CICALE E GIRASOLI. INSALATA DI FAGIOLI CANNELLINI, TONNO E POMODORI SECCHI

insalata-fagioli-tonno-pomodorisecchiQuando vivevo in Puglia il suono dell’estate per me era quello delle cicale. Incessante, stridente, ma anche tanto rilassante. Forse perché le cicale danno il massimo nel primo pomeriggio, quando il paese è vuoto, le strade sono deserte, l’orizzonte e solo una linea indistinta e tutti sono rintanati nelle case a cercare ristoro dalla calura con un meritato riposino. Forse per questo le cicale mi rilassano. Nel mio immaginario sono legate ad un momento tranquillo, di silenzio, di pausa. Anche quando passavamo le nostre domeniche in campagna, il suono delle cicale faceva da padrone. La campagna assolata, una breve passeggiata al tramonto e loro ancora lì, a ricordarci che l’estate era ormai giunta nel pieno del suo splendore.

Da quando sono nelle Marche, l’estate ha un altro suono…o meglio un altro colore…il giallo…il colore dei girasoli. Sono stupendi. Invadono le campagne all’incirca a metà giugno e dopo un mese non ci sono già più. La loro crescita è spettacolare nella sua velocità. Inizi a vedere che sono spuntati e dopo due giorni sono già svettanti, con il loro faccione rivolto al sole. Quest’anno il proprietario del campo vicino casa ha giustamente cambiato coltura perché bisogna far riposare il terreno, però che tristezza! L’anno scorso bastava aprire la finestra della mia camera da letto per vederli in tutta la loro regalità, così vicini da farmi venire voglia di toccarli. Adesso, mentre vado al lavoro in autobus, attacco il viso al finestrino, li guardo lungo la strada e fisso nella memoria la mia personale cartolina.

insalata-fagioli-tonno-pomodorisecchiVi ho già raccontato che l’estate in Puglia è la stagione in cui si seccano i pomodori. Per la verità adesso è un po’ presto. Si incomincia a seccarli da metà agosto, ma difficilmente una famiglia pugliese non ha in casa un barattolo di pomodori secchi. Magari sono quelli dell’anno precedente ma bisogna consumarli per lasciare spazio ai nuovi. I fagioli, invece, in abbinamento con la pasta (rigorosamente cotta separatamente) rappresentano spesso il primo piatto dei giorni feriali. E questo per tutto l’anno. Non vi nego che questo modo di prepararli mi aveva un po’ stancato. Cosa che per un certo periodo me li ha fatti trascurare. Finché l’estate scorsa non mi sono imbattuta in questa ricetta. Della serie: come gustare i fagioli anche quando fuori c’è il solleone e senza accompagnarli alla pasta.

Nelle Marche, invece, d’estate sono parecchio diffuse le insalate fredde. Ricordo che mi aveva subito colpito la fantasia dei marchigiani nel  fare delle insalate estive davvero gustose con tantissimi ingredienti: farro, orzo, verdure di ogni genere, pesce….davvero una varietà infinita.

In conclusione, diciamo che in questo piatto c’è la Puglia con i fagioli e i pomodori secchi e ci sono le Marche con una modalità diversa di preparazione ossia la versione insalata. C’è lo spirito delle mie estati passate e la consistenza delle mie estati presenti. Un connubio davvero felice per festeggiare questa prima estate del mio blog.

P.S.: questo blog vuole essere un posto di gioia, di allegria, di condivisione…ma non ho potuto fare a meno di inserire questo post scriptum. Proprio il giorno in cui scrivevo questo post, quasi alla stessa ora, i due treni della Ferrotramviaria in viaggio tra Corato e Andria si schiantavano l’uno contro l’altro. Io quel treno lo ho preso davvero un numero infinito di volte. Per me ha rappresentato la possibilità di passare un pomeriggio con mia mamma facendo shopping nei negozi di Bari, la possibilità di andare a trovare gli amici a Corato o Terlizzi, poi ancora la possibilità di frequentare l’università. Su quel treno ho riso, ho pianto, sono stata nervosa o serena. Insomma ho vissuto. Quando ho acceso la tv e mi sono trovata dinanzi le immagini del disastro, ero davvero troppo sgomenta. Non riuscivo a sentire niente. Solo il suono incessante delle cicale…ad accompagnare in cielo quelle povere anime. Riposino in pace.

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INSALATA DI FAGIOLI CANNELLINI, TONNO E POMODORI SECCHI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 400 g di fagioli cannellini già cotti
  • 4 scatolette (piccole) di tonno in olio evo
  • 100 di pomodori secchi sott’olio
  • 100 g di capperi (ma in verità io me li sono dimenticati)
  • 1 cipolla di Tropea
  • erba cipollina
  • 1 limone
  • 3 cucchiai di olio evo
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Tagliate la cipolla a rondelle e mettetela a bagno per ridurre l’intensità del sapore.
  2. Scolate i fagioli dalla loro acqua di conservazione o dall’acqua di cottura se avete deciso di partire dai fagioli secchi e metteteli in una insalatiera.
  3. Aprite le scatolette di tonno, eliminate l’olio in eccesso e aggiungete ai fagioli.
  4. Tagliate i pomodori secchi a pezzettini e aggiungeteli agli altri ingredienti.
  5. Tagliuzzate una parte dell’erba cipollina e aggiungetela agli altri ingredienti.
  6. Preparate la citronette mescolando succo del limone, olio, sale e pepe. Aggiungete la rimanente erba cipollina tagliuzzata. Mescolate e lasciate insaporire.
  7. Poco prima di servire aggiungete la citronette all’insalata e portate in tavola.
  8. Potete conservare l’insalata fino al giorno dopo avendo cura di aggiungere la citronette solo poco prima di gustare la vostra insalata. È anche un piatto pratico da portare al lavoro purché possa essere messo in frigo.

 

 

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LA CURIOSITA’ FECE INGRASSARE IL GATTO.TAGLIATELLE DI CANAPA ALLA MEDITERRANEA

tagliatelle-canapa-alla-mediterraneaÈ proprio così. Per quanto mi riguarda, il noto detto secondo cui “la curiosità uccise il gatto” , andrebbe rivisitato. Nel mio caso la curiosità fa ingrassare.

Già tempo fa vi avevo parlato della mia tendenza a farmi prendere la mano quando vado al supermercato. Ma ovviamente la mia incapacità a controllarmi non si esplica solo al supermercato.

Anche il sabato mattina è senza dubbio un momento critico. Dovete sapere che la mia regola è “dal lunedì al venerdì per la spesa necessaria, il sabato per gli sfizi”. Il ché significa che il sabato mattina faccio una capatina al nuovo supermercato Natura sì che si è aperto di recente a Senigallia. Lì mi autoassolvo con la scusa che ci vado per vedere se ci sono offerte. Ovviamente mento spudoratamente e va a finire che compro cose che non servono.

Poi vado in centro. E anche lì sbircio di qua e di là. Soprassediamo sulla tentazione di fare una seconda colazione da Ser Caramello (i suoi croissant sono strepitosi, sfogliatissimi come solo in Francia sanno fare e ripieni con un sacco di crema o marmellata di ogni tipo) oppure da Sestilio (croissant con impasto di pasta brioche senza sfoglia come si faceva una volta). Due posti diversi ma entrambi da urlo (così come Cla e Fè a Marzocca: croissant enormi, con impasto talmente soffice da essere impalpabile e una montagna di crema pasticcera che odora ancora di latte). Dopo essermi censurata riguardo alla colazione, proseguo il mio giro. Anche in centro ovviamente c’è un negozio bio. Entro. E cosa ci ho trovato l’ultima volta? Tagliatelle di canapa. Mai assaggiate, ma tanto sentite nominare. Come resistere alla tentazione? Non resisto e le compro. Torno a casa e inizio a documentarmi.

Poiché quando leggo tutte le info su un prodotto, dopo un po’ mi annoio, sarò brevissima o quasi. Ma qualcosa ve la voglio dire. Ovvia premessa è che la canapa alimentare è priva delle relative componenti psicotrope. Perciò chi si aspetta viaggi fantastici in mondi alternativi è proprio fuori strada.

La farina di canapa (con cui sono fatte le mie tagliatelle) è la polpa finemente macinata, che rimane dopo che i semi di canapa vengono torchiati per estrarne l’olio. Contiene dal 5 al 10% di olio, circa un 30% di proteine e inoltre fibre e minerali.

Rispetto agli altri semi oleosi, che pure fanno molto bene alla salute, i semi di canapa possiedono alcuni vantaggi: l’olio contiene circa il 75% di acidi grassi essenziali tra cui il 15-20% di acido alfa-linoleico di tipo Omega 3, le proteine del seme contengono tutti gli amminoacidi essenziali in quantità ottimale e in una forma facilmente assimilabile e il loro gusto un po’ nocciolato li rende tanto appetibili quanto nutrienti. L’olio di canapa contiene naturalmente Omega 6 e Omega 3 nel rapporto ottimale di 3:1 che è conforme alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) secondo cui i grassi Omega 6 e Omega 3 andrebbero assunti nel rapporto ottimale di 3:1 a 5:1. Per altre info vi rimando al sito dell’azienda Foodsativa dove troverete queste info e molto altro (non è che gli faccio pubblicità, non mi pagano, è solo che il loro sito è bello ricco di informazioni e mi è stato utile nel mio mini viaggio nel mondo della canapa).

Considerato quanto sopra, le tagliatelle di canapa si presentano come un prodotto da utilizzare con una certa tranquillità e di cui forse si dovrebbe incrementare l’uso. Ma passiamo alla ricetta. Per un alimento così ricco di proprietà benefiche, quale condimento migliore se non un bel misto di verdure mediterranee e di stagione? Quindi, bando alle ciance, ed eccovi il piatto di oggi.

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TAGLIATELLE DI CANAPA ALLA MEDITERRANEA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 1 melanzana
  • 1 zucchina
  • 1 peperone 10 pomodori ciliegini
  • una manciata di olive taggiasche
  • 4-5 capperi
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio di aglio
  • peperoncino
  • 350 g di tagliatelle di canapa
  • olio evo

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COME SI FA:

  1. Lavate accuratamente le verdure e tagliatele a cubetti piccoli e tutti delle stesse dimensioni. Tagliate i pomodorini in 4 spicchi e tritate i capperi. 
  2. Ungente leggermente un’altra ampia padella e cuocete la melanzana, il peperone e la zucchina separatamente (prima la melanzana, poi le zucchine ed infine il peperone). Questo perchè le verdure hanno tempi di cottura diversi e anche per mantenere inalterati sapori e colori di ognuna. Mettete da parte.
  3. Tagliate la cipolla e l’aglio a pezzettini. Ungete con un filo di olio un’ampia padella antiaderente e soffriggete aglio e cipolla. Aggiungete le verdure che avete precedentemente cotto. Aggiungete anche le olive e i capperi. Quando le verdure si saranno amalgamate e risulteranno bene calde e sfrigolanti aggiungete i pomodorini e cuocete il tutto per circa 10 minuti.
  4. Lessate in abbondante acqua salata le tagliatelle di canapa. Aggiungetele quindi al condimento direttamente nella padella e mescolate finché le tagliatelle non risulteranno ben condite. Servite ben calde.

UNA FOODBLOGGER A DIETA E UNO SMOOTHIE CHE SEMBRA UNA TORTA. SMOOTHIE DI PESCHE E AMARETTI

smoothie-pesche-amarettiPuntualmente la solita scena si ripropone: io che inizio a sentirmi un po’ gonfietta, la mia amica che mi dice “…mi sa che sei un po’ gonfia…”, io che salgo sulla bilancia, io che urlo in modo disumano. Dal giorno successivo la scena è: io che vado tutti i giorni a camminare al lungomare, io che non mangio quasi niente, io che dopo due giorni piagnucolo che non ho perso ancora nulla. Insomma, più o meno funziona così. Che già di per se fa un po’ ridere pensare ad una foodblogger a dieta, ma che dire? Siamo umane pure noi!

Purtroppo a ogni inizio estate sembra che il mio corpo mi presenti il conto di tutti i mesi invernali passati in simbiosi col divano oppure a sfornare biscotti. Oh, intendiamoci: sono sempre una gran bella ragazza (perché le donne sono belle anche con qualche chilo di troppo) 🙂 !! Però qualche rotolino in meno non guasta.

Quest’anno ho deciso di darmi agli smoothies. Spesso li sto usando come cena e devo dire che funzionano perché riempiono e hanno poche calorie, soprattutto se si riesce ad evitare anche lo yogurt. Ovviamente non voglio consigliarvi nulla. Per qualsiasi dieta è sempre meglio consultare un professionista ma diciamo che, per pochi chili e dopo aver passato circa dieci hanno di vita a controllare il peso forse qualcosina la so pure io, quantomeno relativa al mio corpo.

smoothie-pesche-amarettiPrima di iniziare a sperimentare mi sono documentata e ho appreso che il frullato contiene frutta e generalmente latte, il frappè contiene frutta e gelato, lo smoothie contiene frutta e yogurt ma anche solo frutta e ghiaccio. Insomma: l’ideale per un momento light.

Il bello degli smoothies è anche che non c’è limite alla fantasia: potete farli con quello che avete in casa. Ogni frutta va bene e anche una qualche manciatina di verdure (tipo spinaci freschi, sedano e carote) o di semi oleosi (noci, mandorle e pinoli). Anche qualche biscottino non ci sta male.

Questa volta io avevo in casa delle pesche e un residuo di amaretti che non riuscivo proprio a far fuori. E allora ho pensato: ma se è tanto  famosa la torta pesche e amaretti, perché non usare pesche e amaretti per uno smoothie?

Ed eccovi allora questa facilissima, leggerissima e freschissima ricetta.

smoothie-perche-amaretti

SMOOTHIE DI PESCHE E AMARETTI

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INGREDIENTI (per 2 persone):

  • 2 pesche
  • 8 amaretti piccoli
  • 4 cubetti di ghiaccio
  • 1 cucchiaino raso di zucchero

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COME SI FA:

  1. Lavate bene le pesche, privatele del nocciolo e tagliatele a pezzi.
  2. Mettetele nel frullatore. Aggiungete lo zucchero, gli amaretti e il ghiaccio.
  3. Frullate fino ad ottenere la densità desiderata. Mettete lo smoothie in frigo per una decina di minuti o il tempo che ritenete necessario per poterlo sorseggiare più fresco.

 

AD OGNI LUOGO IL SUO CIBO. PANINI CON POMODORI SECCHI E ORIGANO

panini-pomodorisecchi-origanoQuando sono arrivata nelle Marche ho scoperto che le verdure al gratin erano parecchio diverse da quelle che ogni tanto preparava mia mamma. Lei tagliava a fettine sottili le verdure (melanzane, zucchine, peperoni e pomodori), le sistemava in una teglia da forno, le cospargeva con aromi, pezzettini di aglio e pangrattato, le irrorava con abbondante olio extravergine e le infornava. Qui nelle Marche la procedura è completamente diversa. Per prima cosa, i marchigiani mettono in una ciotola il pane grattato (o il pane semifresco sbriciolato) insieme ad aglio e aromi. Poi aggiungono olio extravergine e lavorano il pangrattato con le mani per fare in modo che l’olio penetri all’interno dei granelli di pane. Poi tagliano a metà le verdure e con le mani attaccano il pangrattato sulla superficie della verdura. Poi infornano. Il risultato è decisamente più accattivante, più saporito e soprattutto meno secco.

Quando ho suggerito questa ricetta a mia mamma, lei ha provato a riprodurla ma i risultati non sono stati gli stessi. Ci siamo chieste più volte quale fosse il motivo. Poi un giorno ho capito, o almeno credo di essermi fatta un’idea. La questione, secondo me, è il grado di umidità. Il pangrattato in Puglia è talmente secco che sulle verdure, anche se arricchito con l’olio, produce un sapore anch’esso secco. E del resto la stessa aria è davvero molto più secca. Mi verrebbe da dire che, per ottenere un buon risultato, le verdure al gratin dovrebbero essere fatte non solo con ingredienti marchigiani, ma addirittura solo in territorio marchigiano.

Questa mia teoria è stata avvalorata anche da un altro episodio in cui una mia amica mi raccontava di aver provato a seccare dei pomodori ma di non esserci riuscita perché dopo poco tempo ammuffivano. In quell’occasione ho iniziato a riflettere sul fatto che davvero l’uomo si ingegna a trattare le cose che ha con gli strumenti che a disposizione. E se pensiamo alla quantità innumerevoli di ingredienti che sono stati trattati dall’uomo nel corso dei secoli, ci rendiamo conto dell’incredibile intelligenza dell’essere umano.

Nelle Marche l’umidità dell’aria fa si che il pane non si secchi mai completamente e possa essere utilizzato per le verdure senza privarle dei loro succhi e senza renderle secche. In Puglia si seccano i pomodori su grandi cesti di vimini di forma ovale, piatti e senza bordi. Nel mese di agosto si mettono ad asciugare al sole un po’ dappertutto, sui marciapiedi, davanti agli usci di casa, sulle scale, sui balconi. Poi si conservano sott’olio per tutto l’inverno. Che meraviglia…non trovate? Ad ogni luogo, viene regalato un cibo. Per questo sono una grande sostenitrice del fatto che ogni luogo ha le sue bontà. Basta solo cercarle.

I panini di oggi sono preparati proprio con gli ottimi pomodori secchi della Puglia, fatti seccare e messi sott’olio dalla mia mamma. Le farine sono miste: farro integrale, farina 0 e farina manitoba. In più ho aggiunto l’origano. Il risultato sono dei bei paninetti rustici dai sapori mediterranei, ottimi per sentire ancora di più il sapore delle vacanze.

Eccovi quindi la ricetta.

panini-pomodorisecchi-origano

PANINI CON POMODORI SECCHI E ORIGANO

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INGREDIENTI (per circa 10 panini):

  • 150 g di pasta madre rinfrescata (oppure un 25 g di lievito di birra)
  • 300 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo (o 1 cucchiaino di zucchero)
  • 70 g di pomodori secchi sott’olio
  • 150 g di farina di farro integrale
  • 100 g di farina Manitoba
  • 250 di farina 0
  • 1 cucchiaino e mezzo di sale
  • una manciata di origano

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COME SI FA:

  1. Mettete la pasta madre rinfrescata in una ciotola. Aggiungete l’acqua e il malto (o lo zucchero). Mescolate finchè la pasta non si sarà completamente sciolta.
  2. Tritate i pomodori secchi.
  3. Mettete le farine nella planetaria. Aggiungete il sale e l’origano. Aggiungete il composto di acqua e pasta madre. Azionate la planetaria e fate fare un po’ di giri. Quando l’impasto si sarà quasi completamente incordato aggiungete i pomodori secchi.
  4. Mettete l’impasto in una ciotola munita di coperchio. Formate con le mani un panetto ben compatto. Fate lievitare per 3 ore e mezza. Vi suggerisco di avvolgere la ciotola in tre coperte e di tenerla in un luogo riparato. Questo perchè se la temperatura dell’ambiente è ancora bassa, tenerla nel forno spento non basterebbe. Nel caso in cui la temperatura fosse già alta, potete tenerla nel forno spento.
  5. Terminato il tempo di lievitazione prendete delle palline di pasta, lavoratele per ottenere una forma tondeggiante e adagiatele sulla leccarda rivestita di carta da forno. Coprite i panini con un canovaccio umido. Mettete nel forno con la luce accesa e fate lievitare per ancora 1 ora.
  6. Tirate fuori la leccarda e scaldate il forno a 200 g. Quando sarà caldo, infornate i panini e fate cuocere per mezz’ora o comunque fino alla doratura desiderata.