IOECHIARAMELLA VA IN VACANZA…

La verità è che avrei voluto lasciarvi con un altro paio di ricettine belle fresche…Avrei voluto anche raccontarvi del mio viaggio in Campania e delle bontà che ho assaggiato…Avrei voluto dirvi del mio ritorno in Puglia…

Ma poi è successo che, mentre ero in viaggio, mi sono venuti un tantinello di acciacchi, è successo che sono tornata parecchio stanchina e soprattutto è successo che, quando mi sono messa a pensare cosa preparare per il prossimo post, mi si è annebbiata la mente, non è venuta nessuna idea e mi sono sentita soltanto affaticata.

E allora ho pensato “Eh no! Così non va bene! Cucinare deve dare gioia, e non generare un senso di fatica!”. E quindi ho capito che era giunto il momento di andare in vacanza.

E allora, siccome mi iniziano a piacere le liste, vi auguro (ma anche mi auguro) di:

  • trascorrere delle serene vacanze (per prima cosa mi butto sull’augurio tradizionale…)
  • dormire tanto tanto e svegliarvi con un pochetto di bavetta sulla guancia che è tanto carina e vuol dire che avete dormito alla grande (…e non dite che a voi non capita mai che tanto non ci credo!)
  • ma anche dormire poco e trascorrere serate divertentissime in discoteca o anche solo su una spiaggia al chiaro di luna;
  • viaggiare molto ma solo se vi piace. Se non piace potete anche “spiaggiarvi” in un solo posto, va bene lo stesso!;
  • ridere fino alle lacrime (ce lo ricordiamo ancora com’è che si fa?…io a volte me ne dimentico…)
  • conoscere nuovi amici e vedere più spesso quelli vecchi;
  • leggere un buon libro o anche più di uno o anche qualche rivista di gossip che tanto sotto l’ombrellone tutto è concesso;
  • stare sbragati sul divano a guardare serie tv  come se non ci fosse un domani…;
  • pensare nuovi progetti da attuare a settembre, scriverli sull’agendina per poi disapplicarli puntualmente come tutti gli altri anni…No! Non è vero! stavolta ce la faremo…
  • fare delle abbondanti colazioni in una terrazza vista mare (o qualcosa di simile) che tanto si sa che la colazione è il pasto più importante della giornata…
  • mangiare cose nuove ma anche cose vecchie…come la pasta al forno che fa la propria mamma che come la fa la mamma non la fa nessuno…
  • provare nuovi ristoranti sperando che vi vada sempre bene e ne usciate sempre super soddisfatti…
  • riuscire a godere dei momenti di silenzio, al tramonto, o di sera…quelli in cui ciò che sentite sono solo grilli o cicale…
  • dimenticare tutti i pensieri negativi e essere, anche solo per un momento, in pace con se stessi e con tutto l’universo…

Per favorire questo stato di calma vi lascio un paio di belle fotine rilassanti che ho fatto a Ravello e Polignano a mare. Non vi dico quando tornerò perché non lo so ancora, ma vi assicuro che tornerò bella carica con tante nuove ricette da sperimentare. Un saluto affettuosissimo e di nuovo buone vacanze a tutti.

Ravello

Polignano a mare

I TIPI PIGRI E MOWGLI ECCEZIONALMENTE INSIEME. PAN BRIOCHE (DI SABRINE D’AUBERGINE) CON PASTA MADRE

Pan-brioche-pasta-madreEccoci giunti alla terza puntata della rubrica semiseria “Tutto il bello di Milano. Il cibo e molto altro…”.

Qualche settimana fa, sbirciando distrattamente facebook e in particolare la pagina di Sabrine D’Aubergine, ho appreso che, in occasione della photoweek in programma qui a Milano, presso la Cioccolateria Zaini, era stato organizzato un incontro con Sabrine sul tema “Come la fotografia è diventata la voce delle mie storie di cucina”. L’evento era gratuito ma a numero rigorosamente ristretto fino ad esaurimento posti. E allora mi ci sono fiondata! Anche perché era proprio nei pressi del mio ufficio! Non potevo farmi scappare un’occasione del genere! Fortuna ha voluto che ci fossero posti ancora disponibili e quindi, in un assolato pomeriggio di giugno, eccomi pronta a conoscere una delle mie foodblogger e autrici preferite.

Per chi non lo sapesse Sabrine ha creato il bellissimo blog Fragole a Merenda e ha pubblicato, con la casa editrice Guido Tommasi, due stupendi volumi: Fragole a Merenda e Finalmente Natale. La particolarità di Sabrine sta nel fatto che, oltre a proporre belle ricette, le accompagna con racconti di rara poesia. La cucina diventa un posto privilegiato per osservare tutto quanto accade intorno e per descriverlo con occhi che sanno cogliere il lato ironico della vita e il bello delle persone. Inutile dire quanto io ammiri ed invidii (bonariamente) questa sua capacità.

Pan-brioche-pasta-madreMa torniamo a noi. La Cioccolateria era davvero una piccola bomboniera, raccolta e d’atmosfera. L’ideale per una chiacchierata tra amici. E così è stato. Intorno ad una tavola imbandita per la merenda c’eravamo all’incirca dieci persone più Sabrine e il suo editore. Abbiamo chiacchierato di fotografia, della nascita del blog, e della pubblicazione dei suoi libri. Abbiamo potuto presentarci e chiedere anche una dedica sui nostri volumi e alla fine abbiamo gustato una piacevolissima merenda a base di frutta, cioccolato, tartellette dolci, crostini e spumante.

sabrine-d'aubergineChe dire! Davvero una bellissima esperienza! Tornata a casa ho voluto in qualche modo farle un omaggio, sia pur virtuale, per la bella serata trascorsa. E così ho scelto una delle sue ricette, quella del “Pan brioche per tipi pigli” che si trova su Fragole a Merenda. Si tratta di una ricetta per chi non ha molta voglia di impastare e non ha problemi ad aspettare. Poi ho pensato di modificarla leggermente utilizzando la pasta madre al posto del lievito di birra. E direi che così ho chiuso un po’ il cerchio perché guarda caso ultimamente Sabrine si sta cimentando con la pasta madre, alla quale ha dato simpaticamente il nome di Mowgli (andate a leggere il perché in questo post). E allora eccovi la ricetta di questo fantastico Pan brioche per tipi pigri (special guest Mowgli). 🙂

Pan-brioche-pasta-madre

PAN BRIOCHE (DI SABRINE D’AUBERGINE) CON PASTA MADRE

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INGREDIENTI:

  • 100 g di pasta madre rinfrescata
  • 400 g di farina Manitoba
  • 180 ml di latte
  • 50 g di burro
  • 60 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale fino
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di succo di limone appena spremuto
  • 1 cucchiaino di uovo (preso dal totale)
  • 2 cucchiaini di latte
  • semi di papavero

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COME SI FA:

  1. Mettete la farina in una ciotola capiente o in una planetaria, mescolate bene e fate un incavo al centro.
  2. Scaldate il latte, scioglietevi il burro, lo zucchero e il sale. Lasciate intiepidire. Aggiungete la pasta madre e mescolate.
  3. Nel frattempo rompete le uova in una ciotola a parte, sbattetele leggermente e prelevatene 1 cucchiaino che servirà per la finitura della brioche. Aggiungete il limone e montate con una frusta elettrica finché il composto non diventa bello schiumoso.
  4. Unite le uova al latte e rovesciate tutto nella ciotola della farina. Impastate per qualche minuto. Sigillate la ciotola e mettete a lievitare in un luogo riparato per 6 ore comunque finché non sarà raddoppiato di volume. Il mio, per la verità, ha lievitato dalle sette di sera alle otto della mattina successiva ed aveva sollevato il coperchio del suo contenitore. Perciò non formalizzatevi sulle ore di lievitazione, vedete un po’ voi.
  5. Rivestite di carta da forno uno stampo da cake. Quando l’impasto sarà pronto, rovesciatelo sul piano da lavoro senza schiacciarlo troppo, dividetelo in tre parti e ricavatene altrettante palle, che disporrete affiancate strettamente nello stampo. Fate lievitare ancora per un’ora nel forno con la luce accesa.
  6. Quando il livello dell’impasto avrà superato di circa tre dita il bordo dello stampo, tiratelo fuori dal forno, spennellate con il composto di uovo e latte e guarnite con i semi di papavero.
  7. Accendete quindi il forno a 220 gradi, fate riscaldare per bene e infornate per 20 minuti. Estraete dal forno la brioche e rimettetela a cuocere direttamente sulla griglia per altri 10 minuti.

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FARE LA SPESA E MANGIARE DA EATALY. CROSTONI CON BURRO DI MANDORLE, PESCHE GRIGLIATE E MOZZARELLA DI BUFALA

Crostoni-burro-di-mandorle-pesche-grigliate-e- mozzarella-di-bufalaLa scorsa settimana vi ho parlato di quanto sono efficienti i mezzi pubblici a Milano. So che avrete pensato che sono pazza. Ma se siete ancora qui vuol dire che, nonostante tutto, avete pensato di darmi una seconda chance e seguire ancora questa micro rubrica che potremmo chiamare “Tutto il bello di Milano. Il cibo e molto altro…”

Ed in effetti avete fatto bene perché oggi vi parlo di qualcosa di più divertente. Sto parlando di una attività che, per chi ama cibo e cucina, è a dir poco esaltante. Sto parlando della nota attività ludica che si chiama “fare la spesa e mangiare da Eataly”. La premessa stavolta è che, a fronte di tutti i detrattori di Oscar Farinetti, io penso che la creazione di Eataly e di tutto quanto le ruota attorno sia stata una vera genialata. Non entro nel merito del perché penso questo in quanto richiederebbe un discorso a parte. Vi dico solo che fare la spesa da Eataly e mangiare in uno dei suoi ristoranti è una bella esperienza, anche per chi non è un fanatico della cucina. Ma a maggior ragione per chi lo è. E poiché io lo sono, tutto questo mi piace assai assai.

Crostoni-burro-di-mandorle-pesche-grigliate-e- mozzarella-di-bufalaPer questo l’altro giorno, visto che ho anche la fortuna di lavorare a dieci minuti scarsi da Corso Como, mi sono portata da casa uno zainetto vuoto e, finito il mio orario, ho dedicato una bella ora ad un esame minuzioso dei prodotti in vendita. Ho deciso di farmi guidare dall’istinto e di comprare tutto quello che mi ispirava o che di solito non si trova negli altri supermercati. E così ho fatto. Alla fine sono tornata a casa con un bel bottino e non ho neanche speso un patrimonio perché alcuni prodotti erano anche in offerta.

Ho dovuto frenarmi davanti al banco dei formaggi perché ne avevo già un po’ a casa e siccome sono l’unica formaggio-dipendente della famiglia ho proprio dovuto contenermi. Ma non vi dico che spettacolo! Anzi, ve lo dico…Sono lì tutti ordinati in base all’animale di produzione, con quei bellissimi cartellini neri scritti col pennarello bianco che fanno tanto rustico, e ce ne sono tantissimi, a pasta dura, a pasta molle, freschi, stagionati e chi più ne ha più ne metta. E anche i banchi di carne, pesce e pane non sono da meno! C’è proprio una idea di pulizia e rispetto dei prodotti che lo rendono un posto diverso dagli altri. Vabbè. Lo so che, quando ci sarò andata ancora qualche volta, tutto ciò diventerà normale ma adesso mi godo questi momenti di piccolo stupore. Che se non ci fossero questi, la vita sarebbe proprio una noia.

acquisti-da-eatalyPer quanto riguarda i ristoranti all’interno della struttura, ci sono stata due volte per pranzo e, a parte qualche piccolo difettuccio, sono comunque rimasta molto soddisfatta. Se vi aspettate piatti complessi ed elaborati, avete sbagliato posto. Qui si esaltano i prodotti e la cucina italiana anche e soprattutto nella loro semplicità. Per esempio il pane e la pizza sono davvero ottimi. Ma anche pesce e carne non sono da meno. Io non li ho ancora provati ma una voce di assoluto rispetto in quanto estremamente competente in materia mi ha riferito che meritano davvero. Il servizio è veloce. Basta mettersi in fila e comunicare il nome all’addetta e si viene fatti accomodare dopo pochi minuti. Dimenticatevi le file interminabili dei primi tempi. Tutto adesso si è normalizzato e procede speditamente. Poi, se proprio qualcuno non sa rinunciare a piatti un po’ più elaborati, basta salire al terzo piano e c’è il ristorante Alice, 1 stella Michelin, che sicuramente è in grado di soddisfare i palati più esigenti.

Ma adesso è ora di tornare alle nostre cucine e in particolare alla mia di cucina. Dove ho preparato questi crostoni con burro di mandorle, pesche grigliate e mozzarella di bufala. Perché per l’estate questi piatti sono una manna dal cielo…e perché da Eataly c’era un pane biologico ai semi al quale proprio non ho saputo resistere… 🙂 Eccovi quindi la ricetta di oggi.

Crostoni-burro-di-mandorle-pesche-grigliate-e- mozzarella-di-bufala

CROSTONI CON BURRO DI MANDORLE, PESCHE GRIGLIATE E MOZZARELLA DI BUFALA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 4 fette di pane ai semi
  • 250 g di mozzarella di bufala
  • 100 g di mandorle pelate
  • 2 pesche noci
  • 1/2 cipolla di Tropea
  • 4 rametti di timo fresco
  • olio evo
  • sale (io ho usato il sale di Maldon)
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Tostate le mandorle in una teglia rivestita di carta da forno a 150 gradi finché diventano dorate. Lasciatele raffreddare e frullatele con una presa di sale e una macinata di pepe fino ad ottenere una crema liscia e omogenea.
  2. Lavate le pesche e tagliatele ognuna in 6 spicchi. Conditele con un filo d’olio e cuocetele su una griglia calda per 2-3 minuti per lato. Affettate la mozzarella e fatela scolare su carta da cucina. Mondate la cipolla e tagliatela a fette sottili.
  3. Tostate le fette di pane, spalmatele col burro di mandorle, disponetevi le pesche, la mozzarella e le fettine di cipolla. Decorate con i rametti di timo e servite.

SU E GIU’ PER MILANO. GIGLI CON POMODORINI CONFIT, FAGIOLINI E GORGONZOLA DI CAPRA

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capraQualche tempo fa vi ho scritto che vi avrei raccontato con un po’ più di calma le mie sensazioni in merito alla mia nuova vita in Lombardia. Al riguardo un paio di premesse sono assolutamente necessarie.

La prima è che solo da qualche giorno, finalmente, sto iniziando a vedere uno spiraglio di luce. Quello che voglio dire è che, fino a poco tempo fa, il mio cervello era tutto impegnato a destreggiarsi tra le cose quotidiane e le nuove abitudini e per questo non rimaneva molto spazio per allargare lo sguardo tutto intorno e vedere cosa c’è di bello in questa terra, di cui – diciamolo – parecchie persone evidenziano solo le cose brutte.

E con quest’ultima osservazione mi collego alla seconda premessa e cioè che -devo essere sincera-, sin da piccola, io ho sempre desiderato vivere in (o vicino) a una grande città. Perché? Ma è semplice! In una grande città ognuno di noi potenzialmente non ha limiti. E in questo – inutile dirlo – Milano è davvero il top.

Ti piace da morire quello sport particolare che in Italia nessuno conosce e viene praticato in massa solo in una sperduta isola del Pacifico? A Milano trovi sicuramente il modo di praticarlo. Sei un fan sfegatato del gruppo musicale TaldeiTali che in Italia fa solo una data ogni 10 anni? Eh…quella data la fa a Milano. Vorresti visitare la Fiera Internazionale del punto a croce? A Milano di certo la organizzano.

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capraDetto questo, nel mio iniziare ad allungare lo sguardo, è ovvio che lo sguardo non poteva cadere molto lontano da me, almeno per ora. E un bel giorno mi sono ritrovata a pensare “Oh..ma quanto sono fighi i mezzi di trasporto a Milano!!!” E adesso in molti ricorderanno solo gli scioperi selvaggi, i treni cancellati e così via e probabilmente mi indirizzeranno una parolaccia. Ma la mia esperienza mi dice che, nonostante i vari disservizi che comunque ci sono dappertutto (forse solo in Giappone no) la situazione non è poi così male.

Tanto per iniziare io prendo il treno per andare al lavoro. Ogni quindici minuti c’è un treno che mi porta a destinazione. E già questo sembra una cavolata ma migliora nettamente la qualità della vita perché se tardo di qualche minuto o devo finire un qualcosa non devo stare ogni volta a perdere un’ora intera prima di avere un altro treno a disposizione.

Inoltre mi capita spesso di dovermi spostare con i mezzi per motivi di lavoro. Ed è stato così che ho scoperto quella cosa bellissima che si chiama Passante Ferroviario. In pratica la città, oltre a essere abbondantemente servita da Metropolitana e mezzi di superficie, ha una linea ferroviaria strutturata come se fosse una Metropolitana. Per esempio: se voglio andare da Lodi a Saronno, il treno che mi ci porta e che ovviamente passa da Milano viaggia per una parte in superficie e per una parte in una linea sotterranea. E siccome la linea tocca anche punti della città che non sono serviti dalla Metropolitana, in pratica ogni punto della città si può raggiungere davvero con estrema facilità.

A me questa tranquillità nel potersi muovere in città piace proprio un sacco perché consente di fare tutte quelle cose che ci piacciono e di cui vi parlavo prima senza dovervi rinunciare solo perché sono in un punto della città non proprio vicinissimo. Magari lo ritenete un aspetto poco importante, ma vi assicuro che non lo è.

Ma passiamo alla ricetta di oggi. Finalmente un piatto di pasta, che era un sacco che non ne facevo…Un classico della mia famiglia – i pomodorini confit e i fagiolini – uniti a un qualcosa di molto lombardo – il gorgonzola di capra. Il risultato mi piace proprio! Eccovi quindi la ricetta.

Gigli-con-pomodorini-confit-fagiolini-gorgonzola-di-capra

GIGLI CON POMODORINI CONFIT, FAGIOLINI E GORGONZOLA DI CAPRA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 150 g di pomodorini ciliegini
  • 150 g di fagiolini
  • 25 g di pangrattato
  • 25 g di  mandorle
  • 280 g di pasta formato gigli
  • 50 g di gorgonzola di capra
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 2 rametti di timo
  • olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Tritate le mandorle e mettetele da parte. Tritate anche il prezzemolo e il timo e mettete da parte. Accendete il forno alla temperatura di 180 gradi.
  2. Lavate i pomodorini, tagliateli a metà ed eliminate i semi. Sistemateli in una teglia da forno l’uno vicino all’altro. In una terrina mescolate per bene il pangrattato, la granella di mandorle, il prezzemolo, il timo, una presa abbondante di sale e 4 cucchiai di olio. Cospargete il composto sui pomodori, irrorate con un altro filo d’olio e cuocete in forno per circa mezz’ora o comunque finché i pomodori non si saranno appassiti. Teneteli in caldo.
  3. Mondate i fagiolini, lavateli e tagliateli a pezzetti di circa 2 cm di lunghezza. Portate a ebollizione abbondante acqua, salatela e cuocetevi la pasta al dente insieme ai fagiolini. Sgocciolate il tutto, versatelo nella teglia dei pomodorini, mescolate e unite il gorgonzola a fiocchetti.

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IL SENSO DI CHIARA PER L’ESTATE. PIE DI OLIVE E CICORIA

Pie-olive-e-cicoriaChe la stagione invernale non fosse la mia stagione preferita lo avevano capito anche i sassi. Ma che l’estate mi facesse così bene non l’avrei detto nemmeno io. Mai come quest’anno sto prendendo consapevolezza che il mio momento migliore è l’estate. Sarà forse che mamma ha deciso di farmi nascere due giorni prima del Ferragosto, fatto sta che io d’estate mi sento davvero rinascere.

Riprendo a dormire regolarmente, riprendo a sentirmi energica, mi viene persino voglia di fare esercizio fisico. Per non parlare poi dell’umore che diventa decisamente più solare. Se a questo aggiungete che, visto il mio recente trasferimento in terra lombarda, questa estate assumerà forme completamente nuove e imprevedibili, potete capire che questo per me è abbastanza un bel momento.  

E poi, quando c’è il sole, persino nella mia nuova (e oggettivamente poco luminosa) casa la luce riesce a fare capolino dalle finestre e a illuminare la mia tavola. E se la mia tavola è illuminata, io so che le mie foto vengono meglio e, con questa tranquillità interiore, mi viene più facile dedicarmici con gioia. E questo basta a farmi essere davvero felice…

Pie-olive-e-cicoriaE così, anche se un sabato mattina alle 11:30 ho l’appuntamento con la parrucchiera e alle 18:00 ho una festa a cui partecipare, trovo il tempo, le forze e la concentrazione per preparare e fotografare una bella pie di olive e cicoria. E ho pure contribuito ulteriormente a svuotare la dispensa! E posso io, dopo cotanti eventi fortunati, non essere una donna felice?!? E certo che no!!!

Eccovi allora la ricetta di una gustosissima pie, con una fragrante pasta matta, tante buone olive e tante succose verdure. E mi raccomando, mentre la mangiate, è d’obbligo sfoggiare un bel sorriso. 🙂

Pie-olive-e-cicoria

PIE DI OLIVE E CICORIA

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INGREDIENTI:

  • 500 g di farina 00
  • 1 uovo
  • 2 dl di olio evo
  • 1 dl di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cespo di catalogna
  • 1 cespo di erbette
  • 2 scalogni
  • 2 spicchi d’aglio
  • 70 g di pecorino stagionato
  • 130 g di olive taggiasche denocciolate
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 1 cucchiaio di semi di sesamo neri
  • olio evo
  • sale
  • pepe
  • 1 tuorlo

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto. In una ciotola mescolate la farina e il sale, unite l’olio e l’uovo leggermente sbattuto, quindi versate, poco alla volta, l’acqua a temperatura ambiente. Lavorate l’impasto per 10 minuti, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare almeno 1 ora in frigorifero.
  2. Preparate il ripieno. Lavate e tagliate a pezzi la catalogna e le erbette, poi fatele appassire in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale. Scolate la verdura, strizzatela e ripassatela per 5 minuti nella stessa padella con 2 cucchiai di olio, lo scalogno e l’aglio sbucciati e affettati. Unite le olive e il prezzemolo, mescolate, togliete dal fuoco e aggiungete il pecorino grattugiato.
  3. Stendete l’impasto in due sfoglie delle dimensioni di circa 30 e 27 cm di diametro. Mettete la sfoglia più grande sulla placca ricoperta di carta da forno, distribuitevi il ripieno lasciando liberi 3-4 cm di bordo. Coprite con la seconda sfoglia e ripiegate il bordo libero formando un cordoncino. Bucherellate la superficie della pie con una forchetta. Spennellate con il tuorlo, spolverizzate con i semi di sesamo e cuocete in forno a 180 gradi per 40 minuti. Servitela, se vi piace, con pecorino a scaglie.

UNA MATTINA PER CASO…PANE DI GRANO SARACENO E YOGURT

Pane-grano-saraceno-yogurtQuesto pane proprio non era in programma. Avevo deciso che quel week end non avrei cucinato. Era in programma un pranzo fuori e volevo godermi una bella giornata all’aria aperta.

Ma poi quella mattina mi sono svegliata…e la sera prima avevo rinfrescato la pasta madre perchè era davvero troppo che non lo facevo…e allora ho pensato che se impastavo una bella pagnotta, visti i tempi lunghi del lievito madre, avrei potuto tranquillamente infornarla al pomeriggio o alla sera…e allora, mumble mumble, mi sono messa a cercare una ricetta…e contemporaneamente ho pensato che, proprio come la settimana scorsa, dovevo svuotare la dispensa.

Alla fine di tutto questo lavorio mentale, eccomi quindi a impastare questo pane di grano saraceno allo yogurt. Ottimo per chi vuole ridurre le quantità di glutine nei propri pasti, è adattissimo alla colazione, cosparso con un velo di marmellata, e anche per accompagnare formaggi delicati o comunque pietanze non troppo saporite. Non lo vedo molto bene con dei salumi troppo corposi. Io l’ho provato con della finocchiona toscana e mi è sembrato che i sapori di entrambi andassero in conflitto. Ma naturalmente i miei sono solo suggerimenti. A tavola è solo il gusto personale a guidarci e quindi ognuno può fare come crede.

Pane-grano-saraceno-yogurtPer concludere, volevo solo dirvi due parole. I fedeli amici di questo blog hanno notato che i miei ultimi post sono un pochino più “veloci” del solito e che non sto raccontando molto della mia nuova vita in quel di Monza. Qualcuno mi ha anche detto che il blog è un po’ la cartina di tornasole del mio umore e che è un modo per sapere come sto.

Questa cosa la trovo molto carina e per questo in futuro cercherò di essere un pochino più presente e raccontare qualche sensazione in più. In fondo questo blog è nato come un tavolo virtuale intorno al quale sgrannocchiare qualcosa e chiacchierare della vita. E così continuerò a fare, insieme a chi avrà voglia di farlo insieme a me.

Per il momento vi saluto ed ecco la ricetta del pane di grano saraceno e yogurt.

Pane-grano-saraceno-yogurt

PANE DI GRANO SARACENO E YOGURT

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INGREDIENTI:

  • 100 g di pasta madre rinfrescata (o 25 g di lievito di birra)
  • 270 ml di latte tiepido
  • 280 g di farina di grano saraceno
  • 100 g di farina 0
  • 120 g di farina integrale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 120 g di yogurt
  • farina per impastare

COME SI FA:

  1. Togliete lo yogurt dal frigo e fategli raggiungere la temperatura ambiente.
  2. Intiepidite il latte sul fuoco o nel microonde. E’ importante che sia tiepido e non caldo per non danneggiare la pasta madre.
  3. Mettete la pasta madre rinfrescata in una ciotola. Aggiungete il latte. Mescolate finché a pasta non si sarà completamente sciolta.
  4. Mettete le farine nella planetaria. Aggiungete il sale e mescolate. Aggiungete il composto di latte e pasta madre. Aggiungete infine lo yogurt. Azionate la planetaria e tenetela in funzione finché l’impasto non si sarà perfettamente incordato. Ci vorranno circa 10 minuti.
  5. Mettete l’impasto in una ciotola munita di coperchio. Formate con le mani un panetto ben compatto. Fate lievitare per circa 6 ore (2 ore se state usando il lievito di birra). Vi suggerisco di avvolgere la ciotola in una copeta e di tenerla in un luogo riparato.
  6. Terminato il tempo di lievitazione, infarinatevi bene le mani e riprendete l’impasto, fategli un giro di pieghe (il procedimento è spiegato qui) e adagiatelo sulla leccarda rivestita di carta da forno. Fate lievitare ancora un’ora nel forno con la luce accesa.
  7. Riprendete l’impasto e incidetelo a croce. Nel frattempo scaldate il forno a 205 gradi. Quando il forno sarà ben caldo, informate la pagnotta sul piano centrale e cuocetela per circa 30 minuti. Poi aprite il forno, spostate la leccarda più in alto e lasciate che la superficie del pane si dori per altri 10 minuti. Tenete sempre il pane sott’occhio perché i tempi cambiano da forno a forno e il pane potrebbe bruciarsi. Fatela raffreddare la vostra pagnotta su una gratella. 

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PROVARE (INUTILMENTE) A SVUOTARE LA DISPENSA. CROSTATA AL CACAO E AMARANTO CON CONFETTURA DI MIRTILLI ROSSI

Crostata al cacao e amaranto con confettura mirtilli rossiSvuotare la dispensa non è affatto una cosa facile. Almeno per me, che sono vittima di frequenti attacchi di una malattia chiamata “Sindrome da acquisto alimentare compulsivo”. Il sintomo più grave è la curiosità acuta per qualsiasi cibo non si possieda già in dispensa e la conseguente incapacità di resistere alla tentazione di comprarlo. Salvo poi scoprire che proprio non era nelle mie corde.

Con l’amaranto è andata un po’ così. Diciamo che rispetto ad altri prodotti “esotici” (tipo quinoa, bulgur, miglio ecc), la scintilla non è scoccata. La prima volta che l’ho mangiato, in forma di simil-polenta, non ho fatto i salti di gioia. L’ho mangiato perché, si sa, io mangio tutto, ma la verità è che non ho pensato certo di rifarlo a breve.

Ed infatti per molto tempo è rimasto negli anfratti più buii della mia dispensa in attesa di non si sa che destino. Qualche settimana fa, con l’arrivo del caldo, mi è presa voglia di fare pulizia nel settore delle derrate alimentari. Il primo prodotto della lista era -indovinate chi?-…l’amaranto. Perché proprio non esiste che io butti qualcosa. E allora ho pensato che un qualche modo per renderlo più appetibile ci doveva essere sicuramente!

Crostata-al-cacao-e-amaranto-con-confettura-mirtillirossiE allora mi sono inventata questa crostata con la farina ricavata dall’amaranto tostato. Ed in effetti avevo ragione: utilizzato in forma di farina per torte e biscotti, anche l’amaranto ha un suo perché. E’ profumato, aromatico e con un retrogusto di erbe e fieno che ha reso la mia crostata davvero diversa dalle solite.

Peccato però che l’amaranto, oltre a saltare di qua e di la è anche leggeeeeeerooooooo, leggeeeeeeeeeeeroooooo, leggeeeeeeeeeroooooooo. E quindi sono riuscita a consumarne solo 100 grammi, con la conseguenza che l’obiettivo di svuotare la dispensa è miseramente fallito

Però la crostata era proprio buona.Eccovi quindi la ricetta.

Crostata-al-cacao-e-amaranto-con-confettura-mirtillirossi

CROSTATA DI CACAO E AMARANTO CON CONFETTURA DI MIRTILLI ROSSI

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INGREDIENTI (per una crostata da 22 cm e circa 30 biscotti):

  • 170 g  di farina 0
  • 100 g di amaranto
  • 30 g di cacao amaro 
  • 60 g di zucchero semolato
  • 60 g di zucchero di canna
  • 150 g di burro
  • 1 uovo e 1 tuorlo
  • un pizzico di sale
  • 450 g di confettura di mirtilli rossi

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COME SI FA:

  1. Preparate la farina di amaranto. Riscaldate un’ampia padella e tostate l’amaranto un cucchiaio alla volta. Ogni cucchiaiata  dovrà rimanere sul fuoco all’incirca 5 comunque o comunque finche l’amaranto non avrà assunto un colore leggermente ambrato. Frullate l’amaranto insieme allo zucchero di canna fino ad ottenere un composto farinoso.
  2. Mettete quindi nella planetaria la farina 0, il composto di amaranto e zucchero di canna, il cacao, il burro ammorbidito e tagliato a cubetti, l’uovo e il tuorlo. Impastate fino ad ottenere un composto in briciole. Versate sulla spianatoia e impastate fino ad ottenere una palla. Avvolgete l’impasto nella pellicola e mettete in frigo per almeno mezz’ora.
  3. Prendete 2/3 dell’impasto, stendetelo su un foglio di carta forno ad una altezza di circa 1/5 cm e posizionatelo con la carta stessa direttamente in una teglia a cerniera da 22 cm. Con l’impasto rimanente preparate molte strisce belle lunghe. Ne servono molte perché l’impasto è molto friabile e potrebbero spezzarsi. Quindi è opportuno agevolarsi il lavoro avendo delle strisce di riserva.
  4. Versate la confettura nella teglia, livellate bene e posizionate le strisce. Con l’impasto rimanente potete preparare dei biscotti da mangiare a colazione o a merenda.
  5. Cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti o comunque fino a doratura.

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