DI CITTA’ DESERTE E GRADITI REGALI. DIP DI ZUCCHINE E TARTUFO NERO

Dip-zucchine-e-tartufoIn quest’annata di grosse novità, non mi sto facendo mancare proprio niente…anche l’esperienza di rimanere a Milano ad agosto e provare l’ebrezza della città deserta. All’inizio ero terrorizzata solo all’idea. Fino all’anno scorso la mia estate era mare tutti i week end da giugno a settembre, gente in giro per tutta l’estate, eventi ogni sera, Summer Jamboree e chi più ne ha più ne metta. Capite bene che il pensiero di ritrovarmi in una città deserta mi metteva un tantino di ansia. Anche perché quando dico deserto dico proprio deserto nel senso che anche il bar, il panettiere, il macellaio, il tuo ristorante preferito, il parrucchiere ecc ecc chiudono i battenti per almeno due settimane se non addirittura tre, per strada senti solo silenzio e ti sembra di essere in uno di quei film apocalittici in cui il protagonista unico sopravvissuto si aggira smarrito in mezzo alle macerie della città.

Di contro a questa mia sensazione in molti mi ripetevano che Milano ad agosto è una pacchia, che ci metti la metà del tempo per arrivare dovunque, che nessuno ti scoccia, che ti riposi il cervello e così via. Io li ascoltavo perplessa.

Dip-zucchine-e-tartufoE invece è proprio così! Avevano ragione! Mi sembra strano ammetterlo ma davvero il mio cervello si è rilassato! Ho potuto dormire di più e alla fine passeggiare per la città con pochissimo traffico e poche persone è stato veramente bello. Anche perché, dopo l’ondata di caldo caraibico, l’aria si è rinfrescata e si stava davvero bene.

In questo frangente è capitato anche il mio compleanno. Di solito non faccio mai grossi festeggiamenti perché, se una nasce il 13 agosto, che festeggiamenti vuoi fare?! Tutti sono in ferie. Nonostante questo non sono mancati dei graditi regali. Uno di questi è la ciotolina che vedete in foto che, insieme ad altre tre, fa parte di un carinissimo set che ha gioiosamente arricchito la mia serie di props. Non vedevo l’ora di utilizzarla e allora ho pensato che potevo unirla ad un altro regalo ricevuto in un’altra occasione. Tartufo disidratato. E allora mi sono ricordata che, durante una visita alla cittadina umbra di Spello, avevo mangiato dei fantastici strangozzi con zucchine e tartufo che mi erano rimasti parecchio impressi. E allora ecco la versione dip (o intingolo che dir si voglia) di quel condimento. Davvero ottima per dei crostini delicati ma con una marcia in più. Eccovi quindi la ricetta.

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DIP DI ZUCCHINE E TARTUFO NERO

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INGREDIENTI:

  • 300 g di zucchine
  • 1 scalogno
  • 3 cucchiai di formaggio caprino o altro formaggio spalmabile
  • 30 g di tartufo disidratato o crema di tartufo nero
  • 4 cucchiai di olio evo
  • sale
  • pane a fette o crostini

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COME SI FA:

  1. Prendete le lamelle di tartufo disidratato e mettetele ad ammorbidirsi in una ciotolina con olio extravergine. Tale passaggio non è necessario se utilizzate la crema di tartufo. Sulla quantità di tartufo potete decidere abbastanza liberamente in base all’intensità di aroma  che volete dare alla vostra dip.
  2. Lavate le zucchine, spuntatele e affettatele. Pulite lo scalogno, tagliatelo a pezzetti e fatelo rosolare in un’ampia padella con 4 cucchiai di olio evo. Quando lo scalogno sarà diventato trasparente, aggiungete le zucchine e fatele rosolare finché non si saranno appassite. Ci vorrà all’incirca mezz’ora. Tenete d’occhio la padella e, se necessario, aggiungete dell’acqua per evitare che le zucchine si attacchino. A metà cottura aggiungete una presa abbondante di sale.
  3. Terminata la cottura, fate raffreddare le zucchine per una decina di minuti. Trasferitele in un mixer e iniziate a frullare fino a raggiungere una consistenza cremosa.
  4. A questo punto aggiungete il formaggio spalmabile nella misura utile ad ottenere una consistenza più compatta. Questo perché le zucchine contengono parecchia acqua e quindi, una volta frullate, potrebbero risultare troppo liquide.
  5. Tenete da parte qualche lamella di tartufo per decorazione e per aggiungerne direttamente sui crostini. Aggiungete dunque il tartufo rimanente al composto di zucchine e frullate.
  6. Mettete la dip in una ciotola e lasciate riposare in frigo per una decina di minuti. Nel frattempo tostate il pane per ottenere dei crostini croccanti. Aggiungete al vostro intingolo il tartufo tenuto da parte e servite con i crostini caldi.
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DOVE ERAVAMO RIMASTI…IL MIO VIAGGIO IN CAMPANIA. SPAGHETTI CON COLATURA DI ALICI, POMODORINI E PINOLI

Spaghetti-colatura-di-alici-pomodorini-e-pinoliEravamo rimasti che avevo fatto un viaggetto in Campania…Eravamo rimasti che avevo avuto un pochino di “avversità”. Eravamo rimasti che ero stanca stanca stanca…Ma adesso sono tornata! E fortunatamente mi sento di nuovo in forze…In realtà le mie peripezie hanno avuto una curva ascendente ma adesso, dopo aver raggiunto il picco con una bella gastrite acuta con tanto di febbre a 38 e mezzo, la curva sembra essere in fase discendente.

Sintomo evidente è che sono di nuovo qui a raccontarvela. Evviva! Ma torniamo al viaggio in Campania. E, in particolare, alle cose che mi sono piaciute di più e su cui vi suggerisco di fare un pensierino in vista del prossimo viaggio che deciderete di fare…Ovviamente si tratta di opinioni personalissime e non certo da guida turistica. Ma magari a qualcuno potrebbero tornare utili…

Napoli, la città sotterranea e lo street food: il titoletto dice già tutto…Ragazzi!!! La Napoli sotterranea è stu-pen-da! L’intera storia della città, dall’antica Grecia, fino ai giorni nostri in circa 90 minuti. E per soli 10 euro! Praticamente un affarone dal momento che la visita è davvero entusiasmante. Attenzione…esistono vari percorsi: la cd. Napoli sotterranea, la Napoli Borbonica e forse anche un altro. Io ho fatto il primo, cioè quello che si snoda al di sotto del centro storico. Ma non voglio dirvi altro perché, come ormai sapete, le descrizioni minuziose mi annoiano e quindi non voglio costringervi a sorbirle. Io vi do giusto lo spunto, poi vedete voi.

E questo anche perché qui si parla soprattutto di cibo. E qui si apre un mondo…quello appunto dello street food. Perché diciamola tutta: la Napoli culinaria si assaggia per le strade, molto più che nei ristoranti. L’elenco delle varie bontà da assaggiare doverosamente è vasto. Io ho iniziato con la pizza fritta per poi proseguire con babà, sfogliatella liscia e sfogliatella riccia di Pintauro, taralli caldi con sugna e pepe, il cuoppo col fritto misto napoletano (il pacchero ripieno di besciamella, impanato e fritto è una vera “chiccheria”), il ministeriale della pasticceria Scaturchio (un dolcetto con crema simil zabaione racchiuso in un sottile guscio di cioccolato), la frittata di pasta, la pastiera e per finire pizza pizza pizza a volontà. Un cenno a parte meritano gli ziti con il ragù alla genovese. Sono arrivata a Napoli con l’obiettivo di assaggiarli e non sono rimasta delusa. Carne a cottura lentissima con una marea di dolcissime cipolle. Da assaggiare assolutamente.

La Costiera, Cetara e Sal De Riso: sulla bellezza paesaggistica della Costiera si è già detto ormai tutto. Perciò passo direttamente al cibo. Rivelazione culinaria del viaggio, presidio slow food e chi più ne ha più ne metta: la colatura di alici di Cetara. Cetara è un borgo di pescatori appena all’inizio della Costiera (se la si prende dal lato di Vietri sul mare). Non è coreografico come Positano, o Amalfi, o Sorrento ma di certo è molto più autentico. La spiaggetta dove i cetaresi fanno il bagno in mezzo alle barche dei pescatori è davvero uno scorcio di altri tempi. Ed infatti questo borgo è la patria di una antica eccellenza culinaria, i cui molteplici utilizzi sono ancora tutti da scoprire. Un’esplosione di sapore talmente intensa da poter essere il condimento principale, insieme a poco altro, di un primo piatto di altissimo livello. Ma di questo vi parlerò meglio dopo…

Spaghetti-colatura-di-alici-pomodorini-e-pinoliAltro interessante paesetto è Minori, meta battuta solo da chi vuole una vacanza in tranquillità ma soprattutto da chi vuole andare in pellegrinaggio alla pasticceria di Sal De Riso. Indimenticabili le brioche del mattino con farcitura fatta al momento così come anche i suoi cavalli di battaglia come la torta ricotta e pere e la delizia al limone. Interessanti le novità come la monoporzione “Selvaggia”, una frolla al cacao con gelatina di mirtilli e mousse di cioccolato al latte, o le marmellate di frutta e verdura (ad esempio quella alle fragole e peperoni).

Infine è assolutamente obbligatoria una visita a Ravello, un vero e proprio gioiellino, location ideale per un momento di assoluto relax, per la lettura di un buon libro seduti su una panchina della piazza cittadina e per far volare la mente dinanzi ad un panorama davvero mozzafiato.

Se siete di strada non trascurate Caserta e la sua Reggia. La Reggia è stupenda ma anche la città riserva sorprese inaspettate. Pulita, ordinata, piena di bei negozi, ristoranti. Davvero molto carina. E non dimenticate che, poco distante, a Caiazzo, c’è la migliore pizzeria d’Italia 2017 secondo il Gambero Rosso ovvero la pizzeria Pepe in grani.

Detto ciò, il piatto di oggi non poteva che essere un piatto ispirato al mio viaggio in Campania. Tra le mille bontà di cui vi ho parlato, ho scelto di preparare gli spaghetti alla colatura di alici in una versione molto simile a quella rivisitata che ho piacevolmente gustato a Cetara. Non solo il semplice accompagnamento con olio extravergine, aglio e prezzemolo ma anche un’aggiunta golosa di pomodorini a crudo e pinoli tostati. Eccovi quindi la ricetta di oggi.

Spaghetti-colatura-di-alici-pomodorini-e-pinoli

SPAGHETTI CON COLATURA DI ALICI, POMODORINI E PINOLI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 400 g di spaghetti
  • 8 cucchiai di olio evo
  • 4 cucchiai di colatura di alici
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • peperoncino (se piace)
  • una manciata di pinoli
  • 20 pomodorini

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COME SI FA:

  1. Tostate i pinoli in una padella ben calda finché saranno leggermente imbruniti. Mettete da parte.
  2. In una ampia terrina, mescolate a crudo l’olio extravergine, la colatura di alici, il prezzemolo tritato, il peperoncino e l’aglio. A seconda di come preferite, potete dividerlo in due parti e poi eliminarlo oppure tagliarlo a pezzettini e mantenerlo nella preparazione.
  3. Tagliate i pomodorini a pezzetti e conditeli con poco sale e un filo d’olio.
  4. Cuocete in acqua non salata gli spaghetti. Appena saranno cotti, versateli nella terrina con il composto di olio e colatura e mescolate per bene.
  5. Aggiungete quindi i pomodorini e i pinoli direttamente nella terrina o singolarmente su ogni porzione e servite.