NON SI BUTTA VIA NIENTE. BISCOTTI PER LA COLAZIONE (CON PASTA MADRE NON RINFRESCATA)

Biscotti-colazione-con-pasta-madreUn famoso detto popolare dice che “Del maiale non si butta via niente”. Il chè è sicuramente vero. Ma a casa mia l’espressione “Non si butta via niente”, più che una parte di un proverbio, era una vera e propria regola di vita.

E davvero, in tutta la permanenza a casa dei miei genitori, non ho mai visto buttare alcunché. Persino quando è morto mio nonno e abbiamo ricevuto in dono vassoi e vassoi e vassoi di rustici, li abbiamo mangiati a pranzo e cena per una settimana intera pur di non buttarli. “Perché è peccato a Gesù”. Così diceva la nonna.

Sono molto contenta di essere cresciuta con questa regola perché oggi è diventata anche una mia regola. E ne vado molto fiera. Perché oltre ad essere “peccato a Gesù”, è proprio una regola del convivere civile. Perché c’è gente nel mondo che soffre la fame e buttare il cibo è ingiusto per ogni essere umano che voglia definirsi tale. Senza contare che fa risparmiare un bel po’ di soldi. Ma non voglio fare la morale. Dico solo che, con un po’ di fantasia, si riesce a riciclare gran parte del cibo in eccesso. Fine del predicozzo.

Biscotti-colazione-con-pasta-madreNaturalmente chi, come me, bazzica con la pasta madre sa bene di cosa parlo.  Panificare ogni week end non sempre è possibile. Ma la pasta madre va rinfrescata ogni settimana. E allora può capitare che se ne accumuli un po’. Come riutilizzarla? Ad esempio con dei tarallini. Come avevo fatto in questo post.

Oppure con dei biscotti semplici per la colazione del mattina. Niente di strabiliante. Pasta madre non rinfrescata, burro, uova, farina e poco zucchero. Ed ecco salvato l’avanzo di pasta madre. Con un risultato semplice ma gustoso. E soprattutto senza buttare via niente. Eccovi quindi la ricetta.

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BISCOTTI PER LA COLAZIONE (CON PASTA MADRE NON RINFRESCATA)

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INGREDIENTI (per circa 30 biscotti):

  • 200 g di pasta madre non rinfrescata
  • 125 g di farina 0
  • 80 g di burro
  • 50 g di zucchero di canna
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 1 pizzico di sale
  • albume per spennellare

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COME SI FA:

  1. Con le mani spezzettate la pasta madre e mettetela in una ciotola.
  2. Aggiungete la farina, lo zucchero e il sale.
  3. Separate il tuorlo dall’albume. Conservate l’albume in una ciotolina (vi servirà dopo per spennellare) e aggiungete il tuorlo agli altri ingredienti.
  4. Sciogliete il burro e, appena si sarà leggermente intiepidito, aggiungetelo agli altri ingredienti.
  5. Impastate con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo, liscio e piuttosto compatto. Eventualmente aggiungete della farina se la vostra pasta madre è piuttosto liquida.
  6. Versate il composto sulla spianatoia e  con le mani create due cilindri di circa 3 cm di diametro. Avvolgeteli nella pellicola e fateli riposare nel congelatore per almeno 1 ora.
  7. Riprendete l’impasto. Con un coltello tagliate i cilindretti formando dei biscotti rotondi di circa 1 cm di spessore e sistemateli sulla leccarda rivestita di carta da forno.
  8. Spennellate i biscotti con l’albume e cospargeteli con altro zucchero di canna.
  9. Nel frattempo preriscaldate il forno a 170 gradi. Cuocete i biscotti per circa 20 minuti o comunque fino a doratura. Lasciateli raffreddare su una griglia e poi conservateli in una scatola di latta.
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I LIBRI CHE VANNO LETTI PIU’ VOLTE…TORTA DI MELE E NOCCIOLE

Torta-di-mele-e-nocciole

Non ce n’è. Ne sono certa. Alcuni libri vanno letti più volte. Per tanti motivi. Perché ti hanno aiutato in un momento difficile. Perché ti hanno insegnato qualcosa di importante. Perché ti hanno spronata ad inseguire le tue passioni. Perché ti hanno aiutata a guardare dentro te stessa e a ritrovare la strada giusta. Perché ti hanno fatta sorridere. O perché davvero ti hanno cambiato la vita.

E vanno letti e riletti solo in versione cartacea. Rigorosamente. Perché vanno maneggiati, custoditi in borsa, riletti fugacemente in treno, sottolineati con a matita ben appuntita, vanno vissuti e interiorizzati. E questo non si può fare con lo schermo dell’e-reader. Non è la stessa cosa.

Ecco perché ci sono libri che vanno portati con sé. Anche quando si cambia casa. E si sarebbe tentati di lasciarli in giro, regalarli a qualcuno, perderseli per strada. Nel mio ultimo trasloco sono stata categorica. Alcuni libri dovevano seguirmi. E non mi sono pentita. Perché davvero a volte ho bisogno di rileggerli. Nel momento di caos che sto vivendo, i miei libri sono sicuramente un modo per ritrovarmi e per provare a tranquillizzarmi.

Torta-di-mele-e-nocciole

Ed è un metodo che consiglio. Specie se si riesce a creare una bella atmosfera. Una bella candela, una luce soffusa, una poltrona comoda, una copertina confortante, una bevanda bella calda. E soprattutto una buona fetta di torta. Una di quelle semplici, da credenza, con quella consistenza un po’ compatta che la rende ottima per essere inzuppata. Una di quelle torte che si prepara con quello che c’è in casa. E così ho fatto. Avevo delle nocciole, avevo delle mele e ho improvvisato. Perché quest’anno ho deciso di essere più sciolta, di non fare progetti, di essere più leggera e spesso non ho tempo per fare grossi programmi. E allora ben venga l’improvvisazione.

Il risultato è stato questa bella tortina, compatta, poco dolce, perfetta per l’inzuppo sia al mattino che al pomeriggio. E anche molto facile da modificare a vostro piacimento. Infatti se desiderate una torta più dolce basterà aumentare lo zucchero, se la desiderate più umida basterà aumentare le uova e se la preferite con più frutta basterà aumentare le mele. Facile, no? Eccovi allora la ricetta.

Torta-di-mele-e-nocciole

TORTA DI MELE E NOCCIOLE

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INGREDIENTI (per una teglia da 22 cm):

  • 250 g di farina 0
  • 150 g di burro
  • 100 g di nocciole tritate finemente
  • 90 g di zucchero di canna
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito chimico
  • 1 mela

Per guarnire:

  • 30 g di zucchero di canna
  • 60 g di nocciole tritate grossolanamente

COME SI FA:

  1. Tritare finemente le nocciole necessarie per l’impasto. Poi tritate grossolanamente le nocciole necessarie per la guarnizione. Mettete da parte.
  2. Sciogliete il burro in un pentolino o nel microonde. Mettete da parte.
  3. Setacciate la farina con il lievito e unitela alle nocciole tritate. Mettete da parte
  4. Lavorate con una frusta 90 g di zucchero e le uova finchè non saranno abbastanza spumose. Basteranno pochi minuti. Aggiungete il burro al composto di uova e mescolate. Aggiungete infine gli ingredienti secchi e mescolate con una spatola. non servirà la frusta perchè il composto sarà abbastanza solido.
  5. Imburrate e infarinate una teglia da 22 cm e versateci dentro l’impasto. Livellatelo per bene.
  6. Tagliate a fettine sottili le mele e sistematele a raggiera sopra il composto.
  7. Cospargete quindi la torta con le nocciole tritate grossolanamente e 30 g di zucchero di canna.
  8. Riscaldate il forno a 180 gradi e cuocete per 45 minuti. Fate la prova dello stecchino per verificare la cottura della torta. Sfornate e servite.

IL PROPOSITO DI NON FARE PROPOSITI E IL PANE AI DATTERI

Pane-ai-datteriIl 2018 mi piace iniziarlo con una colazione. Perché la colazione sancisce l’inizio ufficiale della giornata e non c’è niente di meglio che iniziare l’anno con una buona colazione. Mi piace pensare che sia di buon auspicio. Anche l’anno scorso il primo post dell’anno è stato una colazione (brioche con gocce di cioccolato).

Solo che quest’anno c’è qualche anomalia…Tanto per incominciare la ricetta. Che in realtà è una ricetta natalizia. Perché è un pane ai datteri e i datteri si mangiano per lo più a Natale. E poi perché Angela Frenda l’ha messa nel suo libro di Natale. Ma io avevo davvero tanta voglia di provarla (sia pure rivisitata a mio modo) e non potevo certo aspettare il prossimo Natale! E anche i favolosi datteri iraniani che ho comprato non potevano aspettare le prossime festività.

Pane-ai-datteriE quindi va bene che siamo entrati nel 2018 e bisogna pensare al nuovo, a nuove ricette e a nuovi progetti e non certo alle ricette natalizie. Ma io stavolta ho un occhio rivolto indietro e di buoni propositi per il 2018 non ne ho fatto ancora neanche uno. Perché il 2017 è stato un anno bello e pieno di novità. Una nuova città, dei nuovi amici, una nuova vita. Ma è stato anche tanto faticoso e io sto ancora facendo fatica a scrollarmelo di dosso.

Alla fine è anche giusto che le ricette seguano il corso delle cose e stiano indietro anche loro, con un occhietto ancora rivolto al passato. E allora facciamo che me ne infischio e che per il primo post dell’anno vi posto proprio questo buonissimo pane ai datteri. E facciamo pure che di buoni propositi ne faccio solo uno. Il proposito di non fare propositi. Che magari è la volta buona che riesco a mettere in pratica qualcosa  e a vivere la vita un pochino più leggermente di come ho fatto finora. Perché darsi dei paletti è bene, ma darsene troppi rende la vita un po’ troppo complicata.

E allora di nuovo buon 2018 ed eccovi la ricetta di Angela Frenda nella versione da me leggermente modificata.

Pane-ai-datteri

PANE AI DATTERI

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INGREDIENTI:

  • 470 g di farina 0
  • 150 g di zucchero di canna
  • 200 g di datteri freschi
  • 90 g di noci
  • 350 ml di latte di mandorle
  • 140 g di burro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 pizzico di sale

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COME SI FA:

  1. Preriscaldate il forno a 180 gradi. Tagliate i datteri a pezzetti. Se sentite che sono un po’ duri metteteli a bagno in acqua bollente per 10 minuti. Tritate grossolanamente le noci e sciogliete il burro sul fuoco o nel microonde.
  2. Nel frattempo preparate gli ingredienti secchi. Mescolate la farina 00 con lo zucchero di canna, il lievito, il sale e la cannella.
  3. Unite il burro e il latte di mandorle agli ingredienti secchi e mescolate bene.
  4. Aggiungete infine i datteri e le noci e continuate a mescolare. Se il composto risulterà troppo secco aggiungete altro latte di mandorle.
  5. Versate il composto in una teglia da plumcake foderata di carta da forno e cuocete per 1 ora o comunque fino a quando, facendo la prova dello stuzzicadenti, quest’ultimo risulterà asciutto. sformate il pane e lasciatelo intiepidire su una gratella prima di tagliarlo a fette.

AUTUNNO, NUOVI PROGETTI E NUOVE RICETTE. TRECCIA DOLCE VARIEGATA AL CIOCCOLATO

Treccia-variegata-al-cioccolatoIn autunno si incominciano i nuovi progetti. O quantomeno si è nelle condizioni ottimali per iniziarli davvero. Molto più che a gennaio, quando i nuovi progetti riusciamo solo a pensarli dal momento che torniamo stanchi dalle grosse mangiate e preoccupati solo di riuscire a portare a termine il “progetto dieta”. Dalle vacanze, invece, tutti tornano belli carichi, ansiosi di prolungare l’energia positiva dell’estate anche nelle giornate uggiose. Sembra cosa non facilissima…I nuovi progetti di certo aiutano…

Intorno a me ne stanno fioccando tanti…C’è chi fa teatro, chi ha ripreso la palestra, chi vuole iniziare un corso di chitarra, o un corso di cucina…Dal canto mio ho deciso di limitare la lista a sole due cose, sperando che il numero esiguo mi aiuti a essere determinata e perseverante.

Primo progetto: fare un po’ più di movimento. Ma senza esagerare. Tanto ormai si sa, non sono una donna super sportiva. Diciamo che la vita milanese aiuta a tenersi snelli, ma da sola non basta. Per questo mi sono iscritta a un corso di yoga che vorrei portare avanti fino all’estate. Cosa che peraltro dovrebbe aiutarmi anche a essere un po’ più tranquilla. Il che non guasta mai.

Treccia-variegata-al-cioccolatoSecondo progetto: sperimentare nuove ricette. E con questo non intendo solo sperimentare ricette che non ho mai provato, ma intendo soprattutto cucinare tipi di alimenti su cui non mi sono mai cimentata o lo ho fatto abbastanza. Indubbiamente è più facile rifugiarsi su preparazioni che rientrano maggiormente nelle nostre corde. Ma così si cresce meno. E io voglio crescere. O quantomeno ci voglio provare.

Perciò ben vengano i nuovi piatti e le nuove ricette. Tipo quelle col pesce. O le zuppe. O le torte di pan di spagna. O le trecce di lievitati. O i lievitati bicolor. O le trecce lievitate bicolor. Come quella di oggi. Le forme intrecciate e i vortici colorati di queste preparazioni mi hanno sempre affascinato. Urgeva un primo esperimento. Ovviamente ci sono margini di miglioramento, ma direi che posso essere abbastanza soddisfatta. Eccovi quindi la ricetta.

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TRECCIA DOLCE VARIEGATA AL CIOCCOLATO

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INGREDIENTI:

  • 570 g di farina 0 + quella per la lavorazione
  • 120 g di zucchero
  • 25 g di cacao amaro
  • 25 g di lievito di birra fresco
  • 2 uova
  • 2 dl di latte
  • burro
  • 3 cucchiai di olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto bianco. Sbriciolate 12,5 g di lievito di birra in una terrina (o nell’impastatrice). Versate 1 dl di latte tiepido e iniziate a mescolare finché il lievito non si sarà sciolto. Unite quindi 1,5  cucchiai di olio, 1 uovo leggermente sbattuto e 60 g di zucchero. Continuate a mescolare. Quando lo zucchero si sarà sciolto aggiungete 1 pizzico di sale e 300 g di farina un cucchiaio alla volta e impastate più energicamente (se state usando l’impastatrice aumentate la velocità). Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo, trasferitelo in una ciotola, coprite con la pellicola e fate lievitare almeno per 1 ora e mezza in un luogo tiepido.
  2. Preparate l’impasto al cacao. procedete come al punto 1 utilizzando gli ingredienti rimasti e mescolando alla farina il cacao.
  3. Sul piano infarinato stendete l’impasto bianco in u rettangolo di 18×24 e quello al cacao in un rettangolo di 15×22 cm. Adagiate la striscia al cacao sopra quella bianca, ripiegate a metà e comprimete gli strati col mattarello. Dividete l’impasto a metà nel senso della lunghezza, sovrapponete le due parti e comprimete nuovamente col matterello. Ripetete l’operazione per 3-4 volte e otterrete l’impasto a righe.
  4. Passate ancora una volta il matterello sull’impasto e dividetelo, nel senso della lunghezza in 3 strisce. Formate 3 cordoncini e intrecciateli. Trasferite la treccia in uno stampo da plum cake di 12×25 cm, imburrato e rivestito di carta da forno. Lasciate lievitare per 30 minuti. Infornate a 220 gradi per 5 minuti, quindi abbassate la temperatura a 200 e continuate la cottura per altri 20-25 minuti. Sformate e lasciate raffreddare la treccia su una griglia.

I TIPI PIGRI E MOWGLI ECCEZIONALMENTE INSIEME. PAN BRIOCHE (DI SABRINE D’AUBERGINE) CON PASTA MADRE

Pan-brioche-pasta-madreEccoci giunti alla terza puntata della rubrica semiseria “Tutto il bello di Milano. Il cibo e molto altro…”.

Qualche settimana fa, sbirciando distrattamente facebook e in particolare la pagina di Sabrine D’Aubergine, ho appreso che, in occasione della photoweek in programma qui a Milano, presso la Cioccolateria Zaini, era stato organizzato un incontro con Sabrine sul tema “Come la fotografia è diventata la voce delle mie storie di cucina”. L’evento era gratuito ma a numero rigorosamente ristretto fino ad esaurimento posti. E allora mi ci sono fiondata! Anche perché era proprio nei pressi del mio ufficio! Non potevo farmi scappare un’occasione del genere! Fortuna ha voluto che ci fossero posti ancora disponibili e quindi, in un assolato pomeriggio di giugno, eccomi pronta a conoscere una delle mie foodblogger e autrici preferite.

Per chi non lo sapesse Sabrine ha creato il bellissimo blog Fragole a Merenda e ha pubblicato, con la casa editrice Guido Tommasi, due stupendi volumi: Fragole a Merenda e Finalmente Natale. La particolarità di Sabrine sta nel fatto che, oltre a proporre belle ricette, le accompagna con racconti di rara poesia. La cucina diventa un posto privilegiato per osservare tutto quanto accade intorno e per descriverlo con occhi che sanno cogliere il lato ironico della vita e il bello delle persone. Inutile dire quanto io ammiri ed invidii (bonariamente) questa sua capacità.

Pan-brioche-pasta-madreMa torniamo a noi. La Cioccolateria era davvero una piccola bomboniera, raccolta e d’atmosfera. L’ideale per una chiacchierata tra amici. E così è stato. Intorno ad una tavola imbandita per la merenda c’eravamo all’incirca dieci persone più Sabrine e il suo editore. Abbiamo chiacchierato di fotografia, della nascita del blog, e della pubblicazione dei suoi libri. Abbiamo potuto presentarci e chiedere anche una dedica sui nostri volumi e alla fine abbiamo gustato una piacevolissima merenda a base di frutta, cioccolato, tartellette dolci, crostini e spumante.

sabrine-d'aubergineChe dire! Davvero una bellissima esperienza! Tornata a casa ho voluto in qualche modo farle un omaggio, sia pur virtuale, per la bella serata trascorsa. E così ho scelto una delle sue ricette, quella del “Pan brioche per tipi pigli” che si trova su Fragole a Merenda. Si tratta di una ricetta per chi non ha molta voglia di impastare e non ha problemi ad aspettare. Poi ho pensato di modificarla leggermente utilizzando la pasta madre al posto del lievito di birra. E direi che così ho chiuso un po’ il cerchio perché guarda caso ultimamente Sabrine si sta cimentando con la pasta madre, alla quale ha dato simpaticamente il nome di Mowgli (andate a leggere il perché in questo post). E allora eccovi la ricetta di questo fantastico Pan brioche per tipi pigri (special guest Mowgli). 🙂

Pan-brioche-pasta-madre

PAN BRIOCHE (DI SABRINE D’AUBERGINE) CON PASTA MADRE

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INGREDIENTI:

  • 100 g di pasta madre rinfrescata
  • 400 g di farina Manitoba
  • 180 ml di latte
  • 50 g di burro
  • 60 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale fino
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di succo di limone appena spremuto
  • 1 cucchiaino di uovo (preso dal totale)
  • 2 cucchiaini di latte
  • semi di papavero

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COME SI FA:

  1. Mettete la farina in una ciotola capiente o in una planetaria, mescolate bene e fate un incavo al centro.
  2. Scaldate il latte, scioglietevi il burro, lo zucchero e il sale. Lasciate intiepidire. Aggiungete la pasta madre e mescolate.
  3. Nel frattempo rompete le uova in una ciotola a parte, sbattetele leggermente e prelevatene 1 cucchiaino che servirà per la finitura della brioche. Aggiungete il limone e montate con una frusta elettrica finché il composto non diventa bello schiumoso.
  4. Unite le uova al latte e rovesciate tutto nella ciotola della farina. Impastate per qualche minuto. Sigillate la ciotola e mettete a lievitare in un luogo riparato per 6 ore comunque finché non sarà raddoppiato di volume. Il mio, per la verità, ha lievitato dalle sette di sera alle otto della mattina successiva ed aveva sollevato il coperchio del suo contenitore. Perciò non formalizzatevi sulle ore di lievitazione, vedete un po’ voi.
  5. Rivestite di carta da forno uno stampo da cake. Quando l’impasto sarà pronto, rovesciatelo sul piano da lavoro senza schiacciarlo troppo, dividetelo in tre parti e ricavatene altrettante palle, che disporrete affiancate strettamente nello stampo. Fate lievitare ancora per un’ora nel forno con la luce accesa.
  6. Quando il livello dell’impasto avrà superato di circa tre dita il bordo dello stampo, tiratelo fuori dal forno, spennellate con il composto di uovo e latte e guarnite con i semi di papavero.
  7. Accendete quindi il forno a 220 gradi, fate riscaldare per bene e infornate per 20 minuti. Estraete dal forno la brioche e rimettetela a cuocere direttamente sulla griglia per altri 10 minuti.

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UNA PASQUA ALTERNATIVA ANCHE A TAVOLA. TORTA BRIOSCIATA CON NOCI E CAFFE’

torta-briosciata-noci-caffèDevo essere sincera. Per il post di oggi non avevo pensato di suggerirvi questo dolce. Poi però mi sono ricordata che domenica è Pasqua. Cioé non è che non mi ricordavo di Pasqua (capirai…non vedo l’ora di avere qualche giorno di riposo). E’ che non mi sono resa conto che questo post è proprio quello della settimana santa. E io non ho fatto un piano editoriale per Pasqua. E così, mentre tutte le foodblogger infornavano volatili di vario genere (con le mandorle, con il glutine, senza glutine, col cioccolato e chi più ne ha più ne metta), io infornavo un pane.

E però, ormai lo sapete, come sono bravissima a sottopormi al pubblico ludibrio, sono pure bravissima ad autoassolvermi con estrema scioltezza. E stavolta il motivo della mia scarsa/assente programmazione ce l’ho bello caldo a portata di mano. Il trasloco. E’ lui. E’ colpa sua. Come avrei potuto, me tapina, pensare alla Pasqua tra scatoloni aperti e vestiti in giro alla rinfusa? Come avrei potuto programmare ricette pasquali quando, dopo il lavoro, riuscivo solo a buttarmi sul letto “a quattro di spade”? E su! Siate comprensivi!

In compenso però, improvvisando quà e là, oltre al pane, ho infornato questo stupendo dolce che ho visto su Sale&Pepe e che oggi vi propongo con tanto di faccia tosta. Che fosse stupendo non lo sapevo da prima. Anzi, avevo non poche perplessità. Poi però è stata una autentica rivelazione. In un eccesso di egoismo culinario, a casa mi è stato categoricamente impedito di portarne i resti in ufficio. Il che la dice lunga…

torta-briosciata-noci-caffèLa particolarità è che non è un dolce molto dolce (scusate il gioco di parole) in quanto lo zucchero non è molto ed è per giunta bilanciato dalle noci e dal caffé. Pensando alla Pasqua e alla colomba pasquale mi è venuto in mente che anche la colomba non è un dolce molto dolce. Inoltre, visto che questo dolce ha qualche problema di identità, può essere mangiato senza che si ribelli sia dopo pranzo il giorno di Pasqua che a colazione per un eventuale brunch di Pasquetta.

E allora perchè non provare qualcosa di alternativo sia pure nel solco della tradizione? Del resto quast’anno la mia Pasqua, pur essenso la stessa nelle modalità e con le stesse persone, sarà diversa come “contesto” in quanto tutto il contorno è mutato. In un contesto diverso ci sta pure che vi propongo un dolce diverso.

E allora non mi resta che scrivervi la ricetta e invitarvi ad osare e a trascorrere una serenissima Pasqua e una divertentissima Pasquetta.

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TORTA BRIOSCIATA CON NOCI E CAFFE’

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INGREDIENTI:

  • 15 g di lievito di birra fresco
  • 1,6 dl di latte
  • 450 g di farina bianca
  • 1 pizzico di sale
  • 50 g di zucchero bianco
  • 2 tuorli
  • 100 g di burro
  • 60 g di zucchero di canna
  • 80 g di gherigli di noce
  • 1 cucchiaio di caffè liofilizzato
  • 1 limone non trattato
  • burro e farina per lo stampo

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COME SI FA:

  1. Tagliate il burro a pezzetti e lasciatelo ammorbidire.
  2. Sbriciolate il lievito in una ciotolina. Aggiungete il latte appena tiepido e un cucchiaio di zucchero bianco. Mescolate finché il lievito non si sarà sciolto.
  3. In una ciotola più grande (o nella planetaria) mescolate la farina, lo zucchero bianco rimasto e il sale. Aggiungete i tuorli e il composto di latte e lievito. Iniziate ad impastare. Aggiungete quindi il burro e continuate a impastare per 10 minuti o comunque finché non avrete ottenuto un impasto liscio e omogeneo.
  4. Formate una palla, copritela con della pellicola e lasciatela lievitare per 2 ore in un luogo tiepido o avvolta da una coperta.
  5. Sgonfiate leggermente la pasta e formate un rotolo di circa 8 cm di diametro. Tagliate il rotolo a fette di circa 1 cm di spessore. Poi stendetele in piccole sfoglie di circa 1/2 cm di spessore.
  6. Tritate grossolanamente i gherigli di noce con lo zucchero di canna e la scorza di limone. Cospargete il composto sulla metà delle sfoglie. Cospargete le sfoglie rimaste con il caffè.
  7. Riempite uno stampo da kuglof di 20 cm di diametro, imburrato e infarinato, alternando i due tipi di sfoglie. Coprite lo stampo e lasciate lievitare per un’altra ora in un luogo tiepido.
  8. Cuocete il dolce in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40 minuti. Sformatelo e lasciatelo raffreddare su una gratella.

IL SAPORE DI CASA E UN BUON RICOSTITUENTE. MUFFIN AL DOPPIO CIOCCOLATO

Muffin-doppio-cioccolatoCi eravamo lasciati con me che mi lamentavo come Lucia Mondella…e poi con me che facevo il risotto per esorcizzare la paura e ambientarmi meglio. Dopo qualche giorno nella mia nuova vita, eccomi invece a raccontare una certa particolare sensazione, o meglio un certo particolare sapore…il sapore che si prova tornando a casa…

Dieci giorni fa sono tornata a Senigallia. Che sensazione ragazzi! Appena varcato il casello dell’autostrada ho provato un senso di rilassamento pazzesco. La sensazione è stata proprio fisica…Mi sono sentita come quando si tira un bel sospiro di sollievo, come quando si rilassano tutti i muscoli, come quando capisci che puoi lasciarti andare, come quando guardi le strade e guidi sicura e con la musica a palla perché tanto le conosci a memoria, come quando senti parlare con l’accento marchigiano e quasi quasi potresti commuoverti, come quando senti l’odore del ciauscolo sulla pizza e pensi “…finalmente a casa…”.

Muffin-doppio-cioccolatoE poi assapori la tua pizza e pensi “…ma quanto è buono il ciauscolo…!” E soprattutto pensi “…questo ciauscolo lo posso trovare solo qui…”. Che poi non è sempre vero, però ti piace pensare che ciò che vivi in quel momento sia una cosa unica e irripetibile. Per chi non lo sapesse il ciauscolo è un tipico salame marchigiano la cui caratteristica è che, data la notevole quantità di parte grassa, rende alla grande se si fa sciogliere  sul pane o appunto sulla pizza.

Poi però, finita la pizza e finito il ciauscolo, bisogna tornare alla realtà e la realtà è che devo mettermi in forze perché bisogna riprendere a trottare. Dico così perché l’inizio non è stato proprio facile. Ho avuto qualche piccolo colpo di scena, della serie “ti aspettavi che andasse in un modo e invece…”. E quindi occorre qualcosa di rimettersi ai fornelli con qualcosa di facile ma che sia estremamente confortante e ricostituente. E qual’è un confort food per eccellenza? Il cioccolato…ovviamente. E allora niente può essere più confort che fare colazione con un buon muffin al doppio cioccolato. Per ritrovare il coraggio e la forza di ricominciare…ancora una volta. Eccovi quindi la ricetta.

Muffin-doppio-cioccolato

MUFFIN AL DOPPIO CIOCCOLATO

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INGREDIENTI (per 8 muffin grandi):

  • 300 g di cioccolato fondente
  • 100 g di burro
  • 100 ml di latte
  • 180 g di farina
  • 120 g di zucchero
  • 1 bustina di lievito
  • 2 tuorli e 4 albumi

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COME SI FA:

  1. Mettete in un tegamino 100 grammi di cioccolato a pezzi. Aggiungete il burro e il latte e fate sciogliere a fiamma moderata. Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Nel frattempo riducete in scaglie il resto del cioccolato.
  2. In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero e il lievito.
  3. Aggiungete il composto di cioccolato, i 2 tuorli e il cioccolato a scaglie. Amalgamate il tutto. 
  4. Montate a neve i 4 albumi, poi versateli nella ciotola e incorporateli agli altri ingredienti.
  5. Versate il composto nei pirottini da muffin imburrati e infarinati. Fate cuocere i muffin nel forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti.

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