UN GIORNO (QUASI) PERFETTO. COOKIES AI LAMPONI E CIOCCOLATO BIANCO

Cookie-lamponi-cioccolato-biancoIl giorno in cui ho preparato questi biscotti è stato un giorno quasi perfetto. E siccome sono una persona vagamente (ma solo vagamente) incline al pessimismo, segnatevi  questa affermazione perché difficilmente me la sentirete dire a breve.

Mi ero presa un giorno di ferie. Quindi mi sono svegliata bella riposata ad un’ora decente e non, come ogni giorno, quasi all’alba. Poi ho fatto una bella colazione. La giornata era splendente. Sole a palla e cielo azzurro. Sono uscita e, sola soletta, sono riuscita ad andare prima a sbrigare alcune faccende e poi a fare la spesa la centro commerciale. Il che sembrerà una sciocchezza ma non lo è. Primo perché io qui non conosco ancora bene le strade e non sono proprio completamente disinvolta. E secondo perché, proprio perché non conosco le strade, finora non ero mai andata a fare la spesa da sola. Cosa che di solito mi piace un bel po’. Poi sono tornata a casa, ho preparato un bel pranzetto e lo ho mangiato in tutta calma con il mio compagno che quel giorno lavorava da casa.

Poi ho pensato: ma perché non fare una bella ricettina? Ho un po’ di tempo e c’è una bella luce per le foto. Perciò mi sono messa all’opera. Ho pensato quindi ad una preparazione abbastanza veloce che mi consentisse anche di consumare una povera tavoletta di cioccolato bianco che giaceva lì nella dispensa in attesa che mi decidessi su che cosa farne.

Cookie-lamponi-cioccolato-biancoDurante la preparazione ho temuto il peggio ma tutto è andato bene. Ho avuto paura perché, quando provo a fare biscotti del genere (cioè quelli che sono a forma di pallottina),  quasi sempre mi si spatasciano malamente nel forno e diventano inguardabili. Figuriamoci farci delle foto.

E invece wow. Oltre ad aver mantenuto la loro forma, erano buonissimi!!! Non riuscivo più a smettere di mangiarli. Non avete idea della mia contentezza. Non è che esagero…sono veramente entrati di diritto nella mia top ten dei biscotti.

Gli unici accorgimenti nella preparazione sono tenere l’impasto leggermente bricioloso prima di aggiungervi i lamponi, cercare di non spappolare troppo i lamponi quando lavorate l’impasto e preparare le palline con le mani. Vi sembrerà un attimo difficile fare delle palline che rimangano unite ma non disperate. Usate le mani e ce la farete.

Poi, dopo essermi ingozzata di biscotti, sono anche uscita a fare una passeggiata e ho concluso la serata con un bel film. Che dire? Sono una donna dai piaceri semplici. Datemi un po’ di sole, una buona compagnia e una ricetta ben riuscita e avrete una donna felice. 🙂

Cookie-lamponi-cioccolato-bianco

COOKIES AL LAMPONI E CIOCCOLATO BIANCO

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INGREDIENTI (per circa 30 biscotti):

  • 280 g di farina 00
  • 125 g di burro
  • 125 g di zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino da caffé di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • 80 g di lamponi
  • 50 g di cioccolato bianco
  • zucchero a velo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Prima di iniziare a preparare l’impasto, accendete il forno a 180 gradi e foderate due placche con carta da forno. Con un coltello da cucina sminuzzate il cioccolato bianco in pezzetti non troppo piccoli e mettete da parte.
  2. Preparate quindi l’impasto. In una terrina mescolate il burro morbido con l’uovo. Potete velocizzare e facilitare l’operazione procedendo con un frullino. Setacciate la farina con lievito e vanillina e unitela al composto di burro e uovo. Aggiungete lo zucchero, un pizzico di sale, le gocce di cioccolato e i lamponi, incorporandoli cercando di spappolarli il meno possibile. Non preoccupatevi se si spappolano un po’. L’importante e che se ne senta il gusto nei biscotti.
  3. Aiutandovi con le mani, preparate delle palline della dimensione di mezza noce e posizionatele ben distanziate sulle placche foderate di carta da forno.
  4. Infornate per 13-15 minuti finchè i bordi cominciano a dorarsi. Sfornate, lasciete raffreddare e cospargete di zucchero al velo.

UNA STAGIONALITA’ ELASTICA. INSALATA CON FRAGOLE, ASPARAGI E FRITTATINA AL SESAMO NERO E SEMI DI PAPAVERO

Insalata-con-fragole-asparagi-frittatina-sesamo-nero- semi-di-papaveroDa qualche settimana fragole e asparagi sono ricomparsi sui banci dei nostri mercati. La loro comparsa ci ricorda ogni anno (qualora non ce ne fossimo accorti) che la primavera è alle porte.

Peccato che ormai anche la primavera non è più così primavera, l’inverno non è più così inverno e così via. E così ci capita che, dopo giorni di calore a dir poco estivo, tutto cambi e si torni alle rigide temperature invernali. Con buona pace di tutte le efficienti massai che hanno già provveduto al cambio di stagione.

Che dire? Nella vita moderna bisogna essere elastici e vivere alla giornata. Oggi è inverno? Cappotto. Domani è estate? Magliettina. Anche per le altre cose bisogna saper essere elastici. Oggi lavoro a Milano, domani a New York. Oggi lavoro nel settore trasporti, domani nel settore alimentare. In fondo è questo il concetto base che si sta facendo strada nelle nostre vite. L’elasticità.

Insalata-con-fragole-asparagi-frittatina-sesamo-nero- semi-di-papaveroAnche a tavola bisogna essere elastici. Pensare di mangiare sempre le solite cose, per quanto buonissime, è pura follia. Significa sprecare un’opportunità. Ogni giorno ci vengono proposte cose sempre nuove, dal cibo etnico agli abbinamenti più disparati.  Sperimentare, provare nuovi sapori, fare nuove esperienze è forse la possibilità più bella che ci offrono i tempi moderni.

In cucina il mio unico limite al nuovo è la stagionalità. Questa insalata rispecchia questo mio modo di pensare. Qualche giorno fa, mentre cercavo nuovi spunti , ho pensato che fragole e asparagi potevano essere abbinati in un connubio interessante. Poi ho pensato che comunque ci voleva anche una strizzatina d’occhio alla tradizione. E quindi mi sono venuti in mente due abbinamenti classici: fragole e aceto balsamico, asparagi e uova. Infine ho pensato ad un qualcosa di aromatico: sesamo nero e semi di papavero. Il risultato è questa insalata di cui sono davvero soddisfatta. Eccovi quindi la ricetta.

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INSALATA CON FRAGOLE, ASPARAGI E FRITTATINA AL SESAMO NERO E SEMI DI PAPAVERO

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 100 g di misticanza (la mia era composta da: lattughino verde, lattughino rosso, songino, spinacio baby e lattuga romana da taglio)
  • 5 asparagi
  • 5 fragole
  • 1 uovo
  • 25 g di sesamo nero
  • 25 g di semi di papavero
  • una manciata di pinoli
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 4 cucchiai di aceto balsamico
  • sale

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COME SI FA:

  1. Tostate in due padellini separati il sesamo nero e i pinoli per qualche minuto. Mettete da parte.
  2. Lavate la misticanza, le fragole e gli asparagi. Mettete da parte.
  3. Lessate gli asparagi per 5 minuti. Passateli sotto l’acqua fredda per mantenerne vivo il colore e tagliateli a pezzetti di un paio di centimetri.
  4. Preparate la frittatina. In un piatto sbattete un uovo con un pizzico di sale. Aggiungete il sesamo tostato e i semi di papavero. Scaldate un filo d’olio in un padellino largo e cuocete la frittata per un paio di minuti da entrambi i lati. Tagliate la frittatina a cubetti e mettete da parte.
  5. Sistemate la misticanza in un piatto. Aggiungete le fragole tagliate a pezzi, gli asparagi, i pinoli tostati e i cubetti di frittata.
  6. Preparate una vinaigrette mescolando per bene l’olio, il sale e l’aceto balsamico. Aggiungete la vinaigrette all’insalata, mescolate per bene e servite.

L’INGANNO DELLA PRIMA IMPRESSIONE. L’ERBAZZONE.

ErbazzoneLa prima impressione non è quasi mai quella giusta. Quantomeno per me. Spesso mi è capitato di prendere delle clamorose cantonate. Persone che mi sembravano anni luce lontane mi  sono entrate profondamente nel cuore. Persone che mi sono piaciute subito mi hanno invece profondamente delusa. Col tempo le mie capacità si sono affinate ma ancora oggi, per me, la prima impressione richiede successive e più meditate riflessioni.

Col cibo in generale sono più brava. Ma con l’erbazzone non è stato così. La prima volta che mi sono imbattuta in questa ricetta tipica delle parti di Reggio Emilia e dintorni mi è sembrata una semplice torta salata ripiena di verdure. Il numero limitato di ingredienti mi ha fatto pensare che non fosse particolarmente saporita. Anzi: me la immaginavo proprio un po’ sciapa. Quindi ho accantonato l’idea.

Tempo dopo mi sono ritrovata con delle bietole da utilizzare in extremis. E la ricetta è tornata per caso davanti ai miei occhi. Ho pensato: perchè no? Proviamo. E quindi eccomi portare in tavola il mio primo erbazzone.

ErbazzoneSorpresa delle sorprese…una inaspettata esplosione di gusto!!! Il sapore forte dei cipollotti, amalgamandosi a quello della pancetta tritata, dava una sferzata di energia alle più delicate bietole. Il guscio di pasta, nella sua quasi scarna semplicità, si adattava perfettamente al  ripieno, grazie soprattutto alla non eccessiva quantità di burro e quindi al fatto di essere per lo più composto da farina e acqua. Nulla era lasciato al caso. Sembrava di essere davvero davanti ad un puzzle in cui ogni pezzo era perfettamente incastrato nell’altro. Meno burro nell’impasto, più pancetta nel ripieno. Più delicatezza nelle bietole, più sapore nei cipollotti. Un incastro perfetto.

Per questo, quando la primavera si è presentata alle porte, con il suo esplodere di fresche erbette delicate, non ho saputo resistere e il mio primo pensiero è stato preparare l’erbazzone. Avrei potuto fare altre mille torte ripiene di verdure, ma ho scelto qualcosa di essenziale ma ugualmente emozionante.

Forse anche la scelta dei piatti che cuciniamo rispecchia quello che ci serve in un certo momento. Dopo l’adrenalina del mio cambio di vita, forse quello che mi serve è solo tanta tanta tranquillità e un paio di solide certezze. L’erbazzone è davvero una certezza. Provatelo. Non ve ne pentirete. Eccovi quindi la ricetta.

Erbazzone

L’ERBAZZONE

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INGREDIENTI:

  • 400 g di farina
  • 70 g di burro
  • acqua q.b.
  • sale
  • 1,5 kg di bietole (potete usare anche gli spinaci)
  • 150 g di pancetta
  • 3 cipllotti
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
  • una manciata di prezzemolo
  • olio evo
  • burro per la tortiera
  • sale
  • pepe
  • 1 tuorlo
  • latte

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COME SI FA:

  1. Preparate la pasta. Mescolate alla farina un pizzico di sale, fate la fontana, unite il burro a pezzetti, poca acqua e impastate unendo altra acqua, quanto basta per ottenere un impasto liscio e omogeneo simile a quello del pane. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in un luogo fresco per circa mezz’ora. Io l’ho preparata il giorno prima e l’ho tenuta in frigo fino a un’ora prima del momento di utilizzo.
  2. Lavate le bietole, sgocciolatele in una pentola e cuocetele senza aggiungere altra acqua oltre a quella rimanente dopo il lavaggio. Scolatele, strizzatele e tagliuzzatele grossolanamente. Tritate la pancetta, poi il prezzemolo ed infine i cipolloti.
  3. Fate rosolare l’aglio in una padella con un filo di olio, eliminatelo, unite il trito di prezzemolo, i cipollotti e la pancetta. Fate soffriggere il tutto dolcemente. Aggiungete le verdure lessare, lasciate insaporire per qualche minuto, togliete dal fuoco e fate intiepideire.
  4. Incorporate quindi il parmigiano, regolate di sale e di pepe e mescolate bene.
  5. Stendete due terzi della pasta in una sfoglia sottile e rivestite una tortiera imburrata, lasciando sbordare parte della pasta. Se desiderate un erbazzone bello alto come quello che vedete nelle foto utilizzate una tortiera da 24 cm. Altrimenti, se preferite un erbazzone più sottile potete aumentare tranquillamente le dimensioni, utilizzando anche una teglia da 28 cm. Distribuite sopra la sfoglia il ripieno e pareggiatelo per bene. Stendete il resto della sfoglia in un disco del diametro della tortiera, appoggiatelo sul ripieno e ripiegate verso l’interno la pasta che sborda.
  6. Punzecchiate la superficie con una forchetta, spennellatela con il tuorlo diluito in poco latte e cuocete in forno a 190 gradi per 30-40 minuti.

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PRIMA CHE ARRIVI IL CALDO…POLPETTONE AL LIMONE CON MANDORLE E VINO

Polpettone-al-limone-mandorle-vinoNon è la prima volta che la mia amica Rossella di Vaniglia Cooking mi fornisce ispirazione. Ve la ricordate la fantastica vellutata di carote con cumino, zenzero, curcuma e latte di cocco che avevo fatto per ovviare ad un clamoroso capitombolo culinario? Avevo toppato una ricetta e lei, con le sue mille idee veloci per mettere in tavola qualcosa di sfizioso, è venuta in mio aiuto.

Questa volta la scelta è stata più meditata. Nel senso che era davvero tanto tempo che volevo preparare il suo famoso polpettone. E questa volta ce l’ho fatta. La ricetta si trova nel suo (se non sbaglio) secondo libro “All’ombra dei mandorli in fiore” e ha sempre stuzzicato il mio palato. Del resto io adoro le mandorle e in quel libro ci sono solo ricette con le mandorle.

Polpettone-al-limone-mandorle-vinoIn occasione della domenica delle Palme ho pensato che la festività esigeva un secondo degno di nota. Inoltre ho pensato, che se avessi aspettato ancora, l’arrivo del caldo mi avrebbe fatto passare la voglia di preparare questo piatto. Tra qualche mese l’estate e il caldo ci porteranno ad uscire spesso di casa in cerca di un po’ di frescura, le occasioni per i convivii domenicali culinariamente un po’ più importanti saranno sempre meno e di certo un piatto “nutriente” come il polpettone verrà per il momento accantonato. Vista sotto questo aspetto, la primavera, oltre a essere il momento ideale per svuotare la dispensa (altro caposaldo della cucina di Rossella), è anche il momento giusto per salutare quei piatti che tanto ci piacciono ma che riassaporeremo soltanto in autunno.

E così mi sono messa all’opera. Per avvantaggiarmi coi tempi ho preparato il polpettone il giorno prima e l’ho lasciato in frigo avvolto nella carta da forno per non fargli perdere la forma. Poi, il giorno dopo, mi sono dedicata subito alle patate. Tutto è filato liscio e il risultato è stato più che ottimo. Non che avessi dubbi ma avevo persone a pranzo e si sa che quando uno prova per la prima volta una ricetta è allora che tutto va storto. Invece per fortuna tutto bene, grazie soprattutto alla precisione di Rossella nel descrivere tutti i passaggi. Eccovi quindi la ricetta e alla prossima volta, magari con qualche altra ricetta di fine stagione.

Polpettone-al-limone-mandorle-vino

POLPETTONE AL LIMONE CON MANDORLE E VINO

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INGREDIENTI (per 4 porzioni):

  • 60 g di pane raffermo 
  • 200 ml di latte
  • 40 g di mandorle spellate
  • 1 spicchio d’aglio
  • la scorza di 1 limone non trattato
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 300 g di macinato misto
  • 2 uova
  • 6 cucchiai di pangrattato + 3 cucchiai per la panatura
  • 150 ml di vino bianco
  • olio evo
  • sale
  • 700 g di patate

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COME SI FA:

  1. Spezzettate grossolanamente il pane e mettetelo nel latte finché non diventa morbido.
  2. Nel frattempo unite nel mixer le mandorle, una presa abbondante di sale, lo spicchio d’aglio privato dell’anima, la scorza di limone e le foglioline di un mazzetto di prezzemolo. Tritate il tutto finemente e mettete da parte.
  3. In una ciotola amalgamate la carne tritata, il pane ben strizzato e sminuzzato con le mani, le uova, il pangrattato e il trito a base di mandorle. Mescolate bene aiutandovi con le mani e poi mettete il composto su di un foglio di carta forno. Aiutandovi con la carta forno date forma al vostro polpettone. Rotolatelo quindi nel rimanente pangrattato al quale avrete aggiunto un pizzico di sale.
  4. Sbucciate le patate, tagliatele a cubetti e conditele con un filo d’olio nella stessa teglia che userete per cuocere il polpettone. Infornate quindi le patate per 15 minuti, poi aggiungete il polpettone e un filo d’olio. Proseguite la cottura per altri 15 minuti.
  5. A questo punto versate il vino nella pirofila, avendo cura che il liquido raggiunga 1 cm di profondità. Proseguite la cottura per altri 40 minuti o comunque finché il polpettone non risulterà ben cotto al centro. lasciate riposare per 10 minuti coperto con carta d’alluminio prima di tagliare.

IMPARARE A NAVIGARE…MEGLIO UN PRANZO LEGGERO. SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI CON LIME, MENTA E ZENZERO

spaghetti-lime-menta-zenzeroSpesso nella vita ho cercato un luogo sicuro, un piccolo cantuccio, un’isola felice, un posto dove poter fuggire ai problemi che la vita quotidiana ci riserva. Non parlo dei problemi gravissimi, che quelli lo sapevo già che ti vengono a beccare ovunque tu sia. Intendo quelli più piccoli, quelli che in fondo lo sai che sono risolvibili, ma che comunque ti rompono le scatole, ti fanno venire l’ansia (ultimamente anche l’acidità di stomaco) e un pochino ti rovinano la giornata. Ho sempre pensato che, se avessi scelto il lavoro giusto, la giusta città in cui vivere, i giusti amici, avrei potuto incassare i colpi, tamponare la situazione.

Poi però ho iniziato a capire che non esiste il lavoro giusto, non esiste la città giusta e non esistono le persone giuste. E ho iniziato a capire che scappa oggi, scappa domani, la ricerca della tranquillità è una ricerca senza fine. E non si può passare la vita a scappare. E’ un po’ come se fossi una barca che naviga solo per cercare ogni volta un porticciolo sicuro. Appena il porticciolo in cui stava diventa fastidioso, riparte pensando che la prossima volta andrà meglio. E invece ogni volta tutto si ripete, in modo diverso, ma si ripete.

spaghetti-lime-menta-zenzeroE allora non mi resta che imparare a navigare…possibilmente a navigare a vista. Peccato che io non sia molto brava in questo. Giornata difficile? Ci penso anche la notte…Futuro lavorativo vagamente (e ripeto vagamente) preoccupante? Ci rimugino in ogni modo…Gente che mi fa incavolare? Una bella acidità di stomaco…tanto per gradire. L’unica cosa che sono in grado di fare e non farlo vedere molto all’esterno…Resta il fatto che questo atteggiamento è proprio l’esatto contrario del concetto di navigare a vista…

Ma vabbè, non si può fare altro che provarci. Provare a fermarsi un attimo ed escludere tutto, tutti i pensieri ansiogeni, riprendere il controllo e far sì che la nave possa navigare. Sempre. Anche in acque tempestose. Senza subire grossi contraccolpi o perdere pezzi…

Per riprendere il viaggio l’ideale è un piatto veloce, leggero e vagamente esotico, come questa pasta con lime, menta e zenzero. Un piatto fresco per rinfrescare la mente, per raffreddare i pensieri e provare a riprendere la navigazione…

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SPAGHETTI ALLA CHITARRA INTEGRALI CON LIME, MENTA E ZENZERO

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INGREDIENTI:

  • 100 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 5 cucchiai di olio evo
  • il succo di 2 lime
  • 15/20 g di foglie di menta 
  • 30/40 g di zenzero fresco
  • 320 g di spaghetti alla chitarra integrali

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COME SI FA:

  1. Spremete i lime, grattugiate lo zenzero e tritate la menta. Mettete da parte.
  2. Mettete il parmigiano in una ciotola e, mescolando, incorporate olio sufficiente ad ottenere una cremina morbida. Aggiungete il succo di lime, lo zenzero grattugiato e la menta tritata.
  3. Lessate la pasta in acqua salata e scolatela al dente, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura.
  4. Condite quindi gli spaghetti con sugo preparato unendovi, se necessario, qualche cucchiaio di acqua di cottura.

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PROVARE, PROVARE E RIPROVARE. FILONE CON QUINOA SOFFIATA E SEMI DI PAPAVERO

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papaveroLa prima volta che ho fatto questo pane ero in pieno periodo “Pasta madre tutta la vita”. Non che adesso quel periodo sia passato. Continuo ad utilizzare la pasta madre con grande piacere e buoni risultati. Ma quella volta davvero sfornavo pane a tutte le ore. Vista questa passione, ho iniziato a cercare dei testi che potessero arricchire le mie conoscenze.

Mi sono, quindi, imbattuta nel fantastico libro di Riccardo Astolfi “Pasta Madre”. Dico fantastico perchè per me ha rappresentato l’ingresso a pieno titolo nel mondo della pasta madre. il libro, infatti, oltre a contenere tutta una serie di ricette davvero particolari e fantasiose, fornisce le nozioni base per il corretto utilizzo della pasta madre. Ormai Riccardo Astolfi è un vero esperto del mondo della panificazione. Oltre ad aver pubblicato il libr “Pasta Madre”, ha anche creato un blog e una comunità di “spacciatori” di pasta madre. Poi ha aperto anche una panetteria a Bologna.

Fatto sta che ho iniziato a provare buona parte delle ricette di Riccardo, tra cui anche questo pane con quinoa soffiata e semi di papavero. Me ne sono innamorata subito. Ha un consistenza così rustica e un sapore così piacevolmente aromatico che mi sono entrati subito nel cuore. La prima volta che l’ho fatto, questo blog non esisteva. Quindi niente foto, niente post, me lo sono pappato io e stop.

La seconda volta, ovviamente, smaniavo dalla voglia di postare la ricetta. Peccato che non ero ancora molto esperta con le pieghe laterali, con la conseguenza che il pane mi si è aperto sotto, con un effetto estetico non proprio bellissimo. Disperazione, incavolamenti varii e post annullato.

Non contenta, ci ho riprovato prima di iniziare il trasloco.  Questa volta il pane è venuto bene ma le foto erano una schifezza. Perchè, dovete sapere, io amo molto cucinare il pane e i biscotti ma fotografarli è una vera agonia. Non so mai come allestire un minimo set, ho sempre paura di essere troppo minimale, poi finisco per inserirci roba che non serve a nulla col risultato che alla fine mi innervosisco e le foto mi vengono male. Ecco perchè a marzo per una settimana ho dovuto saltare il post. Cosa che, come potete immaginare, mi ha fatto parecchio innervosire visto che per me postare ricette è un esercizio spirituale che va fatto con costanza.

filone-quinoa-soffiata-e-semi-di-papaveroMa non mi sono data pervinta. Questo pane andava fatto e postato. Perchè è troppo buono. E il mondo, senza questo pane, è sicuramente un posto peggiore. E io devo assolurtamente contribuire alla divulgazione di questa ricetta. Questa volta ho lavorato con calma, mi sono presa il mio tempo e alla fine le foto sono venute discrete. O quanto meno in grado di rendere la rusticità e la piacevolezza di questo pane. Ho apportato una piccola modifica. Invece di usare la farina 0, come consiglia Riccardo, ho usato farina 2 macinata a pietra e farina Manitoba. Anche in questo modo, il risultato è stato ottimo.

Alla fine è proprio vero che repetita iuvant. Ripetere più volte questo pane e le sue foto mi ha certamente garantito un risultato migliore. Peccato che noi foodblogger dobbiamo provare sempre cose nuove e difficilmente ripetiamo più volte la stessa ricetta. Ma, chi lo sa, forse inaugurerò una nuova rubrica in cui ogni tanto mi cimento in vecchie ricette già postate per vedere se si possono migliorare ulteriormente. Vedremo…

Intanto sul concetto del “provare, provare e riprovare…”, mi è tornata in mente la divertente scena del film “Non ci resta che piangere”…Che dite? Ce la riguardiamo insieme? Eccovi il link. Ed eccovi anche la ricetta del pane…

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FILONE CON QUINOA SOFFIATA E SEMI DI PAPAVERO

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INGREDIENTI (per 1 filone):

  • 150 g di pasta madre rinfescata (o 75 g di lievito di birra)
  • 250 g di acqua
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo
  • 250 g di farina 1 macinata a pietra 
  • 250 g di farina Manitoba
  • 2 cucchiaini di sale
  • 100 g di quinoa soffiata
  • 50 g di semi di papavero

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COME SI FA:

  1. Sciogliete la pasta madre nell’acqua insieme al malto d’orzo.Se usate il lievito di birra dovrete dimezzare il tempo di lievitazione. Se non avete la quinoa soffiata, potete prepararla adesso facendo tostare in padella dei normali semi di quinoa per circa 10 minuti. Fate raffreddare.
  2. Mettete nella planetaria le farine e il sale. Mescolate, poi aggiungete l’acqua e il lievito. Iniziate a impastare.
  3. Aggiungete la quinoa e i semi di papavero e continuate a impastare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Lasciatelo quindi lievitare in un posto caldo e asciutto (come sempre io ho avvolto la ciotola in una coperta di lana) per 5-6 ore.
  4. Riprendete l’impasto, fate un giro di pieghe* e formate il vostro filone. Fatelo riposare sulla leccarda rivestita di carta da forno, coperto con un canovaccio, nel forno alla temperatura di 40 gradi per altre 2 ore.
  5. Accendete il forno e portatelo alla temperatura i 230 gradi. Cuocete il pane per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 200 e continuate la cottura per altri 30 minuti.

*Questa volta, dovendo preparare un filone, ho preferito fare la piegatura laterale. Si fa così. Rovesciate l’impasto sul tagliere infarinato. Dopo averlo leggermente appiattito e aver formato un rettangolo, piegato unlato sull’altro sovrapponendolo per 2/3 all’impasto. Prendete l’altro lato e sovrapponetelo al primo. Ruotate l’impasto a 90 gradi verso destra e ripetete la procedura. Fate riposare qualche minuto. Procedete poi a dare la forma che preferite.

 

UNA PASQUA ALTERNATIVA ANCHE A TAVOLA. TORTA BRIOSCIATA CON NOCI E CAFFE’

torta-briosciata-noci-caffèDevo essere sincera. Per il post di oggi non avevo pensato di suggerirvi questo dolce. Poi però mi sono ricordata che domenica è Pasqua. Cioé non è che non mi ricordavo di Pasqua (capirai…non vedo l’ora di avere qualche giorno di riposo). E’ che non mi sono resa conto che questo post è proprio quello della settimana santa. E io non ho fatto un piano editoriale per Pasqua. E così, mentre tutte le foodblogger infornavano volatili di vario genere (con le mandorle, con il glutine, senza glutine, col cioccolato e chi più ne ha più ne metta), io infornavo un pane.

E però, ormai lo sapete, come sono bravissima a sottopormi al pubblico ludibrio, sono pure bravissima ad autoassolvermi con estrema scioltezza. E stavolta il motivo della mia scarsa/assente programmazione ce l’ho bello caldo a portata di mano. Il trasloco. E’ lui. E’ colpa sua. Come avrei potuto, me tapina, pensare alla Pasqua tra scatoloni aperti e vestiti in giro alla rinfusa? Come avrei potuto programmare ricette pasquali quando, dopo il lavoro, riuscivo solo a buttarmi sul letto “a quattro di spade”? E su! Siate comprensivi!

In compenso però, improvvisando quà e là, oltre al pane, ho infornato questo stupendo dolce che ho visto su Sale&Pepe e che oggi vi propongo con tanto di faccia tosta. Che fosse stupendo non lo sapevo da prima. Anzi, avevo non poche perplessità. Poi però è stata una autentica rivelazione. In un eccesso di egoismo culinario, a casa mi è stato categoricamente impedito di portarne i resti in ufficio. Il che la dice lunga…

torta-briosciata-noci-caffèLa particolarità è che non è un dolce molto dolce (scusate il gioco di parole) in quanto lo zucchero non è molto ed è per giunta bilanciato dalle noci e dal caffé. Pensando alla Pasqua e alla colomba pasquale mi è venuto in mente che anche la colomba non è un dolce molto dolce. Inoltre, visto che questo dolce ha qualche problema di identità, può essere mangiato senza che si ribelli sia dopo pranzo il giorno di Pasqua che a colazione per un eventuale brunch di Pasquetta.

E allora perchè non provare qualcosa di alternativo sia pure nel solco della tradizione? Del resto quast’anno la mia Pasqua, pur essenso la stessa nelle modalità e con le stesse persone, sarà diversa come “contesto” in quanto tutto il contorno è mutato. In un contesto diverso ci sta pure che vi propongo un dolce diverso.

E allora non mi resta che scrivervi la ricetta e invitarvi ad osare e a trascorrere una serenissima Pasqua e una divertentissima Pasquetta.

torta-briosciata-noci-caffè

TORTA BRIOSCIATA CON NOCI E CAFFE’

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INGREDIENTI:

  • 15 g di lievito di birra fresco
  • 1,6 dl di latte
  • 450 g di farina bianca
  • 1 pizzico di sale
  • 50 g di zucchero bianco
  • 2 tuorli
  • 100 g di burro
  • 60 g di zucchero di canna
  • 80 g di gherigli di noce
  • 1 cucchiaio di caffè liofilizzato
  • 1 limone non trattato
  • burro e farina per lo stampo

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COME SI FA:

  1. Tagliate il burro a pezzetti e lasciatelo ammorbidire.
  2. Sbriciolate il lievito in una ciotolina. Aggiungete il latte appena tiepido e un cucchiaio di zucchero bianco. Mescolate finché il lievito non si sarà sciolto.
  3. In una ciotola più grande (o nella planetaria) mescolate la farina, lo zucchero bianco rimasto e il sale. Aggiungete i tuorli e il composto di latte e lievito. Iniziate ad impastare. Aggiungete quindi il burro e continuate a impastare per 10 minuti o comunque finché non avrete ottenuto un impasto liscio e omogeneo.
  4. Formate una palla, copritela con della pellicola e lasciatela lievitare per 2 ore in un luogo tiepido o avvolta da una coperta.
  5. Sgonfiate leggermente la pasta e formate un rotolo di circa 8 cm di diametro. Tagliate il rotolo a fette di circa 1 cm di spessore. Poi stendetele in piccole sfoglie di circa 1/2 cm di spessore.
  6. Tritate grossolanamente i gherigli di noce con lo zucchero di canna e la scorza di limone. Cospargete il composto sulla metà delle sfoglie. Cospargete le sfoglie rimaste con il caffè.
  7. Riempite uno stampo da kuglof di 20 cm di diametro, imburrato e infarinato, alternando i due tipi di sfoglie. Coprite lo stampo e lasciate lievitare per un’altra ora in un luogo tiepido.
  8. Cuocete il dolce in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40 minuti. Sformatelo e lasciatelo raffreddare su una gratella.