CINQUE COSE CHE AMO DELL’AUTUNNO. TORTA RUSTICA DI AVENA CON ZUCCA, FUNGHI CARDONCELLI ED ERBETTE DI CAMPO

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Ultimamente vanno di moda le liste. Dieci modi per capire se è l’uomo giusto. Le cinque migliori ricette con le zucchine. Otto modi per sopravvivere alle angherie del capo. Che poi chissà perchè ‘ste liste piacciono tanto. Mah. Sarà forse perché fissano con un riferimento numerico un qualcosa rendendolo più reale? Perché creano dei punti di riferimento? Perché sintetizzano? Boh. Io ultimamente qualche lista l’ho fatta per tirare fuori qualcosa da me stessa, qualcosa che a prima botta proprio non riuscivo a vedere, e che invece c’era, bastava guardare con più attenzione. Vi ricordate quando ho fatto la lista degli eventi più belli della mia estate 2016? Era quì. Più o meno anche oggi l’intento è lo stesso. L’intento è trovare qualcosa di bello nell’autunno. Dai! Ci dev’essere qualcosa di bello nell’autunno!  Sicuramente c’è! E allora pronti. Carta e penna…o meglio mano e tastiera. Iniziamo…

1. I colori. Sembrerà una ovvietà ma non lo è. Perché i colori vanno cercati. Non è che ti guardi in giro e vedi colori. La maggior parte delle persone, a meno che non vivono in campagna, si guardano intorno e vedono grigiore e foglie secche per strada. Se uno vuole vedere i colori li deve cercare. Dalle mie parti, se in un bel giorno di ottobre prendi la macchina e inizi a salire verso le colline che davvero distano pochissimo dalla costa, il gioco è fatto. Tutta una distesa di linee vellutatamente ondeggianti ti si apre davanti agli occhi. I colori sono tutti lì. Vanno dal marrone al giallo, passando attraverso rosso, ocra, verde. E allora ti fermi, respiri, ascolti il silenzio e lì direi che ti arriva un vago senso di felicità. E’ un attimo solo. Ma c’è. Vale la pena di cercarlo.

2. Il crepuscolo prima del ritorno all’ora solare. A me il crepuscolo prima del ritorno all’ora solare tutto sommato piace. Non è troppo presto di pomeriggio, ma non è neanche troppo tardi. Cioè non è che il sole tramonta alle quattro ma non tramonta neanche alle nove. Tramonta proprio in quell’ora lì, tra le sei e le sette, in cui magari rientri a casa, ti cambi, incominci a rilassarti, inizi a percepire il tepore della casa. Nel frattempo il sole tramonta, accendi la luce, inizi a pensare alla cena, ma con calma, perché c’è ancora tempo, e magari riesci anche a ritagliarti un venti minuti per sfogliare il nuovo libro di cucina che ti sei comprata l’altra giorno e non vedi l’ora di sfogliare. Che goduria. Anche lì. E’ poco più che un attimo, ma bellissimo…

3. Divano, copertina e tisana. Cioè: il divano, copertina e tisana danno gusto anche in inverno. Ma d’autunno c’è di bello che ricominci a essere legittimata a goderne alla grande. L’estate è finita e tu non ti senti più un relitto umano perchè  ti piace divano, copertina e tisana invece che discoteca, vestitino supersexy e mojito. Il clima in questo aiuta alla grande. L’autostima riprende vigore…Coraggio! Dal tuo divano, puoi brandire la tua tisana, sventolare la tua coperta e tutto il mondo sarà tuo!

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4.La gita domenicale. La gita domenicale con annessa mangiata al ristorante trova la sua massima espressione in questi mesi, ottobre e novembre. Se beccate il giorno bello, l’aria è ancora tiepida e il sole regala un piacevolissimo tepore sul viso. Quindi potete fare una bella passeggiata anche vagamente (ma solo vagamente) culturale, magari in qualche caratteristico borghetto, date un’occhiata a qualche statua, leggete la scritta (ma dopo il primo rigo un po’ vi siete già rotti), vi fermate quà e là – senza fretta però -, vi fate un bell’aperitivo nel bar del paese, quello che è lì da sempre, con tutti i vecchiettini a bere il bianchello e a guardare la Gazzetta dello sport e poi, dulcis in fundo, potete dirigervi senza sensi di colpa in un bel ristorantino rustico, con le tovaglie a quadretti bianchi e rossi, l’oste che c’ha una panza grossa come un cocomero e le guance rosse da bevitore e scofanarvi di gnocchi, tortelli, risotto…insomma dipende da dove vi trovate. Potete farlo! Avete fatto “sport”, siete stati vagamente (ma solo vagamente) culturali! Avete curato corpo e mente! Adesso vi ci vuole un momento di piacere! Giusto? Senza contare che in questo punto 4 condensiamo anche i punti 1, 2 e 3. Guardate i colori, tornate a casa al crepuscolo e vi schiantate sul divano con la copertina. Forse invece della tisana userete il Brioschi ma siamo lì, la sostanza non cambia.

5. Zucca e funghi. Siamo pur sempre in un blog di cucina. Tutte le strade portano al cibo. Culinariamente parlando, l’autunno è uno dei periodi dell’anno che mi piace di più. Arrivano zucca e funghi! Io li adoro. Traggo molto piacere dal cucinare questi prodotti. Rispecchiano pienamente la loro stagione. Sono aromatici senza essere invadenti, riscaldanti senza essere pesanti, colorati ma non troppo evidenti. Insomma..che bontà!

Ce l’ho fatta! Cinque cose che mi piacciono! Adesso posso mangiarmi questa torta rustica decisamente autunnale. Oltre alla zucca e ai funghi, avrei potuto usare, ad esempio, il cavolo nero ma in verità avevo da consumare delle verdurine miste e ho usato quelle. Voi ovviamente potete usare verdure più autunnali come appunto il cavolo nero, la verza ecc. La brisè integrale di avena dà un tocco rustico che ben si sposa con gli ingredienti della farcia. Eccovi quindi la ricetta. Magari non mangiatela proprio la domenica sera, dopo la gita domenicale. Forse è meglio aspettare giorni migliori… 🙂

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TORTA RUSTICA DI AVENA CON ZUCCA, FUNGHI CARDONCELLI ED ERBETTE DI CAMPO

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INGREDIENTI:

Per la pasta brisé (per uno stampo rettangolare di 35 per 10 cm):

  • 75 g di farina di frumento integrale
  • 75 g di farina di avena (io ho frullato i fiocchi di avena)
  • 75 g di burro
  • 3 cucchiai di acqua fredda
  • qualche rametto di timo 1 pizzico di sale

Per il ripieno

  • 250 g di funghi cardoncelli (o funghi di altro tipo)
  • 200 g di zucca
  • 250 g di erbette di campo miste (potete sostituirle con della cicoria, del cavolo nero o altre verdure a foglia larga purché dal sapore amarognolo)
  • 5 cucchiai circa di formaggio caciocavallo grattugiato
  • 6 cucchiai di olio evo
  • 1 noci di burro
  • sale
  • una manciata scarsa di pinoli

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COME SI FA:

  1. Preparate la pasta brisé. Sistemate le farine a fontana sulla spianatoia (o nel mixer). Aggiungete il burro tagliato a cubetti e le foglioline di timo. Iniziate a lavorare l’impasto con i polpastrelli (o azionate il mixer a bassa velocità). Aggiungete quindi l’acqua ben fredda e impastate fino ad ottenere una palla. Appiattitela dandole una forma rettangolare e sistemate in frigo per almeno mezz’ora.
  2. Pulite la verdura di campo, lavatela per bene e lessatela in acqua salata per almeno 15 minuti e comunque fino a cottura. Fate scaldare 2 cucchiai di olio in una padella e, dopo aver strizzato la verdura con le mani, fatela insaporire per qualche minuto. Mettete da parte.
  3. Pulite i funghi, lavateli e tagliateli a pezzi. Fate scaldare 2 cucchiai di olio in una padella e cuocetevi i funghi per circa 10 minuti. Salate poco prima di teminare la cottura e mettete da parte.
  4. Pulite la zucca e tagliatela a pezzetti. Fate  scaldare 2 cucchiai di olio in una padella e cuocetevi la zucca per circa 15 minuti o comunque fino a cottura. Se incomincia ad attaccarsi alla padella aggiungete pochissima acqua. Salate poco prima di terminare la cottura e mettete da parte.
  5. Tagliate a pezzi più piccoli la verdura e i funghi. Grattugiate il caciocavallo ai fori larghi della vostra grattugia. Mettete da parte.
  6. Prendete il rettangolo di pasta brisé. Fatelo ritornare a temperatura ambiente per qualche minuto. Nel frattempo imburrate con una noce di burro la teglia che userete per la cottura e accendete il forno impostando la temperura a 180 gradi. Iniziate, quindi, a lavorare l’impasto con il matterello per ottenere un rettangolo di dimensioni adeguate per rivestire la teglia.
  7. Rivestite quindi la vostra teglia con l’impasto. State attenti a creare dei bordi abbastanza spessi per evitare che, una volta tolto lo stampo, la torta collassi sui lati.
  8. Iniziate l’assemblaggio della torta. Posizionate per primi i funghi. Cospargeteli con il caciocavallo. Passate quindi al secondo strato. Sistemate i pezzetti di zucca e cospargete col caciocavallo. Sistemate, infine, le verdure e concludete ancora con il caciocavallo. In questo caso riducete la dose di formaggio per evitare che la superficie si bruciacchi troppo.
  9. Cuocete a 180 gradi per circa mezz’ora. Quando saranno passati 15 minuti, tirate fuori la teglia e cospargete la superficie della torta con i pinoli. Rimettete in forno fino a cottura.
  10. Quando la torta è ancora calda, porzionatela già all’interno della teglia perché il caciocavallo tende ad indurirsi e tagliandola da fredda potreste avere difficoltà. Per impiattare, utilizzate una paletta bella ampia perchè la torta è estremamente friabile a causa dell’avena nella pasta brisé. Servitela quindi con molta delicatezza. Se non volete dover maneggiare con cura la vostra torta, potete provare a dimezzare l’avena e aumentare la farina di frumento integrale.
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