DISSE UNA VOLTA UNA VECCHIA…PURE’ DI FAGIOLI CON FRUTTA SECCA

Purè-fagioli-frutta-seccaSecondo un vecchio detto del mio paese “..la vecchia non voleva morire perché aveva ancora tante cose da imparare”. Mai affermazione fu più vera, sia per la vita in generale che in  particolare per questo hobby del blog.

Il tempo non è mai abbastanza. E invece i libri da leggere sono sempre tantissimi, i posti da visitare un’infinità, le esperienze da provare numerose. E ovviamente tantissime sono anche le ricette da provare, le foto da fare e i post da pubblicare, e pochissimo è il tempo per imparare a farlo al meglio delle proprie possibilità. Ma ovviamente noi, donne coraggiose, non smettiamo di provare e, tra  imprevisti e traslochi, troviamo pure il tempo per schiaffarci un bel corso di foodphotograpy e foodstyling.

L’insegnante era la bravissima Monique (potete vedere le sue foto sul blog Miel & Ricotta), la location un bellissimo studio fotografico per il primo giorno e le bellissime stanze della Cascina Cuccagna per il secondo giorno, i compagni di corso un bel gruppo di matti. Il primo giorno è stato dedicato alle basi della fotografia, quindi utilizzo della reflex, controllo delle luci ecc., il secondo invece è stata tutto improntato sul foodstyling.

Purè-fagioli-frutta-seccaPurtroppo ero in pieno trasloco e quindi non sono riuscita a portare tutta l’attrezzatura necessaria ed ero anche parecchio stanca ma per fortuna i miei compagni di corso sono stati davvero tutti gentilissimi e disponibili. Inutile dire che il bilancio di questa esperienza è più che positivo. Ho imparato davvero tante cose e spero di riuscire a metterle bene a frutto per migliorare le mie foto e il mio blog in generale. Oltre all’apporto ovviamente fondamentale di Monique, anche il confronto con altri foodblogger è stato fruttuoso. I consigli su dove trovare i props o le attrezzature necessarie sono stati una manna dal cielo. Senza contare anche l’importanza del conforto quando vengono i momenti di pessimismo.

La ricetta di oggi è un piatto semplice, in grado di risolvere con stile una bella cenetta rustica. La ricetta l’ho trovata sul bellissimo libro di Csaba Dalla Zorza “Good Food” e subito mi è venuta voglia di provarla. Non saprei se classificarlo come un primo o un contorno. Secondo me, in base al momento, può essere tranquillamente adattato in quanto estremamente versatile. Eccovi la ricetta e speriamo che le foto siano decenti…sennò Monique mi picchia 🙂 🙂 🙂

Purè-fagioli-frutta-secca

PURE’ DI FAGIOLI CON MANDORLE, NOCI E PINOLI

…………………………

INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 350 g di fagioli cannellini secchi
  • 2 patate
  • 1/5 cucchiaino di sale grosso
  • 4 cucchiai di olio di evo
  • 3-4 rametti di timo fresco
  • 1 manciata di noci brasiliane
  • 1 manciata di mandorle
  • 1 manciata di pinoli
  • 1 spicchio di aglio
  • sale

…………………………

COME SI FA:

  1. Mettete i cannellini in una ciotola capiente, copriteli di acqua e lasciateli in ammollo almeno tutta una notte.
  2. Mettete i cannellini ammollati e scolati in una pentola capiente (possibilmente di ceramica), coprite con acqua fredda e mettete a cuocere a fuoco bassissimo. Cuocete per almeno 2 ore o comunque fino a che non sentirete i fagioli ben cotti. Poco prima di spegnere il fuoco, aggiungete il sale grosso. Fate cuocere altri 10 minuti e spegnete.
  3. Lessate le patate, sbucciatele, tagliatele a pezzi e schiacciatele con una forchetta fino ad ottenere una purea.
  4. Mentre le patate e i fagioli cuociono, scaldate l’olio in una padella piccola insieme allo spicchio d’aglio e al timo, poi aggiungete le mandorle a scaglie. Lasciatele tostare per circa 10 minuti. Spegnete la fiamma, aggiungete i pinoli e mettete da parte. Tagliate grossolanamente le noci con un coltello e unitele alle mandorle e ai pinoli.
  5. Prelevate i cannellini con una schiumarola, frullateli fino ad ottenere una purea. Aggiungete dell’acqua se il composto risulta secco. Mettete quindi la purea così ottenuta in una ciotola. Aggiustate di sale. Aggiungete la purea di patate.
  6. Mettete il purè in una pirofila, irroratelo con un filo d’olio e cospargetelo con le noci, le mandorle e i pinoli. Servite subito.

Salva

Salva

Annunci

IL SAPORE DI CASA E UN BUON RICOSTITUENTE. MUFFIN AL DOPPIO CIOCCOLATO

Muffin-doppio-cioccolatoCi eravamo lasciati con me che mi lamentavo come Lucia Mondella…e poi con me che facevo il risotto per esorcizzare la paura e ambientarmi meglio. Dopo qualche giorno nella mia nuova vita, eccomi invece a raccontare una certa particolare sensazione, o meglio un certo particolare sapore…il sapore che si prova tornando a casa…

Dieci giorni fa sono tornata a Senigallia. Che sensazione ragazzi! Appena varcato il casello dell’autostrada ho provato un senso di rilassamento pazzesco. La sensazione è stata proprio fisica…Mi sono sentita come quando si tira un bel sospiro di sollievo, come quando si rilassano tutti i muscoli, come quando capisci che puoi lasciarti andare, come quando guardi le strade e guidi sicura e con la musica a palla perché tanto le conosci a memoria, come quando senti parlare con l’accento marchigiano e quasi quasi potresti commuoverti, come quando senti l’odore del ciauscolo sulla pizza e pensi “…finalmente a casa…”.

Muffin-doppio-cioccolatoE poi assapori la tua pizza e pensi “…ma quanto è buono il ciauscolo…!” E soprattutto pensi “…questo ciauscolo lo posso trovare solo qui…”. Che poi non è sempre vero, però ti piace pensare che ciò che vivi in quel momento sia una cosa unica e irripetibile. Per chi non lo sapesse il ciauscolo è un tipico salame marchigiano la cui caratteristica è che, data la notevole quantità di parte grassa, rende alla grande se si fa sciogliere  sul pane o appunto sulla pizza.

Poi però, finita la pizza e finito il ciauscolo, bisogna tornare alla realtà e la realtà è che devo mettermi in forze perché bisogna riprendere a trottare. Dico così perché l’inizio non è stato proprio facile. Ho avuto qualche piccolo colpo di scena, della serie “ti aspettavi che andasse in un modo e invece…”. E quindi occorre qualcosa di rimettersi ai fornelli con qualcosa di facile ma che sia estremamente confortante e ricostituente. E qual’è un confort food per eccellenza? Il cioccolato…ovviamente. E allora niente può essere più confort che fare colazione con un buon muffin al doppio cioccolato. Per ritrovare il coraggio e la forza di ricominciare…ancora una volta. Eccovi quindi la ricetta.

Muffin-doppio-cioccolato

MUFFIN AL DOPPIO CIOCCOLATO

…………………………

INGREDIENTI (per 8 muffin grandi):

  • 300 g di cioccolato fondente
  • 100 g di burro
  • 100 ml di latte
  • 180 g di farina
  • 120 g di zucchero
  • 1 bustina di lievito
  • 2 tuorli e 4 albumi

…………………………

COME SI FA:

  1. Mettete in un tegamino 100 grammi di cioccolato a pezzi. Aggiungete il burro e il latte e fate sciogliere a fiamma moderata. Togliete dal fuoco e fate raffreddare. Nel frattempo riducete in scaglie il resto del cioccolato.
  2. In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero e il lievito.
  3. Aggiungete il composto di cioccolato, i 2 tuorli e il cioccolato a scaglie. Amalgamate il tutto. 
  4. Montate a neve i 4 albumi, poi versateli nella ciotola e incorporateli agli altri ingredienti.
  5. Versate il composto nei pirottini da muffin imburrati e infarinati. Fate cuocere i muffin nel forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti.

Save

Save

Salva

TUTTO IL BUONO DI OGNI POSTO. RISOTTO CON CRESCENZA E ROSMARINO

risotto-crescenza-rosmarinoEra abbastanza ovvio che iniziassi così. Eccomi in Lombardia, la patria del risotto. Direi che proprio non potevo esimermi. Non che ne avessi voglia (di esimermi intendo), perchè io adoro il risotto. E questo per il semplice fatto che mamma era una tipa curiosa e, negli anni in cui ha vissuto in Lombardia, ha pensato bene di imparare anche le ricette locali. Quindi, in pratica, sono cresciuta a focaccia pugliese e risotto, a orecchiette e cassoeula. Quindi ben venga un risotto per inaugurare questa mia nuova fase e rendere omaggio alla mia nuova regione di adozione.

Proprio come ho fatto quando sono arrivata nella Marche, adesso sono qui, tutta pronta a scoprire le bellezze e soprattutto le bontà locali. Perché proprio non esiste che io mi metta  a rimpiangere le bontà della Puglia o delle Marche. Ormai sapete come la penso: ogni posto è pieno di bontà, bisogna solo scoprirle. E se scoprirò che la salsiccia è più buona nelle Marche, pazienza. Lì mangerò le salsicce e qui mi consolerò con un buon risotto. E se qui non c’è la mozzarella del mio lattaro di fiducia in Puglia, amen. Mi consolerò scoprendo i piaceri della polenta taragna e dei pizzoccheri. Insomma, qui c’è tutto un mondo da scoprire!

risotto-crescenza-rosmarinoIn verità questa ricetta è adattisima al post di oggi anche perché la prima volta la ho mangiata in un posticino niente male della Brianza. Quella volta era con lo stracchino, io ci ho messo la crescenza. Ma vabbé. L’ispirazione mi è venuta lì. Che poi l’oste -praticamente un pazzo scatenato – credo sia di origini piacentine e quindi forse questo risotto è un pochettino spurio, diciamo così. Però mamma mia quanto era buono! E comunque io lo ho mangiato in Lombardia, quindi ci sta tutto.

Grossi consigli per questo piatto non ce ne sono. La procedura del risotto è quella classica. Forse ci sono due uniche accortezze. La prima è di tirare fuori da frigorifero la crescenza con un certo anticipo in quanto mescolarla da fredda al risotto ne farebbe abbassare la temperarura e il risotto è buono se è bello fumante. La seconda è tagliare il rosmarino a pezzetti poco prima di mescolarlo al risotto, in modo tale da non fargli perdere l’aroma. Tutto quì. Per il momento mi fermo qui. Passo e chiudo. Eccovi quindi la ricetta.

risotto-crescenza-rosmarino

RISOTTO CON CRESCENZA E ROSMARINO

…………………………

INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 30 g di burro
  • 1 scalogno
  • 300 g di riso Carnaroli
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • brodo vegetale
  •  200 g di crescenza
  • rosmarino
  • sale

…………………………

COME SI FA:

  1. Lavate il rosmarino e lasciatelo asciugare per bene. Tirate fuori la crescenza dal frigorifero.
  2. Sbucciate lo scalogno, tritatelo e fatelo rosolare in una casseruola con 30 g di burro.
  3. Unite il riso e tostatelo per 2 minuti. Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco.
  4. Aggiungete un mestolo di brodo e proseguite la cottura bagnando il riso con un mestolo di brodo non appena il precedente è stato assorbito. Regolate di sale.
  5. Quando il riso sarà al dente, fuori dal fuoco, unite la crescenza, mescolate finché non si è sciolta e lasciate riposare coperto per 2 minuti. Nel frattempo tagliate il rosmarino a pezzettini e aggiungetelo al riso.
  6. Servite il risotto ben caldo ed eventualmente aggiungete dell’altro rosmarino su ogni porzione non appena avrete impiattato.

LUCIA MONDELLA MI FA UN BAFFO…BISCOTTI INTEGRALI PER LA COLAZIONE

biscotti-integraliAdesso devo proprio dirvelo. Il dado è tratto. Tutto sta cambiando. La mia vita sta cambiando. Ho una nuova casa, un nuovo ufficio, una nuova città. Dopo quasi tre anni e mezzo di tribolazioni ce l’ho fatta. Raggiungo il mio compagno.

Finalmente posso provare ad avere una vita normale. Niente più valigia sempre aperta. Niente più calendario pieno di crocette (manco fosse una battaglia navale) per cercare ponti e ferie strategiche. Niente più domeniche passate in solitudine. Niente più stratosferiche bollette del telefono. Quando leggerete questo post io sarò nella fase “frastornata ma felice” (si spera) in quanto mi sarò già trasferita da qualche giorno. Ma mentre scrivo sono in una fase un pochino diversa…Io la ho ribattezzata la fase “Lucia Mondella mi fa un baffo”.

Cambiare tutto non è facile per niente. Dieci anni di vita in un posto e con certe persone non si cancellano in un attimo. In qualche modo mi ero creata una bella vita. Non era perfetta, di certo mancava qualcosa (forse più di qualcosa) ma comunque era bella. La verità è che non riesco più a vedere le cose solo bianche o solo nere. In poche parole il risultato di questie riflessioni è che sono immersa tra pacchi di libri, valige aperte, montagne di roba da stirare e musiche nostalgiche in sottofondo. Ogni tanto mi fermo e sospiro un po’…proprio come Lucia Mondella che dice addio ai monti…

biscotti-integraliChe poi io sono veramente una roba esagerata. Mi affeziono veramente a tutto. Persino agli oggetti. Figuriamoci ai posti, alle abitudini, alle persone. Io sono affezionata al mio macellaio, alla mia parrucchiera, persino alle persone che incontro ogni mattina sull’autobus. Per non parlare dei colleghi, della mia vicina di casa. Non sono una di quelle che dice “Ok. Questa fase della vita è passata. Andiamo avanti”. Io rimugino e piagnucolo, rimugino di nuovo, mi lamento con le persone che mi amano. Tanto che veramente, se dovessi beccare qualcuno con le scatole girate, avrebbe ragione a rispondermi “Ma insomma! L’hai voluto tu!”…Eh, lo so. Ma purtroppo sono fatta così.

Tra un pacco e l’altro e tra una valigia e l’altra, ho pensato di cucinare un po’ di ricette per il blog visto che non sapevo quando sarei riuscita a cucinare di nuovo. Mi serviva una ricetta veloce, collaudata. Questi biscotti li ho fatti davvero tante tante volte e mi piacciono tantissimo. Sono di farina integrale e non sono molto dolci, perciò sono perfetti per una colazione leggera ma senza sacrificare il piacere dell’inzuppo. Eccovi quindi la ricetta e alla prossima volta.

biscotti-integrali

BISCOTTI INTEGRALI

…………………………

INGREDIENTI (per circa circa 20 biscotti):

  • 50 g di fiocchi di avena
  • 170 g di farina integrale
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di lievito
  • 45 g di zucchero
  • 100 g di burro
  • 1 uovo
  • una manciata di fiocchi di avena per decorare

…………………………

COME SI FA:

  1. Frullate i fiocchi di avena fino ad ottenere una farina non troppo sottile. Sbattete leggermente l’uovo con una forchetta.
  2. Mettete nella planetaria la farina di avena, la farina integrale, il sale, il lievito, lo zucchero, il burro a cubetti e l’uovo. Azionate a media velocità per circa 20 secondi o comunque per il tempo necessario ad ottenere delle grosse briciole. Versate l’impasto sulla spianatoia e finite di impastarlo con le mani. Dategli la forma di un panetto piatto. Avvolgettelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo per almeno mezz’ora.
  3. Riprendete, quindi, l’impasto. Tagliatelo in piccoli pezzi e stendete i singoli pezzi in sfoglie dello spessore di 5 millimetri. Mettete le sfoglie nel congelatore per 5 minuti. Questo perché l’impasto è morbido e potreste avere difficoltà a lavorarlo.
  4. Tirate fuori dal frigo le sfoglie una per volta. Quindi utilizzate un tagliabiscotti della forma desiderata. Posizionate i biscotti su una leccarda rivestita di carta da forno. Spennellateli con del latte e decorateli con i fiocchi di avena.  Quando avrete terminato, mettete la leccarda in frigo per circa 15-20 minuti. In questo modo, in fase di cottura, i biscotti non perderanno la loro forma.
  5. Preriscaldate il forno a 190 gradi. Trascorsi 30 minuti di raffreddamento in frigo, prendete la leccarda, mettetela nel forno e cuocete i biscotti per 12-15 minuti.
  6. Conservate i vostri biscotti in una scatola di latta rivestita di carta da forno o in un barattolo di vetro.