SU E GIU’ PER MILANO. GIGLI CON POMODORINI CONFIT, FAGIOLINI E GORGONZOLA DI CAPRA

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capraQualche tempo fa vi ho scritto che vi avrei raccontato con un po’ più di calma le mie sensazioni in merito alla mia nuova vita in Lombardia. Al riguardo un paio di premesse sono assolutamente necessarie.

La prima è che solo da qualche giorno, finalmente, sto iniziando a vedere uno spiraglio di luce. Quello che voglio dire è che, fino a poco tempo fa, il mio cervello era tutto impegnato a destreggiarsi tra le cose quotidiane e le nuove abitudini e per questo non rimaneva molto spazio per allargare lo sguardo tutto intorno e vedere cosa c’è di bello in questa terra, di cui – diciamolo – parecchie persone evidenziano solo le cose brutte.

E con quest’ultima osservazione mi collego alla seconda premessa e cioè che -devo essere sincera-, sin da piccola, io ho sempre desiderato vivere in (o vicino) a una grande città. Perché? Ma è semplice! In una grande città ognuno di noi potenzialmente non ha limiti. E in questo – inutile dirlo – Milano è davvero il top.

Ti piace da morire quello sport particolare che in Italia nessuno conosce e viene praticato in massa solo in una sperduta isola del Pacifico? A Milano trovi sicuramente il modo di praticarlo. Sei un fan sfegatato del gruppo musicale TaldeiTali che in Italia fa solo una data ogni 10 anni? Eh…quella data la fa a Milano. Vorresti visitare la Fiera Internazionale del punto a croce? A Milano di certo la organizzano.

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capraDetto questo, nel mio iniziare ad allungare lo sguardo, è ovvio che lo sguardo non poteva cadere molto lontano da me, almeno per ora. E un bel giorno mi sono ritrovata a pensare “Oh..ma quanto sono fighi i mezzi di trasporto a Milano!!!” E adesso in molti ricorderanno solo gli scioperi selvaggi, i treni cancellati e così via e probabilmente mi indirizzeranno una parolaccia. Ma la mia esperienza mi dice che, nonostante i vari disservizi che comunque ci sono dappertutto (forse solo in Giappone no) la situazione non è poi così male.

Tanto per iniziare io prendo il treno per andare al lavoro. Ogni quindici minuti c’è un treno che mi porta a destinazione. E già questo sembra una cavolata ma migliora nettamente la qualità della vita perché se tardo di qualche minuto o devo finire un qualcosa non devo stare ogni volta a perdere un’ora intera prima di avere un altro treno a disposizione.

Inoltre mi capita spesso di dovermi spostare con i mezzi per motivi di lavoro. Ed è stato così che ho scoperto quella cosa bellissima che si chiama Passante Ferroviario. In pratica la città, oltre a essere abbondantemente servita da Metropolitana e mezzi di superficie, ha una linea ferroviaria strutturata come se fosse una Metropolitana. Per esempio: se voglio andare da Lodi a Saronno, il treno che mi ci porta e che ovviamente passa da Milano viaggia per una parte in superficie e per una parte in una linea sotterranea. E siccome la linea tocca anche punti della città che non sono serviti dalla Metropolitana, in pratica ogni punto della città si può raggiungere davvero con estrema facilità.

A me questa tranquillità nel potersi muovere in città piace proprio un sacco perché consente di fare tutte quelle cose che ci piacciono e di cui vi parlavo prima senza dovervi rinunciare solo perché sono in un punto della città non proprio vicinissimo. Magari lo ritenete un aspetto poco importante, ma vi assicuro che non lo è.

Ma passiamo alla ricetta di oggi. Finalmente un piatto di pasta, che era un sacco che non ne facevo…Un classico della mia famiglia – i pomodorini confit e i fagiolini – uniti a un qualcosa di molto lombardo – il gorgonzola di capra. Il risultato mi piace proprio! Eccovi quindi la ricetta.

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capra

GIGLI CON POMODORINI CONFIT, FAGIOLINI E GORGONZOLA DI CAPRA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 150 g di pomodorini ciliegini
  • 150 g di fagiolini
  • 25 g di pangrattato
  • 25 g di  mandorle
  • 280 g di pasta formato gigli
  • 50 g di gorgonzola di capra
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 2 rametti di timo
  • olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Tritate le mandorle e mettetele da parte. Tritate anche il prezzemolo e il timo e mettete da parte. Accendete il forno alla temperatura di 180 gradi.
  2. Lavate i pomodorini, tagliateli a metà ed eliminate i semi. Sistemateli in una teglia da forno l’uno vicino all’altro. In una terrina mescolate per bene il pangrattato, la granella di mandorle, il prezzemolo, il timo, una presa abbondante di sale e 4 cucchiai di olio. Cospargete il composto sui pomodori, irrorate con un altro filo d’olio e cuocete in forno per circa mezz’ora o comunque finché i pomodori non si saranno appassiti. Teneteli in caldo.
  3. Mondate i fagiolini, lavateli e tagliateli a pezzetti di circa 2 cm di lunghezza. Portate a ebollizione abbondante acqua, salatela e cuocetevi la pasta al dente insieme ai fagiolini. Sgocciolate il tutto, versatelo nella teglia dei pomodorini, mescolate e unite il gorgonzola a fiocchetti.

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IL SENSO DI CHIARA PER L’ESTATE. PIE DI OLIVE E CICORIA

Pie-olive-e-cicoriaChe la stagione invernale non fosse la mia stagione preferita lo avevano capito anche i sassi. Ma che l’estate mi facesse così bene non l’avrei detto nemmeno io. Mai come quest’anno sto prendendo consapevolezza che il mio momento migliore è l’estate. Sarà forse che mamma ha deciso di farmi nascere due giorni prima del Ferragosto, fatto sta che io d’estate mi sento davvero rinascere.

Riprendo a dormire regolarmente, riprendo a sentirmi energica, mi viene persino voglia di fare esercizio fisico. Per non parlare poi dell’umore che diventa decisamente più solare. Se a questo aggiungete che, visto il mio recente trasferimento in terra lombarda, questa estate assumerà forme completamente nuove e imprevedibili, potete capire che questo per me è abbastanza un bel momento.  

E poi, quando c’è il sole, persino nella mia nuova (e oggettivamente poco luminosa) casa la luce riesce a fare capolino dalle finestre e a illuminare la mia tavola. E se la mia tavola è illuminata, io so che le mie foto vengono meglio e, con questa tranquillità interiore, mi viene più facile dedicarmici con gioia. E questo basta a farmi essere davvero felice…

Pie-olive-e-cicoriaE così, anche se un sabato mattina alle 11:30 ho l’appuntamento con la parrucchiera e alle 18:00 ho una festa a cui partecipare, trovo il tempo, le forze e la concentrazione per preparare e fotografare una bella pie di olive e cicoria. E ho pure contribuito ulteriormente a svuotare la dispensa! E posso io, dopo cotanti eventi fortunati, non essere una donna felice?!? E certo che no!!!

Eccovi allora la ricetta di una gustosissima pie, con una fragrante pasta matta, tante buone olive e tante succose verdure. E mi raccomando, mentre la mangiate, è d’obbligo sfoggiare un bel sorriso. 🙂

Pie-olive-e-cicoria

PIE DI OLIVE E CICORIA

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INGREDIENTI:

  • 500 g di farina 00
  • 1 uovo
  • 2 dl di olio evo
  • 1 dl di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cespo di catalogna
  • 1 cespo di erbette
  • 2 scalogni
  • 2 spicchi d’aglio
  • 70 g di pecorino stagionato
  • 130 g di olive taggiasche denocciolate
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 1 cucchiaio di semi di sesamo neri
  • olio evo
  • sale
  • pepe
  • 1 tuorlo

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto. In una ciotola mescolate la farina e il sale, unite l’olio e l’uovo leggermente sbattuto, quindi versate, poco alla volta, l’acqua a temperatura ambiente. Lavorate l’impasto per 10 minuti, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare almeno 1 ora in frigorifero.
  2. Preparate il ripieno. Lavate e tagliate a pezzi la catalogna e le erbette, poi fatele appassire in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale. Scolate la verdura, strizzatela e ripassatela per 5 minuti nella stessa padella con 2 cucchiai di olio, lo scalogno e l’aglio sbucciati e affettati. Unite le olive e il prezzemolo, mescolate, togliete dal fuoco e aggiungete il pecorino grattugiato.
  3. Stendete l’impasto in due sfoglie delle dimensioni di circa 30 e 27 cm di diametro. Mettete la sfoglia più grande sulla placca ricoperta di carta da forno, distribuitevi il ripieno lasciando liberi 3-4 cm di bordo. Coprite con la seconda sfoglia e ripiegate il bordo libero formando un cordoncino. Bucherellate la superficie della pie con una forchetta. Spennellate con il tuorlo, spolverizzate con i semi di sesamo e cuocete in forno a 180 gradi per 40 minuti. Servitela, se vi piace, con pecorino a scaglie.

UNA MATTINA PER CASO…PANE DI GRANO SARACENO E YOGURT

Pane-grano-saraceno-yogurtQuesto pane proprio non era in programma. Avevo deciso che quel week end non avrei cucinato. Era in programma un pranzo fuori e volevo godermi una bella giornata all’aria aperta.

Ma poi quella mattina mi sono svegliata…e la sera prima avevo rinfrescato la pasta madre perchè era davvero troppo che non lo facevo…e allora ho pensato che se impastavo una bella pagnotta, visti i tempi lunghi del lievito madre, avrei potuto tranquillamente infornarla al pomeriggio o alla sera…e allora, mumble mumble, mi sono messa a cercare una ricetta…e contemporaneamente ho pensato che, proprio come la settimana scorsa, dovevo svuotare la dispensa.

Alla fine di tutto questo lavorio mentale, eccomi quindi a impastare questo pane di grano saraceno allo yogurt. Ottimo per chi vuole ridurre le quantità di glutine nei propri pasti, è adattissimo alla colazione, cosparso con un velo di marmellata, e anche per accompagnare formaggi delicati o comunque pietanze non troppo saporite. Non lo vedo molto bene con dei salumi troppo corposi. Io l’ho provato con della finocchiona toscana e mi è sembrato che i sapori di entrambi andassero in conflitto. Ma naturalmente i miei sono solo suggerimenti. A tavola è solo il gusto personale a guidarci e quindi ognuno può fare come crede.

Pane-grano-saraceno-yogurtPer concludere, volevo solo dirvi due parole. I fedeli amici di questo blog hanno notato che i miei ultimi post sono un pochino più “veloci” del solito e che non sto raccontando molto della mia nuova vita in quel di Monza. Qualcuno mi ha anche detto che il blog è un po’ la cartina di tornasole del mio umore e che è un modo per sapere come sto.

Questa cosa la trovo molto carina e per questo in futuro cercherò di essere un pochino più presente e raccontare qualche sensazione in più. In fondo questo blog è nato come un tavolo virtuale intorno al quale sgrannocchiare qualcosa e chiacchierare della vita. E così continuerò a fare, insieme a chi avrà voglia di farlo insieme a me.

Per il momento vi saluto ed ecco la ricetta del pane di grano saraceno e yogurt.

Pane-grano-saraceno-yogurt

PANE DI GRANO SARACENO E YOGURT

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INGREDIENTI:

  • 100 g di pasta madre rinfrescata (o 25 g di lievito di birra)
  • 270 ml di latte tiepido
  • 280 g di farina di grano saraceno
  • 100 g di farina 0
  • 120 g di farina integrale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 120 g di yogurt
  • farina per impastare

COME SI FA:

  1. Togliete lo yogurt dal frigo e fategli raggiungere la temperatura ambiente.
  2. Intiepidite il latte sul fuoco o nel microonde. E’ importante che sia tiepido e non caldo per non danneggiare la pasta madre.
  3. Mettete la pasta madre rinfrescata in una ciotola. Aggiungete il latte. Mescolate finché a pasta non si sarà completamente sciolta.
  4. Mettete le farine nella planetaria. Aggiungete il sale e mescolate. Aggiungete il composto di latte e pasta madre. Aggiungete infine lo yogurt. Azionate la planetaria e tenetela in funzione finché l’impasto non si sarà perfettamente incordato. Ci vorranno circa 10 minuti.
  5. Mettete l’impasto in una ciotola munita di coperchio. Formate con le mani un panetto ben compatto. Fate lievitare per circa 6 ore (2 ore se state usando il lievito di birra). Vi suggerisco di avvolgere la ciotola in una copeta e di tenerla in un luogo riparato.
  6. Terminato il tempo di lievitazione, infarinatevi bene le mani e riprendete l’impasto, fategli un giro di pieghe (il procedimento è spiegato qui) e adagiatelo sulla leccarda rivestita di carta da forno. Fate lievitare ancora un’ora nel forno con la luce accesa.
  7. Riprendete l’impasto e incidetelo a croce. Nel frattempo scaldate il forno a 205 gradi. Quando il forno sarà ben caldo, informate la pagnotta sul piano centrale e cuocetela per circa 30 minuti. Poi aprite il forno, spostate la leccarda più in alto e lasciate che la superficie del pane si dori per altri 10 minuti. Tenete sempre il pane sott’occhio perché i tempi cambiano da forno a forno e il pane potrebbe bruciarsi. Fate raffreddare la vostra pagnotta su una gratella. 

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PROVARE (INUTILMENTE) A SVUOTARE LA DISPENSA. CROSTATA AL CACAO E AMARANTO CON CONFETTURA DI MIRTILLI ROSSI

Crostata al cacao e amaranto con confettura mirtilli rossiSvuotare la dispensa non è affatto una cosa facile. Almeno per me, che sono vittima di frequenti attacchi di una malattia chiamata “Sindrome da acquisto alimentare compulsivo”. Il sintomo più grave è la curiosità acuta per qualsiasi cibo non si possieda già in dispensa e la conseguente incapacità di resistere alla tentazione di comprarlo. Salvo poi scoprire che proprio non era nelle mie corde.

Con l’amaranto è andata un po’ così. Diciamo che rispetto ad altri prodotti “esotici” (tipo quinoa, bulgur, miglio ecc), la scintilla non è scoccata. La prima volta che l’ho mangiato, in forma di simil-polenta, non ho fatto i salti di gioia. L’ho mangiato perché, si sa, io mangio tutto, ma la verità è che non ho pensato certo di rifarlo a breve.

Ed infatti per molto tempo è rimasto negli anfratti più buii della mia dispensa in attesa di non si sa che destino. Qualche settimana fa, con l’arrivo del caldo, mi è presa voglia di fare pulizia nel settore delle derrate alimentari. Il primo prodotto della lista era -indovinate chi?-…l’amaranto. Perché proprio non esiste che io butti qualcosa. E allora ho pensato che un qualche modo per renderlo più appetibile ci doveva essere sicuramente!

Crostata-al-cacao-e-amaranto-con-confettura-mirtillirossiE allora mi sono inventata questa crostata con la farina ricavata dall’amaranto tostato. Ed in effetti avevo ragione: utilizzato in forma di farina per torte e biscotti, anche l’amaranto ha un suo perché. E’ profumato, aromatico e con un retrogusto di erbe e fieno che ha reso la mia crostata davvero diversa dalle solite.

Peccato però che l’amaranto, oltre a saltare di qua e di la è anche leggeeeeeerooooooo, leggeeeeeeeeeeeroooooo, leggeeeeeeeeeroooooooo. E quindi sono riuscita a consumarne solo 100 grammi, con la conseguenza che l’obiettivo di svuotare la dispensa è miseramente fallito

Però la crostata era proprio buona.Eccovi quindi la ricetta.

Crostata-al-cacao-e-amaranto-con-confettura-mirtillirossi

CROSTATA DI CACAO E AMARANTO CON CONFETTURA DI MIRTILLI ROSSI

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INGREDIENTI (per una crostata da 22 cm e circa 30 biscotti):

  • 170 g  di farina 0
  • 100 g di amaranto
  • 30 g di cacao amaro 
  • 60 g di zucchero semolato
  • 60 g di zucchero di canna
  • 150 g di burro
  • 1 uovo e 1 tuorlo
  • un pizzico di sale
  • 450 g di confettura di mirtilli rossi

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COME SI FA:

  1. Preparate la farina di amaranto. Riscaldate un’ampia padella e tostate l’amaranto un cucchiaio alla volta. Ogni cucchiaiata  dovrà rimanere sul fuoco all’incirca 5 comunque o comunque finche l’amaranto non avrà assunto un colore leggermente ambrato. Frullate l’amaranto insieme allo zucchero di canna fino ad ottenere un composto farinoso.
  2. Mettete quindi nella planetaria la farina 0, il composto di amaranto e zucchero di canna, il cacao, il burro ammorbidito e tagliato a cubetti, l’uovo e il tuorlo. Impastate fino ad ottenere un composto in briciole. Versate sulla spianatoia e impastate fino ad ottenere una palla. Avvolgete l’impasto nella pellicola e mettete in frigo per almeno mezz’ora.
  3. Prendete 2/3 dell’impasto, stendetelo su un foglio di carta forno ad una altezza di circa 1/5 cm e posizionatelo con la carta stessa direttamente in una teglia a cerniera da 22 cm. Con l’impasto rimanente preparate molte strisce belle lunghe. Ne servono molte perché l’impasto è molto friabile e potrebbero spezzarsi. Quindi è opportuno agevolarsi il lavoro avendo delle strisce di riserva.
  4. Versate la confettura nella teglia, livellate bene e posizionate le strisce. Con l’impasto rimanente potete preparare dei biscotti da mangiare a colazione o a merenda.
  5. Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti o comunque fino a doratura.

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LA CUCINA DEI RICORDI…GLI INVOLTINI DI MORTADELLA

Involtini-di-mortadellaMio papà era un ottimo cuoco. E’ andato via molto presto da casa e quindi ha dovuto  darsi da fare presto, anche in cucina. In realtà non è stata un’estrema fatica perché cucinare gli piaceva proprio. Quando ero piccola, ogni tanto, lui si metteva ai fornelli e preparava gli involtini di mortadella. Era un piatto che aveva imparato a fare da sua mamma…

Nonna Maria è nata nel 1898. Ha vissuto entrambe le guerre. Faceva la sarta e pare che abbia cucito anche le divise per i soldati. Erano tempi duri e le bocche da sfamare erano tante. A volte non si sapeva proprio cosa mettere in tavola.

Gli involtini di mortadella sono decisamente un piatto povero. La mortadella costava poco, riuscire ad avere qualche uovo e un pezzetto di formaggio da qualche amica o vicina di casa che aveva gli animali non era difficile e un po’ di pane secco e di passata di pomodoro per fortuna non mancavano mai.

Involtini-di-mortadellaEcco quindi che con pochi ingredienti, la nonna riusciva a sfamare i forti appetiti dei suoi figli. Infatti gli involtini di mortadella erano anche un piatto bello sostanzioso o comunque in grado di riempire gli stomaci più affamati. Come dire: la necessità aguzza l’ingegno.

Questi involtini non sono particolarmente sofisticati, forse non sono neanche molto fotogenici ma per me rappresentano un ricordo estremamente prezioso ed è per questo che ho deciso di prepararli e fotografarli per il blog. Non è stato facilissimo perché mio papà non c’è più e mamma ricordava le dosi soltanto a occhio. Ho dovuto provarci due volte. Ma alla fine ce l’ho fatta. Eccovi quindi la ricetta.

Involtini-di-mortadella

INVOLTINI DI MORTADELLA

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INGREDIENTI (per 11 involtini):

  • 3 uova
  • 70 g circa di pangrattato
  • 70 g circa di parmigiano grattugiato (in realtà ci andrebbe il pecorino ma io volevo renderli un po’ meno strong)
  • 2 cucchiaini di capperi
  • 11 fette di mortadella (all’incirca 200 g)
  • 1 scalogno 
  • 200 g di passata di pomodoro
  • sale
  • pepe
  • prezzemolo
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Preparate il ripieno dei vostri involtini. In una terrina sbattete leggermente le uova per amalgamare tuorli e albumi. Aggiungete il pangrattato e il formaggio poco per volta in modo da poter valutare la consistenza dell’impasto che deve essere abbastanza morbido (non preoccupatevi perché durante la cottura si addensa senza problemi). Aggiungete il prezzemolo e i capperi. Salate e pepate. Mettete da parte.
  2. Prendete le fette di mortadella e farcitele col ripieno. Arrotolatele a forma di involtino e fermate ogni involtino con due stuzzicadenti. Mettete da parte.
  3. Fate rosolare lo scalogno in una padella rivestita di olio.  Quando sarà diventato trasparente, toglietelo dal fuoco per evitare che si rosoli troppo. Rabboccate l’olio nella padella e mettete a rosolare gli involtini. Rigirateli per quanto lo consentono gli stuzzicadenti. Quando si saranno ben colorati, aggiungete lo scalogno e la passata di pomodoro e fate cuocere per 30 minuti.