UN DESIDERIO PER NATALE…MAFALDE CON SUGO AL BACCALA’ E MOLLICA TOSTATA

Mafalde-con-sugo-baccalà-e-mollica-tostataIl Natale….argomento delicato, anzi delicatissimo. Ho pensato a lungo a cosa scrivere su questo post…

Avrei potuto raccontarvi di come ho vestito a festa la mia casa, con l’albero pieno di luci bianche e di addobbi argentati, un bel presepe colorato con la fontanella con l’acqua vera e il muschio raccolto in campagna (come facevo da ragazzina col mio papà), una bella stella di Natale bianca e una rossa sul tavolino del soggiorno, una bella ciotola piena di cioccolatini e caramelle, un piccolo Babbo Natale stilizzato avuto in regalo da un’amica, una bella ghirlanda di auguri sulla porta.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.

Avrei potuto raccontarvi di un’attesa fatta di passeggiate in strade piene di luminarie e mercatini di Natale, della scelta dei regali, ognuno accuratamente pensato per il suo destinatario e di pomeriggi passati a guardare film natalizi con una bella tisana fumante.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.Baccalà-al-sugoAvrei potuto raccontarvi di un pranzo di Natale con amici e parenti in quantità, con una bella musica in sottofondo e una padrona di casa ben vestita e rilassata perché ha avuto il tempo di preparare le cose con calma ed è felice di passare il Natale con gli affetti più cari.

Avrei potuto raccontarvi questo. Ma sarebbe stato raccontare un desiderio e non la realtà.

Molto probabilmente le cose non andranno così. Però ogni anno io ci provo a farle andare così e continuo a sperare che prima o poi queste cose arrivino anche per me.

Nel frattempo mi consolo tornando alle origini, quando il Natale era cosa facile, quanto meno per me che ero solo una ragazzina.

Al mio paese, in Puglia, le mafalde (amichevolmente dette lagane) con il sugo di baccalà e la mollica tostata sono la ricetta tradizionale della sera della vigilia. Si rispetta la tradizione del magro. Si mangia pesce, ma pesce che può essere conservato a lungo. Perché il mare è vicino ma non così vicino. In fondo siamo in un paese di terra. Gustosi pezzi di baccalà fritto che poi vengono immersi nel sugo di pomodoro per insaporirlo come si deve. Mollica tostata per dare una piacevole nota croccante. Un piatto che, nella sua semplicità, rivela una piacevolezza quasi inaspettata. Ecco quindi la ricetta.

Mafalde-con-sugo-baccalà-e-mollica-tostata

MAFALDE CON SUGO DI BACCALA’ E MOLLICA TOSTATA

…………………………

INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 8 pezzi di baccalà di circa 150/200 g ciascuno (calcolate un paio di pezzi a persona)
  • 1,5 l di passata di pomodoro
  • 150 g circa di pangrattato
  • farina
  • 1/2 cipolla
  • olio evo
  • sale

…………………………

COME SI FA:

  1. Prendete il baccalà e lavatelo per bene sotto l’acqua corrente per eliminare il sale.
  2. Tagliate il baccalà in 8 pezzi e mettetelo  a bagno in una ciotola colma di acqua fredda che terrete in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo cambiate l’acqua e rimettete la ciotola in frigorifero per altre 24 ore.
  3. Prendete quindi i pezzi di baccalà, lavateli nuovamente sotto l’acqua corrente e asciugateli per bene aiutandovi con la carta assorbente. Scaldate abbondante olio extravergine in una padella. Infarinate i pezzi di baccalà e, quando l’olio sarà ben caldo, friggeteli fino a doratura. Sistemateli su un piatto rivestito di carta assorbenete per eliminare l’olio in eccesso e mettete da parte.
  4. Oliate leggermente una padella antiaderente e tostate il pangrattato fino a doratura. Mettete da parte.
  5. Preparate quindi il sugo. Fate soffriggere la cipolla in olio extravergine. Quando sarà diventata trasparente, aggiungete la passata di pomodoro, salate e fate cuocere per circa 20 minuti. Aggiungete i pezzi di baccalà al sugo e fate cuocere ancora per altri 15 minuti o comunque finchè il sugo non si sarà insaporito con il sapore del baccalà.
  6. Mettete quindi a bollire abbondante acqua salata e cuocete le mafalde. Conditele con il sugo di baccalà, cospargete con abbondante mollica tostata e servite.
  7. Servite poi per secondo il baccalà al sugo.

 

Annunci

TENTATIVI DI GESTIONE DELLE FESTIVITA’ NATALIZIE. IL TEMPO DEI BISCOTTI, LE SUE REGOLE E GLI SHORTBREAD

ShortbreadQuest’anno ho deciso di non farmi cogliere impreparata.

Oggi siamo ancora a novembre, ma il calendario è ingannevole. Domani sarà già dicembre e in un attimo ci troveremo a correre di qua e di la tra regali, cene di auguri, pranzi da organizzare, case da addobbare. Poi arriverà il giorno di Natale e l’atmosfera natalizia l’avremo percepita solo vagamente perchè eravamo tutti impegnati a correre avanti e indietro. E questo mi rattrista.

E allora ho deciso di non farmi cogliere impreparata. Ho cercato di anticipare molti impegni a novembre per avere più tempo. Anche se poi dubito di riuscire a fare tutto quello che desidero, l’importante è provarci, sempre e comunque. Un piano strategico elaborato a tavolino può certamente aiutare.

Senza dubbio il primo atto della preparazione al Natale è quello di addobbare la casa e preparare i biscotti (specie se si intende appenderli all’albero di Natale). Spesso queste due attività vengono svolte entrambe il giorno dell’Immacolata. Il quadretto familiare che ci immaginiamo è bellissimo ma non molto dettagliato.

Nella realtà, la maggior parte delle volte, succede che alcuni si dedicano agli addobbi e altri alla preparazione dei biscotti. Il tutto anche con un certo affanno, nella speranza che questa attività finisca al più presto. Non perchè siamo cattivi, ma solo perchè abbiamo tante cose da fare, siamo stanchi e stressati e anche quella che dovrebbe essere un’attività piacevole diventa faticosa. E questo vale anche per gli amanti del Natale come me, anche per chi parte carico di buone intenzioni. La stanchezza non risparmia nessuno.

ShortbreadPer evitare questo io avrei una proposta. Sembrerà banale ma può essere utile. Stravolgiamo le tradizioni e facciamo così: il primo week end di dicembre ci si dedica agli addobbi e all’Immacolata si fanno i biscotti. Lo so. I tradizionalisti storceranno il naso ma il mondo moderno richiede di essere efficienti ed organizzati per non perdersi i momenti belli.

E la preparazione dei biscotti è un momento bellissimo…Vale la pena dedicargli la dovuta attenzione. Anche se non siete dei cuochi provetti, anche se avete solo voglia di pasticciare un po’ e giocare con i vostri cari…

E allora ecco le regole per organizzare adeguatamente l’evento e goderselo in tutta la sua bellezza.

  1. Qualche giorno prima scegliete la ricetta che intendete utilizzare e comprate gli ingredienti che già non avete in dispensa.
  2. Decidete quando dedicarvi alla preparazione. A me piace farlo di pomeriggio, quando il sole tramonta e le case vengono avvolte dal necessario tepore.
  3. Mettete in sottofondo le musiche natalizie. Non necessariamente quelle tradizionali. Io per esempio adoro ascoltare Frank Sinatra o Enya. O semplicemente un buon jazz. Mi raccomando: non omettete questo passaggio. L’atmosfera è tutto. Serve a creare la giusta predisposizione d’animo…
  4. Chiamate a raccolta tutta la famiglia e pasticciate insieme. In fondo il risultato non conta molto, l’importante è stare insieme.
  5. Tenete pronto il bollitore e, mentre i biscotti saranno nel forno, preparate un buon tè o della tisana.
  6. Quando i biscotti saranno tiepidi gustatene alcuni con il tè e appendete gli altri al vostro albero di Natale.
  7. Se ne avete fatti davvero in quantità, conservateli in sacchettini per alimenti con decorazioni natalizie e regalateli a colleghi e amici.

Io di solito, anche per ovvie esigenze del blog, cambio ricetta ogni anno. Quest’anno ho scelto i tradizionali shortbread inglesi. Mi piaceva l’idea di un biscotto essenziale, semplice, in grado di farci percepire solo la preziosità del momento della preparazione. Non sono biscotti molto dolci. La quantità di zucchero non è eccessiva. Direi che sono quali morigerati ma la loro friabilità è una vera delizia per il palato e compensa degnamente questo loro carattere “scarno”. Ecco quindi la ricetta.

Shortbread

SHORTBREAD

…………………………

INGREDIENTI:

  • 190 g di farina 0
  • 125 g di burro
  • 50 g di zucchero al velo
  • 40 g di farina di riso

…………………………

COME SI FA:

  1. In una ciotola o in un robot da cucina, iniziate a lavorare il burro a pezzetti con lo zucchero al velo ben setacciato fino ad ottenere un composto morbido.
  2. Aggiungete le farine e lavorate fino ad ottenere un impasto morbido e friabile. Versate il composto sulla spianatoia e compattatelo per bene.
  3. Con il matterello stendete l’impasto in un rettangolo di circa 5 mm o poco più. Avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Io lo ho lasciato fino al giorno successivo.
  4. Riprendete l’impasto. Scaldatelo leggermente con il calore delle vostre mani. Con un coltello o con un tagliabiscotti rettangolare, incidete la pasta per ottenere dei rettangoli di circa 5 cm di lunghezza e 2 cm di larghezza. Bucherellateli con uno stuzzicadenti e poneteli su una teglia rivestita di carta da forno. Rimettete la teglia in frigorifero  per almeno mezz’ora.
  5. Nel frattempo preriscaldate il forno a 170 gradi. Passate i biscotti dal frigo al forno e cuoceteli per circa 15 minuti o comunque fino a doratura. Lasciateli raffreddare su una griglia e poi conservateli in una scatola di latta.

 

SE NON SAI COSA FARE, FAI UNA CROSTATA. I PICCOLI INCONVENIENTI DELL’ETA’ E LA CROSTATA DI RICOTTA

Crostata-di-ricottaE’ una ovvietà, ma è proprio vera. Con l’età si cambia. E quello che pensavi non avresti mai fatto e non avresti mai detto, ti trovi a farlo e dirlo. Il tutto con una scioltezza inimmaginabile fino a pochissimo tempo fa. Se qualcuno te lo avesse detto, gli avresti dato del pazzo. E invece…

Invece ti ritrovi una mattina qualunque a riascoltare a ripetizione canzoni anni ’80 (nella fattispecie era Take a look at me now di Phil Collins) sospirando nostalgicamente e pensando “Ma quanto erano belle le canzoni degli anni ’80…”. Che se mi sentisse la mia figlioccia (classe 1995..tanto per intenderci) mi guarderebbe con faccia stranita e direbbe “Ma chi è quest’ometto stempiato che ascolti con occhi luccicanti?” E lì sarei costretta a strabuzzare gli occhi e a rispondere “Ehhhhhhhhhhhh??? Vecchietto stempiato?????”. Per poi partire con una filippica su quanto erano belli gli anni ’80 e che sono state scritte canzoni bellissime e che la gente era più felice e bla bla bla. Che poi, se proprio devo essere precisa, io ho vissuto la mia adolescenza negli anni ’90 e non negli anni ’80. Ma gli anni ’80 hanno qualcosa di magico. Non so. Forse davvero si era più felici, si nutrivano belle speranze per un futuro di benessere che sembrava non dover finire mai. Non saprei…

Ti ritrovi anche a pensare che se al sabato sera, piuttosto che tirar tardi inutilmente, vai a letto presto, forse la domenica riesci ad alzarti presto e, oltre che fare  tutte quelle cose che non sei riuscita a fare in settimana, magari riesci anche a fare una bella passeggiata al parco e a goderti tutta la domenica. Cioè: barattare un sabato sera in giro per avere una domenica da godersi tutta intera è un chiaro sintomo di senilità. Senza contare che ovviamente scegli con una certa determinazione di evitare gli alcolici perché tanto non li reggi più (io in verità non li ho mai retti) e il giorno dopo saresti totalmente in coma e staresti catatonico sul divano per tutto il giorno.

Crostata-di-ricottaE poi ti ritrovi a pensare “Cavoli, sto diventando proprio come mia mamma”…per fortuna questa volta in senso buono :-). E cioè nel senso che, quando non so che dolce preparare e non ho voglia di pensarci, di default faccio una crostata. A casa mia la crostata è il dolce della domenica per eccellenza, quello che fai davvero senza pensarci perché gli ingredienti li sai a memoria e in casa hai sempre un barattolo di marmellata in più da usare all’occorrenza.

Anche io qualche giorno fa proprio non sapevo che dolce preparare. Proprio non mi venivano idee. Ogni tanto penso che capiti a tutti. E allora anche io in automatico ho fatto una crostata, ma non una a caso, bensì quella che era nella top three delle crostate di mamma. Era veramente una delizia soprattutto perché la faceva con la ricotta di pecora che un conoscente che aveva una masseria sulle Murge ci portava direttamente a casa, ancora calda perché fatta quella mattina stessa. Ovviamente la ricotta andava fatta scolare e asciugare un pochettino, ma era buonissima anche due o tre giorni dopo che ci era stata portata ed era l’ideale per dare sapore al nostro dolce. Senza contare che poi veniva arricchita con pinoli, uvetta, canditi e pezzi di cioccolato. Davvero da leccarsi i baffi, soprattutto se gustata ancora tiepida. Io purtroppo non ho trovato la ricotta di pecora e ho usato della buona ricotta vaccina e devo dire che comunque il risultato è stato soddisfacente. Morale della favola: se non sapete cosa fare, fate una crostata. Magari con questa ricetta.

Crostata-di-ricotta

CROSTATA DI RICOTTA

…………………………

INGREDIENTI (per una crostata da 22 cm):

  • 250 g  di farina 0
  • 150 g di zucchero semolato
  • 125 g di burro
  • 1 uovo e 1 tuorlo
  • un pizzico di sale
  • 400 g di ricotta vaccina
  • 60 g di cioccolato fondente
  • 15 g di uvetta
  • 15 g di pinoli
  • 15 g di cedro candito
  • 2 cucchiai di rum
  • cannella

…………………………

COME SI FA:

  1. Fate sgocciolare la ricotta in uno scolapasta e mettete a mollo l’uvetta. Tostate i pinoli in un padellino antiaderente. Tagliate grossolanamente il cioccolato fondente.
  2. Mettete nella planetaria la farina, 85 grammi di zucchero, il burro ammorbidito e tagliato a cubetti. Iniziate ad impastare e, dopo un paio di minuti, aggiungete l’uovo e il tuorlo. Impastate fino ad ottenere un composto in briciole. Versate sulla spianatoia e impastate fino ad ottenere una palla. Avvolgete l’impasto nella pellicola e mettete in frigo per almeno mezz’ora.
  3. Setacciate la ricotta direttamente in una ciotola, aggiungete lo zucchero rimasto e mescolate. Sgocciolate l’uvetta e aggiungetela al composto. Aggiungete infine i pinoli, il cioccolato tritato, il cedro candito e il rum. Mescolate per bene.
  4. Imburrate e infarinate una teglia antiaderente a cerniera da 22 centimetri. Prendete 2/3 dell’impasto, stendetelo su un foglio di carta forno ad una altezza di circa 1/5 cm. Aiutandovi con il matterello, posizionate l’impasto nella teglia e fatelo aderire velocemente ai bordi. Eliminate la pasta in eccesso e mischiatela alla pasta che avete tenuto da parte. Se l’impasto si è ammorbidito troppo rimettetelo in frigorifero per 5 minuti. Quindi preparate le strisce per la vostra crostata.
  5. Versate il composto di ricotta nella teglia, livellate bene e posizionate le strisce.
  6. Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti o comunque fino a doratura.

IMPRESSIONI DI NOVEMBRE. VELLUTATA DI CAVOLFIORE AL CURRY CON CREMA DI RICOTTA ALLE ACCIUGHE, SEMI DI ZUCCA E CHICCHI DI MELAGRANA

Vellutata-di-cavolfioreVe la ricordate la canzone della PFM “Impressioni di settembre”? Tanto per rinfrescarvi la memoria potete riascoltarla qui. Racconta di un uomo che passeggia per la campagna e, nel guardare il paesaggio autunnale, riflette sulla sua vita. E’ una canzone molto evocativa, che riesce davvero a catapultarci in un attimo su quel prato, con le foglie secche spostate dal vento e le gocce di rugiada che brillano sulle foglie. Lo stato d’animo del nostro protagonista è proprio come l’ambiente intorno a sé, crepuscolare, meditativo, tranquillo ma agitato al tempo stesso.

Col cibo è lo stesso. Il cibo riflette tutto quello che c’è intorno. Stagioni, ambienti, sensazioni. L’autunno è una stagione magica per il cibo. Il legame tra la terra e i suoi frutti esplode in tutta la sua pienezza. E chi ha la fortuna di poterlo vivere in prima persona è davvero un privilegiato.

Svegliarsi la mattina e vedere dalla finestra la nebbiolina che avvolge placidamente la terra, fare una bella passeggiata sentendo il solo rumore delle foglie sotto i piedi, andare a raccogliere i funghi all’alba, guardare i colori delle foglie che passano dal verde al giallo al rosso acceso, godersi il leggero tepore del sole nelle ore calde del giorno, sentire l’odore di una buona zuppa che si espande nella cucina e poi sentirne il calore irradiarsi nel corpo già dal primo boccone. Questo è l’autunno per chi vive a contatto con la natura.

Vellutata-di-cavolfioreNon per tutti è così. Chi vive in città può percepire solo vaghi sentori di quello che è davvero l’autunno. Guardi distrattamente fuori dalla finestra e vedi l’albero del giardino ingiallirsi piano piano, la mattina presto sbirci fuori dal finestrino del treno e vedi la nebbiolina che ancora avvolge tutto quanto, stai per metterti alla guida e vedi che tutti i finestrini sono pieni di acqua, cerchi di godere dell’ultimo sole con una breve passeggiata durante la pausa pranzo. Questo è quello che ti viene concesso.

Ma a tavola no. Almeno a tavola anche noi cittadini possiamo provare a ricreare le sensazioni autunnali. Le zuppe e le vellutate sono un must in questo periodo perchè aiutano a intiepidire il nostro corpo, intirizzito dai primi freddi, e perchè sono in grado di esaltare tutti gli ortaggi autunnali. Zucca, verza, porri, finocchi, cavolfiori e chi più ne ha più ne metta.

La ricetta di oggi è appunto una vellutata di cavolfiore verde al curry alla quale ho pensato di aggiungere anche altri ingredienti tipicamente autunnali. E quindi, oltre ad arricchirla con una crema di ricotta e acciughe per dare cremosità e un pizzico di sapidità, ho aggiunto i semi di zucca per dare croccantezza e i chicchi di melagrana per dare un tocco di acidità. E allora eccovi la ricetta.

Vellutata-di-cavolfiore

VELLUTATA DI CAVOLFIORE AL CURRY CON CREMA DI RICOTTA ALLE ACCIUGHE, SEMI DI ZUCCA E CHICCHI DI MELAGRANA

…………………………

INGREDIENTI (per 4 persone):

  • un cavolfiore di medie dimensioni (circa 470 g)
  • 1 patata di circa 180 g
  • 1 scalogno
  • 300 g di acqua
  • 30 g di olio evo
  • 100 g di ricotta vaccina
  • 3 filetti di acciuga
  • una manciata di semi di zucca
  • una manciata di chicchi di melagrana
  • sale
  • pepe

…………………………

COME SI FA:

  1. Pulite il cavolfiore e lavate per bene le cime in acqua fredda. Pelate la patata e tagliatela a pezzetti. Tagliate a fette lo scalogno.
  2. Scaldate l’olio in una cassaruola e rosolatevi lo scalogno, le cime di cavolfiore e la patata a fuoco basso per 5 minuti. Poi versatevi l’acqua. Salate, coprite e fate sobbollire per 30 minuti.
  3. Nel frattempo frullate la ricotta con le acciughe, il pepe e poco sale. Mettete da parte.
  4. Quando le verdure saranno cotte, prendete parte dell’acqua con un mestolo e tenetela da parte. Frullate le verdure, aggiungendo l’acqua se necessario e fino a raggiungere la consistenza desiderata.
  5. Porzionate la vellutata, completate con la crema di ricotta, i semi di zucca e i chicchi di melagrana e servite.

 

 

 

 

QUELLA VOLTA IN CUI PROVAMMO A DIMAGRIRE…PANE INTEGRALE ALLA CRUSCA DI AVENA E SALVIA

Pane-integrale-crusca-di-avena-e-salviaC’erano una volta tre amici che volevano perdere qualche chilo di troppo. Del resto era estate e ed era giusto scrollarsi di dosso quelle rotondità che erano state abilmente nascoste sotto la coltre di vestiti invernali. Senza contare che, a breve, avrebbero dovuto partecipare ad un evento mondano a cui tenevano davvero tanto e volevano arrivarci al meglio della loro forma fisica.

I tre amici decisero quindi che si sarebbero fatti forza l’uno con l’altro e avrebbero utilizzato la via più drastica possibile e cioè una microdieta (nel senso che l’avrebbero fatta per pochi giorni) ipocalorica e iperproteica. Per compensare la totale assenza di carboidrati e verdure, si procurarono della crusca di avena da poter utilizzare nello yogurt o per preparare delle gallette o dei biscotti dietetici. Una parte della crusca venne diligentemente utilizzata ma i nostri tre amici erano stati ottimisti e avevano abbondato con le scorte.

Dopo qualche giorno si videro gli effetti della dieta e i tre si godettero soddisfatti la sensazione di guardarsi allo specchio e vedersi se non più magri, quantomeno più sgonfi. Tutti felici e contenti, decisero di sospendere momentaneamente la dieta e godersi la festa per la quale avevano fatto questo sacrificio.

Pane-integrale-crusca-di-avena-e-salviaIntanto la crusca di avena giaceva triste e inutilizzata in attesa di tornare in prima fila quando gli amici avrebbero deciso di fare un nuovo ciclo di dieta. Ma questo non avvenne mai, o quantomeno ad oggi non è ancora avvenuto. E allora cosa fare della nostra povera crusca?

A questo punto, alla fine di questa breve storiella e prima di passare alla ricetta, urgono due paroline. Quello che hanno fatto in nostri tre amici non è proprio una cosa da consigliare. Certamente ci sono momenti in cui si avverte il bisogno di sgonfiarsi un po’ e non posso certo essere io a fare la maestrina (visto che, come avrete capito, una dei tre ero io) ma bisogna sempre essere prudenti e non esagerare.

Eccovi quindi la ricetta di questo buon pane rustico alla crusca di avena, aromatizzato con la salvia della mia piantina. L’odore di salvia che si sprigionerà quando aprirete il forno vi farà passare la voglia di qualsiasi dieta. 🙂

Pane-integrale-crusca-di-avena-e-salvia

PANE INTEGRALE ALLA CRUSCA DI AVENA E SALVIA

…………………………

INGREDIENTI:

  • 100 g di pasta madre rinfrescata (o 25 g di lievito di birra)
  • 500 ml di acqua tiepida
  • 250 g di farina di frumento integrale
  • 150 g di farina 0
  • 80 g di crusca di avena
  • 1 cucchiaino di sale
  • farina per impastare

COME SI FA:

  1. Mettete la pasta madre rinfrescata in una ciotola. Aggiungete l’acqua. Mescolate finché a pasta non si sarà completamente sciolta.
  2. Mettete le farine e la crusca di avena nella planetaria. Aggiungete il sale e mescolate. Aggiungete il composto di acqua e pasta madre. Azionate la planetaria e tenetela in funzione finché l’impasto non apparirà abbastanza omogeneo. Ci vorranno circa 10 minuti. Considerate che, avendo utilizzato la farina integrale, il composto rimarrà comunque abbastanza appiccicoso.
  3. Mettete l’impasto in una ciotola munita di coperchio. Formate con le mani un panetto ben compatto. Fate lievitare per circa 6 ore (2 ore se state usando il lievito di birra). Vi suggerisco di avvolgere la ciotola in una copeta e di tenerla in un luogo riparato.
  4. Terminato il tempo di lievitazione, infarinatevi bene le mani e riprendete l’impasto, fategli un giro di pieghe (il procedimento è spiegato qui) e adagiatelo sulla leccarda rivestita di carta da forno. Fate lievitare ancora un’ora nel forno con la luce accesa.
  5. Riprendete l’impasto e incidetelo a croce. Nel frattempo scaldate il forno a 250 gradi. Quando il forno sarà ben caldo, informate la pagnotta sul piano centrale e cuocetela per 10 minuti. Poi abbassate la temperatura a 200 gradi e cuocete per altri 20 minuti. Tenete sempre il pane sott’occhio perché i tempi cambiano da forno a forno e il pane potrebbe bruciarsi. Fate raffreddare la vostra pagnotta su una gratella.

IMPARARE A DORMIRE IN PIEDI…SFORMATO DI BIETOLE CON CRUMBLE DI NOCCIOLE

Sformato-bietole-con-crumble-di-noccioleQualche tempo fa (in questo post) vi avevo raccontato di quanto fosse facile muoversi con i mezzi pubblici a Milano. Ecco. Diciamo che al momento urge specificare qualcosina. Non è che rinnego quello che ho scritto. E’ solo che, con l’arrivo dell’autunno, sono un attimo cambiate le condizioni di viaggio.

Tanto per iniziare sembra che la popolazione si sia triplicata. Il parcheggio dove di solito lascio l’auto è già stracolmo dalle sette e dieci del mattino. Il che significa che è necessario partire prima, arrivare lì, guidare nel parcheggio come in una pista di autoscontro schivando le altre auto che vogliono fregarti l’ultimo posto, dormicchiare in macchina per una decina di minuti abbondanti, aspettare il treno che puntualmente è in ritardo.

Al che uno pensa  che il peggio sia passato. Ma non è così. Arriva il treno e ovviamente devi farti il viaggio in piedi perché è già stracolmo. E qui si aprono vari scenari possibili. O ti addentri nel vagone sperando che qualcuno scenda alla fermata successiva. Ma in tal caso sudi sette camice perché il vagone è riscaldato e, anche se non lo è, hai una vasta umanità che emette calore. Oppure rimani davanti alla porta. In questo caso devi mettere in conto di farti tutto (ma proprio tutto) il viaggio in piedi perché i posti liberi nel vagone te li fregheranno quelli che hanno deciso di sudare le sette camicie. Se sei fortunato ti eviti il metallaro con i piedi puzzolenti, il ragazzino che è impegnato a sbaciucchiarsi con la fidanzata e si muove continuamente sbattendoti lo zaino in faccia o il gruppo di uomini in carriera che parlano ad alta voce di cose d’ufficio alle sette de mattino. Non sono figure mitologiche. Io li ho incontrati tutti per davvero. Ah, dimenticavo: l’uomo con la bicicletta pieghevole, che ti occupa lo spazio vitale di un essere umano con la suo amatissimo mezzo di trasporto, e la ragazzina bella e scema che ridacchia con la voce da oca per tutto il viaggio e tu vorresti solo dormire.

Il tutto senza contare che il viaggio, che di media dura mezz’ora, potrebbe raddoppiare la sua durata perché si rompe la porta di un vagone, c’è un guasto al treno precedente ecc. In tal caso potresti anche dover schizzare giù alla velocità della luce, sgomitare con altri disperati come te e individuare un altro treno che ti porti a destinazione.

Sformato-bietole-con-crumble-di-noccioleEd ecco che, come mi è successo con l’aperitivo milanese di cui vi parlavo la scorsa volta, ho avuto una rivelazione mistica. Prima non capivo come facessero alcune persone a stare in piedi nel treno/bus/metro, sballottati a destra e sinistra, e a riuscire addirittura a leggere un libro,  o guardare il tablet o ascoltare la musica o addirittura a chiudere gli occhi.

Adesso lo so. E’ sopravvivenza. Se per mezz’ora o più devi stare in una condizione di disagio, tanto vale estraniarsi, ritirarsi nel proprio angolo e liberare la mente, nell’attesa che questo tempo della tua vita, inutilmente sprecato in questo  modo, abbia un qualsivoglia senso.

E allora, dopo un inizio di giornata così, certamente non mi basta mangiare un semplice piatto di bietole con olio e limone. Non che non siano buonissime anche così. Ma ogni tanto bisogna riempire di contenuto anche le nostre tranquille bietoline di stagione.

Questo sformato con crumble di nocciole è davvero una bontà. Una base gustosa con il tocco in più delle croccanti briciole di nocciole. Davvero uno dei piatti che mi ha dato più soddisfazione. E dopo un piatto così, siamo tutti pronti per ripartire con grinta. Eccovi, quindi, la ricetta.

Sformato-bietole-con-crumble-di-nocciole

SFORMATO DI BIETOLE CON CRUMBLE DI NOCCIOLE

…………………………

INGREDIENTI (per una teglia quadrata di 22 cm):

  • 1,1 kg di bietole
  • 2 scalogni
  • 2 dl di latte
  • 130 di farina
  • 3 uova
  • 60 g di grana grattugiato
  • noce moscata
  • timo
  • 50 g di granella di nocciole
  • 110 g di burro
  • 2 cucchiai di olio evo
  • pepe

…………………………

COME SI FA:

  1. Riunite in una ciotola 50 g di burro morbido, 80 g di farina, la granella di nocciole, 20 g di grana, alcune foglioline di timo, un pizzico di sale e lavorate il tutto con la punta delle dita ottenendo un composto granuloso. Copritelo e lasciatelo riposare in frigo.
  2. Lavate bene le bietole, toglietele dall’acqua e cuocetele con la loro acqua in un’ampia padella. Una volta cotte, tritatele finemente. Ripassatele poi in padella con l’olio e gli scalogni sbucciati e tritati. Salate, pepate e cuocete a fuoco medio finché non saranno asciutte.
  3. Fate tostare la farina rimasta in una casseruola con 50 g di burro fuso. Togliete dal fuoco, aggiungete il latte caldo e poi, mescolando energicamente, proseguite la cottura finché il composto non si sarà rassodato per bene. Ci vorranno pochi minuti. Il composto risulterà parecchio denso, quasi solido. Spegnete, salate, pepate e aromatizzate con la noce moscata.
  4. Fate raffreddare la besciamella e poi unite le uova una alla volta, le bietole e il grana rimasto. Versate il composto in una teglia quadrata da 22 cm rivestita di carta da forno. Distribuite sulla superficie dello sformato il crumble sbriciolandolo bene con le mani.
  5. Cuocete in forno a 180 gradi per 30-40 minuti. A cottura ultimata fatelo intiepidire e sformatelo aiutandovi con la carta da forno. Servite tiepido.

HALLOWEEN ALL’ITALIANA…TAGLIATELLE DI SEGALE CON ZUCCA, ZENZERO E SALVIA CROCCANTE

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccanteE anche Halloween è alle porte. Avrei potuto inondare il blog con ricette di biscottini a forma di ragno, dita mozzate, finte zucche ripiene. Ma qualcosa ha giocato a mio sfavore. E dentro di me so anche che cosa…

Purtroppo (o per fortuna) faccio parte di quella generazione che non è cresciuta con Halloween. O meglio, quando ero ragazzina e adolescente io, guardavo i festeggiamenti per Halloween soltanto nei film americani. In Italia non si festeggiava, non c’era mostri, non c’era “dolcetto o scherzetto”, non c’erano zucche illuminate. Niente di niente.

Poi è arrivata la globalizzazione  e tutto il mondo è diventato un unico grande paese. E allora può succedere che in qualsiasi parte del mondo puoi mangiare messicano o indiano o giapponese. E può succedere che, se vai in Danimarca e trovi un negozio particolare che non avevi mai visto, poi torni a casa e un giorno improvvisamente capisci che è una catena e che l’hanno aperta anche a Milano. E può succedere che Halloween ormai si festeggi ovunque.

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccanteAnche se sono sempre aperta a sperimentare nuove ricette, con Halloween continuo a fare un po’ di fatica. Nel senso che non la sento come una mia festa e quindi la mia creatività in cucina è molto meno attiva. Ma quest’anno ho deciso che dovevo fare qualche passo in avanti.

E allora intanto sono andata a seguirmi un bell’evento della Scuola della Cucina Italiana tutto dedicato ad Halloween. Tanto per accaparrarmi qualche bella ricetta da provare all’occorrenza.

E poi ho pensato che anche io potevo festeggiare Halloween, ma a modo mio e cioè all’italiana. Ossia con una bella pasta e con l’ingrediente per eccellenza di Halloween, la zucca. E allora vai con una bella tagliatella, che più italiana di così si muore. E vai con una bella zucca. La tagliatella ho provata a farla con un pochino di segale, per renderla un pochino più rustica e al condimento ho aggiunto un po’ di zenzero per dare una nota di piccantezza al sapore dolce della zucca. La nota croccante è data dalle foglioline di salvia, fritte appunto fino a diventare croccanti. Eccovi quindi la ricetta e buon Halloween a tutti voi!

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccante

TAGLIATELLE DI SEGALE CON ZUCCA, ZENZERO E SALVIA CROCCANTE

…………………………

INGREDIENTI (per 4 persone):

Per le tagliatelle:

  • 100 g di farina 0
  • 100 g di farina di segale
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale

Per il condimento:

  • 300 g di zucca mondata
  • 12 foglioline di salvia
  • 1 pezzo di zenzero fresco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 60 g di burro
  • sale
  • pepe

…………………………

COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto delle tagliatelle. Mescolate le due farine e il sale. Versatele sulla spianatoia disponendole a fontana e facendo un bel buco ampio al centro. Sgusciate le uova e sistematele con delicatezza nel buco. Con una forchetta iniziate a sbattere le uova e pian piano incorporate la farina. Quindi lavorate l’impasto con le mani per 5-6 minuti.  Quando avrete ottenuto un bell’impasto omogeneo lasciatelo riposare per 30 minuti coperta da un piatto o avvolta nella pellicola.
  2. Nel frattempo tagliate la zucca a piccoli pezzi e tenetela da parte.
  3. Fate sciogliere il burro in un’ampia padella. Unitevi lo spicchio d’aglio sbucciato e schiacciato e le foglioline di salvia. Quando le foglie saranno diventate croccanti, prelevatele e mettetele da parte. Poi eliminate l’aglio.
  4. Trasferite la zucca nella padella. Aggiungete lo zenzero grattugiato, il sale, un po’ di pepe e un mestolino di acqua. Coprite e cuocete per 6-7 minuti.
  5. Mettete a bollire l’acqua per le tagliatelle. Quindi tirate la pasta con l’apposita macchinetta.
  6. Cuocete le tagliatelle e quando saranno pronte, trasferitele nella padella con la zucca. Mescolate bene e preparate le porzioni. Aggiungete quindi su ogni piatto le foglioline di salvia croccante e servite.