SULLE ORME DEI GALLI…DA SENIGALLIA A GRENOBLE IN 24 ORE. LA CROSTATA DI GRENOBLE CON NOCI E CARAMELLO.

crostata-grenobleLo scorso sabato, vista la bellissima giornata, ho deciso di fare una lunga passeggiata in città, a Senigallia. Sono arrivata in centro. Subito mi sono fermata a prendere un buon caffè. Poi ho proseguito il mio giro fino ad arrivare al molo.

E intanto mi guardavo intorno…Molta gente sembrava muoversi indaffarata magari con le borse della spesa appena fatta alle bancarelle della Piazza delle Erbe. Altri passeggiavano rilassati, senza meta, con il solo intento di godersi il sole. Altri ancora sorseggiavano un caffè o bevevano un aperitivo seduti ai vari caffè di Corso II giugno. Alcuni uomini anziani chiacchieravano tra loro parlando di politica o di sport. Gruppi di amiche ridevano tra loro. Un artista di strada era intento a suonare la sua musica. Un altro metteva in scena un piccolo spettacolo da giocoliere. Dall’interno dei negozi usciva ogni tanto qualche musica natalizia. E dai forni usciva l’odore del pane e sopratutto della pizza…la merenda di metà mattina dei bimbi senigagliesi…ma forse anche dei grandi.

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Uscire il sabato mattina mi piace da morire. Non lo so perché..ma si sente un’atmosfera gioiosa, vivace ma calma al tempo stesso.

Quando passeggio per la città in questa atmosfera di serenità mi rendo conto che Senigallia mi piace. In fondo non è la mia città. Potrebbe anche essermi indifferente. E però mi ritrovo a compiacermi del fatto di conoscerne ormai le strade, gli odori, il dialetto degli abitanti, i loro modi di dire, i loro riti, le loro consuetudini. Tanto per dirne alcune. La merenda di metà mattina e di metà pomeriggio si fà con la pizza. Il sabato sera si mangia a casa ma con la pizza al trancio (ed infatti Senigallia vanta un numero elevatissimo di pizzerie tutte davvero validissime). Il giorno di Ferragosto si guardano i fuochi d’artificio alla Rotonda a mare. A fine agosto si va tutti alla fiera di Sant’Agostino. E tante altre simpatiche abitudini.

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senigallia-panoramaAd un certo punto mi sono resa conto che casualmente la torta che avevo deciso di preparare questa domenica era una torta di origine francese…proprio come la mia città, che deve il suo nome ai Galli Senoni che l’hanno fondata. E allora ho pensato che in fondo in 24 ore avrei fatto un bel viaggio sulle orme dei Galli…da Senigallia a Grenoble. Ho pensato anche che con la fantasia e con la cucina si può arrivare davvero in tutto il mondo. E questo mi ha resa felice.

Ed eccovi allora la fantastica crostata di Grenoble con la ricetta di Luca Montersino (rivista solo nelle quantità). Noci e caramello…un connubio davvero strepitoso per confortarci e aiutarci a combattere i primi freddi della stagione autunnale.

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CROSTATA DI GRENOBLE CON NOCI E CARAMELLO

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INGREDIENTI

Per la frolla:

  • 375 g di farina 0
  • 125 g di zucchero al velo
  • 125 g di burro
  • 80 g di tuorlo e 45 g di albume

Per il ripieno:

  • 300 g di noci
  • 240 g di zucchero
  • 250 ml di panna
  • 35 g di miele di acacia

Per lucidare:

  • panna
  • tuorlo d’uovo

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COME SI FA:

  1. Preparate la pasta frolla con il metodo sabbiato. Mescolate in una planetaria la farina, lo zucchero, e il burro a pomata fino ad ottenere un composto sabbioso. Aggiungete poi le uova e continuate a impastare fino ad ottenere un panetto che riporrete in frigo per almeno mezz’ora.
  2. Preparate il ripieno. Tritate le noci grossolanamente con un coltello e mettetele da parte. Mettete parte dello zucchero in una casseruola dai bordi alti. Accendete il fuoco e appena lo zucchero si sarà caramellato aggiungetene ancora poco alla volta fino ad esaurimento. Il tutto senza mescolare. In un’altra casseruola mettete a bollire la panna. Quindi aggiungete il miele al caramello e, solo a questo punto, mescolate.
  3. Aggiungete la panna al caramello poca per volta facendo attenzione alle esalazioni di vapori. Spegnete quindi il fuoco e aggiungete le noci. Mescolate.
  4. Stendete la frolla in una teglia da 20 cm. Bucherellate il fondo. Create quindi delle strisce per la vostra crostata. Spennellatele con il tuorlo d’uovo e la panna. Fate asciugare le strisce nel frigorifero per una decina di minuti. Riempite la base della crostata con il ripieno di noci. Disponete le strisce. Infornate in forno preriscaldato a 180 gradi per mezz’ora.
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I MIEI FOLLI PENSIERI…IL BENE E IL MALE, DOLCEZZA E TRAGEDIA, IL DOLCE E L’AMARO…TORTELLI DI ZUCCA CON SFOGLIA AL CACAO.

tortelli-zucca-cacao“Il vero artista è quello che, comunque lo dica, dice tutto se stesso”

Spot rassegna film LaEffe tv

“La forma, dunque…ma dovrei dire piuttosto il ritmo: il ritmo in senso cinematografico…collegamenti delle parti fra loro. Tempéte, Dolce, dolcezza e tragedia.”

Irène Némirovsky

Secondo me, alla fine di questo post, molti di voi diranno “… questa è veramente folle…”. Lo so…spesso lo penso anch’io. Però…seguitemi solo un attimo. Vi è mai capitato di pensare che con un piatto si possa rappresentare/collegare/richiamare una idea…? non una sensazione (tipo il ricordo dell’infanzia, l’odore dell’autunno, cose così) ma proprio un’idea, un concetto, un ragionamento.

Ecco: io ultimamente mi ritrovo spesso a pensare che questo sia possibile. In fondo, se ci pensate, gli artisti a volte riescono a rappresentare un’idea con il proprio linguaggio espressivo…Ora: io ovviamente non mi sento un’artista. Però posso dire che la forma espressiva che più mi si confà è cucinare.Perciò, se devo dire qualcosa, forse il modo giusto è dirlo cucinando.

Eccomi quindi al tema di oggi. Tanto per iniziare con una cosa leggera leggera…oggi parliamo del bene e del male. Però un attimo. Non vi spaventate. Contestualizziamo. Altrimenti potrei continuare a discettare fino a Natale, con voi che nel frattempo fuggite a gambe levate da questo post…

tortelli-zucca-cacaoQualche tempo fa ho visto un film… “La suite francese”. Vi consiglio assolutamente di vederlo. Io non pensavo mi avrebbe colpita così. E invece…In poche parole e senza addentrarmi nella trama (anche perchè, se decideste di vederlo, vi rovinerei tutto il piacere), è una storia ambientata in un paesino francese ai tempi della invasione tedesca durante la seconda guerra mondiale. Il fulcro della storia è la passione che nasce tra una francese e un tedesco. Ma in realtà succedono anche altre cose. L’intreccio è molto più articolato e, soprattutto, psicologicamente molto più sottile.

Considerate che l’autrice del libro da cui è stato tratto il film (Irene Nèmirovsky) era una ebrea che è morta ad Auschwitz nel 1944, lasciando incompiuta un’opera che doveva essere parecchio più lunga. Questo per dirvi che probabilmente la sua conoscenza così profonda degli stati d’animo le derivava anche da quello che vedeva attorno a sè, da esperienze di vita che è riuscita a rendere con una chiarezza impressionante.

Le mie riflessioni sono state tante. Tipo che l’animo umano è profondamente mutevole. Che la linea di demarcazione tra il bene e il male è in continuo movimento. Che quella linea varia in base al momento e in base alle circostanze. Che non si può mai dire con certezza cosa è bene e cosa è male e soprattutto chi sono i cattivi e chi sono i buoni. Che chi semina dolore deliberatamente ne riceverà altrettanto. Che nella tragedia può insinuarsi la dolcezza e nella dolcezza può insinuarsi la tragedia.

E a questo punto è ovvio che starete pensando: ma adesso che diamine c’entrano i tortelli di zucca??? Eh…nella mia testa malata c’entrano. Il cacao amaro della sfoglia: l’amaro del dolore, della tragedia, del male… Il dolce della zucca: la dolcezza, il bene…

E allora vi lascio così…immaginandovi fermi lì, intenti ad gustare lentamente i sapori contrastanti ma perfettamente equilibrati del cacao e della zucca, pensando al dolce e all’amaro, al bene e al male e al loro inspiegabile ma quasi felice connubio…che ci ricorda tanto la incomprensibile confusione dell’animo umano.

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TORTELLI DI ZUCCA CON SFOGLIA AL CACAO

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INGREDIENTI per 4 persone (o 2 se siete molto affamati)

Per la sfoglia:

  • 150 g di farina 0
  • un filo di olio evo
  • 50 g di cacao amaro
  • 2 uova intere

Per il ripieno:

  • 300 g di zucca
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • 1 scalogno

Per il condimento:

  • 50 g di burro
  • una manciata di foglie di salvia

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COME SI FA:

  1. In una ciotola mescolate la farina bianca con il cacao amaro. Versate sulla spianatoia, formate un incavo e versateci dentro le uova e l’olio evo. Iniziate a sbattere le uova con la forchetta incorporando pian piano la farina dai bordi. Impastate energicamente fino ad ottenere un panetto sodo e liscio. Fatelo riposare per 30 minuti coperto da un piatto.
  2. Scaldate il forno a 200 gradi. tagliate la zucca a fette. Rivestite con carta da forno una teglia e sistemateci dentro le fette di zucca con lo scalogno affettato sottilmente. Salate e cuocete finchè la zucca non sarà tenera. Togliete dal forno e fate raffreddare.
  3. Frullate la polpa di zucca. Aggiungete il parmigiano. Regolate di sale.
  4. Stendete la pasta su di un piano di lavoro leggermente infarinato in rettangoli dello spessore di 2 o 3 millimetri. Distribuite lungo la parte laterale della sfoglia piccole porzioni di ripieno lasciando tra una porzione e l’altra lo spazio di un dito. Ripiegate la sfoglia e ritagliate i ravioli.
  5. Lessate i ravioli in acqua bollente e salata. Scaldate in una casseruola il burro. Appena il burro inizia a spumeggiare, aggiungete le foglie di salvia e lasciate insaporare per alcuni minuti. Quando i ravioli saranno pronti (all’incirca dopo 7-8 minuti), scolateli e conditeli con il sugo, anche versandoli nella cassaruola. Suddividete in piatti fondi e cospargete con il parmigiano. Servite subito.

VOLEVO INIZIARE ALLA GRANDE MA…CROSTATA DI AVENA CON CONFETTURA DI FRAGOLE E MOUSSE AL FORMAGGIO.

crostata-aveva-fragole-formaggioDiciamola tutta. Volevo iniziare alla grande…ma proprio alla grande. Con una mega torta, bella, farcita per bene, innovativa, accattivante. Volevo iniziare con un post simpaticissimo, interessante, curioso. Ma diciamola proprio tutta tutta: alla fine non è andata così.

La questione è iniziata con una mousse di formaggio comprata al supermercato per curiosità e che rischiava di attentare alla mià già precaria “snellezza”. Andava quindi eliminata senza troppi ripensamenti.

Il tutto è proseguito con una confettura di fragole che dal fondo della mia dispensa urlava “Heeei, heeeeei…ci sono anch’io….heei!!!”.

Il colpo (quasi) finale lo ha dato una lettura distratta (ma evidentemente non troppo) del bellissimo libro di Marianna Franchi (del blog Menta e Liquirizia), Di farina in farina, sul quale ho trovato la ricetta di una fantastica frolla all’avena.

Questi sono i fatti.

Le pippe mentali, invece, sono state di tre tipi:

Pippa n.1.:…della serie…parliamoci chiaro…: ma poi dove sta tutta sta gente che smania alla prospettiva di guardare il mio super primo post, con la mia super torta super buona e super bella?…è improbabile che tutto il mondo del web e, in particolare, tutti quelli che si interessano di cucina, stessero lì – trepidanti – ad aspettare con una vignetta disegnata sulla testa con su scritto “Si dai…adesso abbandoniamo Chiara Maci e Sonia Peronaci e tutte le foodblogger super accreditate (le mie preferite ve le farò sapere poi…) perchè sono arrivate Chiara e Chiaramella a spaccare il mondo!!!” Lo trovo, appunto, altamente improbabile. Al massimo (almeno per il momento) questo post lo vedranno i miei parenti, amici e colleghi ai quali sicuramente piace anche questa torta. (Peraltro i miei colleghi se la sono spazzolata in un nanosecondo).

Pippa n.2.: In fondo io sono una ragazza semplice…le cose super super super non mi appartengono. Io sono più il tipo “rustica fuori ma sofisticata dentro”…proprio come questa torta. Modi un po’ bruschi ma grandi sentimenti…aspetto “torta casalinga della domenica” ma ingredienti frutto di una certa ricerca.

Pippa n.3: Seguite, infine, il mio ragionamento. In fondo…con una torta goduriosa, magari con un sacco di cioccolata o della crema avvolgente e vellutata, – diciamolo – siamo bravi tutti…più difficile è riuscire a strappare un certo godimento anche con una torta più…come dire…di sostanza. E allora: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a pasticciare…

E veniamo finalmente alla nostra torta. In barba a tutte le fantasie da erede non riconosciuta di Ernst Knamm, ho preparato una bella crostata, il non plus ultra delle torte casalinghe, il must dei pranzi domenicali della buona massaia…ma con qualche novità.

La mousse al formaggio è stata una bella scoperta: ricotta mescolata alla mousse philadelphia. Il risultato è un sapore un po’ più forte della semplice ricotta e una consistenza sicuramente più cremosa.

Per la frolla…e che ve lo dico a fare…Marianna Franchi è una garanzia. Il sapore del farro e dell’avena la rende molto molto aromatica. Tuttavia è neccessaria una piccola precisazione: se pensate di portare questa crostata al ritiro scout in mezzo ai boschi, dopo aver scalato montagne e guadato fiumi, non è la torta che fa al caso vostro. Essendoci poco zucchero e poco burro nella frolla, la torta rimane estremamente friabile. Si sbriciola con una certa facilità, come del resto è possibile vedere dalle foto. Perciò meglio garantirle una vita un po’ meno avventurosa al caldo dei nostri appartamenti per un fine pranzo o, ancora meglio, per una colazione o una merenda. Ebbene…non mi viene in mente nient’altro..perciò…che dire? Buon appettito!

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CROSTATA DI AVENA CON CONFETTURA DI FRAGOLE E MOUSSE AL FORMAGGIO

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INGREDIENTI:

Per la pasta frolla:

  • 100 g di fiocchi di avena
  • 60 g di farina di avena
  • 60 g di farina di farro
  • 70 g di zucchero semolato
  • 70 g di burro
  • 1 uovo intero
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 370 g di confettura di fragole
  • 100 g di ricotta
  • 140 gr di mousse philadelphia
  • due cucchiai di zucchero al velo
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COME SI FA

  1. In una ciotola setacciate la farina di avena con la farina di farro e il lievito. Tritate finemente i fiocchi di avena in un mixer e uniteli alle altre farine.
  2. Formate una piccola cavità, metteteci al centro lo zucchero e il burro tagliato a pezzettini. Aggiunte l’uovo e un pizzico di sale.
  3. Amalgamate gli ingredienti fino ad ottenere una palla. Abbiate cura di avere le mani fredde prima di impastare, altrimenti passatele sotto l’acqua fredda.
  4. Avvolgete la palla e mettetela a riposare in frigo almeno per mezz’ora.
  5. Preparate il ripieno. In una ciotola mescolate la ricotta, la muosse e lo zucchero al velo. Assaggiate e sciegliete la misura di zucchero che più vi piace.
  6. Scaldate il forno a 180 gradi. Imburrate e infarinate uno stampo a cerniera da 24 centimetri. Stendete due terzi della pasta frolla su di un foglio di carta forno e adagiatela nella teglia. Con la rimanente pasta frolla preparate le strisce per ricoprire la vostra crostata.
  7. Riempite la base della crostata con la confettura di fragole. Livellate accuratamente. Mettete poi sopra la confettura la mousse di formaggio stando attenti a livellare molto delicatamente per mantenere distinti i due strati della torta ed evitare che la mousse si mescoli con la confettura.Decorate la torta con le strisce di pasta.
  8. Infornate per 30 minuti o comunque fino a doratura. Sfornate e lasciate raffreddare prima di servire.