IL RISCHIATUTTO E LE PASSIONI CHE RENDONO BELLA LA VITA. POLPETTE AL MARSALA SU CREMA DI BROCCOLI

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“…credo che si tratti di essere capaci di decidere cosa, del mondo vecchio, vogliamo portare fino al mondo nuovo. Cosa vogliamo che si mantenga intatto pur nell’incertezza di un viaggio oscuro. I legami che non vogliamo spezzare, le radici che non vogliamo perdere, le parole che vorremmo ancora sempre pronunciare, e le idee che non vogliamo smettere di pensare. E’ un lavoro raffinato. Una cura. Nella grande corrente, mettere in salvo ciò che ci è caro…Perché ciò che si salverà non sarà mai quello che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo.”

Alessandro Baricco – I barbari

Qualche sera fa guardavo in tv il Rischiatutto, o meglio, la selezione dei concorrenti per il Rischiatutto. Ebbene si. Proprio io. Me medesima. Quella che va in giro a dire che il futuro le interessa molto più del passato, quella che le piacciono le menti che sono avanti, quella che quanto le piace il progresso e bla bla bla. Proprio quella.

La faccenda è andata così: la scorsa primavera, quando hanno trasmesso le due puntate pilota, io – classe 1978 – ho scoperto che cos’era il Rischiatutto e, udite udite, mi è piaciuto tantissimo! Ma proprio tanto! Stavo lì inchiodata allo schermo per sentire le domande che venivano fatte dal cattivissimo signor No, ma soprattutto per sentire quali assurde materie avrebbero portato i concorrenti.

Da quel momento in poi, traumatizzata da me stessa e sentendomi posseduta manco fossimo sul set dell’Esorcista, ho iniziato a chiedermi  che cavolo potesse piacermi di un format così datato e così retrò. Cioè mi chiedevo: che cosa possimo prendere di buono dal Rischiatutto che ci sia utile o bello anche oggi, nel presente, e magari – perché no! – anche nel futuro? Cosa ci rimane ancora di quel modello lì? Perchè…diciamolo…affettuosamente parlando…il Rischiatutto è oggettivamente un vecchiume! Ma qualcosa doveva pur esserci se io, donna di questi tempi, mi fermo a guardarlo con tanto accanimento!

Per rispondere alle mie domande ho capito subito che dovevo provare a indagare sui concorrenti. E allora ho cercato di comprendere le loro vite. E lì, inizialmente, ho commesso subito un errore.  Perchè, chissà come mai, io ho immaginato queste persone come dei secchioni un po’ sfigatelli che si mettono a tavolino a studiare qualcosa perché fondamentalmente non hanno una vita da vivere, o dei professori che vogliono fare sfoggio di cultura, o gente che si mette  a studiare in quanto attratta dal montepremi in denaro.

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Poi l’altra sera ho avuto l’illuminazione. Il tutto grazie a una nuova striscia serale, in cui fanno vedere proprio quello che io avevo cercato di immaginare e cioè la vita quotidiana dei vari concorrenti.  In cui fanno vedere come si svolgono le loro giornate, i loro impegni, i loro problemi. Giornate di gente comune, piene di comune umanità. Eppure così piene di magia! Quelle persone erano troppo carine! Improvvisamente mi è tornato in mente il racconto di un mio collega, il quale tempo fa mi aveva confidato che, da ragazzo, la sua passione per il calcio era talmente forte da portarlo a conoscere l’anatomia del ginocchio quasi meglio del medico che doveva curare il suo calciatore preferito che si era infortunato al menisco. E lì mi si è accesa la lampadina…la chiave di tutto è lei, la passione! E’ ovvio!

Parlo quella passione che ognuno di noi ha per qualcosa, magari qualcosa di assurdo, che alla maggior parte delle persone non interessa, qualcosa per cui a volte veniamo anche presi in giro. Ma che ci piace così tanto…! Ma così tanto! Che ci regala talmente tante emozioni che vorremmo parlarne in tutti i momenti, studiarne tutte le forme, praticare in tutti gli scampoli di tempo libero…Non importa cosa sia…Suonare i tamburello, i ragni, la storia dell’antica Roma, il tango argentino, le piante carnivore, la fotografia, i Beatles, i libri gialli, la moda, l’arte, i film del neorealismo, Fellini, i Longobardi, suonare il flauto traverso, i cinesi, i viaggi, il giardinaggio. Quella passione che ci fa sorridere anche quando torniamo a casa la sera e ci sentiamo esausti perchè la giornata è stata un inferno, perchè vorremmo picchiare tutti e chiuderci in casa e non vedere nessuno. Anche allora lei è lì, sempre con noi, sempre pronta a regalarci un momento di gioia, lontano dai ruoli che la vita ci impone. La passione, quella bella, quella che muove il mondo, quella grazie alla quale qualcuno, magari, tra un gioco e l’altro, scopre qualcosa che porta avanti l’umanità, anche solo di un passettino, non necessariamente nelle cose importanti ma anche semplicemente in quella che è la ricerca umana del senso estetico.

Ecco cosa mi piace del Rischiatutto. Lei. La passione dei concorrenti! E se rileggo adesso la frase di Alessandro Baricco che ho riportato in apertura e da cui è nata nella mia testa questa micro-indagine, mi viene da dire che, in questo caso, non c’ è bisogno di un lavoro raffinato, non c’è bisogno di particolare cura. Semplicemente perché la passione umana non morirà mai, farà sempre parte di noi, non potremo mai disfarcene. Siamo fatti così. Così tanto semplici, così tanto umani…

E veniamo alla mia di passione…quella che mi fa cucinare, cucinare, cucinare…fotografare, fotografare, fotografare…Oggi ho preparato le polpette. Anche loro vengono dal passato. Mia nonna le faceva col sugo. Mamma ha innovato facendole in umido con un soffritto di sedano, carota e cipolla. Io quest’oggi le ho provate con il vino Marsala e la crema di broccoli. Per salutarci con un sorriso, direi che alla fine anche le polpette, sia pure fatte in modo diverso, non moriranno mai ma soprattutto non morirà mai la passione con cui noi le prepariamo e le gustiamo insieme ai nostri cari. Buon appettito!

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POLPETTE AL MARSALA SU CREMA DI BROCCOLI

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INGREDIENTI (per 4 persone o comunque per 15 polpette):

Per le polpette:

  • 1/2 tazza di latte
  • 1 piccola fetta di pane senza crosta del peso di circa 30 g
  • 320 g di macinato misto
  • 20 g di parmigiano grattugiato
  • 20 g di pangrattato 1 uovo
  • prezzemolo
  • sale
  • farina per infarinare
  • 40 g di burro
  • 1/2 di bicchiere di vino Marsala
  • 1/2 bicchiere di brodo vegetale

Per la crema di broccoli

  • 350 g di broccoli
  • 200 ml di brodo vegetale
  • olio evo
  • peperoncino
  • sale

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COME SI FA:

  1. Mettete il pane ad ammorbidirsi nel latte. Nel frattempo mettete il macinato in una ciotola e lavoratelo con la forchetta per ammorbidirlo. Quando il pane si sarà ammorbidito, strizzatelo con le mani e sbriciolatelo nella ciotola in cui avete sistemato la carne. Iniziate ad amalgamare il composto. Aggiungete quindi il formaggio grattugiato, il pangrattato e l’uovo. Amalgamate con le mani. Aggiungete infine il sale e il prezzemolo tritato.
  2. Iniziate a confezionare le polpette e adagiatele su un piatto ricoperto di carta da forno. Tenetele ben distanziate le une dalle altre. Quando avete finito, copritele con delle pellicola e mettetele in frigo. In questo modo sarà più facile infarinarle al momento della cottura in padella. Non infarinatele prima perché altrimenti assorbirebbero tutta la farina e diventerebbero gommose.
  3. Preparate quindi la crema di broccoli. Fate scaldare poco olio in un terrina. Aggiungete i broccoli e fateli rosolare qualche minuto. Aggiungete il brodo vegetale e fate cuocere per circa 20 minuti. Poco prima di terminare la cottura aggiungete il peperoncino. Fate raffreddare qualche minuto e poi frullate il tutto, aggiungendo acqua se necessario e regolando di sale. Decidete liberamente la densità della crema in base al vostro gusto. Io ho preferito tenerla più compatta anche per esigenze fotografiche ma, se la gradite più fluida, aggiungete semplicemente quanche cucchiaio di acqua in più.
  4. Cuocete ora le polpette. Fate rosolare il burro in un’ampia padella. Infarinate le polpette e fate rosolare anch’esse per bene girandole da tutti i lati. Aggiungete, quindi, il Marsala e fate sfumare. Aggiungete il brodo vegetale, coprite con un coperchio e proseguite la cottura a fuoco medio per circa altri 15 minuti.
  5. Adagiate uno strato di crema di broccoli nel piatto, condite con un filo d’olio e  poggiate le polpette sulla crema. Insaporite con un po’ di burro di cottura delle polpette e servite in tavola.
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