riposare il terreno, però che tristezza! L’anno scorso bastava aprire la finestra della mia camera da letto per vederli in tutta la loro regalità, così vicini da farmi venire voglia di toccarli. Adesso, mentre vado al lavoro in autobus, attacco il viso al finestrino, li guardo lungo la strada e fisso nella memoria la mia personale cartolina.

insalata-fagioli-tonno-pomodorisecchiVi ho già raccontato che l’estate in Puglia è la stagione in cui si seccano i pomodori. Per la verità adesso è un po’ presto. Si incomincia a seccarli da metà agosto, ma difficilmente una famiglia pugliese non ha in casa un barattolo di pomodori secchi. Magari sono quelli dell’anno precedente ma bisogna consumarli per lasciare spazio ai nuovi. I fagioli, invece, in abbinamento con la pasta (rigorosamente cotta separatamente) rappresentano spesso il primo piatto dei giorni feriali. E questo per tutto l’anno. Non vi nego che questo modo di prepararli mi aveva un po’ stancato. Cosa che per un certo periodo me li ha fatti trascurare. Finché l’estate scorsa non mi sono imbattuta in questa ricetta. Della serie: come gustare i fagioli anche quando fuori c’è il solleone e senza accompagnarli alla pasta.

Nelle Marche, invece, d’estate sono parecchio diffuse le insalate fredde. Ricordo che mi aveva subito colpito la fantasia dei marchigiani nel  fare delle insalate estive davvero gustose con tantissimi ingredienti: farro, orzo, verdure di ogni genere, pesce….davvero una varietà infinita.

In conclusione, diciamo che in questo piatto c’è la Puglia con i fagioli e i pomodori secchi e ci sono le Marche con una modalità diversa di preparazione ossia la versione insalata. C’è lo spirito delle mie estati passate e la consistenza delle mie estati presenti. Un connubio davvero felice per festeggiare questa prima estate del mio blog.

P.S.: questo blog vuole essere un posto di gioia, di allegria, di condivisione…ma non ho potuto fare a meno di inserire questo post scriptum. Proprio il giorno in cui scrivevo questo post, quasi alla stessa ora, i due treni della Ferrotramviaria in viaggio tra Corato e Andria si schiantavano l’uno contro l’altro. Io quel treno lo ho preso davvero un numero infinito di volte. Per me ha rappresentato la possibilità di passare un pomeriggio con mia mamma facendo shopping nei negozi di Bari, la possibilità di andare a trovare gli amici a Corato o Terlizzi, poi ancora la possibilità di frequentare l’università. Su quel treno ho riso, ho pianto, sono stata nervosa o serena. Insomma ho vissuto. Quando ho acceso la tv e mi sono trovata dinanzi le immagini del disastro, ero davvero troppo sgomenta. Non riuscivo a sentire niente. Solo il suono incessante delle cicale…ad accompagnare in cielo quelle povere anime. Riposino in pace.

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INSALATA DI FAGIOLI CANNELLINI, TONNO E POMODORI SECCHI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 400 g di fagioli cannellini già cotti
  • 4 scatolette (piccole) di tonno in olio evo
  • 100 di pomodori secchi sott’olio
  • 100 g di capperi (ma in verità io me li sono dimenticati)
  • 1 cipolla di Tropea
  • erba cipollina
  • 1 limone
  • 3 cucchiai di olio evo
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Tagliate la cipolla a rondelle e mettetela a bagno per ridurre l’intensità del sapore.
  2. Scolate i fagioli dalla loro acqua di conservazione o dall’acqua di cottura se avete deciso di partire dai fagioli secchi e metteteli in una insalatiera.
  3. Aprite le scatolette di tonno, eliminate l’olio in eccesso e aggiungete ai fagioli.
  4. Tagliate i pomodori secchi a pezzettini e aggiungeteli agli altri ingredienti.
  5. Tagliuzzate una parte dell’erba cipollina e aggiungetela agli altri ingredienti.
  6. Preparate la citronette mescolando succo del limone, olio, sale e pepe. Aggiungete la rimanente erba cipollina tagliuzzata. Mescolate e lasciate insaporire.
  7. Poco prima di servire aggiungete la citronette all’insalata e portate in tavola.
  8. Potete conservare l’insalata fino al giorno dopo avendo cura di aggiungere la citronette solo poco prima di gustare la vostra insalata. È anche un piatto pratico da portare al lavoro purché possa essere messo in frigo.

 

 

UN INGREDIENTE IN CERCA D’AUTORE. INSALATA DI ORZO PERLATO E AZUKI VERDI CON PESTO DI CAPPERI

insalata-azuki-capperiUn po’ di tempo fa, mentre gironzolavo distratta nel nuovo negozio di prodotti biologici che si è aperto in centro a Senigallia, mi sono imbattuta in una busta di azuki verdi (o fagioli mung). Erano lì, che mi guardavano. O meglio, mi facevano proprio gli occhi dolci…”Prendici, prendici”…sembravano dire…”così assaggerai qualcosa che non hai mai provato…coraggio…siamo qui…vogliamo venire via con te”. In effetti quei piccoli fagioli avevano ragione. Fino a quel momento, io non avevo mai assaggiato quel tipo di legume. Anzi non ero neanche ben informata e pensavo si trattasse di soia.

Ma andiamo con ordine. Ovviamente non potevo resistere a cotanto accorato appello. E quindi, come una novella monaca di Monza che “…sventurata rispose”, anche io mi sono fatta tentare. E però, una volta giunta a casa, ho riposto i fagioli in dispensa e per un bel po’ di tempo non ci ho pensato più. Fondamentalmente non riuscivo a trovare una ricetta valida per utilizzarli.

E quindi quei poveretti giacevano dimenticati in mezzo a pasta, riso e altri legumi. Ogni tanto, quando aprivo la dispensa, li vedevo lì, ancora una volta imploranti. Mi hanno fatto venire in mente  i personaggi di Pirandello, i sei personaggi in cerca d’autore, i quali vogliono a tutti i costi raccontare la loro storia, vogliono qualcuno che li aiuti a raccontarla e irrompono in maniera disordinata sul palcoscenico. Ecco: i miei fagioli azuki erano così. Volevano esprimersi e qualcuno che li aiutasse a farlo.

E alla fine, quasi per caso, è arrivato il loro momento. Complice involontaria la mia amica Rossella, di Vanigliacooking. Eh si! Perché Rossella, oltre ad essere una persona stupenda, è anche l’autrice di ben 3 dei 12 volumi della collana Scuola di Cucina in edicola già da qualche settimana con Repubblica. Quando ho sfogliato il suo volume sui dolci (dal quale ovviamente prenderò spunto al più presto) mi sono resa conto che l’opera era davvero molto carina. E allora cosa ho fatto? Per prima cosa ho deciso che prenderò anche altri volumi della collana e per seconda cosa sono subito andata a comprarmi il volume sulla cucina vegetariana, che avevo intravisto in una edicola di Ancona e mi sembrava parecchio interessante. Ed eccola lì, in bella vista, la ricetta perfetta.

In primo luogo da qual volume ho appreso che i fagioli azuki sono detti impropriamente “soia verde” e che hanno proprietà disintossicanti, specie per le affezioni urinarie, come le cistiti. Buono a sapersi.

Per quanto riguarda invece la ricetta, ho trovato questa  insalata veramente sorprendente. Dico sorprendente perchè non mi aspettavo che da ingrendienti di uso comune (tranne ovviamente gli azuki) potesse uscire qualcosa di così ben armonizzato. Doverosa premessa è che io ho usato l’orzo al posto del grano, che invece era previsto nella ricetta. Non credo che questo abbia alterato i sapori. Anche con l’orzo tutti gli ingredienti si amalgamavano alla perfezione. Ma la vera sorpresa è stata il connubio con il pesto di capperi! Incredibile! Nella mia testolina pensavo “…ma non verrà tutto un po’ troppo salato?”. Nulla di tutto ciò. Il pesto di capperi dà personalità ad un contesto che altrimenti sarebbe abbastanza neutro. Per non parlare del leggero sentore di aceto delle zucchine. Niente di più azzeccato. Anche quest’ultimo contribuisce a rafforzare il piatto.

Quindi, che dire?…Missione compiuta! Il mio ingrediente in cerca d’autore è stato accontentato. E anche io sono contenta di questa nuova ricetta. Alla prossima volta!

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INSALATA DI ORZO PERLATO, AZUKI VERDI E PESTO DI CAPPERI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 175 g di azuki verdi secchi
  • 175 g di orzo perlato 
  • 30 g di capperi sotto sale
  • 50 g di mandorle pelate
  • 50 g di foglie di basilico
  • 2 zucchine piccole
  • 1 spicchio di aglio
  • olio evo
  • 2 cucchiai di aceto bianco
  • 250 g di pomodorini
  • origano q.b.

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COME SI FA:

  1. Mettete a bagno gli azuki in una ciotola colma di acqua per circa 2 ore. Trascorse le 2 ore sciacquate gli azuki e metteteli a cuocere a fuoco basso per 45 minuti. Quasi a fine cottura aggiungete una manciata di sale. Scolateli e mettete da parte.
  2. Cuocete l’orzo in acqua salata per 30 minuti, scolatelo e mettete da parte.
  3. Sciacquate i capperi dal sale. Metteteli nel mixer. Aggiungete le mandorle, il basilico e un giro di olio. Tritate il tutto fino ad ottenere una crema. Mettete da parte.
  4. Tagliate le zucchine a rondelle e poi in quarti. Tagliate a fettine lo spicchio di aglio. Scaldate dell’olio in una padella. Friggete le zucchine e l’aglio. Mettete in una ciotolina, salate e aggiungete l’aceto.
  5. Tagliate i pomodorini in quarti e metteteli in un’ampia insalatiera. Conditeli con olio evo e origano. Unite gli azuki, le zucchine e l’orzo. Mescolate. Sevite condendo con il pesto di capperi.

 

A ZONZO PER LA SCANDINAVIA. INSALATA DI PATATE, ARINGHE E MELE.

insalata-patate-aringhe-meleUn po’ di tempo fa mi sono imbattuta in un ricettario dell’Ikea. Per la verità non sapevo nemmeno che l’Ikea facesse dei ricettari. Ho iniziato a sfogliarlo e mi ha incuriosita. In primo luogo perchè proponeva ricette nordiche interessanti e poi perchè mi ha ricordato i sapori delle mio viaggio in Danimarca dell’estate scorsa.

In merito ai viaggi devo premettere che, a mio parere, non esiste un posto nel mondo dove non ci sia almeno un piatto che meriti la nostra attenzione. Lo dico fuori dai denti: il viaggiatore che, all’estero, si rifugia nei ristoranti o nelle pizzerie italiane oppure da Mc Donald o che, peggio ancora, si porta le scatolette di tonno in valigia mi genera una tristezza che definire profonda è davvero poco.

Certo: è innegabile che la cucina italiana sia una delle migliori nel mondo ma, diciamola tutta, gli altri paesi sono parecchio penalizzati dal clima e dalla conseguente assenza di varietà nelle materie prime. Per il resto sono sicura che tutti abbiano dei piatti davvero ottimi. Magari saranno pochi, ma vale la pena assaggiarli.

Io non ho viaggiato moltissimo ma dovunque, con un po’ di attenzione – magari non facendosi prendere dalla fretta di rifugiarsi nel primo posto che si trova e pianificando un attimo la scelta dei posti in cui mangiare – si possono vivere esperienze davvero memorabili. Non credo potrò mai dimenticare le alette di pollo di Buffalo con la loro mitica glassatura, o la grigliata di carne a Washington, o i cioccolatini di Pierre Marcolini a Bruxelles e così via. Così come non potrò dimenticare la tipica cena danese ad Aarus e la cena new nordic a Copenaghen.

In Danimarca, insomma, mi sono fatta delle vere e proprie scorpacciate di aringhe e salmoni, di pane di segale e smorrebrod, di polsen e gamberetti. Per non parlare delle incursioni in alcune roccaforti della cucina new nordic. Wow!

insalata-patate-aringhe-meleEd allora, stimolata dal ricettario Ikea ed essendosi persa sul viale dei ricordi, la mia testolina si è messa in movimento. Il criceto ha iniziato a girare sulla rotella ed eccomi quindi a cercare una qualche ricetta per rievocare le sensazioni di quei momenti (oltre che per impiegare le aringhe marinate che ho comprato all’Ikea l’ultima volta, ma questo lo diciamo solo tra parentesi perchè non è consono a una foodblogger seria :-) :-)) .

Girando quà e là in rete, ho iniziato a cercare prima sotto la dicitura “insalata nordica”, poi “insalata di aringhe”, poi “ricette scandinave”, poi “insalata danese”. Insomma, diciamo che me ne sono andata un po’ a zonzo nella Scandinavia virtuale alla ricerca della giusta ricetta. Volevo preparare una ricetta tipica, senza discostarmi troppo dalla tradizione. I risultati però non mi entusiasmavano.

E allora ho abbandonato le ricerche e ho deciso di utilizzare gli ingredienti che, secondo me, stavano bene insieme e mi riportavano nelle fredde strade della Danimarca (soprassediamo su quanto io sia freddolosa e su quanto abbia sofferto nelle giornate particolarmente ventose – praticamente quasi tutte – che mi sono capitate).

E allora via: patate, aringhe, mela! E che vuoi di più dalla vita! Ecco la ricetta per viaggiare in Scandinavia…pur rimanendo nella vostra cucina.

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INSALATA DI PATATE, ARINGHE E MELE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 4 patate di medie dimensioni
  • 1 barattolo di aringhe marinate da 250 g (l’Ikea ne ha di vari tipi)
  • 1 mela
  • 3 cipollotti di Tropea
  • 2 cucchiai di cetriolini a pezzetti
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 1 mazzetto di erba cipollina
  • 200 g di panna acida
  • 2 cucchini di senape
  • mezzo limone
  • olio evo q.b.
  • pane di segale per accompagnare

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COME SI FA:

  1. Lessate le patate e fatele raffreddare. Poi sbucciatele e tagliatele a cubetti di medie dimensioni.
  2. Tagliate a spicchi la mela e irroratela con il succo di limone.
  3. Tagliate i cipollotti a striscioline e i cetrioli a pezzetti. Sminuzzate il prezzemolo e spezzettate l’erba cipollina.
  4. In una ciotola mescolate la panna acida con la senape, l’olio d’oliva, sale e pepe. Sgocciolate le aringhe dalla loro marinatura.
  5. Mettete  in una ciotola tutti gli ingredienti. Aggiungete la panna acida e mescolate fino a quando gli ingredienti non si saranno amalgamati.
  6. Fate riposare per almeno due ore in frigo. Servite a temperatura ambiente.