HALLOWEEN ALL’ITALIANA…TAGLIATELLE DI SEGALE CON ZUCCA, ZENZERO E SALVIA CROCCANTE

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccanteE anche Halloween è alle porte. Avrei potuto inondare il blog con ricette di biscottini a forma di ragno, dita mozzate, finte zucche ripiene. Ma qualcosa ha giocato a mio sfavore. E dentro di me so anche che cosa…

Purtroppo (o per fortuna) faccio parte di quella generazione che non è cresciuta con Halloween. O meglio, quando ero ragazzina e adolescente io, guardavo i festeggiamenti per Halloween soltanto nei film americani. In Italia non si festeggiava, non c’era mostri, non c’era “dolcetto o scherzetto”, non c’erano zucche illuminate. Niente di niente.

Poi è arrivata la globalizzazione  e tutto il mondo è diventato un unico grande paese. E allora può succedere che in qualsiasi parte del mondo puoi mangiare messicano o indiano o giapponese. E può succedere che, se vai in Danimarca e trovi un negozio particolare che non avevi mai visto, poi torni a casa e un giorno improvvisamente capisci che è una catena e che l’hanno aperta anche a Milano. E può succedere che Halloween ormai si festeggi ovunque.

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccanteAnche se sono sempre aperta a sperimentare nuove ricette, con Halloween continuo a fare un po’ di fatica. Nel senso che non la sento come una mia festa e quindi la mia creatività in cucina è molto meno attiva. Ma quest’anno ho deciso che dovevo fare qualche passo in avanti.

E allora intanto sono andata a seguirmi un bell’evento della Scuola della Cucina Italiana tutto dedicato ad Halloween. Tanto per accaparrarmi qualche bella ricetta da provare all’occorrenza.

E poi ho pensato che anche io potevo festeggiare Halloween, ma a modo mio e cioè all’italiana. Ossia con una bella pasta e con l’ingrediente per eccellenza di Halloween, la zucca. E allora vai con una bella tagliatella, che più italiana di così si muore. E vai con una bella zucca. La tagliatella ho provata a farla con un pochino di segale, per renderla un pochino più rustica e al condimento ho aggiunto un po’ di zenzero per dare una nota di piccantezza al sapore dolce della zucca. La nota croccante è data dalle foglioline di salvia, fritte appunto fino a diventare croccanti. Eccovi quindi la ricetta e buon Halloween a tutti voi!

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TAGLIATELLE DI SEGALE CON ZUCCA, ZENZERO E SALVIA CROCCANTE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

Per le tagliatelle:

  • 100 g di farina 0
  • 100 g di farina di segale
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale

Per il condimento:

  • 300 g di zucca mondata
  • 12 foglioline di salvia
  • 1 pezzo di zenzero fresco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 60 g di burro
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto delle tagliatelle. Mescolate le due farine e il sale. Versatele sulla spianatoia disponendole a fontana e facendo un bel buco ampio al centro. Sgusciate le uova e sistematele con delicatezza nel buco. Con una forchetta iniziate a sbattere le uova e pian piano incorporate la farina. Quindi lavorate l’impasto con le mani per 5-6 minuti.  Quando avrete ottenuto un bell’impasto omogeneo lasciatelo riposare per 30 minuti coperta da un piatto o avvolta nella pellicola.
  2. Nel frattempo tagliate la zucca a piccoli pezzi e tenetela da parte.
  3. Fate sciogliere il burro in un’ampia padella. Unitevi lo spicchio d’aglio sbucciato e schiacciato e le foglioline di salvia. Quando le foglie saranno diventate croccanti, prelevatele e mettetele da parte. Poi eliminate l’aglio.
  4. Trasferite la zucca nella padella. Aggiungete lo zenzero grattugiato, il sale, un po’ di pepe e un mestolino di acqua. Coprite e cuocete per 6-7 minuti.
  5. Mettete a bollire l’acqua per le tagliatelle. Quindi tirate la pasta con l’apposita macchinetta.
  6. Cuocete le tagliatelle e quando saranno pronte, trasferitele nella padella con la zucca. Mescolate bene e preparate le porzioni. Aggiungete quindi su ogni piatto le foglioline di salvia croccante e servite.
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GENESI, UTILITA’ ED EVOLUZIONE DELL’APERITIVO MILANESE. APERITIVO DI MELE, AGRUMI E SPEZIE

Aperitivo-mele-agrumi-spezieTendenzialmente non amo l’aperitivo, tantomeno il cd. apericena. Ve ne avevo già parlato in un altro post.

Spesso mi sono chiesta quale fosse l’utilità dell’aperitivo. Sei lì che ti ingozzi di porcherie, (perché quando sei lì è ovvio che ti fai prendere dalla golosità più becera), hai un tempo limitato per ingozzarti (perché poi ad un certo punto ti sbattono fuori), torni a casa con l’acidità di stomaco perché hai mangiato tanto e pure velocemente e la mattina dopo ti senti in colpa perché pensi che, se proprio dovevi ingurgitare calorie, era meglio farti una bella cena seduto  ad un tavolo con un minimo di calma e atmosfera. Fino a qualche tempo fa pensavo questo.

Poi sono venuta a Milano. E ho capito che l’aperitivo poteva nascere solo a Milano. Perché qui ha un sua intrinseca utilità. Se la gran parte delle persone esce dal lavoro dalle 18 in poi e abita nell’hinterland milanese e la mattina deve lavorare, è allora (e solo allora) che l’aperitivo milanese manifesta la sua utilità. Piuttosto che tornare a casa, cambiarsi e uscire di nuovo – cosa chiaramente improbabile – è evidente che è meglio fare tutta una tirata e curare le relazioni sociali con un bell’aperitivo. E poi tutti a casa a dormire.

Aperitivo-mele-agrumi-spezieE allora ho iniziato ad apprezzarlo pure io. E a vederne l’utilità. Così come anche ho preso l’abitudine di approfittare di eventi “dopolavoro” in modo tale da poter rientrare a casa a un orario decente e senza grosse difficoltà. Uno di questi eventi è stato uno showcooking proposto dalla Scuola della Cucina Italiana in cui si parlava del nuovo trend della cucina healthy e si suggerivano ricette orientate in tal senso.

Tra queste c’era anche l’aperitivo che vi propongo oggi. Perchè è vero che ci sono locali in cui si continuano a servire aperitivi pieni di zucchero e di sostanze insalubri ma la nuova frontiera e senza dubbio quella di una cucina più attenta alla salute, che non vuole impedirci di vivere eventi mondani e di socializzazione ma vuole fornirci spunti per viverli in maniera un pochino più attenta. Così possiamo farci l’aperitivo senza svegliarci la mattina dopo con lo stomaco che grida vendetta. 🙂

Niente di meglio quindi di una bella bevanda alla frutta, arricchita dalle note pungenti dello zenzero e del pepe rosa. Eccovi allora la ricetta facile facile di oggi.

Aperitivo-mele-agrumi-spezie

APERITIVO DI MELE, AGRUMI E SPEZIE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 2 mele
  • 2 arance
  • 2 pompelmi
  • zenzero
  • pepe rosa in grani
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 160 ml di acqua tonica/acqua frizzante/prosecco/acqua e zucchero (io ho usato l’acqua tonica)

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COME SI FA:

  1. Lavate la frutta. Pulite gli agrumi a vivo e pelate le mele. Tagliate quindi tutto a pezzi e mettetel nel frullatore.
  2. Aggiungete un pezzetto di zenzero e il pepe rosa e azionate.
  3. Mettete il composto in un brocca e aggiungete l’acqua tonica.
  4. Mescolate con un cucchino e servite.

A GRANDISSIMA RICHIESTA…LA TORTA PAESANA (O TORTA DI PANE E CACAO)

Torta-paesana-pane-cacao“Cosa ti faccio: la crostata o la torta paesana?”. “La torta paesana”. “Cosa ti faccio: la torta magica o la torta paesana?”. “La torta paesana”. “Ma non volevi provare la hot milk sponge cake?”. “La torta paesana”.

A questo punto la volontà espressa dal popolo di casa mia era abbastanza chiara. Non potevo esimermi. Anche perché devo mimetizzarmi nel territorio. E qui in Brianza in questi giorni è tutto un tripudio di sagre e feste in cui la torta paesana la fa da padrone. Non esiste situazione in cui la torta paesana non sia presente. Alla sagra della patata di Oreno il dessert era la torta paesana. Alla sagra del gorgonzola idem. Senza contare che a Lissone è proprio la protagonista solitaria della festa. E tutte le donne di Lissone la preparano con la loro ricetta. Ci pensate che figata è assaggiare le varie versioni? 🙂

E pensare che tempo fa, quando non conoscevo la Brianza e non potevo minimamente immaginare che prima o poi mi sarei ritrovata qui, mi ero casualmente imbattuta in questa torta. E mi aveva colpito, tanto che l’avevo riportata nel mio libretto verde delle ricette. Ricordo perfettamente che l’avevo copiata da un numero della Cucina Italiana che mi aveva fatto sfogliare la mia amica. Ed è notevole questa cosa, visto che è passato un bel po’ di tempo. Sarà stato un segno del destino?

Torta-paesana-pane-cacaoFatto sta che adesso la torta paesana ha trovato concretamente spazio nella mia cucina. Con estrema gioia del mio “coinquilino” brianzolo, che piano piano se la è sbafata a colazione, merenda e dopo cena.

Si tratta di una preparazione davvero rustica, che è utilissima per consumare alcuni ingredienti che necessitano di essere utilizzati al più presto. Pane raffermo, latte burro, uova, biscotti secchi, amaretti, un po’ di cacao. Tutte cose sempre presenti nelle case di una buona massaia. Il tutto arricchito da uvetta, canditi e pinoli.

Unico consiglio importante. Tenete il pane a mollo proprio per tre ore e non di meno. Più di tre ore va bene lo stesso, ma di meno no. E’ importante che i componenti secchi si idratino per bene, per fare in modo che la torta risulti sufficientemente umida. Eccovi quindi la ricetta.

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LA TORTA PAESANA (O TORTA DI PANE E CACAO)

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INGREDIENTI:

  • 150 g di pane raffermo
  • 150 g di amaretti
  • 150 g di zucchero
  • 80 g di burro
  • 70 g di biscotti secchi
  • 50 g di cacao amaro
  • 30 g di uvetta
  • 3 uova
  • 20 g di pinoli
  • 20 g di cedro candito
  • 1/2 litro di latte intero
  • scorza grattugiata di limone
  • 1 pizzico di sale

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COME SI FA:

  1. Portate ad ebollizione il latte con il burro e lo zucchero.
  2. Passate il pane nel mixer. Aggiungete gli amaretti e i biscotti e tritate nuovamente.
  3. Mettete il pane, gli amaretti e i biscotti tritati in un’ampia ciotola con l’uvetta e un pizzico di sale.
  4. Unite la miscela di latte caldo e la scorza di limone. Amalgamate bene e lasciate riposare il composto per 3 ore mescolando spesso. Se è troppo asciutto, unite ancora poco latte caldo.
  5. Trascorse le 3 ore, unite al composto le uova, una alla volta, alternandole con il cacao ben setacciato. Incorporate il cedro candito e i pinoli.
  6. Trasferite il composto in uno stampo rotondo di 24 centimetri, foderato con carta da forno. Livellate bene. Se vi piace, cospargete la torta con altri pinoli e con altra uvetta ammorbidita in acqua tiepida e ben strizzata. Cuocete per 1 ora a 170 gradi. Servite tiepida.

AUTUNNO, NUOVI PROGETTI E NUOVE RICETTE. TRECCIA DOLCE VARIEGATA AL CIOCCOLATO

Treccia-variegata-al-cioccolatoIn autunno si incominciano i nuovi progetti. O quantomeno si è nelle condizioni ottimali per iniziarli davvero. Molto più che a gennaio, quando i nuovi progetti riusciamo solo a pensarli dal momento che torniamo stanchi dalle grosse mangiate e preoccupati solo di riuscire a portare a termine il “progetto dieta”. Dalle vacanze, invece, tutti tornano belli carichi, ansiosi di prolungare l’energia positiva dell’estate anche nelle giornate uggiose. Sembra cosa non facilissima…I nuovi progetti di certo aiutano…

Intorno a me ne stanno fioccando tanti…C’è chi fa teatro, chi ha ripreso la palestra, chi vuole iniziare un corso di chitarra, o un corso di cucina…Dal canto mio ho deciso di limitare la lista a sole due cose, sperando che il numero esiguo mi aiuti a essere determinata e perseverante.

Primo progetto: fare un po’ più di movimento. Ma senza esagerare. Tanto ormai si sa, non sono una donna super sportiva. Diciamo che la vita milanese aiuta a tenersi snelli, ma da sola non basta. Per questo mi sono iscritta a un corso di yoga che vorrei portare avanti fino all’estate. Cosa che peraltro dovrebbe aiutarmi anche a essere un po’ più tranquilla. Il che non guasta mai.

Treccia-variegata-al-cioccolatoSecondo progetto: sperimentare nuove ricette. E con questo non intendo solo sperimentare ricette che non ho mai provato, ma intendo soprattutto cucinare tipi di alimenti su cui non mi sono mai cimentata o lo ho fatto abbastanza. Indubbiamente è più facile rifugiarsi su preparazioni che rientrano maggiormente nelle nostre corde. Ma così si cresce meno. E io voglio crescere. O quantomeno ci voglio provare.

Perciò ben vengano i nuovi piatti e le nuove ricette. Tipo quelle col pesce. O le zuppe. O le torte di pan di spagna. O le trecce di lievitati. O i lievitati bicolor. O le trecce lievitate bicolor. Come quella di oggi. Le forme intrecciate e i vortici colorati di queste preparazioni mi hanno sempre affascinato. Urgeva un primo esperimento. Ovviamente ci sono margini di miglioramento, ma direi che posso essere abbastanza soddisfatta. Eccovi quindi la ricetta.

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TRECCIA DOLCE VARIEGATA AL CIOCCOLATO

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INGREDIENTI:

  • 570 g di farina 0 + quella per la lavorazione
  • 120 g di zucchero
  • 25 g di cacao amaro
  • 25 g di lievito di birra fresco
  • 2 uova
  • 2 dl di latte
  • burro
  • 3 cucchiai di olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto bianco. Sbriciolate 12,5 g di lievito di birra in una terrina (o nell’impastatrice). Versate 1 dl di latte tiepido e iniziate a mescolare finché il lievito non si sarà sciolto. Unite quindi 1,5  cucchiai di olio, 1 uovo leggermente sbattuto e 60 g di zucchero. Continuate a mescolare. Quando lo zucchero si sarà sciolto aggiungete 1 pizzico di sale e 300 g di farina un cucchiaio alla volta e impastate più energicamente (se state usando l’impastatrice aumentate la velocità). Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo, trasferitelo in una ciotola, coprite con la pellicola e fate lievitare almeno per 1 ora e mezza in un luogo tiepido.
  2. Preparate l’impasto al cacao. procedete come al punto 1 utilizzando gli ingredienti rimasti e mescolando alla farina il cacao.
  3. Sul piano infarinato stendete l’impasto bianco in u rettangolo di 18×24 e quello al cacao in un rettangolo di 15×22 cm. Adagiate la striscia al cacao sopra quella bianca, ripiegate a metà e comprimete gli strati col mattarello. Dividete l’impasto a metà nel senso della lunghezza, sovrapponete le due parti e comprimete nuovamente col matterello. Ripetete l’operazione per 3-4 volte e otterrete l’impasto a righe.
  4. Passate ancora una volta il matterello sull’impasto e dividetelo, nel senso della lunghezza in 3 strisce. Formate 3 cordoncini e intrecciateli. Trasferite la treccia in uno stampo da plum cake di 12×25 cm, imburrato e rivestito di carta da forno. Lasciate lievitare per 30 minuti. Infornate a 220 gradi per 5 minuti, quindi abbassate la temperatura a 200 e continuate la cottura per altri 20-25 minuti. Sformate e lasciate raffreddare la treccia su una griglia.