IL FLAGELLO DELLE CENE NATALIZIE AZIENDALI, IL PIACERE DI UN EVENTO RACCOLTO E LA SBRISOLONA SALATA ALLA CURCUMA, CAROTE E PINOLI

Sbrisolona-salata-alla-curcuma-carote-e-pinoliQuesta è la settimana delle cene natalizie aziendali. O delle cene con gli amici…Qualcuno avrà preso il toro per le corna e avrà pensato che era meglio anticipare. Quindi il dente se lo sarà già tolto. Ma tendenzialmente il momento in cui fioccano questo tipo di eventi è proprio questo.

Visto il periodo decisamente frenetico, sono entrambi due eventi parecchio impegnativi. Ma la cena aziendale è un vero flagello…A prescindere dalla simpatia dei colleghi o del capo, sono convinta che in molti declinerebbero volentieri l’invito. Per almeno tre motivi, che mi sembrano sicuramente sufficienti.

Primo motivo: siamo tutti stressati. Ammettiamolo. Al lavoro ci viene chiesto il massimo per raggiungere gli obiettivi annuali, a casa bisogna pensare ai regali, alla preparazione di pranzi e cene, a sedare gli animi familiari e ricomporre qualche dissapore che rischia di compromettere l’uscita indenni dalle festività. Cose così. Poi è chiaro che esistono persone con ritmi più tranquilli o lavori più facili o situazioni più serene.

Secondo motivo: nei ristoranti si mangia male. E si. Perchè non è che non ci sono ristoranti dove si mangia bene ma alle cene aziendali esiste un imperitivo irrinunciabile: trovare un posto capace di contenere un numero elevato di persone. E talvolta per ottenere questo, bisogna sacrificare la qualità del cibo. Ma fin qui poco male, se non fosse che poi il terzo motivo unito al secondo, rende la situazione abbastanza spiacevole.

Terzo motivo: si paga un patrimonio. Perchè è chiaro. Qualcuno se ne approfitta. E finisce che a Milano, in un posto qulunque, per mangiare un antipastino, un piatto di pasta e un dolcetto superi abbondantemente i 50 euro.

Ma vogliamo anche aggiungere un quarto motivo? Tipo quel collega che proprio proprio non ti va giù e che cercherai di evitare per tutta la cena onde impedire che la cena diventi pure indigesta?

Sbrisolona-salata-alla-curcuma-carote-e-pinoliUn po’ meno drammatica è la cena con gli amici. Per quanto i primi tre motivi di scontento ci siano anche qui, si presuppone che loro ci stiano almeno un po’ simpatici! :-)

Io, dalla mia, ho un elemento a favore: io adoro i miei colleghi. Ovvio, non tutti. Ma c’è un gruppetto che merita tutto l’affetto possibile, proprio come una famiglia. Perciò, se riesco, mi impegno a essere presente. Perchè loro se lo meritano.

Ma se per avventura, qualcuno, mosso da un istinto profondo, volesse andare controcorrente e per caso riuscisse e a organizzare qualcosa di diverso, un evento più raccolto, con i colleghi che gli piacciono davvero o con gli amici che ama, in cui ognuno porta qualcosa da mangiare, qualcosa di semplice, da sbocconcellare mentre si chiacchiera o si gioca a carte, questa sbrisolona salata alla curcuma, carote e pinoli potrebbe essere la scelta giusta. Come anche, se confezionata in miniporzioni, potrebbe essere la scelta giusta per un dono goloso. Conservata in frigo in un sacchetto alimentare riesce a mantenersi bene anche per qualche giorno.

Perchè il bello delle piccole cose è ciò che conta di più. Perchè il Natale, quello vero, è quello che trascorri con chi ami e con chi ti piace, in cui mangi pientanze capaci di confortarti ma di stupirti allo stesso tempo, in un ambiente in cui ti senti accolto e rilassato. Meglio di questo, non credo ci sia molto altro.

Sbrisolona-salata-alla-curcuma-carote-e-pinoli

SBRISOLONA SALATA ALLA CURCUMA, CAROTE E E PINOLI

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INGREDIENTI (per una teglia da 24 cm):

  • 100 g di farina di mais fioretto
  • 100 g di farina 0
  • 100 g di grana padano grattugiato
  • 1 tuorlo
  • 100 g di burro
  • 100 di carote
  • 20 g di pinoli
  • curcuma
  • timo
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Tostate i pinoli in una padellina antiaderente senza condimento per 3-4 minuti, finchè saranno leggermente dorati. Fateli raffreddare.
  2. Imburrate e infarinate uno stampo da 22 cm.
  3. Accendete il forno a 180 gradi.
  4. Riunite e mescolate in una ciotola le due farine, mezzo cucchiaio di curcuma, mezzo cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di pepe macinato, il timo e il grana grattugiato.
  5. Unite il tuorlo leggermente sbattuto e il burro freddo a pezzetti. Impastate con la punta delle dita fino a ottenere un composto sbriciolato.
  6. Aggiungete le carute pulite e grattugiate, una parte dei pinoli e impastate nuovamente per amalgamare gli ingredienti.
  7. Sistemate il composto nella teglia comprimendolo leggermente sul fondo e lungo i bordi e lasciandolo più sbriciolato al centro e in superficie. Cospargete coi pinoli rimasti.
  8. Cuocete per 25 minuti, finchè saranno leggermente dorate.
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ALTRI CINQUE BISCOTTI PER NATALE

Mi rendo conto che spesso il mio umore e le mie vicende personali entrano prepotentemente in questo blog. Il che in generale non sarebbe neanche un male. Se non fosse che ultimamente il mio umore è un po’ cupo e affaticato.

Ma oggi ho deciso che bisogna risollevarsi! E per risollevarsi non c’è niente di meglio che guardare le cose buone che si sono fatte in passato…Ormai questo blog inizia a essere abbastanza “vecchietto” e inizia ad avere un certo bagaglio di ricette. Che oggi fanno proprio al caso nostro. Perchè i biscotti sono una delle cose più confortanti che conosca! E fanno tanto Natale! E allora ecco cinque ricette di biscotti che potete preparare per confortarvi, o per rendere il Natale un po’ più Natale o per quello che volete voi.

1. Gli shortbread

ShortbreadI britannici sono dei veri maestri nella preparazione dei biscotti. Gli shortbread sono un classico della loro pasticceria. Spesso li vediamo nei supermercati con il loro tipico involucro rosso e nero e la loro tipica forma a mattoncino. Sembrano difficili da preparare ma in realtà non lo sono affatto. La soddisfazione che si prova nel realizzarli è davvero impagabile. E la loro friabilità è inimitabile. Senza dubbio tra i miei biscotti preferiti.

2. Cookies ai lamponi e cioccolato bianco

Cookie-lamponi-cioccolato-biancoQuesti cookies sono stata una vera e propria rivelazione. Avevo qualche perplessità quando li ho preparati. Perchè i lamponi vanno inseriti nell’impasto e tendono a schiacciarsi un pochettino. E poi bisogna confezionare delle pallette con le mani, impiastricciandosele un pochetto. Insomma nella preparazione mi sembravano un pochetto traditori. Ma invece…ragazzi che bontà. Li abbiamo spazzolati davvero velocemente perchè uno tira l’altro. Senza scampo. Con questi farete davvero un figurone.

3. I biscotti alle mandorle tostate

biscotti-mandorle-tostateQuando utilizzo le mandorle, mi piace che il loro sapore si senta per bene. E per ottenere  questo di solito utilizzo mandorle precedentemente tostate. Così ho fatto per questi biscottini che, nella loro semplicità, sono l’ideale per chi ama i sapori più tradizionali. Gli shortbread sono “troppo stranieri”? I coockies ai lamponi e cioccolato bianco sono troppo “particolari”? Ecco la ricetta che fa per voi, miei cari tradizionalisti incalliti. Ma sempre con un po’ di brio.

4 e 5. I biscotti al cioccolato e fleur de sel e i biscotti di grano saraceno e nocciole

Gli ultimi due biscotti che vi propongo sono i biscotti al cioccolato e fleur de sel e i biscotti di grano saraceno e nocciole. Le foto risalgono ai miei primi post e sono sinceramente imbarazzanti. Ma vi assicuro che i biscotti sono davvero strepitosi. I primi potete farli anche con del comune sale da cucina se non avete il sale bretone. Cioccolato e sale è comunque un abbinamento vincente. Grano saraceno e nocciole poi sono un connubio fantastico. Due ingredienti entrambi molto aromatici e capaci di esaltarsi l’uno con l’altro.

E adesso non vi resta che accendere il forno…

 

ALLA RICERCA DEL NATALE PERFETTO. BISCOTTI SCREPOLATI AL CIOCCOLATO

Biscotti-screpolati-al-cioccolatoEd eccolo qui. La scorsa settimana “incombeva” su di noi. Ma adesso è proprio arrivato. Il Natale 2018 è qui.

Riguardo alle festività natalizie è da molti anni che nutro un desiderio. In verità più di uno. Ma diciamo che è ho un grosso desiderio che si articola in altri piccoli sottodesideri. Mettiamola così. Se dovessimo dargli un nome a ‘sto desiderio lo potremmo chiamare il desiderio del Natale perfetto. Che in verità questo nome mi è venuto in mente pensando al mio collega che quest’estate ha preparato per cento volte i peperoni ripieni perchè – lui diceva così – era alla ricerca del peperone perfetto. Ebbene: io sono alla ricerca del Natale perfetto.

E ogni anno sono lì che lo immagino nei minimi dettagli. Immagino di avere la casa ben sistemata e addobbata, di avere tante persone che amo intorno a me, di riuscire a fare i regali per tempo, e che siano personalizzati per ognuno, di organizzare pranzi e cene a casa mia, e che tutto sia al posto giusto, che le ricette mi vengano tutte bene e tutti apprezzino i miei piatti. E allora ci provo, mi impegno e mi affanno. Ma poi qualcosa va storto. E talvolta non è neanche colpa mia. Sono cose che io non posso controllare.

Biscotti-screpolati-al-cioccolatoQuest’anno però le circostanze mi hanno portata a fare una riflessione…All’inizio del 2018 pensavo che le feste le avrei passate nella nostra nuova casa, dove avrei potuto dare sfogo alla mia creatività e ai miei desideri. Ma la casa ancora con c’è. E allora ho pensato…non sarà forse che devo smetterla di affannarmi, devo prendere le cose come vengono e quando meno me lo aspetto il Natale perfetto si paleserà ai miei occhi??? Non vi sembra questa una grande grande rivelazione? Per me lo è di sicuro…

E allora quest’anno farò così. Cercherò di stare tranquilla e concedermi un bel Natale rilassante. E cercherò di godermi i piccoli momenti che mi si presenteranno sulla strada. Senza troppe ansie. Il momento della preparazione dei biscotti è uno di quelli. Il momento dei biscotti è sacro. E anche quest’anno mi sono divertita a preparare una nuova ricetta. Il biscotti al cioccolato scadano il cuore e ci predispongono alla tranquillità. Ecco quindi la ricetta.

Biscotti-screpolati-al-cioccolato

BISCOTTI SCREPOLATI AL CIOCCOLATO

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INGREDIENTI (per circa 50 biscotti):

  • 175 g di farina 0
  • 175 g di cioccolato fondente
  • 150 g di zucchero
  • 55 g di burro
  • 2 uova
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • una stecca di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 100 g di zucchero al velo

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COME SI FA:

  1. Mettete a sciogliere il cioccolato a bagnomaria.
  2. Sbattete le uova insieme allo zucchero fino a farle diventare spumose.
  3. Aggiungete al composto di uova  e zucchero il cioccolato sciolto, il burro e i semi della vaniglia. Mescolate per bene.
  4. Aggiungete la farina, il lievito e il sale. Quando avrete ottenuto un composto omogeneo, mettetelo in frigo per almeno un paio d’ore.
  5. Scaldate il forno a 180 gradi.
  6. Riprendete l’impasto e formate delle palline non più grandi di una noce e fatele rotolare su un piatto coperto di zucchero al velo prima di appoggiarle su una teglia rivestita di carta da forno. Schiacciatele leggermente con il fondi di un bicchiere.
  7. Infornate per 10-15 minuti. Lasciate raffreddare su una gratella

UNA FUGACE APPARIZIONE DA STAR. L’AUTUNNO E GLI GNOCCHI DI ZUCCA CON FINFERLI, CASTAGNE E PANCETTA

Gnocchi-di-zucca-con-finferli-castagne-e-pancettaLa matematica non è un’opinione. E, a ben vedere, l’autunno dura tre mesi. Proprio come le altre stagioni. Peccato che a me l’autunno sembra sempre tanto breve. Sarà che il Natale incombe e, da quanche anno, incombe ancor di più perchè se anche uno al Natale non ci pensa, ci pensa la pubblicità a fartici pensare. Ma mi sto ingavinando in un uso distorto della linqua italiana e non è il caso. Il fatto è che a me l’autunno sembra breve.  E prima che mi abitui all’idea che l’estate è finita e che gli ingredienti da usare adesso sono zucca, verza, cavolo, cachi, pere ecc., il Natale è già arrivato.

Quest’anno poi ci si è messo anche un caldo anomalo a sfasarmi i ritmi. Già solo nella mia mente non riuscivo proprio a immaginarmi in maniche di camicia a mangiare la vellutata di zucca o la zucca in generale. Il mio cervello si rifiutava. Le verdure di stagione al mercato sono arrivate più tardi e, anche quando ne vedevo qualcuna, tra me e me pensavo “Ma con questo caldo come avranno fatto a far venir su una verza?”. E poi: “Ma la verza vuole il freddo…questa qui srà sicuramente insipida”. E altre considerazioni di questo genere.

Gnocchi-di-zucca

Gnocchi-di-zucca-con-finferli-castagne-e-pancettaPoi un bel giorno, al mercato, anche se il freddo non era ancora arrivato, ho visto una bella e cicciuta verza. E poi ho visto la zucca, in tutto il suo splendore. E appena arrivata a casa ho fatto una vellutata e l’ho accompagnata con striscioline di verza stufata in padella con olio e peperoncino. E quella è stata l’inaugurazione della stagione.

Ma il Natale incombe e io avevo già preparato un paio di ricette da postare. Che però sono ricette che non sono proprio stagionali e vanno bene anche in altri periodi dell’anno. E adesso non mi resta che oggi per postarvi una ricetta che sia proprio proprio autunnale e non riciclabile in altre stagioni. E allora eccovi una bella ricettina autunnale, che più autunnale non si può.

Zucca? Presente. Funghi? Eccoli qui. Castagne? Ci siamo. Pancetta?…mmm. La pancetta c’è anche il resto dell’anno ma se pensate che più o meno in questo periodo si ammazza il maiale direi che ci siamo…E anche se la pancetta la vogliamo considerare un intruso, questo piatto e davvero spaziale. E a me piace da matti. E anche se quest’anno, in questo blog, l’autunno è stato una fugace apparizione, direi che è stata una apparizione da vera star. Eccovi quindi la ricetta.

 

Gnocchi-di-zucca-con-finferli-castagne-e-pancetta

 

GNOCCHI DI ZUCCA CON FINFERLI, CASTAGNE E PANCETTA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

Per gli gnocchi:

  • 500 g di zucca
  • 250 g di farina
  • 50 g di burro
  • sale

Per il condimento:

  • 400 g di finferli
  • 100 g di pancetta
  • 50 g di castagne lesse
  • 1 scalogno
  • 25 g di burro
  • 2 cucchiai di olio
  • prezzemolo
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Pulite la zucca e tagliatela a fette. Mettetela in forno, copritela con della carta stagnola per evitare che si bruci e fatela cuocere a 200 gradi per 50  minuti.
  2. Frullate la polpa con il burro. Trasferitela in una terrina, aggiustate di sale e aggiungete la farina un po’ alla volta impastando prima con un cucchiaio e poi con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo. Se necessario aggiungete altra farina ma senza esagerare perchè altrimenti gli gnocchi potrebbero risultare troppo duri. Continuate ad impastare sulla spianatoia.
  3. Dividete l’impasto a pezzi e ricavate dei rotolini che poi taglierete a pezzettini. Infarinate gli gnocchi con la farina di semola per evitare che si attacchino al piatto o fra loro. Cercate di tenerli ben distanziati e metteteli in frigo fino al momento della cottura.
  4. Pulite per bene i funghi. Sciacquateli delicatamente sotto l’acqua corrente per togliere i residui di terra. Tamponateli con carta assorbente facendo attenzione a non romperli.
  5. Scaldate un padellino antiaderente e fate rosolare per bene la pancetta finché non sarà diventata croccante. Mettetela da parte.
  6. Scaldate il burro e l’olio in un’ampia padella. Fate rosalare lo scalogno finché non sarà diventato trasparente. Aggiungete i funghi che avrete precedentemente tagliato a pezzi. Fate rosolare per qualche minuti.
  7. Sbriciolate le castagne e aggiungetele ai funghi. Aggiungete anche la pancetta, regolate di sale e fate insaporire per 5 minuti.
  8. Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata.
  9. Quando gli gnocchi saranno saliti in superficie, scolateli e aggiungeteli al condimento. Aggiungete pepe e prezzemolo, mescolate e fate insaporire. Servite ben caldi.

UN CLASSICO DEL WEB E UNA CURIOSITA’ A QUATTRO MANI. LA TORTA MAGICA

Torta-magicaLa curiosità secondo me è una gran bella qualità. Certo, non se la usiamo solo per occuparci degli affari del prossimo e fare del gossip. Ma se la usiamo per fare esperienze diverse, conoscere cose che non conoscevamo e provare nuove emozioni sicuramente è una dote bellissima.

In cucina poi la curiosità è tutto. Se non ci fosse la curiosità prepareremmo sempre i soliti piatti, senza modificare mai nulla, senza cercare nessun sapore nuovo, senza cercare alcuna nuova consistenza da maneggiare…Conosco cucine in cui la quotidianità è questa e, ve lo confesso, da lì non vedo l’ora di scappare.

Insomma, diciamo che ho sempre apprezzato molto la curiosità. Fin da ragazzina. Io stessa credo di essere una persona abbastanza curiosa. Ma mai come il mio compagno. Che mi ha fatta innamorare anche con la sua curiosità. Che è talmente contagiosa da rendermi capace di fare cose che mai avrei immaginato di fare. Non credo di esagerare se dico che la sua curiosità ha tirato fuori molti dei miei lati migliori. E questo anche nelle piccole cose.

Torta-magicaQuesta volta la sua “ondata curiosa” si è abbattuta proprio sulla cucina. E’ da un po’ di tempo, o meglio da quando gli ho parlato dell’esistenza di questa torta, che ciclicamente esprime il desiderio di prepararla insieme a me, a quattro mani. Del resto è una torta che ormai è un vero classico del web e anche io mi ripromettevo da tempo di provarla. Si tratta della torta magica ed è chiamata così perchè ha al suo interno ben tre consistenze diverse: flan nello strato inferiore, budino nello strato centrale e pan di spagna nello strato superiore. Il tutto grazie ad un meticoloso rispetto dell’ordine previsto dalla ricetta per l’inserimento dei vari ingredienti e delle temperature indicate.

E però, poichè io sono una persona abbastanza nervosetta in generale (ma in cucina anche di più) e questo è un periodo veramente da dimenticare quanto a impegni e motivi di stress, bisognava trovare il momento giusto per evitare un inutile insuccesso. E quale momento migliore della prima festività della stagione? Il giorno di Ognissanti, complice una bella giornata uggiosa da dedicare al mero relax casalingo, dopo un bel pranzetto, ci siamo messi all’opera. E per fortuna tutto è andato per il meglio. Sarà forse perché questa torta è proprio una torta magica? Di sicuro è buonissima. Eccovi quindi la ricetta.

Torta-magica

LA TORTA MAGICA

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INGREDIENTI (per una teglia rotonda da 20 cm):

  • 125 g di burro
  • 500 ml di latte
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 4 uova
  • 150 g di zucchero
  • 120 g di farina 0
  • sale

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COME SI FA:

  1. Fate sciogliere il burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare. In un altro pentolino intiepidite il latte con i semini prelevati dal baccello di vaniglia.
  2. Separate gli albumi dai tuorli. In una grossa ciotola montate questi ultimi con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
  3. Incorporate il burro fuso, la farina setacciata, poi il latte poco alla volta e un pizzico di sale. Bisogna ottenere una pastella abbastanza fluida.
  4. Con le fruste ben pulite montate gli albumi, poi incorporateli delicatamente alla pastella. Versate il composto in uno stampo rotondo da 20 cm foderato con carta da forno.
  5. Cuocete la torta nel forno già caldo a 160 gradi per 50 minuti, fino a che la superficie sarà ben dorata. Attenzione: quando pensate che la storta sia pronta aprite il forno, mettete un dito al centro della torta e scuotete leggermente. Se avete l’impressione che l’interno sia ancora liquido continuate la cottura. La torta sarà pronta solo quando la sentirete con la consistenza di un budino. Si deve muovere ma non troppo. Quindi fate raffreddare e lasciate riposare in frigo per almeno 2 ore.
  6. Togliete la torta dal frigo e decoratela con un po’ di zucchero al velo.

UNA TIPICA MERENDA LOMBARDA. IL PANE CON l’UVETTA (O PAN TRANVAI)

Pane-con-uvetta-o-pantranvaiIl pane con l’uvetta non fa parte della mia infanzia. Nei panifici pugliesi non esiste e neanche nelle case si è mai fatto. Poi mi sono traferita in Lombardia ed ho fatto la conoscenza del pane con l’uvetta quando, durante la pausa pranzo, ho iniziato a gironzolare nei dintorni del mio ufficio. Il panificio di Eataly e la panetteria Princi ne sono sempre ben forniti. Ogni tanto ho iniziato a comprarlo, anche perchè a casa ho un lombardo che ne è ghiotto.

Poi, qualche tempo fa, mentre andavo a prendere il treno con la mia collega, lei con nonchalance mi fa “Ieri mi cugina ha fatto il pan travai”. E io “E che è il pan tranvai?”. E lei “E’ un pane con l’uvetta”. E a questo punto urgono due premesse essenziali.

Prima premessa. Due parole sulla mia collega. Lei è lombarda, che più lombarda non si può, lombarda da generazioni. E le piace mangiare bene. Praticamente due qualità fantastiche per me. Perchè, quando ci incontriamo e ci avviamo a prendere il treno, finiamo quasi sempre a parlare di cibo e lei mi fornisce sempre utili suggerimenti sulla cucina lombarda. Abbiamo riso parecchio quando ha ammesso di essere anche lei una vittima della malattia dei lombardi…quella per cui, che sia estate o inverno, appena si abbassa un tantino la temperatura e ci sono due gocce di pioggia, tutti pronti con la polenta e la casseula.

Pane-con-uvetta-o-pantranvaiSeconda premessa. In merito al pan tranvai, si narra che il suo nome sia dovuto al fatto che questo pane con l’uvetta veniva utilizzato nel 1800 come merenda da portarsi quando si doveva affrontare il lungo viaggio in tram fino a Milano. Sul paese da cui partiva il tram ci sono divergenze di opinioni. Alcuni dicono Monza, altri parlano dei paesi della provincia in generale. Il tram era molto lento perchè la legge disponeva che la velocità dovesse essere poco sostenuta per non spaventare gli animali. In fondo a quei tempi l’industrializzazione era solo all’inizio e anche la Lombardia era ancora una regione dedita all’allevamento del bestiame.

E allora ho deciso di provare il pan tranvai. Ho trovato la ricetta e la ho leggermente riadattata alle mie esigenze di tempo e di impiego della mia pasta madre che giaceva inutilizzata in frigo da troppe settimane. Ormai, se avete letto altre mie ricette, sapete che, ogniqualvolta uso la pasta madre, potete fare tutto anche con il lievito di birra. Il rapporto è 100 grammi di pasta madre=25 grammi di lievito di birra. Basterà ridurre anche i tempi di lievitazione e il gioco è fatto. Eccovi quindi la ricetta.

Pane-con-uvetta-o-pantranvai

IL PANE CON L’UVETTA (O PAN TRANVAI)

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INGREDIENTI (per 4 pezzi da 250 g):

Per la biga:

  • 250 g di farina 0
  • 130 g di acqua tiepida (o 150 g se avete difficoltà a impastare)
  • 3 g di lievito di birra

Per l’impasto:

  • la biga
  • 100 g di pasta madre rinfrescata
  • 150 g di farina Manitoba
  • 100 g di acqua tiepida
  • 10 g di sale
  • 40 g di burro
  • 400 g di uvetta

COME SI FA:

Due sere prima:

  1. Preparate la biga. Impastate la farina con l’acqua e il lievito di birra. Dovete lavorare a lungo l’impasto perche farete un po’ di fatica ad assemblarlo, vista la poca quantità di acqua. Se avete difficoltà aggiungete qualche cucchiaio in più di acqua, poco per volta. Mettete il panetto in una ciotola coperta con un coperchio o con la pellicola. Fate riposare nel forno spento per 12 ore.
  2. Rinfrescate la pasta madre. Pesatela, aggiungete farina in quantità pari al peso della pasta e acqua in quantità pari alla metà del peso della pasta. Impastate e mettete il panetto in una ciotola coperta con un coperchio o con la pellicola. Fate riposare nel forno spento per 24 ore.

La sera prima:

  1. Mettete a bagno l’uvetta.
  2. Riducete a pezzetti la biga e sciglietela nell’acqua tiepida. Aggiungete anche la pasta madre. Mescolate per far inumidire il composto.
  3. Impastate il composto con la farina, il burro e il sale. Proseguite per 10 minuti abbondanti fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
  4. Mettete l’impasto in una ciotola coperta con un coperchio o con la pellicola. Fate riposare nel forno spento per 12- 14 ore.

Il giorno stesso:

  1. Togliete l’uvetta dall’acqua e strizzatela per bene.
  2. Prendete l’impasto e stendetelo con l’aiuto di un mattarello fino a dottennere uno spessore di 1 cm circa. Dividetelo in quattro parti. Cospargete un pezzo di impasto con 1/4 di uvetta e schiacciutevi sopra l’altro pezzo d’impasto. Ripetete l’operazione più volte fino ad esaurire l’uvetta. Cercate di ottenere un panetto che inglobi tutta l’uvetta. Aiutatevi con le mani ma non preoccupatevi che una arte di uvetta rimane all’elterno. Mettete il panetto in una ciotola coperta con un coperchio o con la pellicola. Fate riposare nel forno spento per 1 ora.
  3. Riprendete l’impasto, dividetelo in 4 pezzi e lavoratelo per ottenere 4 filoncini. Aiutatevi con la farina. Sistemate i pezzi su una leccarda coperta di carta da forno, copriteli con un canovaccio pulito e fate riposare nel forno spento per 1 ora.
  4. Preriscaldate il forno a 200 gradi, cospargete i pezzi con un po’ di farina e cuoceteli per 40 minuti, finchè sarà diventato bello croccante. Fate raffreddare su una gratella.

IL CAOS, I PICCOLI MOMENTI DI RELAX E I FUSILLI AL PESTO DI PEPERONI ARROSTITI E PISTACCHI

Fusilli-con-pesto-di-peperoni-arrostiti-e-pistacchiQuesto periodo è molto molto caotico e costellato di piccole avversità (come dice la mia dolce metà con un termine retrò che mi fa un sacco tenerezza)…In verità il mio periodo caotico dura ormai da un anno e mezzo. Ma, anche a detta di chi mi conosce bene e conosce il mio lato un po’ “lamentoso” (sul quale sto lavorando perchè proprio non mi piace), ammette che stavolta non sono io a vedere negativo. La cosa più sfiancante è che ci metto davvero tutto l’impegno possibile a organizzare le cose da fare, ma poi, quando penso di aver incastrato tutto per il meglio, succede qualche intoppo che mi manda le cose all’aria. Vabbè.

Per fortuna, quando chiudo dietro le spalle la porta di casa, riesco in qualche modo a ricavarmi qualche piccolo momento di pace. Uno dei miei momenti relax preferiti è quando mi siedo in poltrona, con una copertina sulle gambe, e sfoglio una bella rivista di cucina. Trovo che sia un momento davvero rinvigorente, capace di riportare serenità persino negli animi più stanchi o abbattuti. Senza contare che, nello sfogliare,spesso trovo ricette che mi fanno venir voglia di rimettermi in forze e rimettermi ai fornelli.

Ormai da quasi cinque anni sono una lettrice fedele di “Sale & Pepe”. Trovo che sia una rivista ben fatta, moderna e con una grafica accattivante. Ne conservo tutti i numeri sin dal  2014 e spesso mi fornisce spunti davvero interessanti.

Fusilli-con-pesto-di-peperoni-arrostiti-e-pistacchiTalvolta propongo ricette di famiglia, altre volte le invento, altre volte ancora preparo le ricette delle amiche. Ma anche libri e riviste sono per me un punto di riferimento. Del resto le ricette non sono fatte per essere tenute sotto chiave. Devono girare ed essere condivise.

Questa volta non ho resistito molto. La ricetta di oggi l’ho trovata sul numero di settembre di Sale & Pepe. Io adoro i pesti. Anche perchè spesso e volentieri mi risolvono la serata. Un po’ di pasta e via, la cena è pronta. Perciò ho deciso che non potevo aspettare. Questo pesto di peperoni e pistacchi andava provato subito. E allora eccovi la ricetta, leggermente modificata rispetto a quella che trovate sulla rivista, ma ugualmente molto molto gustosa.

Fusilli-con-pesto-di-peperoni-arrostiti-e-pistacchi

FUSILLI CON PESTO DI PEPERONI ARROSTITI E PISTACCHI

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 350 g di pasta tipo fusilli
  • 2 peperoni gialli piccoli
  • 1 peperone rosso piccolo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 scalogni
  • 100 g di pistacchi spellati
  • 3 rametti di rosmarino
  • olio evo
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Mettete i peperoni, gli spicchi d’aglio non sbucciati e gli scalogni su una placca coperta di carta da forno, conditeli con un filo d’olio e poco sale. Cuocete a 200 gradi per 30 minuti.
  2. Sfornate il tutto. Sistemate i peperoni in un sacchetto di plastica o nella carta stagnola e lasciateli raffreddare. Pulite quindi i peperoni privandoli della pelle, dei semi e delle nervature bianche. Sbucciate quindi gli scalogni e gli spicchi d’aglio.
  3. Mettete tutto nel mixer insieme ai pistacchi. Aggiungete tre cucchiai di olio, sale e pepe. Frullate fino ad ottenere una crema.
  4. Cuocete la pasta e conditela con il pesto. Aiutatevi con qualche cucchiaio di acqua di cottura.
  5. Completate con i pistacchi tritati grossolanamente, le foglie di rosmarino e un filo d’olio a crudo.