ANCORA IDEE PER GITE E PICNIC. FRITTATA CON FARINA DI CECI, CIPOLLOTTI E FAVE

Frittata-con-farina-di-ceci-cipollotti-e-faveFaccio fatica a percepire i cambiamenti con la giusta sveltezza…E questo vale anche per le stagioni…

E così succede che la primavera arriva e io sono ancora lì a pensare se uscire con una giacca di più, che potrei avere freddo e che non è ancora tempo per un picnic o una gita. E intanto, mentre son lì che penso, è già arrivato il super caldo, con buona pace della dolce arietta primaverile.

Ma già la settimana scorsa ho rilasciato dichiarazioni impegnative su questo argomento…La dichiarazione di intenti anche oggi è “Vietato farsi cogliere impreparati! Passeggiate, picnic, gite e chi più ne ha più ne metta”. La buona volontà c’è tutta…quantomeno in cucina. Nel senso che, se anche non dovessi riuscire a mettere in pratica i buoni propositi, quanto meno lo avrò fatto virtualmente qui sul blog, proponendovi delle ricettine da portare in giro nelle vostre scorribande.

Frittata-con-farina-di-ceci-cipollotti-e-faveOvviamente anche la verdura primaverile non dura moltissimo. E quindi anche in cucina bisogna essere tempestivi. Per questo, l’altro giorno, quando ho visto le prima fave a supermercato, mi sono autoimposta di non farmele scappare. Perché tutte le volte aspetto, chissà perché, e poi finisce che le intravedo il primo di maggio col pecorino (perché quando vivevo nelle Marche fave e pecorino si mangiavano rigorosamente il primo di maggio) e poi scompaiono rapidamente dai banchi del verduraio.

E invece sono davvero particolari. E anche insolitamente versatili. Tanto che, anche declinate in una frittatina di farina di ceci e cipollotti, sono capaci di esprimersi in maniera davvero inaspettata. Importante è l’abbinamento con la ricotta che tende a compensare perfettamente il sentore vagamente asciutto della farina di ceci. Il tutto, oltre che essere gustoso, sarà facilmente trasportabile nella vostro borsetta termica o nel vostro cestino di vimini. E sarete pronti a partire con giusto equipaggiamento. Eccovi quindi la ricetta.

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FRITTATA CON FARINA DI CECI, CIPOLLOTTI E FAVE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 1 kg di fave con il baccello (al netto del baccello circa 200 g)
  • 200 g di farina di ceci
  • 1,8 dl di acqua fredda
  • 4 cipollotti novelli
  • 3 uova
  • 200 g di ricotta
  • erba cipollina
  • 20 g di burro
  • olio evo
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Stemperate poco alla volta la farina di ceci con l’acqua. Aiutatevi con una frusta per evitare che si formino grumi. Unite una presa di sale, abbondante pepe, le uova sbattute e duce cucchiai di olio. Mescolate bene, coprite con la pellicola e lasciate riposare.
  2. Sgranate le fave e scottatele per 2 minuti in acqua bollente, scolatele e privatele della pellicina.
  3. Mondate i cipollotti e affettateli. Fateli rosolare in una padella antiaderente con il burro e 1 cucchiaio d’olio. Unite le fave, salate, pepate e proseguite la cottura per 2-3 minuti.
  4. Mescolate la pastella preparata, versatela sulla verdura nel tegame, coprite con un coperchio e fate cuocere per 10 minuti a fuoco basso.
  5. Quando la frittata si sarà abbastanza rassodata anche in superficie, coprite la padella con il coperchio o con un piatto e capovolgeteci sopra la frittata. Fatela poi scivolare nel tegame e cuocete per altri 5 minuti.
  6. Servite la frittata tiepida, accompagnata con la ricotta insaporita con erba cipollina, sale, pepe e olio extravergine.
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LA PRIMAVERA, IL PARCO E L’ISTITUZIONE DEL PICNIC. PLUMCAKE SALATO ALLE VERDURE

Plumcake-salato-alle-verdureLa primavera sta arrivando. Con qualche battuta d’arresto, ma sta arrivando. Quest’anno sono bella carica. Voglio scrollarmi di dosso questo lunghissimo inverno e godermi il più possibile l’arietta tiepida di aprile.

Per chi, come me, non può passeggiare sul lungomare, il parco vicino casa è una vera mano santa. E su questo sono davvero fortunata perchè nel mio caso il parco dietro casa è uno dei più grandi d’Europa. L’anno scorso, quando la primavera è arrivata, mi ero trasferita da poco. Ero ancora impegnata a trovare un po’ di orientamento. Davvero ci sono stati momenti in cui non capivo chi ero e dove mi trovavo. Ma quest’anno credo di essere un pochino più presente a me stessa. E voglio provare a godermi il bello che ho a portata di mano.

E il parco è davvero un qualcosa di molto bello. Il rifugio di tutta la popolazione dei paesi circostanti. Ogni occasione è buona per andare al parco. Fare sport, passeggiare dopo un lauto pasto, fare una partita a bocce, gustare un  buon caffè immersi nel verde, stendersi su una coperta e schiacciare un pisolino, leggere un buon libro, portare a spasso il cane, giocare a racchettoni o a calcio, far volare un aquilone, guardare i pesci nel lago, andare a cavallo, chiacchierare con un’amica, prendere il sole.

Plumcake-salato-alle-verdureMa soprattutto fare un bel picnic. Perchè qui il picnic è una vera istituzione. E io voglio sentirmi parte del luogo e voglio che anche per me questa diventi una piacevole consuetudine. Ma il picnic non è un vero picnic se non c’è un cestino bello pieno di cibarie da trasporto. Come il plumcake salato con le verdure che ho preparato quest’oggi.

Perciò bisogna darsi una mossa e organizzare. E anche se non ho il cestino super figo e super accessoriato, troverò una bella borsa colorata per raccogliere le mie vettovaglie, inforcherò gli occhili da sole e partirò alla ricerca del mio picnic perfetto. E anche se non sarà perfetto, sarà comunque un successo.

Plumcake-salato-alle-verdure

PLUMCAKE SALATO ALLE VERDURE

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INGREDIENTI (per  uno stampo da plumcake):

  • 350 g di peperoni gialli e rossi
  • 250 g di zucchine
  • 200 g di melanzane
  • 1 cipollotto
  • 3 fiori di zucca
  • 300 g di farina 0
  • 100 ml di olio di semi di arachidi
  • 100 ml di latte
  • 3 uova
  • 2 cucchiai di Grana Padano grattugiato
  • 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
  • olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Lavate per bene le verdure. Tagliate il cipollotto e i peperoni a listarelle, le melanzane a bastoncini e le zucchine a fettine sottili.  Per le zucchine aiutatevi con una mandolina.
  2. Mettete sul fuoco tre padelle ben oliate. In una rosolate i peperoni per 10-12 minuti o comunque finchè saranno abbastanza morbidi. Nell’altra rosolate le melanzane, anche queste per circa 10 minuti. Nell’ultima rosolate il cipollotto, le zucchine e i fiori di zucca  per circa 5 minuti. Fate raffreddare.
  3. In una terrina setacciate la farina con il grana, il sale e il lievito.
  4. In un’altra terrina sbattete le uova. Aggiungete il latte e l’olio e mescolate.
  5. Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi e preparate una pastella. Aggiungete altro latte se vi sembra troppo densa.
  6. Tenete da parte una manciata di verdure per decorare il plumcake. Unite le verdure rimaneti al composto e mescolate finchè non si saranno incorporate per bene.
  7. Foderate con carta da forno uno stampo da plumcake. Tenete ferma la carta aiutandovi con delle mollette posizionate ai bordi dello stampo. Versate il composto nello stampo e livellatelo. Decorate la superficie con le verdure che avete messo da parte.
  8. Cuocete nel forno già caldo a 180 gradi per circa 50 minuti. Se la superficie si colora troppo, coprite con carta stagnola e proseguite la cottura. Fate la prova dello stecchino per verificare che il vostro plumcake sia sufficientemente asciutto. Servite tiepido o caldo.

GLI INGREDIENTI CHE FANNO PAURA…TORTA RUSTICA DI GRANO SARACENO CON BACCALA’ E CARCIOFI

Torta-rustica-di-grano-saraceno-con-baccalà-e-carciofiNon so perchè. ma ci sono ingredienti nei cui confronti nutro una sorta di timore revenziale. Eppure sono ingredienti semplici, anche poveri, ingredienti che ho visto maneggiare da sempre. Eppure…

Per esempio la mia conoscenza dei vari tagli di carne è alquanto nebulosa. E’ proprio un qualcosa che non riesco a memorizzare. Per questo la carne è un prodotto che temo. Per fortuna negli ultimi anni sto incontrando sulla mia strada dei bravissimi macellai che, oltre a fornirmi un prodotto di altissima qualità, mi danno anche consigli utilissimi.

Se poi ci addentriamo nelle tecniche di cottura, sappiate che io non sono capace di girare la frittata. Lo so. Fa ridere. A volte faccio cose più complesse ma non avete idea di quante frittate mi siano cascate nel lavandino. Ma adesso rischio di divagare…

Torta-rustica-di-grano-saraceno-con-baccalà-e-carciofiUn altro prodotto che mi spaventa è il pesce in generale. E in particolare il baccalà. Solo negli ultimi anni ho iniziato a prepararlo perchè, dopo le feste natalizie, mia mamma me ne lascia sempre un po’, già dissalato e ammollato, in modo tale da poterlo direttamente surgelare e utilizzare all’occorrenza. Non sono mai andata da sola a comprarlo, come se avessi paura che la mia scarsa conoscenza del prodotto potesse portarmi a subire una qualche fregatura.

Eppure è un ingrediente che, al di là delle ricette tradizionali, può essere declinato in numerose preparazioni dal sapore davvero sorprendente. Come questa tortina rustica che ho improvvisato davvero velocissimamente. La pasta brisè al grano saraceno valorizza moltissimo il delicato ripieno di baccalà e carciofi che non avevo mai sperimentato e che credo diventerà ricorrente nelle mie ricette. Eccovi allora la ricetta.

Torta-rustica-di-grano-saraceno-con-baccalà-e-carciofi

TORTA RUSTICA DI GRANO SARACENO CON BACCALA’ E CARCIOFI

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INGREDIENTI (per una teglia da 24 cm):

Per la pasta brisè:

  • 150 g di farina 0
  • 100 g di farina di grano saraceno
  • 100 g di burro
  • 70 g di acqua fredda
  • 1 pizzico di sale
  • prezzemolo tritato

Per il ripieno:

  • 300 g di baccalà dissalato e reidratato
  • 2 carciofi
  • 1 scalogno
  • 1 manciata di olive taggiasche denocciolate
  • 1 manciata di capperi
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • olio evo
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Preparate la pasta brisè. In una ciotola o in un robot da cucina mescolate le farine e il sale. Unite il burro, l’acqua e il prezzemolo tritato.  Lavorate velocemente l’impasto l’impasto, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare almeno 1 ora in frigorifero.
  2. Preparate il ripieno. Lessate il baccalà (precedentemente dissalato e messo a bagno per 2-3 giorni in acqua fredda) per 10 minuti in acqua non salata. Scolatelo e riducetelo in pezzi di medie dimensioni. Non devono essere pezzi troppo piccoli perché nel ripieno si dovrà sentirne la consistenza.
  3. Pulite i carciofi e tagliateli a fettine sottili. Tritate lo scalogno e fatelo rosolare in una padella con abbondante olio evo. Aggiungete i carciofi e fate cuocere per circa 10 minuti. Quindi aggiungete le olive, i capperi e il baccalà e mescolate per far insaporire gli ingredienti. Aggiungete infine una macinata di pepe e abbondante prezzemolo tritato. Fate intiepidire. Aggiungete 1 uovo e mescolate per bene.
  4. Riprendete l’impasto e stendetelo sulla carta da forno in una sfoglia delle dimensioni di circa 28-30 cm di diametro. Mettete la sfoglia con la carta da forno in una teglia rotonda da 24 cm lasciando strabordare la parte di pasta eccedente. Ricoprite il fondo con del pangrattato. Versate il ripieno e livellatelo. Ripiegate i bordi eccedenti. Cuocete in forno a 180 gradi per 40 minuti.

L’ULTIMA RICETTA DELL’ANNO E TANTI AUGURI PER UN FELICISSIMO 2018. PROSECCO ALLA MELAGRANA CON MANDORLE ALLA CURCUMA E NOCCIOLE ALLA PAPRIKA

Aperitivo-alla-melagranaMi piaceva l’idea di salutarvi con qualcosa di beneaugurale. E cosa c’è di più beneaugurale della melagrana? Con questo aperitivo potrete iniziare alla grande il cenone di San Silvestro e il nuovo anno. E che volete di più dalla vita!

Ho fatto una piccola indagine e ho scoperto che questo frutto ha una valenza simbolica pazzesca. Per i Persiani era il simbolo della invincibilità. Per gli Ebrei era simbolo di produttività e ricchezza. Per i Cristiani è simbolo di santità. Per i Greci  e i Romani invece simboleggiava il legame coniugale e la fertilità. In tempi più moderni donare un melograno a Natale e consumarlo insieme alla famiglia nella notte di San Silvestro era un simbolo di buon auspicio per il nuovo anno.

Ma bando alle ciance…che tanto di sicuro starete facendo i vostri preparativi e di sicuro non avete voglia di troppe chiacchiere. E allora quello che vorrei augurarvi (e augurarmi) non è semplicemente di ottenere tutto ciò che desiderate. Che così sarebbe troppo facile. E poi un augurio così ve lo fanno un po’ tutti.

Aperitivo-alla-melagranaIo voglio auguravi di avere l’energia e la volontà e lo stato d’animo giusti per per ottenere tutto ciò che vi prefiggete. Che tanto i miracoli non succedono quasi mai. Meglio affidarsi alle proprie risorse.

Perciò date spazio a tutto ciò che può farvi stare bene e farvi avere più forze fisiche e più energie mentali. Correte, fate yoga, camminate, cucinate, meditate, state in silenzio con voi stessi, ricaricatevi, sorridete, abbracciate i vostri amici, esprimente i vostri buoni sentimenti e fate tutto ciò che vi fa stare bene (come direbbe il buon Caparezza :-)).

Io una cosa la farò di certo…anche nel 2018…ovviamente cucinerò e cucinerò e cucinerò 🙂 Buon 2018 a tutti voi! Ci vediamo a gennaio!

Aperitivo-alla-melagrana

PROSECCO ALLA MELAGRANA CON MANDORLE ALLA CURCUMA E NOCCIOLE ALLA PAPRIKA

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INGREDIENTI (per 6 persone):

Per il prosecco alla melagrana:

  • 2 melegrane
  • 6 bicchieri di prosecco

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COME SI FA:

  1. Tenete da parte 6 cucchiaini di chicchi di melagrana.
  2. Spremete le melegrane rimanenti con uno spremiagrumi per estrarne tutto il succo.
  3. Dividete il succo in 6 bicchieri. Riempiteli con il Prosecco ben freddo. Aggiungete i chicchi e servite.

 

Per le mandorle alla curcuma:

  • 100 g di mandorle senza buccia
  • sale
  • curcuma
  • pepe
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Mettete le mandorle in un piatto. Cospargetele per bene con il sale, il pepe e la curcuma. Irrorate con l’olio e mescolate con le mani per farle impregnare completamente.
  2. Sistematele su una placca da forno rivestita di carta di alluminio. Cuocete a 180 gradi per circa 10 minuti o comunque fino a doratura. A metà cottura mescolate per garantire una cottura uniforme.

 

Per le nocciole alla paprika:

  • 100 g di nocciole
  • sale
  • paprika
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Mettete le nocciole in un piatto. Cospargetele per bene con il sale e la paprika. Irrorate con l’olio e mescolate con le mani per farle impregnare completamente.
  2. Sistematele su una placca da forno rivestita di carta di alluminio. Cuocete a 180 gradi per circa 10 minuti o comunque fino a doratura. A metà cottura mescolate per garantire una cottura uniforme.

IMPARARE A DORMIRE IN PIEDI…SFORMATO DI BIETOLE CON CRUMBLE DI NOCCIOLE

Sformato-bietole-con-crumble-di-noccioleQualche tempo fa (in questo post) vi avevo raccontato di quanto fosse facile muoversi con i mezzi pubblici a Milano. Ecco. Diciamo che al momento urge specificare qualcosina. Non è che rinnego quello che ho scritto. E’ solo che, con l’arrivo dell’autunno, sono un attimo cambiate le condizioni di viaggio.

Tanto per iniziare sembra che la popolazione si sia triplicata. Il parcheggio dove di solito lascio l’auto è già stracolmo dalle sette e dieci del mattino. Il che significa che è necessario partire prima, arrivare lì, guidare nel parcheggio come in una pista di autoscontro schivando le altre auto che vogliono fregarti l’ultimo posto, dormicchiare in macchina per una decina di minuti abbondanti, aspettare il treno che puntualmente è in ritardo.

Al che uno pensa  che il peggio sia passato. Ma non è così. Arriva il treno e ovviamente devi farti il viaggio in piedi perché è già stracolmo. E qui si aprono vari scenari possibili. O ti addentri nel vagone sperando che qualcuno scenda alla fermata successiva. Ma in tal caso sudi sette camice perché il vagone è riscaldato e, anche se non lo è, hai una vasta umanità che emette calore. Oppure rimani davanti alla porta. In questo caso devi mettere in conto di farti tutto (ma proprio tutto) il viaggio in piedi perché i posti liberi nel vagone te li fregheranno quelli che hanno deciso di sudare le sette camicie. Se sei fortunato ti eviti il metallaro con i piedi puzzolenti, il ragazzino che è impegnato a sbaciucchiarsi con la fidanzata e si muove continuamente sbattendoti lo zaino in faccia o il gruppo di uomini in carriera che parlano ad alta voce di cose d’ufficio alle sette de mattino. Non sono figure mitologiche. Io li ho incontrati tutti per davvero. Ah, dimenticavo: l’uomo con la bicicletta pieghevole, che ti occupa lo spazio vitale di un essere umano con la suo amatissimo mezzo di trasporto, e la ragazzina bella e scema che ridacchia con la voce da oca per tutto il viaggio e tu vorresti solo dormire.

Il tutto senza contare che il viaggio, che di media dura mezz’ora, potrebbe raddoppiare la sua durata perché si rompe la porta di un vagone, c’è un guasto al treno precedente ecc. In tal caso potresti anche dover schizzare giù alla velocità della luce, sgomitare con altri disperati come te e individuare un altro treno che ti porti a destinazione.

Sformato-bietole-con-crumble-di-noccioleEd ecco che, come mi è successo con l’aperitivo milanese di cui vi parlavo la scorsa volta, ho avuto una rivelazione mistica. Prima non capivo come facessero alcune persone a stare in piedi nel treno/bus/metro, sballottati a destra e sinistra, e a riuscire addirittura a leggere un libro,  o guardare il tablet o ascoltare la musica o addirittura a chiudere gli occhi.

Adesso lo so. E’ sopravvivenza. Se per mezz’ora o più devi stare in una condizione di disagio, tanto vale estraniarsi, ritirarsi nel proprio angolo e liberare la mente, nell’attesa che questo tempo della tua vita, inutilmente sprecato in questo  modo, abbia un qualsivoglia senso.

E allora, dopo un inizio di giornata così, certamente non mi basta mangiare un semplice piatto di bietole con olio e limone. Non che non siano buonissime anche così. Ma ogni tanto bisogna riempire di contenuto anche le nostre tranquille bietoline di stagione.

Questo sformato con crumble di nocciole è davvero una bontà. Una base gustosa con il tocco in più delle croccanti briciole di nocciole. Davvero uno dei piatti che mi ha dato più soddisfazione. E dopo un piatto così, siamo tutti pronti per ripartire con grinta. Eccovi, quindi, la ricetta.

Sformato-bietole-con-crumble-di-nocciole

SFORMATO DI BIETOLE CON CRUMBLE DI NOCCIOLE

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INGREDIENTI (per una teglia quadrata di 22 cm):

  • 1,1 kg di bietole
  • 2 scalogni
  • 2 dl di latte
  • 130 di farina
  • 3 uova
  • 60 g di grana grattugiato
  • noce moscata
  • timo
  • 50 g di granella di nocciole
  • 110 g di burro
  • 2 cucchiai di olio evo
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Riunite in una ciotola 50 g di burro morbido, 80 g di farina, la granella di nocciole, 20 g di grana, alcune foglioline di timo, un pizzico di sale e lavorate il tutto con la punta delle dita ottenendo un composto granuloso. Copritelo e lasciatelo riposare in frigo.
  2. Lavate bene le bietole, toglietele dall’acqua e cuocetele con la loro acqua in un’ampia padella. Una volta cotte, tritatele finemente. Ripassatele poi in padella con l’olio e gli scalogni sbucciati e tritati. Salate, pepate e cuocete a fuoco medio finché non saranno asciutte.
  3. Fate tostare la farina rimasta in una casseruola con 50 g di burro fuso. Togliete dal fuoco, aggiungete il latte caldo e poi, mescolando energicamente, proseguite la cottura finché il composto non si sarà rassodato per bene. Ci vorranno pochi minuti. Il composto risulterà parecchio denso, quasi solido. Spegnete, salate, pepate e aromatizzate con la noce moscata.
  4. Fate raffreddare la besciamella e poi unite le uova una alla volta, le bietole e il grana rimasto. Versate il composto in una teglia quadrata da 22 cm rivestita di carta da forno. Distribuite sulla superficie dello sformato il crumble sbriciolandolo bene con le mani.
  5. Cuocete in forno a 180 gradi per 30-40 minuti. A cottura ultimata fatelo intiepidire e sformatelo aiutandovi con la carta da forno. Servite tiepido.

VOGLIA DI CASA E DI UNA MACCHINA DEL TEMPO. UNA FOCACCIA PUGLIESE

focaccia-puglieseQuesta cosa si verifica abbastanza ciclicamente. Ogni tanto mi prende voglia di casa. Che non vuol dire voglia di tornare a casa…Cioè…per spiegarmi meglio…mi vengono in mente due scene, una di un film molto famoso e l’altra di un telefilm abbastanza recente.

La prima è una delle scene finali del film “Nuovo cinema paradiso”. Il protagonista torna al paese dopo molti anni per il funerale di un caro amico e, parlando con la mamma, le racconta che, mentre quando tornava dopo pochi anni, gli sembrava  estraneo, quasi sconosciuto, cambiato, adesso invece, dopo moltissimi anni, tutto gli sembra uguale a quando è andato via.

Io evidentemente sono ancora nella prima fase. Quando torno al paese, mi sembra che tutto sia diverso, non ritrovo le cose e le persone del mio passato, mi sento un’estranea e dopo pochi giorni voglio ripartire.

focaccia-puglieseQuesto non succede però per i sapori di casa…e qui mi viene in mente la seconda scena. Untraditional, la serie tv di Fabio Volo andata in onda nel 2016. In una delle puntate Valentina Lodovini costringe la nonna a mangiare cibo vegano. Ma la nonna chiede a Fabio Volo di andare dal salumaio sotto casa e comprarle di nascosto un etto di mortadella. Ebbene: quella mortadella non era una mortadella e basta. Era una macchina del tempo. Capace di riportare quella vecchietta alla sua giovinezza, agli anni in cui una fettina di mortadella era un cibo povero, che però riusciva a colmare gli appetiti di chi davvero ha conosciuto cosa vuol dire a vere fame.

Anche per me la mortadella, insieme ad un buon pezzo di focaccia con i pomodorini, è una vera e propria macchina del tempo. Mi fa davvero tornare a casa, ma non adesso, ma al tempo in cui ero ragazzina e mamma, zia e nonna preparavano la focaccia coi pomodorini e poi la mangiavamo ripiena di profumatissima mortadella. Il bello è che la ricetta era sempre la stessa ma a seconda di chi la preparava aveva sapori diversi. Quella di nonna era soffice e con una crosticina leggera e saporitissima. Quella di zia era gonfia e croccante. Quella di mamma era ogni volta diversa, a volte più alta, altre volte meno, più simile pizza al taglio.

Nella mia famiglia la ricetta era la stessa e quello che cambiava era la mano. Ma in realtà in Puglia ogni famiglia ha la sua ricetta. Quella che vi propongo oggi non è la ricetta della mia famiglia, ma quella che mamma è riuscita ad estorcere al suo panettiere di fiducia. Era tanto che volevo provarla e ho colto l’occasione. Per questo nel titolo ho dovuto scrivere “una focaccia” e non “la focaccia”. Ma non preoccupatevi…prima o poi posterò anche la ricetta di famiglia. Poi starà a voi decretare la migliore. Eccovi, quindi, la ricetta di oggi.

focaccia-pugliese

UNA FOCACCIA PUGLIESE

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INGREDIENTI (per una teglia rotonda da 30 cm):

  • 50 g di pasta madre rinfrescata (o 12,5 g di lievito di birra)
  • 3/4 di bicchiere di acqua (circa 150 ml) a temperatura ambiente
  • 150 g di semola rimacinata
  • 150 g di farina 0
  • 2 cucchiai di sale fino (circa 10 g)
  • 3/4 di bicchiere di latte (circa 150 ml)  a temperatura ambiente
  • 6 cucchiai di olio evo
  • pomodorini
  • origano
  • sale grosso

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COME SI FA:

  1. Sciogliete la pasta madre in mezzo bicchiere di acqua. Sciogliete il sale fino nell’acqua rimanente.
  2. Prendete una terrina bella grande e miscelatevi le farine. Aggiungete il composto di pasta madre e acqua e iniziare a impastare. Aggiungete quindi il latte, un cucchiaio di olio e in ultimo l’acqua in cui avete sciolto il sale. Continuate ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo ma abbastanza liquido e appiccicoso. Fate lievitare per circa 8 ore (2 ore se avete usato il lievito di birra).
  3. Riprendete l’impasto. Ungete per bene una teglia antiaderente e sistematevi l’impasto lievitato. Livellate per bene con le mani.
  4. Cospargete tutta la superficie con abbondante origano secco.
  5. Tagliate in due parti i pomodorini e sistemateli con la parte interna a contatto con l’impasto. Pressate leggermente per farli aderire bene all’impasto.
  6. Cospargete tutta la superficie con abbondante olio evo (almeno 5 cucchiai). Con un cucchiaio spargete per bene l’olio su tutta la superficie. (Non siate parchi. L’olio serve a rendere croccante la vostra focaccia).
  7. Infine cospargete con qualche granello di sale grosso.
  8. Fate lievitare ancora per circa mezz’ora. Nel frattempo scaldate il forno a 200 gradi.
  9. Quando sarà ben caldo infornate la focaccia e fate cuocere per mezz’ora o comunque fino a doratura.

ANCORA SULLE SAGRE PAESANE…TRIANGOLI DI PASTA SFOGLIA CON ZUCCHINE, GORGONZOLA E SEMI DI PAPAVERO

Triangoli-sfoglia-zucchine-gorgonzolaLa scorsa volta vi raccontavo che ultimamente le mie ricette sono spesso ispirate alla quotidianità. La mia quotidianità di quest’oggi è la Sagra del Gorgonzola che, ovviamente, si tiene ogni anno nella cittadina omonima. Quest’anno la sagra si è tenuta il 16 e 17 settembre. Da quando bazzico la Lombardia (ormai praticamente da quattro anni) non sono mai riuscita a parteciparvi. Quest’anno ho temuto di non riuscirci di nuovo per il tempo incerto e invece grande giornata di sole. Le bontà da gustare erano davvero tante. Ovviamente l’ingrediente principe era lui: il gorgonzola, amichevolmente detto zola dalle popolazioni autoctone. E quindi: risotto al gorgonzola e composta di mirtilli, lasagne con funghi e gorgonzola, gnocchi al gorgonzola, polenta e gorgonzola, penne al gorgonzola, crostini al gorgonzola e così via.

E pensare che fino a dieci anni fa la realtà delle sagre che mi era abbastanza sconosciuta. In Puglia, quantomeno quando ci vivevo io, le sagre non erano poi così diffuse.

Poi sono arrivata nelle Marche..E lì mi sono resa conto che l’evento della sagra è capace di smuovere paesi interi. Ogni piccolo borgo marchigiano o addirittura ogni frazione ha la sua sagra. Pensate che a Senigallia, nel mese di luglio, si fa la sagra delle sagre cioè un evento in cui tutti le frazioni cucinano la loro specialità e si mangia all’aperto nella stupenda cornice della Piazza delle Erbe. Tanto per citarvene solo alcune, c’è la Sagra del carciofo, la Sagra del porchetto, la Sagra degli gnocchi alla papera, la Sagra della cozza, la Sagra del tartufo e tante altre. E la cosa bella è che tutti gli abitanti del paese preparano le pietanze con una capacità organizzativa degna del miglior servizio di catering!

Triangoli-sfoglia-zucchine-gorgonzolaOra che sono in Lombardia sto iniziando a conoscere le sagre di questa regione che ovviamente esaltano prodotti locali diversi da quelli marchigiani ma non meno buoni come appunto il gorgonzola, la polenta, le patate, i prodotti della Valtellina, la luganega e così via.

Senza contare che, oltre che per gustare del buon cibo, la sagra ci offre l’occasione di passare una giornata all’insegna della semplicità e della genuinità. Niente cose complicate, gli amici di sempre, un buon bicchiere di vino e tanta voglia di stare insieme. E che vuoi di più dalla vita! Ogni tanto è bello anche dimenticare i ristoranti alla moda e la cucina innovativa. E allora eccovi la ricetta di oggi, ispirata appunto alla Sagra del gorgonzola. Un abbinamento ormai ben sperimentato, quello tra zucchine e gorgonzola, con l’aggiunta di un tocco aromatico grazie ai semi di papavero. Eccovi, quindi, la ricetta.

Triangoli-sfoglia-zucchine-gorgonzola

TRIANGOLI DI PASTA SFOGLIA CON ZUCCHINE, GORGONZOLA E SEMI DI PAPAVERO

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 1 zucchine di medie dimensioni
  • 1 scalogno
  • gorgonzola (circa 1 cubetti per ogni triangolo)
  • 2 cucchiai di olio evo
  • sale
  • 1 rotolo rettangolare di pasta sfoglia
  • semi di papavero
  • 1 tuorlo d’uovo per spennellare

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COME SI FA:

  1. Lavate le zucchine, spuntatele e grattugiatele. Sbucciate lo scalogno e tagliatelo a pezzi piccoli.
  2. Scaldate l’olio in un’ampia padella. Aggiungete lo scalogno. Quando diventerà trasparente aggiungete le zucchine. Salate e fate cuocere per circa 10 minuti.
  3. A cottura ultimata, sistemate le zucchine in una terrina, fatele raffreddare per bene e poi mettetele in frigo finché non saranno ben fredde.
  4. Srotolate la pasta sfoglia e tagliatela in quadrati di circa 11×11 centimetri. Vi avanzerà una piccola striscia di pasta che potrete usare per dei piccoli rotolini.
  5. Farcite i rettangoli con le zucchine, il gorgonzola e i semi di papavero. Chiudete diagonalmente in modo da creare i vostri triangoli. Sigillate bene i lati schiacciando con i rebbi della forchetta.
  6. Sbattete leggermente il tuorlo d’uovo in una ciotolina. Spennellate tutti i triangoli con particolare attenzione ai bordi. Cospargete la superficie con una presa di semi di papavero. Bucate la superficie dei triangoli con una forchetta.
  7. Sistemate i triangoli sulla leccarda rivestita di carta da forno e cuocete a 180 gradi per circa 20 minuti o comunque fino a quando non saranno ben dorati.