AUGURI, BUONI PROPOSITI E L’ULTIMA RICETTA DEL CHRISTMAS PROJECT. RISOTTO ALLE NOCI CARAMELLATE

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Ed eccoci finalmente arrivati. L’attesa è finita. Natale è qui. E’ arrivato. Manca davvero un soffio. Che bello, vero? In questo ultimo post, prima delle lunghe festività, ho pensato di dire due parole sui buoni propositi per l’anno nuovo.

Ci ho pensato a lungo. Ho cercato di individuare le cose che vorrei realizzare nel 2017. Ho cercato di fare una elenco. Ma qualcosa non mi quadrava. Nel senso che all’improvviso mi sono accorta di non avere proprio voglia di fare lo sterile elenco delle cose da fare. La mia vita è parecchio incasinata tutti i giorni e quindi sono piena di liste di cose da fare. Non ho bisogno di farne altre. Anzi: ultimamente mi mettono proprio l’ansia.

E allora ho pensato, piuttosto, che una cosa buona da fare per me poteva essere pensare ad alcune qualità, modi di essere, doti caratteriali che, nell’anno 2017, avrei potuto provare a coltivare. Non sono una di quelli che pensa di non poter cambiare. Penso, invece, che con la buona volontà, pur non potendo modificare i nostri caratteri essenziali, alcuni miglioramenti possono essere fatti.

E allora per prima cosa nel 2017 vorrei coltivare la dote della stabilità. Elisabeth Gilbert lo spiega benissimo. Il mondo è caotico. Per sopravvivere a tutto ciò l’unico modo è mantenere la calma interiore. Se immaginiamo che l’universo sia la ruota di un grande motore che gira, è evidente che ciò che bisogna fare è stare vicino al centro, proprio nel mezzo della ruota, e non sul bordo, dove il movimento è frenetico e può farci del male. La trovo una immagine molto significativa. Anche se non sempre riesco a mettere in pratica questo insegnamento, lo tengo sempre a mente e lo custodisco gelosamente.

Nell’anno nuovo vorrei anche coltivare la versatilità. I cambiamenti del mondo mi piacciono , quelli della mia vita un po’ meno. Cambiare mi spaventa, anche quando penso che la nuova situazione sarà meglio di quella precedente. E allora ci penso, ci ripenso, cerco inutilmente di  visualizzare tutte le variabili e di preparare delle contromisure. Non riesco a lasciarmi andare. Questo è quello che vorrei imparare a fare: accogliere i cambiamenti come una nuova linfa e riuscire a cavalcare l’onda così come viene.

risotto-noci-caramellateE però per essere versatili e mantenere la propria stabilità bisogna avere anche qualcos’altro. Sto parlando della fiducia in se stessi. Se riuscissimo a pensare che, qualunque cosa succeda, saremo in grado di superarla con le nostre capacità e che comunque siamo meritevoli di stima e rispetto anche con i nostri limiti, saremmo già un pezzo avanti!

Certo non è facile avere fiducia, visto che il mondo è pieno di gente pronta a farti sentire stupida, incompetente, insignificante, incapace e banale. E allora l’altro proposito è di coltivare una certa dose di indifferenza nei confronti di persone che non meritano troppi pensieri.

Ed infine vorrei smettere di avere sempre paura e coltivare l’ottimismo e la positività. Credo che, se si riesce a pensare positivo, si crea un’aura capace di far sì che poi gli eventi siano meno catastrofici di come temevamo.

E allora non mi resta che augurarvi ogni bene, un buon Natale e un bellissimo 2017, pieno di eventi belli e miglioramenti personali, pieno di gioia, di sorrisi e di persone che vi amino. E adesso la smetto davvero perché Natale è vicino e tutti vogliamo solo chiudere la porta di casa, chiudere il pc e festeggiare con le persone che più amiamo. Ultimissima cosa. Ovviamente la ricetta, la terza e ultima del Chrismas Project.  Un elegante ed insolito risotto alle noci caramellate da gustare il giorno di Natale o a Capodanno, o quando volete voi.

Ancora tanti auguri e arrivederci a gennaio.

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RISOTTO ALLE NOCI CARAMELLATE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 250 g di riso Carnaroli
  • 100 g di robiola
  • 12 gherigli di noci
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 1 scalogno
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • brodo vegetale
  • 40 g di burro
  • rosmarino
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Sbucciate lo scalogno, tritatelo e fatelo rosolare in una casseruola con 20 g di burro e 1 dl di brodo. Quando il brodo sarà evaporato, unite il riso e tostatelo per 2 minuti. Aggiungete un mestolo di brodo e proseguite la cottura bagnando il riso con un mestolo di brodo non appena il precedente è stato assorbito.
  2. Intanto fate sciogliere il burro rimasto in padellino, aggiungete i gherigli di noci con un po’ di rosmarino e una macinata di pepe. Aggiungete lo zucchero e fate caramellare a fiamma bassa. Trasferite le noci su un foglio di carta da forno, lasciatele raffreddare e tritatele grossolanamente.
  3. Quando il riso è al dente, fuori dal fuoco unite la robiola e il parmigliano, regolate di sale e lasciate riposare coperto per 2 minuti.
  4. Servite il risotto con le noci e una macinata di pepe.

 

CINQUE COSE CHE AMO (O AMAVO) DELLE FESTIVITA’ NATALIZIE E LA SECONDA PROPOSTA DEL CHRISTMAS PROJECT. SALMONE AI PISTACCHI CON GRANITA DI BARBABIETOLE

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E fu così che ci presi gusto. Alle liste intendo. L’ultima  volta che ne avevo parlato lo avevo fatto in modo – diciamolo – un tantino snob…Della serie “Ma a cosa serviranno mai” o “Chissà perché piacciono così tanto” e bla bla bla. La verità è che mi sono accorta che fare le liste mi aiuta a focalizzare l’attenzione su qualcosa di concreto e specifico. E questo mi piace. Perchè io tendo ad essere davvero troppo cerebrale. Ma non nel senso buono della parola ma nel senso che faccio davvero troppi rimuginamenti. E allora ben vengano le cose concrete e specifiche. Inoltre ho pensato che poteva essere carino parlare delle festività in questo modo. Magari può fornire uno spunto per fare attenzione a cose di cui magari non ci accorge. E allora via. Ecco le cinque cose che amo delle feste.

1. L’atmosfera prima del Natale. In questo sono una leopardiana irriducibile. Il buon Giacomino Leopardi aveva davvero capito tutto. Il sabato del villaggio è la sintesi perfetta del mio pensiero. Davvero pensate che il momento più figo sia la Vigilia, o il 25 dicembre o Capodanno? Davvero davvero? Ma noooo! E’ chiaro che no! Il bello è prima! Il bello è l’attesa! E quando parlo di attesa intendo tutto il pacchetto, cioè anche le cose che lì per lì ci fanno innervosire. Tipo il traffico impazzito, tipo la ressa nei negozi, tipo le cene natalizie tra colleghi alle quali proprio non ti importa di andare, tipo lo sforzo mentale per capire cosa regalare a chi, tipo i Babbi Natale appesi ai balconi che ogni volta ti prende un colpo perchè pensi a un imminente furto, o a un suicidio. Insomma…così così. Il grande rito collettivo del Natale…Ma intendo anche le cose belle. Come le luminarie per le strade, i negozi luccicanti, la musica natalizia in ogni dove, sistemare gli addobbi con i tuoi cari, rivedere gli amici che non vedevi da tempo, avere l’occasione per cucinare cose buone alle persone che ami. Fidatevi di me…il vero piacere è nell’attesa.

2. La partita a scopa con il nonno. Quando ero piccola, le festività natalizie erano l’accasione per stare anche con i nonni. Mio nonno era un gran bell’uomo. E non lo dico perché era mio nonno. Era alto, biondo e con gli occhi azzurri. L’unico in una famiglia dove tutti abbiamo occhi e capelli scuri. E già questo basterebbe. Ma di bello aveva anche che, quando rideva, i suoi occhi ridevano anch’essi formando tante piccole rughettine troppo troppo simpatiche. Da buon contadino vecchio stampo, il nonno era un vero campione nel giocare a scopa. Per questo era solito intrattenermi con una breve partitella prima che si desse inizio alla cena della Vigilia. La breve partita era breve perché io perdevo subito, e lui era lì che rideva sornione…

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3. Il puré di patate. Cosa si mangia la notte di San Silvestro? Il cotechino. A cosa si accompagna il cotechino? Alle lenticchie. Come lo mangio di solito io? Con il puré di patate. Lo so. Sono strana ma è così. Sulla mia tavola ci sono anche le lenticchie, ma il puré non può mancare. E’ una consuetudine che non ricordo quando è iniziata. Ovviamente la ha incominciata mia mamma per accontentare me che frignavo perche non volevo le lenticchie. Poi però, col tempo, ha assunto un significato diverso. Perchè per il resto dell’anno il puré non veniva fatto molto spesso. Era un po’ lunghetto da fare, bisognava lessare le patate, schiacciarle quando erano ancora calde e così via. E mamma, poverina, davvero non aveva tempo. Ma la notte di San Silvestro, cascasse il mondo, il purè c’era. Insomma è diventato un gesto di affetto particolare, un qualcosa che lei faceva solo per me. Persino adesso che sono adulta ogni tanto le chiedo “Mamma l’ultimo dell’anno mi fai il puré?”…e lei si mette a ridere.

4. I botti. E’ vero. Sono sciocchi. Sono politicamente scorretti. E non è che io voglia incentivarne l’uso. Lungi da me. Del resto a casa mia il massimo della vita sono le bottigliette coi coriandoli e le fontanelle (a casa mia si chiamano fontanine). Solo che mettermi sulla finestra a sbirciare per vedere da che direzione verrà sparato il più grosso mi fa proprio ridere. Perché poi, se si abita in un paese piccolo, capire la direzione è fondamentale. Se capisci la direzione, capisci pure che il botto proviene dalla casa del sor Pasquale, che è da ieri che sistema la serie dei botti sul balcone manco fosse Rambo sotto assedio. Vabbé. E’ una debolezza. Lo so. Ma a Natale siamo tutti più buoni e quindi voi mi vorrete bene ugualmente…vero?

5. I buoni propositi per l’anno nuovo. Di solito li faccio anche a settembre. Ma anche alla fine dell’anno mi piace molto farli. Mi piace pensare che si possa chiudere un capitolo e aprirne un altro, nuovo, diverso, più bello, più felice. E allora mi impegno. Li faccio. Solo nella mia testa però. Poi non li metto mai per iscritto. Ma nella testa li faccio sempre. Ma quest’anno sarà diverso. Lo prometto. Li metterò nero su bianco. Onde evitare scuse per non metterli in pratica…

Mentre rimugino sul punto 5, vi scrivo la ricetta della seconda proposta del Christmas project. Questo è davvero un piatto passepartout Va bene per la Vigilia, va bene per San Silvestro e io non escluderei neanche Capodanno. Insomma, decidete come più vi aggrada. Un abbraccio e alla prossima volta per scambiarci gli auguri…

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SALMONE AI PISTACCHI CON GRANITA DI BARBABIETOLE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 1 o più filetti di salmone da circa 800 g
  • 80 g di pistacchi sgusciati
  • 40 g di grana grattugiato
  • 1 scalogno
  • 1 barbabietola grossa cotta al vapore
  • 300 g di cavolini di Bruxelles
  • 20 g di burro
  • olio evo
  • sale
  • pepe in grani

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COME SI FA:

  1. Pelate la barbabietola, frullatela con 1/2 dl di acqua e una macinata di pepe. Poi fatela gelare in freezer mescolandola di tanto in tanto.
  2. Scottate i pistacchi in acqua bollente per un minuto, scolateli e sfregateli in un canovaccio da cucina in modo da eliminare la pellicina che li riveste. Tenetene da parte un cucchiaino. Trasferite gli altri nel mixer e frullateli con il grana, lo scalogno sbucciato, 3 cucchiai di olio, una presa di sale e una macinata di pepe fino ad ottenere una pasta omogenea.
  3. Eliminate le lische e la pelle dal filetto di salmone e tagliatelo a trancetti. Trasferitelo in una teglia rivestita di carta da forno e ricomponete la forma del filetto. Spennellatelo con il pesto di pistacchi e cospargetelo con i pistacchi tenuti da parte e tritati grossolanamente.
  4. Cuocete il salmone in forno a 200 gradi per 25 minuti fino a che inizia a dorare. Intanto, mondate i cavolini, lessateli in acqua per 5 minuti, scolateli e ripassateli in padella con il burro e una presa di sale.
  5. Togliete il salmone dal forno e servitelo con la granita di barbabietola e i cavolini.

IL BABBO NATALE CHE VENNE DALLE SCALE E LA PRIMA PROPOSTA DEL CHRISTMAS PROJECT. TRONCHETTO DI NATALE CON CREMA SPECULOOS

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C’era una volta una piccola principessa che viveva felice e contenta con la sua mamma e il suo papà in un grande castello bilocale che si trovava in una contea chiamata Apulia. Il castello era grande perché era pieno di amore ma era un bilocale perché aveva solo due piccole stanze. E allora il re e la regina avevano deciso che il lettino della principessa poteva essere sistemato in un angolo della cucina perché lì c’era abbastanza spazio anche per tutte le bambole e gli orsacchiotti amici della principessa.

Quando arrivava Natale, la piccola principessa, come tutti gli altri bambini del mondo, aspettava trepidante l’arrivo di Babbo Natale. Di solito Babbo Natale non arrivava dal camino, come negli altri castelli, ma da un qualcosa di simile chiamato “cucina fracassé”. Infatti, nella contrada Apulia, si era soliti costruire i castelli munendoli di una cucina fracassé, cioé di una struttura che racchiudeva tutto il piano che serviva per la cottura del cibo, era collegata direttamente con la canna fumaria e spesso aveva sotto di sé anche un forno elettrico. La prima volta che era stato a trovare la principessa, Babbo Natale aveva deciso che la strada del fracassé era di gran lunga la più comoda per entrare indisturbato dentro il castello. Quell’anno però qualcosa andò storto…

Era la mattina di Natale…erano appena scoccate le 6. La piccola principessa, quasi a presagire il peggio, si svegliò improvvisamente. Guardò subito verso il fracassé…L’urlo fu straziante…”Mammaaaaaaaaa!! Babbo Natale non mi ha portato nienteeeeeeeee!!”. Il re e la regina si svegliarono di soprassalto e corsero a soccorrere la principessa che piangeva disperata. Nel trambusto generale, mentre il re asciugava le lacrime della principessa cercando di consolarla, la regina si allontanò furtivamente uscendo di soppiatto dalla porta d’ingresso. Dopo qualche minuto, la regina tornò nel castello. Aveva in mano i regali della principessa e disse sorridendo “Babbo Natale quest’anno si è sbagliato…è salito per le scale, ma la porta era chiusa e allora ha lasciato i regali sul gradino”. La principessa ritrovò il sorriso e potè scartare i suoi tanto desiderati regali.

Dopo molti anni, quando la principessa era ormai grande, il re e la regina le raccontarono che in realtà Babbo Natale aveva lasciato a loro i suoi regali, ma loro li avevano depositati in custodia alla regina-zia, che aveva un castello al piano di sotto, affinché li custodisse fino al giorno di Natale. Poi, però, stanchi della lunga giornata di lavoro si erano dimenticati di ritirarli…

Perché Babbo Natale esite davvero! I regali li aveva portati lui! E’ solo che con l’età è diventato è un po’ più stanco e si affida ad assistenti un po’ pasticcioni…

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Non è Natale senza almeno un racconto magico…vero? 🙂 Ma adesso torniamo alla realtà. Eccoci dunque alla prima proposta del mio Christmas project di quest’anno. A casa mia non si faceva, ma io ne sono stata sempre affascinata. Una volta, una conoscente di mia zia ce ne regalò uno e ricordo che ne rimasi davvero estasiata, sia dalla forma che dal sapore. Quest’anno ho deciso di provare a realizzarlo. L’ispirazione l’avevo avuta l’anno scorso dalla mitica Giulia di Juls Kitchen, che ne aveva preparato uno davvero bellissimo e invitante. Perciò ho deciso di partire dalla sua ricetta ma di apportare alcune modifiche.

La modifica principale è la crema speculoos per il ripieno. Per chi non lo sapesse, la crema speculoos è una crema spalmabile che viene preparata con gli omonimi biscotti speculoos. Si tratta di biscotti speziati molto utilizzati in Belgio e Olanda. Ed in effetti io ho comprato la crema speculoos proprio all’aereoporto di Bruxelles in occasione di una vacanza. In Italia non è facilissimo trovarla ma non preoccupatevi! Intanto potete prepararla voi con questa ricetta che ho trovato sul blog Miele e Ricotta della bravissima Monique. L’unica cosa è che, in tal caso, dovrete preparare anche i biscotti con questa ricetta. Se però non avete voglia di fare tutto ciò e la crema speculoos proprio non riuscite a trovarla, non dovete fare altro che lasciare andare la fantasia. In commercio esistono un sacco di creme che potete utilizzare per preparare il vostro tronchetto di Natale personalizzato.

Come vi accennavo la scorsa volta, l’intento del Christmas project sarebbe quello di proporvi piatti-passepartout che a vostra scelta potrete cucinare in una qualsiasi delle festività. Ovviamente per la ricetta di oggi avete un po’ meno scelta. Sarete d’accordo con me sul fatto che quì si gioca facile: o la Vigilia di Natale o il giorno di Natale. Ma adesso basta…stavolta ho chiacchierato davvero troppo. Eccovi dunque la ricetta del tronchetto di Natale.

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TRONCHETTO DI NATALE CON CREMA SPECULOOS

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INGREDIENTI:

Per la pasta biscuit:

  •  5 albumi
  • 75 g di zucchero
  • 6 tuorli
  • 50 g di zucchero
  • 100 g di farina 0
  • 50 g di fecola di patate
  • burro per ungere la carta da forno

Per la bagna:

  • 50 ml di acqua
  • 50 g di zucchero
  • 50 g di rum

Per la farcitura:

  • 220 g di ricotta di mucca
  • 200 g di crema speculoos

Per la decorazione:

  • 150 g di cioccolato fondente
  • 150 ml di panna fresca
  • un cucchiaio di cacao

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COME SI FA:

  1. Il giorno prima o la mattina appena svegli, mettete la ricotta in un colino per eliminare l’acqua in eccesso.
  2. Preparate la bagna al rum. Mettete a bollire l’acqua con lo zucchero fino al completo scioglimento. Aggiungete il rum e lasciate raffreddare. Se non amate molto i dolci troppo umidi, non preoccupatevi. Potete tralasciare la bagna o diminuirne le dosi perché comunque il ripieno e la decorazione tenderanno a inumidire il biscuit e ad evitare che il dolce si secchi.
  3. Preriscaldate il forno a 250 gradi.
  4. Preparate la pasta biscuit. Montate gli albumi con 75 g di zucchero a neve ferma…io direi…molto ferma. Mettete da parte. Montate i tuorli con 50 g di zucchero finché non saranno diventati chiari e spumosi. Incorporate quindi le due masse con movimenti delicati dal basso verso l’alto. Setacciate la farina con la fecola di patate e incorporatele delicatamente nella massa montata, sempre con movimenti dal basso verso l’alto.
  5. Foderate di carta da forno la leccarda o un’ampia teglia e imburratela. Versate l’impasto e livellatelo per bene con una spatola dandogli uno spessore di circa 1 centimetro. Cuocete in forno caldo per 5 minuti o comunque fino a doratura.
  6. Inumidite un canovaccio da cucina e stendetelo sul tavolo. Se riuscite a procurarvelo o ne avete uno in casa, io vi consiglio di utilizzare uno spruzzino. Vi garantirà una umidità uniforme, altrimenti correte il rischio di avere delle zone più bagnate alle quali l’impasto potrebbe attaccarsi. Se dovesse succedere però non preoccupatevi. Basterà maneggiare l’impasto con un po’ più di cautela. Appena la pasta biscuit è pronta, toglietela dal forno e capovolgetela sul canovaccio. Staccate delicatamente la carta da forno e, aiutandovi con il canovaccio, arrotolate la pasta su se stessa dal lato corto. Lasciatela in posizione.
  7. Preparate quindi il ripieno. Mescolate la ricotta con la crema speculoos. Lavoratela per bene con la forchetta e poi con una spatola in silicone in modo da eliminare eventuali grumi.
  8. Srotolate delicatamente la pasta biscuit e spennellatela con la bagna (se avete deciso di utilizzarla). Quindi spalmate uniformemente il ripieno di ricotta e crema speculoos e avvolgete di nuovo la pasta biscuit su se stessa.
  9. Posizionate il rotolo su di un piatto. Tagliate quindi un pezzo di rotolo che andrà a formare il ramo laterale.  Dall’altro lato del rotolo tagliate trasversalmente un altro pezzetto di impasto (più piccolo del primo) per avere proprio la forma di un trochetto. Mettete il rotolo in frigo.
  10. Preparate la ganache al cioccolato. Versate la panna in un pentolino e portatela a bollore. Nel frattempo, con un coltello, sminuzzate il cioccolato fondente e mettetelo in una ciotola. Versate quindi la panna sul cioccolato e mescolare con l’aiuto di una frusta fino a completo scioglimento. Fate raffreddare a temperatura ambiente. Non mettete la ganache nel frigorifero perchè potrebbe indurirsi troppo e diventare difficilmente maneggiabile anche dopo averla montata. Montante quindi la vostra ganache con le fruste elettriche finché non sarà diventata ben soda.
  11. Riprendete il rotolo e stendete la ganache sul dolce. Disegnate con una forchetta un motivo che ricordi la corteccia di un tronco e spolverate col cacao amaro.
  12. Lasciate raffreddare il dolce in frigo per qualche ora prima di servirlo. Se avete spazio a sufficienza in freezer potete anche surgelarlo e quindi prepararlo con un certo anticipo rispetto al giorno della Vigilia di Natale o di Natale. Così avrete più tempo per altre preparazioni che magari vanno fatte al momento.

I MENU’ DELLE FESTE E IL MIO CHRISTMAS PROJECT. BISCOTTI ALLE MANDORLE TOSTATE.

biscotti-mandorle-tostateEd eccoci giunti velocemente a dicembre. Ovviamente a dicembre il tema è uno solo e non può che essere così. Natale, Natale, Natale. L’anno scorso, di questi tempi, ero veramente alle prime armi e quindi non sono stata in grado di pianificare un vero progetto per il blog. Quest’anno sarà diverso…spero…insomma…ci provo. Prima di illustrarvi il mio Christmas project (non sono una fanatica dell’inglese a tutti i costi ma stavolta ci stava alla grande) sono necessarie un paio di premesse.

La prima è che, a voler essere proprio efficienti, il blog dovrebbe contenere delle ricette in grado di coprire tutti i menù delle feste. Cioé: antipasto, primo, secondo, dolce. Il tutto per Vigilia di Natale, Natale, Santo Stefano, San Silvestro, Capodanno (l’Epifania non ce la metto perchè tutte le feste si porta via e siamo tutti ingolfati di cibo ed è meglio non mangiare). Ovviamente nessuno riesce a fare questo, o meglio io sicuramente no! Questo fatto genera che, nell’esigenza di dover scegliere, mi verrebbe di scegliere Natale e quindi finirei per proporre solo ricette per Natale. E vabbé…ma non è giusto! E il povero Capodanno! Le feste son feste! Tutte quante! Mica esiste solo Natale!

Per questo motivo ho pensato di fare così. Vorrei provare a realizzare una ricetta per  ogni festa, o quasi. Mi spiego meglio. Vorrei proporvi un piatto per la Vigilia di Natale e/o Natale, uno per San Silvestro e uno per Capodanno.  Saranno un primo, un secondo e un dolce. E saranno dei piatti-passepartout nel senso che non saranno strettamente legati alla singola festa (forse solo uno lo sarà) ma potrete decidere voi se proporli a San Silvestro o alla Vigilia di Natale, il giorno di Natale o a Capodanno. E’ ovvio che qualcosa potrebbe anche andare storto e in quel caso, miei fedelissimi lettori, sono certa che non mi toglierete il saluto né mi priverete della vostra stima. Vero? 🙂 Anche perché tutto questo non è una gara, ma solo un bel gioco per aspettare al meglio le più belle feste dell’anno..

biscotti-mandorle-tostateLa seconda premessa è che non si poteva iniziare il Christmas project senza una ricetta che fosse un po’una sorta di prologo, di artefatto -chiamatelo come volete-   rispetto al vero e proprio menù delle feste.  Lo avete letto nel titolo. Si tratta dei biscotti di Natale. In realtà i biscotti si fanno nei giorni precedenti al Natale, anche perché in molti casi vengono usati per addobbare l’albero o vengono utilizzati per dei piccoli pensierini. Poiché sono un’amante dei biscotti in generale, nel blog ci sono varie ricette che potete utilizzare per i vostri addobbi o regali o semplicemente per poter gustare più sapori diversi. Eccovi quindi i link alle ricette di biscotti presenti nel blog.

  1. Biscotti al cioccolato e fleur de sel
  2. Biscotti di farro e quinoa con arancia e cacao
  3. Biscotti digestive con burro salato fatto in casa
  4. Biscotti di grano saraceno e nocciole
  5. Canestrelli liguri
  6. Ricciarelli

Ed eccovi infine anche la ricetta di questi biscotti alle mandorle tostate. La ricetta in sé è abbastanza semplice e conosciuta. Solo che ho pensato di seguire un consiglio di Ernst Knam. Una volta lo ho sentito dire che è buona regola tostare sempre la frutta secca prima di utilizzarla nei dolci perché il suo sapore ne viene notevolmente esaltato. Ed in effetti è proprio così. La mandorla si sente parecchio di più. Inoltre l’intento originario era di farli a forma di stella. Poi però mi sono resa conto che le formine a mia disposizione avevano le estremità troppo strette ed essendo l’impasto parecchio morbido le stelle non riuscivano ad uscire dalla loro formina. Dopo un primo momento di panico, mi sono calmata, ho invocato lo Spirito del Natale e ho pensato “Ma chi se ne importa delle stelline! Li faccio semplici semplici e tondi tondi e comunque vada sarà un successo”. Tutto è bene quello che finisce bene. E’ inutile…lo spirito del Natale esiste davvero!

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BISCOTTI ALLE MANDORLE TOSTATE

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INGREDIENTI (per circa 40 biscotti):

  • 120 g di mandorle tostate 
  • 250 g di farina 0
  • 120 g di zucchero 
  • 190 g di burro
  • 1 uovo intero
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 pizzico di sale
  • un albume d’uovo
  • 50 g di granella di mandorle tostate per decorare

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COME SI FA:

  1. Frullate le mandorle tostate con un cucchiaio di zucchero fino ad ottenere una farina.
    Miscelate la farina di mandorle e la farina 0 e sistematele a fontana sulla spiantoia. Aggiungete lo zucchero rimanente, il burro a pezzetti, l’uovo e la vanillina. Attenzione al burro: tenetelo in frigo fino al momento di utilizzarlo perchè, anche se per essere lavorato deve essere morbito, si ammorbidirà facilmente col calore delle vostre mani. Lavorate l’impasto fino ad ottenere ad ottenere una palla che terrete in frigo, avvolta nella pellicola, per almeno mezz’ora. Ovviamente potete fare il tutto anche con l’aiuto di un mixer o di una planetaria.
  2. Riprendete, quindi, l’impasto. Tagliatelo in piccoli pezzi, stendete i singoli pezzi in sfoglie dello spessore di 5 millimetri. Siate precisi perchè, se i biscotti sono troppo sottili, potrebbero bruciarsi in cottura. Mettete le sfoglie nel congelatore per 5 minuti. Questo perché l’impasto è davvero morbido e potreste avere difficoltà a lavorarlo.
  3. Tirate fuori dal frigo le sfoglie una per volta. Quindi utilizzate un piccolo coppapasta per ottenere i biscotti e posizionateli su una leccarda rivestita di carta da forno. Per 40 biscotti avrete bisogno di due leccarde. Spennellate i biscotti con l’albume e decorateli con la granella di mandorle tostate. Quando avrete terminato, mettete le due leccarde  in frigo per circa 30 minuti. In questo modo, in fase di cottura, i biscotti non perderanno la loro forma. Se le due leccarde non riescono a entrare entrambe nel frigorifero, non preoccupatevi. Mettetene solo una e mentre la prima sarà in forno, potrete far raffreddare la seconda.
  4. Preriscaldate il forno a 180 gradi. Trascorsi 30 minuti di raffreddamento in frigo, prendete la prima leccarda, mettetela nel forno e cuocete i biscotti per 20 minuti. Nel frattempo mettete in frigo la seconda leccarda. Terminata la cottura dei primi biscotti, fateli raffreddare su una gratella e infornate la seconda leccarda sempre per 20 minuti.
  5. Conservate i vostri biscotti in una scatola di latta rivestita di carta da forno o in un barattolo di vetro. Vi consiglio di consumarli presto perché, avendo la mandorla al loro interno, tendono ad ammorbidirsi perdendo man mano la loro croccantezza. Anche se meno croccanti, saranno ugualmente buoni per circa una settimana.