IL SENSO DI CHIARA PER L’ESTATE. PIE DI OLIVE E CICORIA

Pie-olive-e-cicoriaChe la stagione invernale non fosse la mia stagione preferita lo avevano capito anche i sassi. Ma che l’estate mi facesse così bene non l’avrei detto nemmeno io. Mai come quest’anno sto prendendo consapevolezza che il mio momento migliore è l’estate. Sarà forse che mamma ha deciso di farmi nascere due giorni prima del Ferragosto, fatto sta che io d’estate mi sento davvero rinascere.

Riprendo a dormire regolarmente, riprendo a sentirmi energica, mi viene persino voglia di fare esercizio fisico. Per non parlare poi dell’umore che diventa decisamente più solare. Se a questo aggiungete che, visto il mio recente trasferimento in terra lombarda, questa estate assumerà forme completamente nuove e imprevedibili, potete capire che questo per me è abbastanza un bel momento.  

E poi, quando c’è il sole, persino nella mia nuova (e oggettivamente poco luminosa) casa la luce riesce a fare capolino dalle finestre e a illuminare la mia tavola. E se la mia tavola è illuminata, io so che le mie foto vengono meglio e, con questa tranquillità interiore, mi viene più facile dedicarmici con gioia. E questo basta a farmi essere davvero felice…

Pie-olive-e-cicoriaE così, anche se un sabato mattina alle 11:30 ho l’appuntamento con la parrucchiera e alle 18:00 ho una festa a cui partecipare, trovo il tempo, le forze e la concentrazione per preparare e fotografare una bella pie di olive e cicoria. E ho pure contribuito ulteriormente a svuotare la dispensa! E posso io, dopo cotanti eventi fortunati, non essere una donna felice?!? E certo che no!!!

Eccovi allora la ricetta di una gustosissima pie, con una fragrante pasta matta, tante buone olive e tante succose verdure. E mi raccomando, mentre la mangiate, è d’obbligo sfoggiare un bel sorriso. 🙂

Pie-olive-e-cicoria

PIE DI OLIVE E CICORIA

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INGREDIENTI:

  • 500 g di farina 00
  • 1 uovo
  • 2 dl di olio evo
  • 1 dl di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cespo di catalogna
  • 1 cespo di erbette
  • 2 scalogni
  • 2 spicchi d’aglio
  • 70 g di pecorino stagionato
  • 130 g di olive taggiasche denocciolate
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 1 cucchiaio di semi di sesamo neri
  • olio evo
  • sale
  • pepe
  • 1 tuorlo

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto. In una ciotola mescolate la farina e il sale, unite l’olio e l’uovo leggermente sbattuto, quindi versate, poco alla volta, l’acqua a temperatura ambiente. Lavorate l’impasto per 10 minuti, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare almeno 1 ora in frigorifero.
  2. Preparate il ripieno. Lavate e tagliate a pezzi la catalogna e le erbette, poi fatele appassire in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale. Scolate la verdura, strizzatela e ripassatela per 5 minuti nella stessa padella con 2 cucchiai di olio, lo scalogno e l’aglio sbucciati e affettati. Unite le olive e il prezzemolo, mescolate, togliete dal fuoco e aggiungete il pecorino grattugiato.
  3. Stendete l’impasto in due sfoglie delle dimensioni di circa 30 e 27 cm di diametro. Mettete la sfoglia più grande sulla placca ricoperta di carta da forno, distribuitevi il ripieno lasciando liberi 3-4 cm di bordo. Coprite con la seconda sfoglia e ripiegate il bordo libero formando un cordoncino. Bucherellate la superficie della pie con una forchetta. Spennellate con il tuorlo, spolverizzate con i semi di sesamo e cuocete in forno a 180 gradi per 40 minuti. Servitela, se vi piace, con pecorino a scaglie.

UNA MATTINA PER CASO…PANE DI GRANO SARACENO E YOGURT

Pane-grano-saraceno-yogurtQuesto pane proprio non era in programma. Avevo deciso che quel week end non avrei cucinato. Era in programma un pranzo fuori e volevo godermi una bella giornata all’aria aperta.

Ma poi quella mattina mi sono svegliata…e la sera prima avevo rinfrescato la pasta madre perchè era davvero troppo che non lo facevo…e allora ho pensato che se impastavo una bella pagnotta, visti i tempi lunghi del lievito madre, avrei potuto tranquillamente infornarla al pomeriggio o alla sera…e allora, mumble mumble, mi sono messa a cercare una ricetta…e contemporaneamente ho pensato che, proprio come la settimana scorsa, dovevo svuotare la dispensa.

Alla fine di tutto questo lavorio mentale, eccomi quindi a impastare questo pane di grano saraceno allo yogurt. Ottimo per chi vuole ridurre le quantità di glutine nei propri pasti, è adattissimo alla colazione, cosparso con un velo di marmellata, e anche per accompagnare formaggi delicati o comunque pietanze non troppo saporite. Non lo vedo molto bene con dei salumi troppo corposi. Io l’ho provato con della finocchiona toscana e mi è sembrato che i sapori di entrambi andassero in conflitto. Ma naturalmente i miei sono solo suggerimenti. A tavola è solo il gusto personale a guidarci e quindi ognuno può fare come crede.

Pane-grano-saraceno-yogurtPer concludere, volevo solo dirvi due parole. I fedeli amici di questo blog hanno notato che i miei ultimi post sono un pochino più “veloci” del solito e che non sto raccontando molto della mia nuova vita in quel di Monza. Qualcuno mi ha anche detto che il blog è un po’ la cartina di tornasole del mio umore e che è un modo per sapere come sto.

Questa cosa la trovo molto carina e per questo in futuro cercherò di essere un pochino più presente e raccontare qualche sensazione in più. In fondo questo blog è nato come un tavolo virtuale intorno al quale sgrannocchiare qualcosa e chiacchierare della vita. E così continuerò a fare, insieme a chi avrà voglia di farlo insieme a me.

Per il momento vi saluto ed ecco la ricetta del pane di grano saraceno e yogurt.

Pane-grano-saraceno-yogurt

PANE DI GRANO SARACENO E YOGURT

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INGREDIENTI:

  • 100 g di pasta madre rinfrescata (o 25 g di lievito di birra)
  • 270 ml di latte tiepido
  • 280 g di farina di grano saraceno
  • 100 g di farina 0
  • 120 g di farina integrale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 120 g di yogurt
  • farina per impastare

COME SI FA:

  1. Togliete lo yogurt dal frigo e fategli raggiungere la temperatura ambiente.
  2. Intiepidite il latte sul fuoco o nel microonde. E’ importante che sia tiepido e non caldo per non danneggiare la pasta madre.
  3. Mettete la pasta madre rinfrescata in una ciotola. Aggiungete il latte. Mescolate finché a pasta non si sarà completamente sciolta.
  4. Mettete le farine nella planetaria. Aggiungete il sale e mescolate. Aggiungete il composto di latte e pasta madre. Aggiungete infine lo yogurt. Azionate la planetaria e tenetela in funzione finché l’impasto non si sarà perfettamente incordato. Ci vorranno circa 10 minuti.
  5. Mettete l’impasto in una ciotola munita di coperchio. Formate con le mani un panetto ben compatto. Fate lievitare per circa 6 ore (2 ore se state usando il lievito di birra). Vi suggerisco di avvolgere la ciotola in una copeta e di tenerla in un luogo riparato.
  6. Terminato il tempo di lievitazione, infarinatevi bene le mani e riprendete l’impasto, fategli un giro di pieghe (il procedimento è spiegato qui) e adagiatelo sulla leccarda rivestita di carta da forno. Fate lievitare ancora un’ora nel forno con la luce accesa.
  7. Riprendete l’impasto e incidetelo a croce. Nel frattempo scaldate il forno a 205 gradi. Quando il forno sarà ben caldo, informate la pagnotta sul piano centrale e cuocetela per circa 30 minuti. Poi aprite il forno, spostate la leccarda più in alto e lasciate che la superficie del pane si dori per altri 10 minuti. Tenete sempre il pane sott’occhio perché i tempi cambiano da forno a forno e il pane potrebbe bruciarsi. Fatela raffreddare la vostra pagnotta su una gratella. 

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PROVARE (INUTILMENTE) A SVUOTARE LA DISPENSA. CROSTATA AL CACAO E AMARANTO CON CONFETTURA DI MIRTILLI ROSSI

Crostata al cacao e amaranto con confettura mirtilli rossiSvuotare la dispensa non è affatto una cosa facile. Almeno per me, che sono vittima di frequenti attacchi di una malattia chiamata “Sindrome da acquisto alimentare compulsivo”. Il sintomo più grave è la curiosità acuta per qualsiasi cibo non si possieda già in dispensa e la conseguente incapacità di resistere alla tentazione di comprarlo. Salvo poi scoprire che proprio non era nelle mie corde.

Con l’amaranto è andata un po’ così. Diciamo che rispetto ad altri prodotti “esotici” (tipo quinoa, bulgur, miglio ecc), la scintilla non è scoccata. La prima volta che l’ho mangiato, in forma di simil-polenta, non ho fatto i salti di gioia. L’ho mangiato perché, si sa, io mangio tutto, ma la verità è che non ho pensato certo di rifarlo a breve.

Ed infatti per molto tempo è rimasto negli anfratti più buii della mia dispensa in attesa di non si sa che destino. Qualche settimana fa, con l’arrivo del caldo, mi è presa voglia di fare pulizia nel settore delle derrate alimentari. Il primo prodotto della lista era -indovinate chi?-…l’amaranto. Perché proprio non esiste che io butti qualcosa. E allora ho pensato che un qualche modo per renderlo più appetibile ci doveva essere sicuramente!

Crostata-al-cacao-e-amaranto-con-confettura-mirtillirossiE allora mi sono inventata questa crostata con la farina ricavata dall’amaranto tostato. Ed in effetti avevo ragione: utilizzato in forma di farina per torte e biscotti, anche l’amaranto ha un suo perché. E’ profumato, aromatico e con un retrogusto di erbe e fieno che ha reso la mia crostata davvero diversa dalle solite.

Peccato però che l’amaranto, oltre a saltare di qua e di la è anche leggeeeeeerooooooo, leggeeeeeeeeeeeroooooo, leggeeeeeeeeeroooooooo. E quindi sono riuscita a consumarne solo 100 grammi, con la conseguenza che l’obiettivo di svuotare la dispensa è miseramente fallito

Però la crostata era proprio buona.Eccovi quindi la ricetta.

Crostata-al-cacao-e-amaranto-con-confettura-mirtillirossi

CROSTATA DI CACAO E AMARANTO CON CONFETTURA DI MIRTILLI ROSSI

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INGREDIENTI (per una crostata da 22 cm e circa 30 biscotti):

  • 170 g  di farina 0
  • 100 g di amaranto
  • 30 g di cacao amaro 
  • 60 g di zucchero semolato
  • 60 g di zucchero di canna
  • 150 g di burro
  • 1 uovo e 1 tuorlo
  • un pizzico di sale
  • 450 g di confettura di mirtilli rossi

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COME SI FA:

  1. Preparate la farina di amaranto. Riscaldate un’ampia padella e tostate l’amaranto un cucchiaio alla volta. Ogni cucchiaiata  dovrà rimanere sul fuoco all’incirca 5 comunque o comunque finche l’amaranto non avrà assunto un colore leggermente ambrato. Frullate l’amaranto insieme allo zucchero di canna fino ad ottenere un composto farinoso.
  2. Mettete quindi nella planetaria la farina 0, il composto di amaranto e zucchero di canna, il cacao, il burro ammorbidito e tagliato a cubetti, l’uovo e il tuorlo. Impastate fino ad ottenere un composto in briciole. Versate sulla spianatoia e impastate fino ad ottenere una palla. Avvolgete l’impasto nella pellicola e mettete in frigo per almeno mezz’ora.
  3. Prendete 2/3 dell’impasto, stendetelo su un foglio di carta forno ad una altezza di circa 1/5 cm e posizionatelo con la carta stessa direttamente in una teglia a cerniera da 22 cm. Con l’impasto rimanente preparate molte strisce belle lunghe. Ne servono molte perché l’impasto è molto friabile e potrebbero spezzarsi. Quindi è opportuno agevolarsi il lavoro avendo delle strisce di riserva.
  4. Versate la confettura nella teglia, livellate bene e posizionate le strisce. Con l’impasto rimanente potete preparare dei biscotti da mangiare a colazione o a merenda.
  5. Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti o comunque fino a doratura.

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LA CUCINA DEI RICORDI…GLI INVOLTINI DI MORTADELLA

Involtini-di-mortadellaMio papà era un ottimo cuoco. E’ andato via molto presto da casa e quindi ha dovuto  darsi da fare presto, anche in cucina. In realtà non è stata un’estrema fatica perché cucinare gli piaceva proprio. Quando ero piccola, ogni tanto, lui si metteva ai fornelli e preparava gli involtini di mortadella. Era un piatto che aveva imparato a fare da sua mamma…

Nonna Maria è nata nel 1898. Ha vissuto entrambe le guerre. Faceva la sarta e pare che abbia cucito anche le divise per i soldati. Erano tempi duri e le bocche da sfamare erano tante. A volte non si sapeva proprio cosa mettere in tavola.

Gli involtini di mortadella sono decisamente un piatto povero. La mortadella costava poco, riuscire ad avere qualche uovo e un pezzetto di formaggio da qualche amica o vicina di casa che aveva gli animali non era difficile e un po’ di pane secco e di passata di pomodoro per fortuna non mancavano mai.

Involtini-di-mortadellaEcco quindi che con pochi ingredienti, la nonna riusciva a sfamare i forti appetiti dei suoi figli. Infatti gli involtini di mortadella erano anche un piatto bello sostanzioso o comunque in grado di riempire gli stomaci più affamati. Come dire: la necessità aguzza l’ingegno.

Questi involtini non sono particolarmente sofisticati, forse non sono neanche molto fotogenici ma per me rappresentano un ricordo estremamente prezioso ed è per questo che ho deciso di prepararli e fotografarli per il blog. Non è stato facilissimo perché mio papà non c’è più e mamma ricordava le dosi soltanto a occhio. Ho dovuto provarci due volte. Ma alla fine ce l’ho fatta. Eccovi quindi la ricetta.

Involtini-di-mortadella

INVOLTINI DI MORTADELLA

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INGREDIENTI (per 11 involtini):

  • 3 uova
  • 70 g circa di pangrattato
  • 70 g circa di parmigiano grattugiato (in realtà ci andrebbe il pecorino ma io volevo renderli un po’ meno strong)
  • 2 cucchiaini di capperi
  • 11 fette di mortadella (all’incirca 200 g)
  • 1 scalogno 
  • 200 g di passata di pomodoro
  • sale
  • pepe
  • prezzemolo
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Preparate il ripieno dei vostri involtini. In una terrina sbattete leggermente le uova per amalgamare tuorli e albumi. Aggiungete il pangrattato e il formaggio poco per volta in modo da poter valutare la consistenza dell’impasto che deve essere abbastanza morbido (non preoccupatevi perché durante la cottura si addensa senza problemi). Aggiungete il prezzemolo e i capperi. Salate e pepate. Mettete da parte.
  2. Prendete le fette di mortadella e farcitele col ripieno. Arrotolatele a forma di involtino e fermate ogni involtino con due stuzzicadenti. Mettete da parte.
  3. Fate rosolare lo scalogno in una padella rivestita di olio.  Quando sarà diventato trasparente, toglietelo dal fuoco per evitare che si rosoli troppo. Rabboccate l’olio nella padella e mettete a rosolare gli involtini. Rigirateli per quanto lo consentono gli stuzzicadenti. Quando si saranno ben colorati, aggiungete lo scalogno e la passata di pomodoro e fate cuocere per 30 minuti.

UN GIORNO (QUASI) PERFETTO. COOKIES AI LAMPONI E CIOCCOLATO BIANCO

Cookie-lamponi-cioccolato-biancoIl giorno in cui ho preparato questi biscotti è stato un giorno quasi perfetto. E siccome sono una persona vagamente (ma solo vagamente) incline al pessimismo, segnatevi  questa affermazione perché difficilmente me la sentirete dire a breve.

Mi ero presa un giorno di ferie. Quindi mi sono svegliata bella riposata ad un’ora decente e non, come ogni giorno, quasi all’alba. Poi ho fatto una bella colazione. La giornata era splendente. Sole a palla e cielo azzurro. Sono uscita e, sola soletta, sono riuscita ad andare prima a sbrigare alcune faccende e poi a fare la spesa la centro commerciale. Il che sembrerà una sciocchezza ma non lo è. Primo perché io qui non conosco ancora bene le strade e non sono proprio completamente disinvolta. E secondo perché, proprio perché non conosco le strade, finora non ero mai andata a fare la spesa da sola. Cosa che di solito mi piace un bel po’. Poi sono tornata a casa, ho preparato un bel pranzetto e lo ho mangiato in tutta calma con il mio compagno che quel giorno lavorava da casa.

Poi ho pensato: ma perché non fare una bella ricettina? Ho un po’ di tempo e c’è una bella luce per le foto. Perciò mi sono messa all’opera. Ho pensato quindi ad una preparazione abbastanza veloce che mi consentisse anche di consumare una povera tavoletta di cioccolato bianco che giaceva lì nella dispensa in attesa che mi decidessi su che cosa farne.

Cookie-lamponi-cioccolato-biancoDurante la preparazione ho temuto il peggio ma tutto è andato bene. Ho avuto paura perché, quando provo a fare biscotti del genere (cioè quelli che sono a forma di pallottina),  quasi sempre mi si spatasciano malamente nel forno e diventano inguardabili. Figuriamoci farci delle foto.

E invece wow. Oltre ad aver mantenuto la loro forma, erano buonissimi!!! Non riuscivo più a smettere di mangiarli. Non avete idea della mia contentezza. Non è che esagero…sono veramente entrati di diritto nella mia top ten dei biscotti.

Gli unici accorgimenti nella preparazione sono tenere l’impasto leggermente bricioloso prima di aggiungervi i lamponi, cercare di non spappolare troppo i lamponi quando lavorate l’impasto e preparare le palline con le mani. Vi sembrerà un attimo difficile fare delle palline che rimangano unite ma non disperate. Usate le mani e ce la farete.

Poi, dopo essermi ingozzata di biscotti, sono anche uscita a fare una passeggiata e ho concluso la serata con un bel film. Che dire? Sono una donna dai piaceri semplici. Datemi un po’ di sole, una buona compagnia e una ricetta ben riuscita e avrete una donna felice. 🙂

Cookie-lamponi-cioccolato-bianco

COOKIES AL LAMPONI E CIOCCOLATO BIANCO

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INGREDIENTI (per circa 30 biscotti):

  • 280 g di farina 00
  • 125 g di burro
  • 125 g di zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino da caffé di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • 80 g di lamponi
  • 50 g di cioccolato bianco
  • zucchero a velo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Prima di iniziare a preparare l’impasto, accendete il forno a 180 gradi e foderate due placche con carta da forno. Con un coltello da cucina sminuzzate il cioccolato bianco in pezzetti non troppo piccoli e mettete da parte.
  2. Preparate quindi l’impasto. In una terrina mescolate il burro morbido con l’uovo. Potete velocizzare e facilitare l’operazione procedendo con un frullino. Setacciate la farina con lievito e vanillina e unitela al composto di burro e uovo. Aggiungete lo zucchero, un pizzico di sale, le gocce di cioccolato e i lamponi, incorporandoli cercando di spappolarli il meno possibile. Non preoccupatevi se si spappolano un po’. L’importante e che se ne senta il gusto nei biscotti.
  3. Aiutandovi con le mani, preparate delle palline della dimensione di mezza noce e posizionatele ben distanziate sulle placche foderate di carta da forno.
  4. Infornate per 13-15 minuti finchè i bordi cominciano a dorarsi. Sfornate, lasciete raffreddare e cospargete di zucchero al velo.

UNA STAGIONALITA’ ELASTICA. INSALATA CON FRAGOLE, ASPARAGI E FRITTATINA AL SESAMO NERO E SEMI DI PAPAVERO

Insalata-con-fragole-asparagi-frittatina-sesamo-nero- semi-di-papaveroDa qualche settimana fragole e asparagi sono ricomparsi sui banci dei nostri mercati. La loro comparsa ci ricorda ogni anno (qualora non ce ne fossimo accorti) che la primavera è alle porte.

Peccato che ormai anche la primavera non è più così primavera, l’inverno non è più così inverno e così via. E così ci capita che, dopo giorni di calore a dir poco estivo, tutto cambi e si torni alle rigide temperature invernali. Con buona pace di tutte le efficienti massai che hanno già provveduto al cambio di stagione.

Che dire? Nella vita moderna bisogna essere elastici e vivere alla giornata. Oggi è inverno? Cappotto. Domani è estate? Magliettina. Anche per le altre cose bisogna saper essere elastici. Oggi lavoro a Milano, domani a New York. Oggi lavoro nel settore trasporti, domani nel settore alimentare. In fondo è questo il concetto base che si sta facendo strada nelle nostre vite. L’elasticità.

Insalata-con-fragole-asparagi-frittatina-sesamo-nero- semi-di-papaveroAnche a tavola bisogna essere elastici. Pensare di mangiare sempre le solite cose, per quanto buonissime, è pura follia. Significa sprecare un’opportunità. Ogni giorno ci vengono proposte cose sempre nuove, dal cibo etnico agli abbinamenti più disparati.  Sperimentare, provare nuovi sapori, fare nuove esperienze è forse la possibilità più bella che ci offrono i tempi moderni.

In cucina il mio unico limite al nuovo è la stagionalità. Questa insalata rispecchia questo mio modo di pensare. Qualche giorno fa, mentre cercavo nuovi spunti , ho pensato che fragole e asparagi potevano essere abbinati in un connubio interessante. Poi ho pensato che comunque ci voleva anche una strizzatina d’occhio alla tradizione. E quindi mi sono venuti in mente due abbinamenti classici: fragole e aceto balsamico, asparagi e uova. Infine ho pensato ad un qualcosa di aromatico: sesamo nero e semi di papavero. Il risultato è questa insalata di cui sono davvero soddisfatta. Eccovi quindi la ricetta.

Insalata-con-fragole-asparagi-frittatina-sesamo-nero- semi-di-papavero

INSALATA CON FRAGOLE, ASPARAGI E FRITTATINA AL SESAMO NERO E SEMI DI PAPAVERO

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 100 g di misticanza (la mia era composta da: lattughino verde, lattughino rosso, songino, spinacio baby e lattuga romana da taglio)
  • 5 asparagi
  • 5 fragole
  • 1 uovo
  • 25 g di sesamo nero
  • 25 g di semi di papavero
  • una manciata di pinoli
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 4 cucchiai di aceto balsamico
  • sale

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COME SI FA:

  1. Tostate in due padellini separati il sesamo nero e i pinoli per qualche minuto. Mettete da parte.
  2. Lavate la misticanza, le fragole e gli asparagi. Mettete da parte.
  3. Lessate gli asparagi per 5 minuti. Passateli sotto l’acqua fredda per mantenerne vivo il colore e tagliateli a pezzetti di un paio di centimetri.
  4. Preparate la frittatina. In un piatto sbattete un uovo con un pizzico di sale. Aggiungete il sesamo tostato e i semi di papavero. Scaldate un filo d’olio in un padellino largo e cuocete la frittata per un paio di minuti da entrambi i lati. Tagliate la frittatina a cubetti e mettete da parte.
  5. Sistemate la misticanza in un piatto. Aggiungete le fragole tagliate a pezzi, gli asparagi, i pinoli tostati e i cubetti di frittata.
  6. Preparate una vinaigrette mescolando per bene l’olio, il sale e l’aceto balsamico. Aggiungete la vinaigrette all’insalata, mescolate per bene e servite.

L’INGANNO DELLA PRIMA IMPRESSIONE. L’ERBAZZONE.

ErbazzoneLa prima impressione non è quasi mai quella giusta. Quantomeno per me. Spesso mi è capitato di prendere delle clamorose cantonate. Persone che mi sembravano anni luce lontane mi  sono entrate profondamente nel cuore. Persone che mi sono piaciute subito mi hanno invece profondamente delusa. Col tempo le mie capacità si sono affinate ma ancora oggi, per me, la prima impressione richiede successive e più meditate riflessioni.

Col cibo in generale sono più brava. Ma con l’erbazzone non è stato così. La prima volta che mi sono imbattuta in questa ricetta tipica delle parti di Reggio Emilia e dintorni mi è sembrata una semplice torta salata ripiena di verdure. Il numero limitato di ingredienti mi ha fatto pensare che non fosse particolarmente saporita. Anzi: me la immaginavo proprio un po’ sciapa. Quindi ho accantonato l’idea.

Tempo dopo mi sono ritrovata con delle bietole da utilizzare in extremis. E la ricetta è tornata per caso davanti ai miei occhi. Ho pensato: perchè no? Proviamo. E quindi eccomi portare in tavola il mio primo erbazzone.

ErbazzoneSorpresa delle sorprese…una inaspettata esplosione di gusto!!! Il sapore forte dei cipollotti, amalgamandosi a quello della pancetta tritata, dava una sferzata di energia alle più delicate bietole. Il guscio di pasta, nella sua quasi scarna semplicità, si adattava perfettamente al  ripieno, grazie soprattutto alla non eccessiva quantità di burro e quindi al fatto di essere per lo più composto da farina e acqua. Nulla era lasciato al caso. Sembrava di essere davvero davanti ad un puzzle in cui ogni pezzo era perfettamente incastrato nell’altro. Meno burro nell’impasto, più pancetta nel ripieno. Più delicatezza nelle bietole, più sapore nei cipollotti. Un incastro perfetto.

Per questo, quando la primavera si è presentata alle porte, con il suo esplodere di fresche erbette delicate, non ho saputo resistere e il mio primo pensiero è stato preparare l’erbazzone. Avrei potuto fare altre mille torte ripiene di verdure, ma ho scelto qualcosa di essenziale ma ugualmente emozionante.

Forse anche la scelta dei piatti che cuciniamo rispecchia quello che ci serve in un certo momento. Dopo l’adrenalina del mio cambio di vita, forse quello che mi serve è solo tanta tanta tranquillità e un paio di solide certezze. L’erbazzone è davvero una certezza. Provatelo. Non ve ne pentirete. Eccovi quindi la ricetta.

Erbazzone

L’ERBAZZONE

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INGREDIENTI:

  • 400 g di farina
  • 70 g di burro
  • acqua q.b.
  • sale
  • 1,5 kg di bietole (potete usare anche gli spinaci)
  • 150 g di pancetta
  • 3 cipllotti
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
  • una manciata di prezzemolo
  • olio evo
  • burro per la tortiera
  • sale
  • pepe
  • 1 tuorlo
  • latte

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COME SI FA:

  1. Preparate la pasta. Mescolate alla farina un pizzico di sale, fate la fontana, unite il burro a pezzetti, poca acqua e impastate unendo altra acqua, quanto basta per ottenere un impasto liscio e omogeneo simile a quello del pane. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in un luogo fresco per circa mezz’ora. Io l’ho preparata il giorno prima e l’ho tenuta in frigo fino a un’ora prima del momento di utilizzo.
  2. Lavate le bietole, sgocciolatele in una pentola e cuocetele senza aggiungere altra acqua oltre a quella rimanente dopo il lavaggio. Scolatele, strizzatele e tagliuzzatele grossolanamente. Tritate la pancetta, poi il prezzemolo ed infine i cipolloti.
  3. Fate rosolare l’aglio in una padella con un filo di olio, eliminatelo, unite il trito di prezzemolo, i cipollotti e la pancetta. Fate soffriggere il tutto dolcemente. Aggiungete le verdure lessare, lasciate insaporire per qualche minuto, togliete dal fuoco e fate intiepideire.
  4. Incorporate quindi il parmigiano, regolate di sale e di pepe e mescolate bene.
  5. Stendete due terzi della pasta in una sfoglia sottile e rivestite una tortiera imburrata, lasciando sbordare parte della pasta. Se desiderate un erbazzone bello alto come quello che vedete nelle foto utilizzate una tortiera da 24 cm. Altrimenti, se preferite un erbazzone più sottile potete aumentare tranquillamente le dimensioni, utilizzando anche una teglia da 28 cm. Distribuite sopra la sfoglia il ripieno e pareggiatelo per bene. Stendete il resto della sfoglia in un disco del diametro della tortiera, appoggiatelo sul ripieno e ripiegate verso l’interno la pasta che sborda.
  6. Punzecchiate la superficie con una forchetta, spennellatela con il tuorlo diluito in poco latte e cuocete in forno a 190 gradi per 30-40 minuti.

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