LA MALEDIZIONE DELLA FARINA “A OCCHIO”.GLI ARANCINI DI CARNEVALE.

aranciniFermi tutti!! Alt!! Non è come pensate!! Non saltate a conclusioni affrettate!!

Non sono siciliani. Non sono salati. Il riso non c’entra niente. Gli arancini di cui sto parlando oggi sono marchiagiani, marchigiani nel midollo, marchigiani tutta la vita, tanto marchiagiani che, prima di trasferirmi quì, la loro esistenza mi era ignota. Per carità: non è che io sia una tuttologa. Molti piatti – ahimé – sfuggono anche a una mente assetata di ricette come la mia. Tuttavia, non so precisamente perché, nel condurre la mia personale indagine sull’origine e sull’esatta ricetta degli arancini di carnevale, mi sono fatta persuasa (come direbbe il buon Montalbano) che non devono essere molto noti fuori dai confini di questa regione.

Fatto sta che io li trovo fantastici. Li ho adorati dal primo momento in cui li ho assaggiati. Sarà stato nel lontano 2007, al massimo 2008. Una collega li ha portati in ufficio…ed è stato amore.

Devo premettere che in Puglia il Carnevale è molto meno sentito che nelle Marche, sia a livello di festeggiamenti che di ricette. Penso di potermi spingere a dire che qui il Carnevale non è “una festa” ma “la festa”. Il martedì grasso, di pomeriggio, anche nelle cittadine dove non ci sono veri e propri festeggiamenti, c’è sempre un gruppetto nutrito di persone mascherate che si aggirano per il centro e, addirittura, i negozi rimangono chiusi. Per non parlare dei dolci, di tanti tipi, ovviamente tutti fritti: cicerchiata, ciambelle, castagnole, frappe e arancini sono in vendita nei forni cittadini da almeno tre settimane prima. Per la serie “se hai pensato di poterti mettere a dieta dopo i bagordi natalizi…SCORDATELO!!”.

Detto questo, è dal lontano 2007/2008 che vago come un’anima in pena alla ricerca della ricetta giusta. E giustamente voi direte “..è che ci vorrà mai a trovare una ricetta! Guarda su internet, chiedi ad amici, colleghi e conoscenti, sguinzaglia le tue fonti!”. Mmm, non è proprio così.

aranciniQuì nelle Marche succedono fenomeni strani…(e qui immaginate la musichetta horror che mettevano a Blu notte con Carlo Lucarelli che vi dice “Paura” con il relativo gesto).

Eh si. Succedono fenomeni strani perché, ogni volta che ho cercato una ricetta, se la chiedevo a tre persone, avevo tre ricette diverse…ma non simili, proprio completamente diverse! Su questo, è ovvio, uno potrebbe dire “ma dappertutto in Italia è così! Ogni famiglia ha la sua ricetta!”. Questo è vero ma la maggiore difficoltà che ho avuto è data dal fatto che qui non si tratta di cambiare la quantità degli stessi ingredienti, come di solito mi era accaduto in passato, o dal fatto che ne hai uno al posto di un’altro. Quì la difficoltà è dovuta al fatto che a volte cambiano più ingredienti tutti insieme, cambiano le quantità e a volte anche la procedura.

Ma la cosa più grave è che credo di essere perseguitata dalla maledizione della ricetta “…a occhio” che, soprattutto sui fritti carnevaleschi, trova la sua massima espressione nella canonica frase con cui le donne marchigiane ti guardano con gli occhioni sgranati e ti dicono “Eh, la farina non lo so quanta ne metto. Io faccio occhio”. Ma che vuol dire a occhio!!! Cavoli!! Da me in Puglia non si fanno i fritti di Carnevale!! Che vuol dire a occhio! Le ciambelle devono essere morbide, dure, medie?  Boh. Ognuno ha le proprie ricette e le proprie convinzioni e, si sa, contro le convinzioni c’è poco da fare.

Per quanto riguarda gli arancini, oltre che con l’annosa questione della farina a occhio, ho dovuto fare i conti con un’altra questione non meno importante. Gli orientamenti di pensiero sono essenzialmente due. C’è chi li fa con il lievito di birra, chi con il lievito chimico. Quale sarà la scelta giusta? Chi può dirlo…

Ad ogni modo oggi ho provato la ricetta della mamma della mia vicina di casa/amica. Quì non si scherza. Marchigiane da genereazioni. Roba seria. Ed infatti è perfetta. Ho solo aggiunto un po’ di scorza d’arancia e zucchero in più. Però sono soddisfatta. Questa per me è la ricetta giusta! Ce l’ho fatta! Evviva! Buon Carnevale a tutti!

arancini

ARANCINI DI CARNEVALE

…………………………

INGREDIENTI:

  • 600 g di farina
  • 150 g di zucchero
  • 50 g di burro
  • 25 g di lievito di birra
  • 1 uovo
  • 1 bicchiere di latte
  • la buccia di 4 arance
  • olio per friggere

…………………………

COME SI FA:

  1. Fate sciogliere il lievito nel latte. Grattugiate la buccia di arancia e mettete da parte.
  2. Mettete in una ciotola la farina. Tagliate il burro a cubetti e mettetelo al centro della farina. Aggiungete l’uovo.
  3. Iniziate a impastare e aggiungete piano piano il latte con il lievito sciolto. Continuate ad impastare fino ad ottenere un panetto.
  4. Ovviamente se avete una planetaria utilizzatela per impastare tutti gli ingredienti.
  5. Fate riposare l’impasto in una ciotola coperta di pellicola nel forno a 30 gradi per mez’ora circa.
  6. Dividete l’impasto in due parti e stendetele con il matterello. Spalmate sulle due sfoglie la buccia di arancia mescolata con lo zucchero. Arrotolate a forma di salame. Tagliate a rondelle di 1 cm circa.
  7. Friggete in olio bollente a 176 gradi.
Annunci

3 pensieri su “LA MALEDIZIONE DELLA FARINA “A OCCHIO”.GLI ARANCINI DI CARNEVALE.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...