IMPARARE A NAVIGARE…MEGLIO UN PRANZO LEGGERO. SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI CON LIME, MENTA E ZENZERO

spaghetti-lime-menta-zenzeroSpesso nella vita ho cercato un luogo sicuro, un piccolo cantuccio, un’isola felice, un posto dove poter fuggire ai problemi che la vita quotidiana ci riserva. Non parlo dei problemi gravissimi, che quelli lo sapevo già che ti vengono a beccare ovunque tu sia. Intendo quelli più piccoli, quelli che in fondo lo sai che sono risolvibili, ma che comunque ti rompono le scatole, ti fanno venire l’ansia (ultimamente anche l’acidità di stomaco) e un pochino ti rovinano la giornata. Ho sempre pensato che, se avessi scelto il lavoro giusto, la giusta città in cui vivere, i giusti amici, avrei potuto incassare i colpi, tamponare la situazione.

Poi però ho iniziato a capire che non esiste il lavoro giusto, non esiste la città giusta e non esistono le persone giuste. E ho iniziato a capire che scappa oggi, scappa domani, la ricerca della tranquillità è una ricerca senza fine. E non si può passare la vita a scappare. E’ un po’ come se fossi una barca che naviga solo per cercare ogni volta un porticciolo sicuro. Appena il porticciolo in cui stava diventa fastidioso, riparte pensando che la prossima volta andrà meglio. E invece ogni volta tutto si ripete, in modo diverso, ma si ripete.

spaghetti-lime-menta-zenzeroE allora non mi resta che imparare a navigare…possibilmente a navigare a vista. Peccato che io non sia molto brava in questo. Giornata difficile? Ci penso anche la notte…Futuro lavorativo vagamente (e ripeto vagamente) preoccupante? Ci rimugino in ogni modo…Gente che mi fa incavolare? Una bella acidità di stomaco…tanto per gradire. L’unica cosa che sono in grado di fare e non farlo vedere molto all’esterno…Resta il fatto che questo atteggiamento è proprio l’esatto contrario del concetto di navigare a vista…

Ma vabbè, non si può fare altro che provarci. Provare a fermarsi un attimo ed escludere tutto, tutti i pensieri ansiogeni, riprendere il controllo e far sì che la nave possa navigare. Sempre. Anche in acque tempestose. Senza subire grossi contraccolpi o perdere pezzi…

Per riprendere il viaggio l’ideale è un piatto veloce, leggero e vagamente esotico, come questa pasta con lime, menta e zenzero. Un piatto fresco per rinfrescare la mente, per raffreddare i pensieri e provare a riprendere la navigazione…

spaghetti-lime-menta-zenzero

SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI CON LIME, MENTA E ZENZERO

…………………………

INGREDIENTI:

  • 100 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 5 cucchiai di olio evo
  • il succo di 2 lime
  • 15/20 g di foglie di menta 
  • 30/40 g di zenzero fresco
  • 320 g di spaghetti alla chitarra integrali

…………………………

COME SI FA:

  1. Spremete i lime, grattugiate lo zenzero e tritate la menta. Mettete da parte.
  2. Mettete il parmigiano in una ciotola e, mescolando, incorporate olio sufficiente ad ottenere una cremina morbida. Aggiungete il succo di lime, lo zenzero grattugiato e la menta tritata.
  3. Lessate la pasta in acqua salata e scolatela al dente, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura.
  4. Condite quindi gli spaghetti con sugo preparato unendovi, se necessario, qualche cucchiaio di acqua di cottura.

Salva

Salva

Salva

PROVARE, PROVARE E RIPROVARE. FILONE CON QUINOA SOFFIATA E SEMI DI PAPAVERO

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papaveroLa prima volta che ho fatto questo pane ero in pieno periodo “Pasta madre tutta la vita”. Non che adesso quel periodo sia passato. Continuo ad utilizzare la pasta madre con grande piacere e buoni risultati. Ma quella volta davvero sfornavo pane a tutte le ore. Vista questa passione, ho iniziato a cercare dei testi che potessero arricchire le mie conoscenze.

Mi sono, quindi, imbattuta nel fantastico libro di Riccardo Astolfi “Pasta Madre”. Dico fantastico perchè per me ha rappresentato l’ingresso a pieno titolo nel mondo della pasta madre. il libro, infatti, oltre a contenere tutta una serie di ricette davvero particolari e fantasiose, fornisce le nozioni base per il corretto utilizzo della pasta madre. Ormai Riccardo Astolfi è un vero esperto del mondo della panificazione. Oltre ad aver pubblicato il libr “Pasta Madre”, ha anche creato un blog e una comunità di “spacciatori” di pasta madre. Poi ha aperto anche una panetteria a Bologna.

Fatto sta che ho iniziato a provare buona parte delle ricette di Riccardo, tra cui anche questo pane con quinoa soffiata e semi di papavero. Me ne sono innamorata subito. Ha un consistenza così rustica e un sapore così piacevolmente aromatico che mi sono entrati subito nel cuore. La prima volta che l’ho fatto, questo blog non esisteva. Quindi niente foto, niente post, me lo sono pappato io e stop.

La seconda volta, ovviamente, smaniavo dalla voglia di postare la ricetta. Peccato che non ero ancora molto esperta con le pieghe laterali, con la conseguenza che il pane mi si è aperto sotto, con un effetto estetico non proprio bellissimo. Disperazione, incavolamenti varii e post annullato.

Non contenta, ci ho riprovato prima di iniziare il trasloco.  Questa volta il pane è venuto bene ma le foto erano una schifezza. Perchè, dovete sapere, io amo molto cucinare il pane e i biscotti ma fotografarli è una vera agonia. Non so mai come allestire un minimo set, ho sempre paura di essere troppo minimale, poi finisco per inserirci roba che non serve a nulla col risultato che alla fine mi innervosisco e le foto mi vengono male. Ecco perchè a marzo per una settimana ho dovuto saltare il post. Cosa che, come potete immaginare, mi ha fatto parecchio innervosire visto che per me postare ricette è un esercizio spirituale che va fatto con costanza.

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papaveroMa non mi sono data pervinta. Questo pane andava fatto e postato. Perchè è troppo buono. E il mondo, senza questo pane, è sicuramente un posto peggiore. E io devo assolurtamente contribuire alla divulgazione di questa ricetta. Questa volta ho lavorato con calma, mi sono presa il mio tempo e alla fine le foto sono venute discrete. O quanto meno in grado di rendere la rusticità e la piacevolezza di questo pane. Ho apportato una piccola modifica. Invece di usare la farina 0, come consiglia Riccardo, ho usato farina 2 macinata a pietra e farina Manitoba. Anche in questo modo, il risultato è stato ottimo.

Alla fine è proprio vero che repetita iuvant. Ripetere più volte questo pane e le sue foto mi ha certamente garantito un risultato migliore. Peccato che noi foodblogger dobbiamo provare sempre cose nuove e difficilmente ripetiamo più volte la stessa ricetta. Ma, chi lo sa, forse inaugurerò una nuova rubrica in cui ogni tanto mi cimento in vecchie ricette già postate per vedere se si possono migliorare ulteriormente. Vedremo…

Intanto sul concetto del “provare, provare e riprovare…”, mi è tornata in mente la divertente scena del film “Non ci resta che piangere”…Che dite? Ce la riguardiamo insieme? Eccovi il link. Ed eccovi anche la ricetta del pane…

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papavero

FILONE CON QUINOA SOFFIATA E SEMI DI PAPAVERO

…………………………

INGREDIENTI (per 1 filone):

  • 150 g di pasta madre rinfescata (o 75 g di lievito di birra)
  • 250 g di acqua
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo
  • 250 g di farina 1 macinata a pietra 
  • 250 g di farina Manitoba
  • 2 cucchiaini di sale
  • 100 g di quinoa soffiata
  • 50 g di semi di papavero

…………………………

COME SI FA:

  1. Sciogliete la pasta madre nell’acqua insieme al malto d’orzo.Se usate il lievito di birra dovrete dimezzare il tempo di lievitazione. Se non avete la quinoa soffiata, potete prepararla adesso facendo tostare in padella dei normali semi di quinoa per circa 10 minuti. Fate raffreddare.
  2. Mettete nella planetaria le farine e il sale. Mescolate, poi aggiungete l’acqua e il lievito. Iniziate a impastare.
  3. Aggiungete la quinoa e i semi di papavero e continuate a impastare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Lasciatelo quindi lievitare in un posto caldo e asciutto (come sempre io ho avvolto la ciotola in una coperta di lana) per 5-6 ore.
  4. Riprendete l’impasto, fate un giro di pieghe* e formate il vostro filone. Fatelo riposare sulla leccarda rivestita di carta da forno, coperto con un canovaccio, nel forno alla temperatura di 40 gradi per altre 2 ore.
  5. Accendete il forno e portatelo alla temperatura i 230 gradi. Cuocete il pane per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 200 e continuate la cottura per altri 30 minuti.

*Questa volta, dovendo preparare un filone, ho preferito fare la piegatura laterale. Si fa così. Rovesciate l’impasto sul tagliere infarinato. Dopo averlo leggermente appiattito e aver formato un rettangolo, piegato unlato sull’altro sovrapponendolo per 2/3 all’impasto. Prendete l’altro lato e sovrapponetelo al primo. Ruotate l’impasto a 90 gradi verso destra e ripetete la procedura. Fate riposare qualche minuto. Procedete poi a dare la forma che preferite.

 

UNA PASQUA ALTERNATIVA ANCHE A TAVOLA. TORTA BRIOSCIATA CON NOCI E CAFFE’

torta-briosciata-noci-caffèDevo essere sincera. Per il post di oggi non avevo pensato di suggerirvi questo dolce. Poi però mi sono ricordata che domenica è Pasqua. Cioé non è che non mi ricordavo di Pasqua (capirai…non vedo l’ora di avere qualche giorno di riposo). E’ che non mi sono resa conto che questo post è proprio quello della settimana santa. E io non ho fatto un piano editoriale per Pasqua. E così, mentre tutte le foodblogger infornavano volatili di vario genere (con le mandorle, con il glutine, senza glutine, col cioccolato e chi più ne ha più ne metta), io infornavo un pane.

E però, ormai lo sapete, come sono bravissima a sottopormi al pubblico ludibrio, sono pure bravissima ad autoassolvermi con estrema scioltezza. E stavolta il motivo della mia scarsa/assente programmazione ce l’ho bello caldo a portata di mano. Il trasloco. E’ lui. E’ colpa sua. Come avrei potuto, me tapina, pensare alla Pasqua tra scatoloni aperti e vestiti in giro alla rinfusa? Come avrei potuto programmare ricette pasquali quando, dopo il lavoro, riuscivo solo a buttarmi sul letto “a quattro di spade”? E su! Siate comprensivi!

In compenso però, improvvisando quà e là, oltre al pane, ho infornato questo stupendo dolce che ho visto su Sale&Pepe e che oggi vi propongo con tanto di faccia tosta. Che fosse stupendo non lo sapevo da prima. Anzi, avevo non poche perplessità. Poi però è stata una autentica rivelazione. In un eccesso di egoismo culinario, a casa mi è stato categoricamente impedito di portarne i resti in ufficio. Il che la dice lunga…

torta-briosciata-noci-caffèLa particolarità è che non è un dolce molto dolce (scusate il gioco di parole) in quanto lo zucchero non è molto ed è per giunta bilanciato dalle noci e dal caffé. Pensando alla Pasqua e alla colomba pasquale mi è venuto in mente che anche la colomba non è un dolce molto dolce. Inoltre, visto che questo dolce ha qualche problema di identità, può essere mangiato senza che si ribelli sia dopo pranzo il giorno di Pasqua che a colazione per un eventuale brunch di Pasquetta.

E allora perchè non provare qualcosa di alternativo sia pure nel solco della tradizione? Del resto quast’anno la mia Pasqua, pur essenso la stessa nelle modalità e con le stesse persone, sarà diversa come “contesto” in quanto tutto il contorno è mutato. In un contesto diverso ci sta pure che vi propongo un dolce diverso.

E allora non mi resta che scrivervi la ricetta e invitarvi ad osare e a trascorrere una serenissima Pasqua e una divertentissima Pasquetta.

torta-briosciata-noci-caffè

TORTA BRIOSCIATA CON NOCI E CAFFE’

…………………………

INGREDIENTI:

  • 15 g di lievito di birra fresco
  • 1,6 dl di latte
  • 450 g di farina bianca
  • 1 pizzico di sale
  • 50 g di zucchero bianco
  • 2 tuorli
  • 100 g di burro
  • 60 g di zucchero di canna
  • 80 g di gherigli di noce
  • 1 cucchiaio di caffè liofilizzato
  • 1 limone non trattato
  • burro e farina per lo stampo

…………………………

COME SI FA:

  1. Tagliate il burro a pezzetti e lasciatelo ammorbidire.
  2. Sbriciolate il lievito in una ciotolina. Aggiungete il latte appena tiepido e un cucchiaio di zucchero bianco. Mescolate finché il lievito non si sarà sciolto.
  3. In una ciotola più grande (o nella planetaria) mescolate la farina, lo zucchero bianco rimasto e il sale. Aggiungete i tuorli e il composto di latte e lievito. Iniziate ad impastare. Aggiungete quindi il burro e continuate a impastare per 10 minuti o comunque finché non avrete ottenuto un impasto liscio e omogeneo.
  4. Formate una palla, copritela con della pellicola e lasciatela lievitare per 2 ore in un luogo tiepido o avvolta da una coperta.
  5. Sgonfiate leggermente la pasta e formate un rotolo di circa 8 cm di diametro. Tagliate il rotolo a fette di circa 1 cm di spessore. Poi stendetele in piccole sfoglie di circa 1/2 cm di spessore.
  6. Tritate grossolanamente i gherigli di noce con lo zucchero di canna e la scorza di limone. Cospargete il composto sulla metà delle sfoglie. Cospargete le sfoglie rimaste con il caffè.
  7. Riempite uno stampo da kuglof di 20 cm di diametro, imburrato e infarinato, alternando i due tipi di sfoglie. Coprite lo stampo e lasciate lievitare per un’altra ora in un luogo tiepido.
  8. Cuocete il dolce in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40 minuti. Sformatelo e lasciatelo raffreddare su una gratella.

I DETTAGLI CHE FANNO LA DIFFERENZA. BISCOTTI AL LIMONE

Biscotti-al-limoneUn po’ di tempo fa mi è stato regalato il libro di Carlo Cracco “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno”. Come ho già detto più volte su questi schermi, non sono immune al fascino della cucina stellata. Se mi capita di partecipare ad eventi che hanno per protagonisti chef famosi o a degustazioni di loro piatti, partecipo più che volentieri (come vi raccontavo qui). Ma oggi non è di questo che voglio parlarvi.

In realtà, la ricetta di oggi mi ha fatto tornare in mente quel libro, ma non per le ricette in esso contenute, bensì per il principio di base che Cracco vuole esprimere. Il succo del libro, per come lo ho interpretato io, sta nel principio basilare secondo cui per preparare dei buoni piatti è importante la cura delle materie prima e la cura dei dettagli. Ovviamente i grandi chef hanno a disposizione materie prime e attrezzature che il comune cuoco casalingo non ha, ma in linea generale il principio ha una sua componente di verità.

Ricordo in particolare che ad un certo punto Cracco racconta il suo modo di fare l’insalata. E voi direte: ma che ci vorrà mai a fare un’insalata? E insomma…non è proprio così. E io questo lo ho capito grazie a lui. In quel trafiletto lo chef, oltre a fornire numero spunti in merito all’utilizzo di ingredienti inusuali per la classica insalata tipo la frutta e i semi, suggerisce di condire il tutto con una citronette o una vinaigrette preparata con una certa cura. Mescolare per bene il sale con l’olio e il limone (o con l’aceto) fa sì che il sale si sciolga uniformemente, che l’olio e il limone si mescolino fino a creare una bella crema densa in grado di avvolgere ogni singola foglia di insalata. Credetemi. Non è la stessa cosa che buttare alla rinfusa granelli di sale e cucchiaiate di olio. Se ne è accorta persino mia mamma che una volta (riempiendomi di orgoglio) ha esclamato “Certo che tu l’insalata la fai proprio bene!”.

Biscotti-al-limone1Poche righe e piccoli dettagli che hanno cambiato il mio modo di preparare la cosa più semplice del mondo, rendendola speciale. Perciò, quando sentirete qualcuno dire “…non perdere tempo. E’ la stessa cosa..”, oppure “…cosa cambia tra zucchero semolato e zucchero al velo…” o altre affermazioni del genere, siete legittimati ad arrabbiarvi, e anche parecchio. No. Non è la stessa cosa!

La ricetta di oggi mi ha fatto pensare a quel trafiletto e all’importanza dei dettagli. In questi biscotti, di per sé semplici, la differenza la fanno l’utilizzo dello zucchero al velo nell’impasto, la maizena e la bacca di vaniglia. La differenza si sente proprio. Lo zucchero e la maizena li rendono estremamente friabili in bocca (anche se ben compatti all’aspetto) e i semini di vaniglia, oltre che essere esteticamente carini da vedere, esaltano l’aroma del limone. E adesso la smetto di chiacchierare e vi scrivo finalmente la ricetta dei biscotti al limone.

Biscotti-al-limone2

BISCOTTI AL LIMONE

…………………………

INGREDIENTI:

  • 80 di burro morbido
  • 65 g di zucchero al velo
  • 1 baccello di vaniglia
  • la scorza grattugiata di 2 limoni
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 130 g di farina 0
  • 10 g di maizena
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero al velo per decorare

…………………………

COME SI FA:

  1. Impastate (con una planetaria o con una spatola) il burro con lo zucchero, la scorza di limone e i semi del baccello di vaniglia. Iniziate a lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido. Unite infine il succo di limone e il sale e mescolate.
  2. Aggiungete la farina e la maizena. Lavorate velocemente fino a che tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati. 
  3. Formate un rotolo di circa 5-6 cm di diametro, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo in frigorifero per almeno 2 ore.
  4. Scaldate il forno a 180 gradi, tagliate il rotolo a fette di circa 1 cm di altezza, mettetele sulla leccarda rivestita di carta da forno e cuocete per 10-12 minuti.
  5. Lasciate raffreddare i biscotti e cospargeteli con lo zucchero al velo.
  6. Conservate i vostri biscotti in una scatola di latta rivestita di carta da forno o in un barattolo di vetro.