IMPRESSIONI DI NOVEMBRE. VELLUTATA DI CAVOLFIORE AL CURRY CON CREMA DI RICOTTA ALLE ACCIUGHE, SEMI DI ZUCCA E CHICCHI DI MELAGRANA

Vellutata-di-cavolfioreVe la ricordate la canzone della PFM “Impressioni di settembre”? Tanto per rinfrescarvi la memoria potete riascoltarla qui. Racconta di un uomo che passeggia per la campagna e, nel guardare il paesaggio autunnale, riflette sulla sua vita. E’ una canzone molto evocativa, che riesce davvero a catapultarci in un attimo su quel prato, con le foglie secche spostate dal vento e le gocce di rugiada che brillano sulle foglie. Lo stato d’animo del nostro protagonista è proprio come l’ambiente intorno a sé, crepuscolare, meditativo, tranquillo ma agitato al tempo stesso.

Col cibo è lo stesso. Il cibo riflette tutto quello che c’è intorno. Stagioni, ambienti, sensazioni. L’autunno è una stagione magica per il cibo. Il legame tra la terra e i suoi frutti esplode in tutta la sua pienezza. E chi ha la fortuna di poterlo vivere in prima persona è davvero un privilegiato.

Svegliarsi la mattina e vedere dalla finestra la nebbiolina che avvolge placidamente la terra, fare una bella passeggiata sentendo il solo rumore delle foglie sotto i piedi, andare a raccogliere i funghi all’alba, guardare i colori delle foglie che passano dal verde al giallo al rosso acceso, godersi il leggero tepore del sole nelle ore calde del giorno, sentire l’odore di una buona zuppa che si espande nella cucina e poi sentirne il calore irradiarsi nel corpo già dal primo boccone. Questo è l’autunno per chi vive a contatto con la natura.

Vellutata-di-cavolfioreNon per tutti è così. Chi vive in città può percepire solo vaghi sentori di quello che è davvero l’autunno. Guardi distrattamente fuori dalla finestra e vedi l’albero del giardino ingiallirsi piano piano, la mattina presto sbirci fuori dal finestrino del treno e vedi la nebbiolina che ancora avvolge tutto quanto, stai per metterti alla guida e vedi che tutti i finestrini sono pieni di acqua, cerchi di godere dell’ultimo sole con una breve passeggiata durante la pausa pranzo. Questo è quello che ti viene concesso.

Ma a tavola no. Almeno a tavola anche noi cittadini possiamo provare a ricreare le sensazioni autunnali. Le zuppe e le vellutate sono un must in questo periodo perchè aiutano a intiepidire il nostro corpo, intirizzito dai primi freddi, e perchè sono in grado di esaltare tutti gli ortaggi autunnali. Zucca, verza, porri, finocchi, cavolfiori e chi più ne ha più ne metta.

La ricetta di oggi è appunto una vellutata di cavolfiore verde al curry alla quale ho pensato di aggiungere anche altri ingredienti tipicamente autunnali. E quindi, oltre ad arricchirla con una crema di ricotta e acciughe per dare cremosità e un pizzico di sapidità, ho aggiunto i semi di zucca per dare croccantezza e i chicchi di melagrana per dare un tocco di acidità. E allora eccovi la ricetta.

Vellutata-di-cavolfiore

VELLUTATA DI CAVOLFIORE AL CURRY CON CREMA DI RICOTTA ALLE ACCIUGHE, SEMI DI ZUCCA E CHICCHI DI MELAGRANA

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • un cavolfiore di medie dimensioni (circa 470 g)
  • 1 patata di circa 180 g
  • 1 scalogno
  • 300 g di acqua
  • 30 g di olio evo
  • 100 g di ricotta vaccina
  • 3 filetti di acciuga
  • una manciata di semi di zucca
  • una manciata di chicchi di melagrana
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Pulite il cavolfiore e lavate per bene le cime in acqua fredda. Pelate la patata e tagliatela a pezzetti. Tagliate a fette lo scalogno.
  2. Scaldate l’olio in una cassaruola e rosolatevi lo scalogno, le cime di cavolfiore e la patata a fuoco basso per 5 minuti. Poi versatevi l’acqua. Salate, coprite e fate sobbollire per 30 minuti.
  3. Nel frattempo frullate la ricotta con le acciughe, il pepe e poco sale. Mettete da parte.
  4. Quando le verdure saranno cotte, prendete parte dell’acqua con un mestolo e tenetela da parte. Frullate le verdure, aggiungendo l’acqua se necessario e fino a raggiungere la consistenza desiderata.
  5. Porzionate la vellutata, completate con la crema di ricotta, i semi di zucca e i chicchi di melagrana e servite.

 

 

 

 

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QUELLA VOLTA IN CUI PROVAMMO A DIMAGRIRE…PANE INTEGRALE ALLA CRUSCA DI AVENA E SALVIA

Pane-integrale-crusca-di-avena-e-salviaC’erano una volta tre amici che volevano perdere qualche chilo di troppo. Del resto era estate e ed era giusto scrollarsi di dosso quelle rotondità che erano state abilmente nascoste sotto la coltre di vestiti invernali. Senza contare che, a breve, avrebbero dovuto partecipare ad un evento mondano a cui tenevano davvero tanto e volevano arrivarci al meglio della loro forma fisica.

I tre amici decisero quindi che si sarebbero fatti forza l’uno con l’altro e avrebbero utilizzato la via più drastica possibile e cioè una microdieta (nel senso che l’avrebbero fatta per pochi giorni) ipocalorica e iperproteica. Per compensare la totale assenza di carboidrati e verdure, si procurarono della crusca di avena da poter utilizzare nello yogurt o per preparare delle gallette o dei biscotti dietetici. Una parte della crusca venne diligentemente utilizzata ma i nostri tre amici erano stati ottimisti e avevano abbondato con le scorte.

Dopo qualche giorno si videro gli effetti della dieta e i tre si godettero soddisfatti la sensazione di guardarsi allo specchio e vedersi se non più magri, quantomeno più sgonfi. Tutti felici e contenti, decisero di sospendere momentaneamente la dieta e godersi la festa per la quale avevano fatto questo sacrificio.

Pane-integrale-crusca-di-avena-e-salviaIntanto la crusca di avena giaceva triste e inutilizzata in attesa di tornare in prima fila quando gli amici avrebbero deciso di fare un nuovo ciclo di dieta. Ma questo non avvenne mai, o quantomeno ad oggi non è ancora avvenuto. E allora cosa fare della nostra povera crusca?

A questo punto, alla fine di questa breve storiella e prima di passare alla ricetta, urgono due paroline. Quello che hanno fatto in nostri tre amici non è proprio una cosa da consigliare. Certamente ci sono momenti in cui si avverte il bisogno di sgonfiarsi un po’ e non posso certo essere io a fare la maestrina (visto che, come avrete capito, una dei tre ero io) ma bisogna sempre essere prudenti e non esagerare.

Eccovi quindi la ricetta di questo buon pane rustico alla crusca di avena, aromatizzato con la salvia della mia piantina. L’odore di salvia che si sprigionerà quando aprirete il forno vi farà passare la voglia di qualsiasi dieta. 🙂

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PANE INTEGRALE ALLA CRUSCA DI AVENA E SALVIA

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INGREDIENTI:

  • 100 g di pasta madre rinfrescata (o 25 g di lievito di birra)
  • 500 ml di acqua tiepida
  • 250 g di farina di frumento integrale
  • 150 g di farina 0
  • 80 g di crusca di avena
  • 1 cucchiaino di sale
  • farina per impastare

COME SI FA:

  1. Mettete la pasta madre rinfrescata in una ciotola. Aggiungete l’acqua. Mescolate finché a pasta non si sarà completamente sciolta.
  2. Mettete le farine e la crusca di avena nella planetaria. Aggiungete il sale e mescolate. Aggiungete il composto di acqua e pasta madre. Azionate la planetaria e tenetela in funzione finché l’impasto non apparirà abbastanza omogeneo. Ci vorranno circa 10 minuti. Considerate che, avendo utilizzato la farina integrale, il composto rimarrà comunque abbastanza appiccicoso.
  3. Mettete l’impasto in una ciotola munita di coperchio. Formate con le mani un panetto ben compatto. Fate lievitare per circa 6 ore (2 ore se state usando il lievito di birra). Vi suggerisco di avvolgere la ciotola in una copeta e di tenerla in un luogo riparato.
  4. Terminato il tempo di lievitazione, infarinatevi bene le mani e riprendete l’impasto, fategli un giro di pieghe (il procedimento è spiegato qui) e adagiatelo sulla leccarda rivestita di carta da forno. Fate lievitare ancora un’ora nel forno con la luce accesa.
  5. Riprendete l’impasto e incidetelo a croce. Nel frattempo scaldate il forno a 250 gradi. Quando il forno sarà ben caldo, informate la pagnotta sul piano centrale e cuocetela per 10 minuti. Poi abbassate la temperatura a 200 gradi e cuocete per altri 20 minuti. Tenete sempre il pane sott’occhio perché i tempi cambiano da forno a forno e il pane potrebbe bruciarsi. Fate raffreddare la vostra pagnotta su una gratella.

IMPARARE A DORMIRE IN PIEDI…SFORMATO DI BIETOLE CON CRUMBLE DI NOCCIOLE

Sformato-bietole-con-crumble-di-noccioleQualche tempo fa (in questo post) vi avevo raccontato di quanto fosse facile muoversi con i mezzi pubblici a Milano. Ecco. Diciamo che al momento urge specificare qualcosina. Non è che rinnego quello che ho scritto. E’ solo che, con l’arrivo dell’autunno, sono un attimo cambiate le condizioni di viaggio.

Tanto per iniziare sembra che la popolazione si sia triplicata. Il parcheggio dove di solito lascio l’auto è già stracolmo dalle sette e dieci del mattino. Il che significa che è necessario partire prima, arrivare lì, guidare nel parcheggio come in una pista di autoscontro schivando le altre auto che vogliono fregarti l’ultimo posto, dormicchiare in macchina per una decina di minuti abbondanti, aspettare il treno che puntualmente è in ritardo.

Al che uno pensa  che il peggio sia passato. Ma non è così. Arriva il treno e ovviamente devi farti il viaggio in piedi perché è già stracolmo. E qui si aprono vari scenari possibili. O ti addentri nel vagone sperando che qualcuno scenda alla fermata successiva. Ma in tal caso sudi sette camice perché il vagone è riscaldato e, anche se non lo è, hai una vasta umanità che emette calore. Oppure rimani davanti alla porta. In questo caso devi mettere in conto di farti tutto (ma proprio tutto) il viaggio in piedi perché i posti liberi nel vagone te li fregheranno quelli che hanno deciso di sudare le sette camicie. Se sei fortunato ti eviti il metallaro con i piedi puzzolenti, il ragazzino che è impegnato a sbaciucchiarsi con la fidanzata e si muove continuamente sbattendoti lo zaino in faccia o il gruppo di uomini in carriera che parlano ad alta voce di cose d’ufficio alle sette de mattino. Non sono figure mitologiche. Io li ho incontrati tutti per davvero. Ah, dimenticavo: l’uomo con la bicicletta pieghevole, che ti occupa lo spazio vitale di un essere umano con la suo amatissimo mezzo di trasporto, e la ragazzina bella e scema che ridacchia con la voce da oca per tutto il viaggio e tu vorresti solo dormire.

Il tutto senza contare che il viaggio, che di media dura mezz’ora, potrebbe raddoppiare la sua durata perché si rompe la porta di un vagone, c’è un guasto al treno precedente ecc. In tal caso potresti anche dover schizzare giù alla velocità della luce, sgomitare con altri disperati come te e individuare un altro treno che ti porti a destinazione.

Sformato-bietole-con-crumble-di-noccioleEd ecco che, come mi è successo con l’aperitivo milanese di cui vi parlavo la scorsa volta, ho avuto una rivelazione mistica. Prima non capivo come facessero alcune persone a stare in piedi nel treno/bus/metro, sballottati a destra e sinistra, e a riuscire addirittura a leggere un libro,  o guardare il tablet o ascoltare la musica o addirittura a chiudere gli occhi.

Adesso lo so. E’ sopravvivenza. Se per mezz’ora o più devi stare in una condizione di disagio, tanto vale estraniarsi, ritirarsi nel proprio angolo e liberare la mente, nell’attesa che questo tempo della tua vita, inutilmente sprecato in questo  modo, abbia un qualsivoglia senso.

E allora, dopo un inizio di giornata così, certamente non mi basta mangiare un semplice piatto di bietole con olio e limone. Non che non siano buonissime anche così. Ma ogni tanto bisogna riempire di contenuto anche le nostre tranquille bietoline di stagione.

Questo sformato con crumble di nocciole è davvero una bontà. Una base gustosa con il tocco in più delle croccanti briciole di nocciole. Davvero uno dei piatti che mi ha dato più soddisfazione. E dopo un piatto così, siamo tutti pronti per ripartire con grinta. Eccovi, quindi, la ricetta.

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SFORMATO DI BIETOLE CON CRUMBLE DI NOCCIOLE

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INGREDIENTI (per una teglia quadrata di 22 cm):

  • 1,1 kg di bietole
  • 2 scalogni
  • 2 dl di latte
  • 130 di farina
  • 3 uova
  • 60 g di grana grattugiato
  • noce moscata
  • timo
  • 50 g di granella di nocciole
  • 110 g di burro
  • 2 cucchiai di olio evo
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Riunite in una ciotola 50 g di burro morbido, 80 g di farina, la granella di nocciole, 20 g di grana, alcune foglioline di timo, un pizzico di sale e lavorate il tutto con la punta delle dita ottenendo un composto granuloso. Copritelo e lasciatelo riposare in frigo.
  2. Lavate bene le bietole, toglietele dall’acqua e cuocetele con la loro acqua in un’ampia padella. Una volta cotte, tritatele finemente. Ripassatele poi in padella con l’olio e gli scalogni sbucciati e tritati. Salate, pepate e cuocete a fuoco medio finché non saranno asciutte.
  3. Fate tostare la farina rimasta in una casseruola con 50 g di burro fuso. Togliete dal fuoco, aggiungete il latte caldo e poi, mescolando energicamente, proseguite la cottura finché il composto non si sarà rassodato per bene. Ci vorranno pochi minuti. Il composto risulterà parecchio denso, quasi solido. Spegnete, salate, pepate e aromatizzate con la noce moscata.
  4. Fate raffreddare la besciamella e poi unite le uova una alla volta, le bietole e il grana rimasto. Versate il composto in una teglia quadrata da 22 cm rivestita di carta da forno. Distribuite sulla superficie dello sformato il crumble sbriciolandolo bene con le mani.
  5. Cuocete in forno a 180 gradi per 30-40 minuti. A cottura ultimata fatelo intiepidire e sformatelo aiutandovi con la carta da forno. Servite tiepido.

HALLOWEEN ALL’ITALIANA…TAGLIATELLE DI SEGALE CON ZUCCA, ZENZERO E SALVIA CROCCANTE

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccanteE anche Halloween è alle porte. Avrei potuto inondare il blog con ricette di biscottini a forma di ragno, dita mozzate, finte zucche ripiene. Ma qualcosa ha giocato a mio sfavore. E dentro di me so anche che cosa…

Purtroppo (o per fortuna) faccio parte di quella generazione che non è cresciuta con Halloween. O meglio, quando ero ragazzina e adolescente io, guardavo i festeggiamenti per Halloween soltanto nei film americani. In Italia non si festeggiava, non c’era mostri, non c’era “dolcetto o scherzetto”, non c’erano zucche illuminate. Niente di niente.

Poi è arrivata la globalizzazione  e tutto il mondo è diventato un unico grande paese. E allora può succedere che in qualsiasi parte del mondo puoi mangiare messicano o indiano o giapponese. E può succedere che, se vai in Danimarca e trovi un negozio particolare che non avevi mai visto, poi torni a casa e un giorno improvvisamente capisci che è una catena e che l’hanno aperta anche a Milano. E può succedere che Halloween ormai si festeggi ovunque.

Tagliatelle-segale-con-zucca-zenzero-e-salvia-croccanteAnche se sono sempre aperta a sperimentare nuove ricette, con Halloween continuo a fare un po’ di fatica. Nel senso che non la sento come una mia festa e quindi la mia creatività in cucina è molto meno attiva. Ma quest’anno ho deciso che dovevo fare qualche passo in avanti.

E allora intanto sono andata a seguirmi un bell’evento della Scuola della Cucina Italiana tutto dedicato ad Halloween. Tanto per accaparrarmi qualche bella ricetta da provare all’occorrenza.

E poi ho pensato che anche io potevo festeggiare Halloween, ma a modo mio e cioè all’italiana. Ossia con una bella pasta e con l’ingrediente per eccellenza di Halloween, la zucca. E allora vai con una bella tagliatella, che più italiana di così si muore. E vai con una bella zucca. La tagliatella ho provata a farla con un pochino di segale, per renderla un pochino più rustica e al condimento ho aggiunto un po’ di zenzero per dare una nota di piccantezza al sapore dolce della zucca. La nota croccante è data dalle foglioline di salvia, fritte appunto fino a diventare croccanti. Eccovi quindi la ricetta e buon Halloween a tutti voi!

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TAGLIATELLE DI SEGALE CON ZUCCA, ZENZERO E SALVIA CROCCANTE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

Per le tagliatelle:

  • 100 g di farina 0
  • 100 g di farina di segale
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale

Per il condimento:

  • 300 g di zucca mondata
  • 12 foglioline di salvia
  • 1 pezzo di zenzero fresco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 60 g di burro
  • sale
  • pepe

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto delle tagliatelle. Mescolate le due farine e il sale. Versatele sulla spianatoia disponendole a fontana e facendo un bel buco ampio al centro. Sgusciate le uova e sistematele con delicatezza nel buco. Con una forchetta iniziate a sbattere le uova e pian piano incorporate la farina. Quindi lavorate l’impasto con le mani per 5-6 minuti.  Quando avrete ottenuto un bell’impasto omogeneo lasciatelo riposare per 30 minuti coperta da un piatto o avvolta nella pellicola.
  2. Nel frattempo tagliate la zucca a piccoli pezzi e tenetela da parte.
  3. Fate sciogliere il burro in un’ampia padella. Unitevi lo spicchio d’aglio sbucciato e schiacciato e le foglioline di salvia. Quando le foglie saranno diventate croccanti, prelevatele e mettetele da parte. Poi eliminate l’aglio.
  4. Trasferite la zucca nella padella. Aggiungete lo zenzero grattugiato, il sale, un po’ di pepe e un mestolino di acqua. Coprite e cuocete per 6-7 minuti.
  5. Mettete a bollire l’acqua per le tagliatelle. Quindi tirate la pasta con l’apposita macchinetta.
  6. Cuocete le tagliatelle e quando saranno pronte, trasferitele nella padella con la zucca. Mescolate bene e preparate le porzioni. Aggiungete quindi su ogni piatto le foglioline di salvia croccante e servite.

GENESI, UTILITA’ ED EVOLUZIONE DELL’APERITIVO MILANESE. APERITIVO DI MELE, AGRUMI E SPEZIE

Aperitivo-mele-agrumi-spezieTendenzialmente non amo l’aperitivo, tantomeno il cd. apericena. Ve ne avevo già parlato in un altro post.

Spesso mi sono chiesta quale fosse l’utilità dell’aperitivo. Sei lì che ti ingozzi di porcherie, (perché quando sei lì è ovvio che ti fai prendere dalla golosità più becera), hai un tempo limitato per ingozzarti (perché poi ad un certo punto ti sbattono fuori), torni a casa con l’acidità di stomaco perché hai mangiato tanto e pure velocemente e la mattina dopo ti senti in colpa perché pensi che, se proprio dovevi ingurgitare calorie, era meglio farti una bella cena seduto  ad un tavolo con un minimo di calma e atmosfera. Fino a qualche tempo fa pensavo questo.

Poi sono venuta a Milano. E ho capito che l’aperitivo poteva nascere solo a Milano. Perché qui ha un sua intrinseca utilità. Se la gran parte delle persone esce dal lavoro dalle 18 in poi e abita nell’hinterland milanese e la mattina deve lavorare, è allora (e solo allora) che l’aperitivo milanese manifesta la sua utilità. Piuttosto che tornare a casa, cambiarsi e uscire di nuovo – cosa chiaramente improbabile – è evidente che è meglio fare tutta una tirata e curare le relazioni sociali con un bell’aperitivo. E poi tutti a casa a dormire.

Aperitivo-mele-agrumi-spezieE allora ho iniziato ad apprezzarlo pure io. E a vederne l’utilità. Così come anche ho preso l’abitudine di approfittare di eventi “dopolavoro” in modo tale da poter rientrare a casa a un orario decente e senza grosse difficoltà. Uno di questi eventi è stato uno showcooking proposto dalla Scuola della Cucina Italiana in cui si parlava del nuovo trend della cucina healthy e si suggerivano ricette orientate in tal senso.

Tra queste c’era anche l’aperitivo che vi propongo oggi. Perchè è vero che ci sono locali in cui si continuano a servire aperitivi pieni di zucchero e di sostanze insalubri ma la nuova frontiera e senza dubbio quella di una cucina più attenta alla salute, che non vuole impedirci di vivere eventi mondani e di socializzazione ma vuole fornirci spunti per viverli in maniera un pochino più attenta. Così possiamo farci l’aperitivo senza svegliarci la mattina dopo con lo stomaco che grida vendetta. 🙂

Niente di meglio quindi di una bella bevanda alla frutta, arricchita dalle note pungenti dello zenzero e del pepe rosa. Eccovi allora la ricetta facile facile di oggi.

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APERITIVO DI MELE, AGRUMI E SPEZIE

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INGREDIENTI (per 4 persone):

  • 2 mele
  • 2 arance
  • 2 pompelmi
  • zenzero
  • pepe rosa in grani
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 160 ml di acqua tonica/acqua frizzante/prosecco/acqua e zucchero (io ho usato l’acqua tonica)

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COME SI FA:

  1. Lavate la frutta. Pulite gli agrumi a vivo e pelate le mele. Tagliate quindi tutto a pezzi e mettetel nel frullatore.
  2. Aggiungete un pezzetto di zenzero e il pepe rosa e azionate.
  3. Mettete il composto in un brocca e aggiungete l’acqua tonica.
  4. Mescolate con un cucchino e servite.

A GRANDISSIMA RICHIESTA…LA TORTA PAESANA (O TORTA DI PANE E CACAO)

Torta-paesana-pane-cacao“Cosa ti faccio: la crostata o la torta paesana?”. “La torta paesana”. “Cosa ti faccio: la torta magica o la torta paesana?”. “La torta paesana”. “Ma non volevi provare la hot milk sponge cake?”. “La torta paesana”.

A questo punto la volontà espressa dal popolo di casa mia era abbastanza chiara. Non potevo esimermi. Anche perché devo mimetizzarmi nel territorio. E qui in Brianza in questi giorni è tutto un tripudio di sagre e feste in cui la torta paesana la fa da padrone. Non esiste situazione in cui la torta paesana non sia presente. Alla sagra della patata di Oreno il dessert era la torta paesana. Alla sagra del gorgonzola idem. Senza contare che a Lissone è proprio la protagonista solitaria della festa. E tutte le donne di Lissone la preparano con la loro ricetta. Ci pensate che figata è assaggiare le varie versioni? 🙂

E pensare che tempo fa, quando non conoscevo la Brianza e non potevo minimamente immaginare che prima o poi mi sarei ritrovata qui, mi ero casualmente imbattuta in questa torta. E mi aveva colpito, tanto che l’avevo riportata nel mio libretto verde delle ricette. Ricordo perfettamente che l’avevo copiata da un numero della Cucina Italiana che mi aveva fatto sfogliare la mia amica. Ed è notevole questa cosa, visto che è passato un bel po’ di tempo. Sarà stato un segno del destino?

Torta-paesana-pane-cacaoFatto sta che adesso la torta paesana ha trovato concretamente spazio nella mia cucina. Con estrema gioia del mio “coinquilino” brianzolo, che piano piano se la è sbafata a colazione, merenda e dopo cena.

Si tratta di una preparazione davvero rustica, che è utilissima per consumare alcuni ingredienti che necessitano di essere utilizzati al più presto. Pane raffermo, latte burro, uova, biscotti secchi, amaretti, un po’ di cacao. Tutte cose sempre presenti nelle case di una buona massaia. Il tutto arricchito da uvetta, canditi e pinoli.

Unico consiglio importante. Tenete il pane a mollo proprio per tre ore e non di meno. Più di tre ore va bene lo stesso, ma di meno no. E’ importante che i componenti secchi si idratino per bene, per fare in modo che la torta risulti sufficientemente umida. Eccovi quindi la ricetta.

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LA TORTA PAESANA (O TORTA DI PANE E CACAO)

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INGREDIENTI:

  • 150 g di pane raffermo
  • 150 g di amaretti
  • 150 g di zucchero
  • 80 g di burro
  • 70 g di biscotti secchi
  • 50 g di cacao amaro
  • 30 g di uvetta
  • 3 uova
  • 20 g di pinoli
  • 20 g di cedro candito
  • 1/2 litro di latte intero
  • scorza grattugiata di limone
  • 1 pizzico di sale

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COME SI FA:

  1. Portate ad ebollizione il latte con il burro e lo zucchero.
  2. Passate il pane nel mixer. Aggiungete gli amaretti e i biscotti e tritate nuovamente.
  3. Mettete il pane, gli amaretti e i biscotti tritati in un’ampia ciotola con l’uvetta e un pizzico di sale.
  4. Unite la miscela di latte caldo e la scorza di limone. Amalgamate bene e lasciate riposare il composto per 3 ore mescolando spesso. Se è troppo asciutto, unite ancora poco latte caldo.
  5. Trascorse le 3 ore, unite al composto le uova, una alla volta, alternandole con il cacao ben setacciato. Incorporate il cedro candito e i pinoli.
  6. Trasferite il composto in uno stampo rotondo di 24 centimetri, foderato con carta da forno. Livellate bene. Se vi piace, cospargete la torta con altri pinoli e con altra uvetta ammorbidita in acqua tiepida e ben strizzata. Cuocete per 1 ora a 170 gradi. Servite tiepida.

AUTUNNO, NUOVI PROGETTI E NUOVE RICETTE. TRECCIA DOLCE VARIEGATA AL CIOCCOLATO

Treccia-variegata-al-cioccolatoIn autunno si incominciano i nuovi progetti. O quantomeno si è nelle condizioni ottimali per iniziarli davvero. Molto più che a gennaio, quando i nuovi progetti riusciamo solo a pensarli dal momento che torniamo stanchi dalle grosse mangiate e preoccupati solo di riuscire a portare a termine il “progetto dieta”. Dalle vacanze, invece, tutti tornano belli carichi, ansiosi di prolungare l’energia positiva dell’estate anche nelle giornate uggiose. Sembra cosa non facilissima…I nuovi progetti di certo aiutano…

Intorno a me ne stanno fioccando tanti…C’è chi fa teatro, chi ha ripreso la palestra, chi vuole iniziare un corso di chitarra, o un corso di cucina…Dal canto mio ho deciso di limitare la lista a sole due cose, sperando che il numero esiguo mi aiuti a essere determinata e perseverante.

Primo progetto: fare un po’ più di movimento. Ma senza esagerare. Tanto ormai si sa, non sono una donna super sportiva. Diciamo che la vita milanese aiuta a tenersi snelli, ma da sola non basta. Per questo mi sono iscritta a un corso di yoga che vorrei portare avanti fino all’estate. Cosa che peraltro dovrebbe aiutarmi anche a essere un po’ più tranquilla. Il che non guasta mai.

Treccia-variegata-al-cioccolatoSecondo progetto: sperimentare nuove ricette. E con questo non intendo solo sperimentare ricette che non ho mai provato, ma intendo soprattutto cucinare tipi di alimenti su cui non mi sono mai cimentata o lo ho fatto abbastanza. Indubbiamente è più facile rifugiarsi su preparazioni che rientrano maggiormente nelle nostre corde. Ma così si cresce meno. E io voglio crescere. O quantomeno ci voglio provare.

Perciò ben vengano i nuovi piatti e le nuove ricette. Tipo quelle col pesce. O le zuppe. O le torte di pan di spagna. O le trecce di lievitati. O i lievitati bicolor. O le trecce lievitate bicolor. Come quella di oggi. Le forme intrecciate e i vortici colorati di queste preparazioni mi hanno sempre affascinato. Urgeva un primo esperimento. Ovviamente ci sono margini di miglioramento, ma direi che posso essere abbastanza soddisfatta. Eccovi quindi la ricetta.

Treccia-variegata-al-cioccolato

TRECCIA DOLCE VARIEGATA AL CIOCCOLATO

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INGREDIENTI:

  • 570 g di farina 0 + quella per la lavorazione
  • 120 g di zucchero
  • 25 g di cacao amaro
  • 25 g di lievito di birra fresco
  • 2 uova
  • 2 dl di latte
  • burro
  • 3 cucchiai di olio evo
  • sale

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COME SI FA:

  1. Preparate l’impasto bianco. Sbriciolate 12,5 g di lievito di birra in una terrina (o nell’impastatrice). Versate 1 dl di latte tiepido e iniziate a mescolare finché il lievito non si sarà sciolto. Unite quindi 1,5  cucchiai di olio, 1 uovo leggermente sbattuto e 60 g di zucchero. Continuate a mescolare. Quando lo zucchero si sarà sciolto aggiungete 1 pizzico di sale e 300 g di farina un cucchiaio alla volta e impastate più energicamente (se state usando l’impastatrice aumentate la velocità). Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo, trasferitelo in una ciotola, coprite con la pellicola e fate lievitare almeno per 1 ora e mezza in un luogo tiepido.
  2. Preparate l’impasto al cacao. procedete come al punto 1 utilizzando gli ingredienti rimasti e mescolando alla farina il cacao.
  3. Sul piano infarinato stendete l’impasto bianco in u rettangolo di 18×24 e quello al cacao in un rettangolo di 15×22 cm. Adagiate la striscia al cacao sopra quella bianca, ripiegate a metà e comprimete gli strati col mattarello. Dividete l’impasto a metà nel senso della lunghezza, sovrapponete le due parti e comprimete nuovamente col matterello. Ripetete l’operazione per 3-4 volte e otterrete l’impasto a righe.
  4. Passate ancora una volta il matterello sull’impasto e dividetelo, nel senso della lunghezza in 3 strisce. Formate 3 cordoncini e intrecciateli. Trasferite la treccia in uno stampo da plum cake di 12×25 cm, imburrato e rivestito di carta da forno. Lasciate lievitare per 30 minuti. Infornate a 220 gradi per 5 minuti, quindi abbassate la temperatura a 200 e continuate la cottura per altri 20-25 minuti. Sformate e lasciate raffreddare la treccia su una griglia.